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venerdì 27 dicembre 2013

I MIGLIORI FILM 2013 DI PENSIERI CANNIBALI, DALLA 30 ALLA 21


La classifica dei film preferiti nel corso del 2013 qui su Pensieri Cannibali non conosce pause. Giorni di festa o meno, si va avanti a oltranza e si sale più su. Dopo le posizioni dalla 40 alla 31 visionate ieri, oggi è la volta delle pellicole dalla 30 alla 21.
Pronti?
Via!

30. Before Midnight
Ce la farà questa volta Ethan Hawke a scaricare la Delpy?
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
A una ventina d'anni di distanza da Prima dell'alba, Ethan Hawke continua a stare insieme a Julie Delpy. Date un Oscar a quest'uomo... per la recitazione?
No, per la sopportazione.

Pregi
- Non è solo un sequel, ma un terzo capitolo di quella che ormai è diventata una saga indie. Ed è al livello dei due precedenti: incredibile!
- È sempre un piacevole rivedere cosa combinano Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy), anche se lei non ricordavo fosse tanto odiosa...
- L'ambientazione greca.
- Dialoghi ancora una volta brillantissimi e un finale eccellente.

Difetti
- Si tratta pur sempre di un terzo capitolo, quindi alcune idee cominciano a essere un po' riciclate.
- Belli, bellissimi i dialoghi, ma certo che questi due non stanno zitti manco un secondo...

Scena cult
Il finale


29. Killer in viaggio
Ammazza che vacanze!
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Tina e Chris vogliono andare in vacanza. Visto che Columbine e Auschwitz a loro sembrano dei posti troppo allegri, decidono di fare un tour per la campagna inglese. Ammazzando chi gli capita a tiro.

Pregi
- Film cattivissimo e con uno humour nero diabolicamente divertente.
- I due protagonisti sono una delle coppie più strambe mai viste sullo schermo.
- La colonna sonora molto anni '80, usata in maniera ironica e magistrale in alcune sequenze chiave.

Difetti
L'idea della coppia criminale non è poi nuovissima, si vedano Bonnie e Clyde, Natural Born Killers o il recente God Bless America.

Canzone cult
Frankie Goes to Hollywood "The Power of Love"

28. Mood Indigo - La schiuma dei giorni
In the mood for indigo
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Romain Duris e Audrey Tautou inventano un nuovo ballo: lo sbircia sbircia. Il video dei due che danzano finisce su YouTube, fa milioni di visualizzazioni e loro diventano più famosi di PSY e degli Ylvis, quelli di "The Fox". Ovvero, tempo due giorni e nessuno si ricorderà più chi sono.

Pregi
- Prima parte molto frizzante.
- Alcune scene di pura meraviglia, come il primo appuntamento "volante" dei due protagonisti.
- Michel Gondry mette a disposizione tutto il suo talento e le sue invenzioni visive. Non avendo ancora letto il romanzo di Boris Vian da cui è tratto il film non so quanto ci sia di suo e quanto dello scrittore francese, però ce comunque abbastanza di che godere.

Difetti
- Nella seconda parte, quella più drammatica, non tutto funziona alla perfezione.
- Michel Gondry ha fatto di meglio. Però oh, è pur sempre un film di Michel Gondry.
- Audrey Tautou: ancora non riesco a capire se più mi piace o più non mi piace. E forse non lo capirò mai.

Ballo cult
Lo sbircia sbircia, sulle note di "Chloé" di Duke Ellington.

27. Solo Dio perdona
Solo Dio ha più fans di Ryan Gosling
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Ryan Gosling alle prese con una terribile storia di vendetta: qualcuno gli ha fregato lo stilosissimo giubbotto con lo scorpione di Drive e così lui non trova pace finché non lo trova. Una volta beccato il responsabile del furto, il solito orientale fissato con il karaoke, gli dice: "Sei un bruttone e con te non ci gioco più," e se ne va via gridando: "Voglio la mamma!".

Pregi
- Nicolas Winding Refn gira alla grandissima, la fotografia è fantastica e visivamente la pellicola è uno splendore.
- Ryan Gosling alle prese con uno dei suoi tipici personaggi silenziosi pur senza strafare regge molto bene.
Kristin Scott Thomas nei panni della madre di Ryan Gosling è idolesca. Ed è pure una bella MILFona.

Difetti
- Pellicola emotivamente freddina.
- Il tema della vendetta non è proprio nuovissimo...
- Nicolas Winding Refn dirige sempre alla grande, ma il film nel complesso non è all'altezza del suo precedente Drive.

Canzone cult
Proud "Tur Kue Kwam Fun (You're My Dream)"


26. Come un tuono
Come fregare le fans di Ryan Gosling
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Ryan Gosling gira un film in auto e fa la figura del figo. Poi ne fa un altro in motocicletta ed è ancora più figo. Quindi decide di darsi al triciclo ed è figo pure lì sopra. Ma come fa?

Pregi
- Ryan Gosling in moto.
- Più che un film solo, sono 3 film in uno.
- La prima parte ricorda Drive. E la cosa non dispiace.
- Bella la parte conclusiva con i due attori rivelazione Emory Cohen e Dane DeHaan (quest'ultimo già visto anche in Chronicle).

Difetti
- Eva Mendes imparare a recitare proprio no, eh?
- La seconda parte del film è decisamente inferiore alla prima e alla terza.

Attore cult
Ryan Gosling

25. Wolf Children
Giovani lupi mannari crescono, e senza manco mettersi a torso nudo
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Hana fa sesso non protetto con un lupo mannaro e 9 mesi dopo gli nasce una figlia lupacchiotta. Passa un po' di tempo, Hana va con un altro lupo mannaro e altri 9 mesi dopo gli nasce un figlio, anch'esso lupacchiotto. Al che realizza una cosa: "La devo smettere di andare con tutti 'sti lupi e accoppiarmi con un'aquila. Io so' della Lazio!"

Pregi
- Un film su dei lupi mannari che non sconfina nei territori del teen-fantasy. Miracolo dell'anno!
- Una pellicola d'animazione giapponese dallo stile delicato e incantato al livello dei migliori lavori di Hayao Miyazaki, nonostante in questo caso la regia sia di Mamoru Hosoda.
- Wolf Children alterna bene momenti comedy e drama, in alcuni momenti sa far scoppiare la risata, in altri emoziona non poco.

Difetti
- Qualche lungaggine di troppo qua e là.

Personaggio cult
Yuki

24. La fine del mondo
Cornetto alla birra
LEGGI LA MIA RECENSIONE

Trama semiseria
Degli ex compagni di liceo si ritrovano dopo anni per fare un tour alcolico dei pub della loro cittadina e bere quanta più birra possibile. A causa di uno sciopero dei Forconi, tutta la birra proveniente dalla Germania è però bloccata sul confine con l'Austria e in vendita resta solo la birra marca "birra". Per il gruppo di amici, questa è davvero "la fine del mondo".

Pregi
- Una delle commedie più spassose dell'anno, ma possiede anche un velo di nostalgia non da poco.
- Degnissima ed epica chiusura per la Trilogia del Cornetto firmata da Edgar Wright e con protagonisti Simon Pegg e Nick Forst.
- La vicenda fantascientifica, per quanto piuttosto elementare e parecchio ironica, funziona meglio della maggior parte delle pellicole sci-fi "serie" viste di recente.
- Ottima colonna sonora primi anni '90 con Blur, Suede, Happy Mondays e altre figate made in Britain.
- Birra. Tanta birra.

Difetti
- Il tema della rimpatriata tra ex compagni di scuola non è proprio il più innovativo o mai visto nella storia del cinema. Stesso discorso per quanto riguarda l'invasione aliena.
- Finale così così.

Personaggio cult
Gary The King (Simon Pegg)

23. To the Wonder
Terrence Malick si crede Dio e forse lo è veramente
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Trama semiseria
Ben Affleck si fa Olga Kurylenko e poi si fa Rachel McAdams, mentre fuori dal set si fa pure Jennifer Garner.
Insomma, Ben Affleck si fa un sacco di figa.

Pregi
- Lo stile registico di Terrence Malick. Tanti lo imitano, nessuno le eguaglia.
- Il cinema di Malick non va considerato come narrativa, ma come poesia. E To the Wonder è una poesia meravigliosa.
- 'Sta Olga Kurylenko non è solo una bella donzella, ma quando si impegna sa essere pure un'attrice valida.

Difetti
- Non raggiunge i livelli paradisiaci di The Tree of Life (fatevi il segno della croce ogni volta che nominate questo film, per favore) di cui rappresenta una specie di fratellino minore, ma comunque non è privo di un fascino tutto suo.
- Le scene girate con Jessica Chastain sono state tagliate nel montaggio finale. Whaaat?
- Terrence, non potevi tagliare le sequenze con Javier Bardem?
- Ben Affleck è meglio come regista che come attore. Su questo pochi dubbi.

Scena cult
Lo strip di Olga Kurylenko al supermercato.

22. Il passato
Il passato di verdura fa schifo, Il passato il film no
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Trama semiseria
L'iraniano Ahmad torna in Francia apposta per divorziare da Bérénice Bejo.
Ma è scemo?

Pregi
- Il regista Asghar Farhadi dopo Una separazione ha realizzato una nuova storia su una separazione, ancora più intricata a livello di sceneggiatura e più matura a livello registico.
- È un dramma teso come un thriller.
- Un cast da applausi dove, tra i bravi Ali Mosaffa e Tahar Rahim, viene fuori per intensità soprattutto Bérénice "The Artist" Bejo.

Difetti
I dialoghi sono di ottimo livello ma forse sono persino troppi, visto che i momenti migliori della pellicola sono paradossalmente proprio i pochi senza parole.

Attrice cult
Bérénice Bejo

21. Oh Boy, un caffè a Berlino

Trama semiseria
Tom Schilling è un ragazzo di Berlino che non ha mai bevuto un caffè, un vero caffè espresso italiano, in vita sua. Un giorno decide allora che non può più vivere senza averlo provato e gira per tutta la città cercandone uno. Allo Starbucks non se ne parla, nei ristoranti gli danno solo dei crauti, nei pub servono solo birra a fiumi, allo zoo i ragazzi vogliono venderli giusto della droga. Alla fine entra in un barettino gestito da un italiano che gliene fa uno, lo beve e si lamenta: "Ma che schifo, è amaro!". Il ragazzo si ritrova a questo punto senza più uno scopo nella vita.

Pregi
- È uno di quei piccoli gioiellini di cui innamorarsi, senza capirne nemmeno bene il motivo.
- Oh Boy è una pellicola con uno humour grottesco perfetta per una visione piacevolmente leggera, eppure in grado di lasciarti dentro anche qualcosa di profondo.
- Il bianco e nero farà molto radical-chic, ma ci sta alla grande.

Difetti
Si tratta dell'opera prima del regista tedesco Jan Ole Gerster e, insieme alla freschezza, ciò comporta pure la presenza di qualche ingenuità e di qualche passaggio a vuoto. Com'è giusto che sia, per un esordiente.

Attore cult
Tom Schilling


venerdì 20 settembre 2013

IL FAVOLOSO MONDO DI GONDRY




Mood Indigo – La schiuma dei giorni
(Francia, Belgio 2013)
Titolo originale: L’écume des jours
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry, Luc Bossi
Ispirato al romanzo: La schiuma dei giorni di Boris Vian
Cast: Romain Duris, Audrey Tautou, Omar Sy, Gad Elmaleh, Aïssa Maïga, Charlotte Lebon, Michel Gondry, Philippe Torreton, Natacha Régnier, Kid Creole
Genere: fuori
Se ti piace guarda anche: Wrong, L’arte del sogno, Holy Motors, Il favoloso mondo di Amélie

Sono pazzi questi francesi. Guardi una pellicola come Wrong di Quentin Dupieux, o un qualsiasi film o video di Michel Gondry e pensi che questi stanno tutto il giorno sotto la Tour Eiffel a bere assenzio. Probabilmente vivono davvero così.
Probabilmente viveva così anche Boris Vian, lo scrittore autore del libro La schiuma dei giorni (L’écume des jours) che non ho letto e che fino a qualche giorno fa nemmeno conoscevo, come i miei attenti lettori mi hanno subito fatto notare. In attesa di recuperarlo, mi è quindi impossibile stabilire quanto ci sia del lavoro di Vian dentro questo film. Quel che so per certo è che questo è un Gondry al 100%. Gli ipogondryaci sono avvertiti.
Michel Gondry vestito per casa.
Se anche questo film non fosse autografato, come un quadro anonimo, sarebbe semplice risalire al suo Autore. Come ne L’arte del sogno, ancor più che ne L’arte del sogno, Gondry è tornato a controllare ogni aspetto della sua Opera, dimenticando la sbandata commerciale, comunque nemmeno troppo malvagia, di The Green Hornet. Il talentuoso regista francese ha così preso la visione di Vian, l’ha inserita dentro il suo mondo e l’ha fatta sua. O almeno così sembra.

Cosa potete trovare quindi in Mood Indigo – La schiuma dei giorni?
Tutto il favoloso mondo di Gondry.
Ci sono le invenzioni grafiche che fanno strabuzzare gli occhi, come i piatti in movimento, che rimandano alle animazioni pazzesche di alcuni suoi vecchi videoclip come “Human Behaviour” di Bjork e “Fell in Love with a Girl” dei White Stripes, così come alle magie visive di “Let Forever Be” dei Chemical Brothers e “Like a Rolling Stone” versione Rolling Stones.
Ci sono gli animali umanizzati, o se lo considerate meno razzista possiamo definirli umani animalizzati, come nel capolavoro “Army of Me” di Bjork, nettamente uno dei miei videoclip musicali preferiti di sempre.
Ci sono le inquadrature dei palazzi dall’esterno versione Hitchcock ancora più guardone come in “Protection” dei Massive Attack.
C’è un pianoforte che trasforma le note in alcool, così come nel coreografico video di “Around the World” dei Daft Punk ogni “ballerino” presente rappresentava un differente strumento usato nella canzone.

Gondry si sposta solo con Trenitalia.
C’è il colore vivo della prima parte del film che poco a poco si spegne, si ingrigisce, fino a trasformarsi in un completo bianco e nero, come se ci trovassimo in un Pleasantville (lavoro questo di Gary Ross, non di Gondry) al contrario. Un b/n che rimanda ad altri suoi lavori come la clip di “Isobel” di Bjork e il geniale spot firmato per la Levi’s, così come l’alternarsi tra colore e bianco e nero il Gondry l’aveva già sperimentato con lo spettacolare “Everlong” dei Foo Fighters e l’enorme “Bachelorette” ancora di Bjork, in cui tra l’altro si gioca in maniera simile con la metanarrazione.
C’è la predilezione di Gondry per il treno, che svolgeva un ruolo cardine in Se mi lasci ti cancello e già mezzo protagonista nei video “Star Guitar” dei Chemical Brothers e in “Knives Out” dei Radiohead. Proprio in quest’ultimo compariva un Thom Yorke versione topo e pure qui in La schiuma dei giorni rieccolo, non Thom Yorke, ma comunque un topolino umanizzato.

"Dici che dovremmo vendere il brevetto a Marchionne?"
"Si attacchino gli italiani. Cediamolo alla Peugeot o alla Renault o alla Citroen."
Mood Indigo o La schiuma dei giorni o L’écume des jours che lo si voglia definire è quindi un lavoro profondamente autoreferenziale, un po’ come, e forse ancor di più, di To the Wonder di Terrence Malick. Michel Gondry se la canta e se la suona, si diverte un mondo a regalarci una visione del mondo suo, senza filtri. Esagera talmente con l’egocentrismo che si autoregala persino una parte da attore, nelle vesti di dottore.
Un film come Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), in cui pure sono presenti molte sue tematiche tipiche, riusciva ad essere più comunicativo, a rivolgersi a un pubblico magari non di massa eppure più ampio. Mood Indigo ha invece un mood solitario, chiuso in se stesso. Ci va un pochino di pazienza per riuscire a penetrare la sua corazza visiva spettacolare e a sentire battere il suo cuore. Una volta accettata l’unica regola di Gondry, di Vian e del loro folle mondo unificato, ovvero che non esistono regole razionali, si entra dentro la loro visione e non si vorrebbe uscirne più. A un certo punto scatta qualcosa e si arriva nel cuore di un film che non gioca con i facili sentimentalismi, eppure riesce in qualche modo a rimanerti dentro. A emozionarti.

"Solo perché siamo francesi, non dobbiamo per forza fare un ménage à trois."
"Ahahaah."
"Eh no, che te ridi, quasi amico? Giù le mani da Amelie."
Se il vero grande protagonista della pellicola è lui, Michel Gondry, al suo interno possiamo intravedere anche dei comprimari: gli attori principali Romain Duris, sempre più convincente minuto dopo minuto, e una Audrey Tautou dritta dal suo favoloso mondo che a tratti risulta odiosa e a tratti no e non ho quindi ancora risolto uno dei misteri del mio mondo: “Ma a me Audrey Tautou piace o non piace?”.
Bravi anche gli attori secondari, dal simpatico quasi amico Omar Sy in versione irresistibile seduttore a Gad Elmaleh già intravisto in Dream Team, più due volti femminili da tenere d’occhio, quello afro di Aïssa Maïga e quello da bambola di porcellana di Charlotte Lebon, oltre all’apparizione del cantante Kid Creole nei panni del jazzista Duke Ellington.
E a proposito di Duke Ellington, è un altro dei personaggi principali della pellicola. I suoi brani regalano una frizzante atmosfera jazz alla prima parte del film, risultando un personaggio aggiunto, non solo un accompagnamento di sottofondo. “Chloé” è un suo pezzo, ma è anche il nome della protagonista femminile ed è inoltre usato nella scena del ballo cult del film, lo sbircia sbircia, così come un altro suo brano è “Mood Indigo”, usato come titolo per la pellicola negli USA e pure da noi. Per quanto riguarda la parte musicale, il Gondry sembra quindi sia stato molto fedele a Boris Vian, che all'inizio de La schiuma dei giorni scriveva: "Sono solo due le cose che contano: l'amore, in tutte le sue forme, con belle ragazze, e la musica di New Orleans e di Duke Ellington. Tutto il resto è da buttar via, perché è brutto..."

Mood Indigo non è allora una pellicola facile, per niente, e non è nemmeno una pellicola perfetta. Non tutto funziona benissimo, la parte drammatica conclusiva è un filo meno riuscita rispetto alla magnifica leggerezza comedy del primo tempo, e nelle due ore e passa c’è il forte rischio di perdersi, noi spettatori così come forse pure lo stesso Gondry. Eppure nella sua straripante, pure troppo, creatività, Gondry ci regala varie pagine di poesia cinematografica, come nel sognante primo appuntamento dei protagonisti, o come ATTENZIONE SPOILER nel loro particolarissimo matrimonio o nella loro luna di miele FINE SPOILER.

"Rosica, Belen, rosica. Non avrai mai un matrimonio spettacolare quanto il nostro."

Oltre che ai suoi videoclip del passato, la complessità del film rimanda a Synecdoche, New York, il film d’esordio alla regia del suo amichetto e collaboratore Charlie Kaufman. Segno che a entrambi l’ambizione e la creatività certo non mancano. A volte, sembra abbiano persino troppe idee per una pellicola sola ed è il caso di questo Mood Indigo, che può essere visto come un capolavoro mancato, o come uno splendido film non del tutto riuscito. Può essere visto come una creatura più frutto della mente di Vian o più di quella di Gondry o come la folle somma di tutti e due. Due spotless minds, ma più che altro due crazy beautiful minds.
Adesso basta scrivere. Vado a saltare sui letti e, soprattutto, a ballare lo sbircia sbircia.
(voto 7,5/10)



Post apparso anche su L'OraBlù, con il nuovo minimal poster di C[h]erotto.


giovedì 12 settembre 2013

COME TI SPACCIO I FILM DELLA SETTIMANA




L’estate sta finendo e finalmente si comincia a vedere il sole. Non in cielo, intendo al cinema.
Questa settimana escono infatti nei cinema italiani una manciata di film niente male, in grado di farci dimenticare le porcheruole spacciate per pellicole delle scorse settimane.
Non che le porcheruole mancheranno pure questo weekend, statene pur certi. Così come non mancano nemmeno i commenti miei e del blogger più lento del West, il mio rivale Mr. James Ford del saloon cinematografico (siamo sicuri?) WhiteRussian.

"Ah, ho capito, sei uno di quei clienti come Ford che preferiscono
un altro tipo di compagnia... ti vado subito a chiamare The Rock!"
Come ti spaccio la famiglia di Rawson Marshall Thurber
Il consiglio di Cannibal: come fa Ford a spacciarsi per blogger?
Finalmente si ride!
E nemmeno alle spalle di Ford!!!
Dopo tante commedie americane divertenti quanto una battuta del mio blogger rivale, ecco giungere una pellicola tanto spensierata quanto riuscita. Sono ben felice di spacciarvi allora questa pellicola non come un nuovo capolavoro assoluto, ma come una visione più che gradevole. Enjoy.
E se poi non vi piace perché siete dei musoni come Ford, non è colpa mia.
Recensione cannibal coming soon.
Il consiglio di Ford: come si fa a spacciare questa roba per un film divertente!?
Ennesima commediola americana che non promette niente di nuovo e niente di buono, buona giusto per quel pusillanime del mio rivale ma decisamente non nelle corde fordiane, più inclini ad un'autunnale tristezza da rientro al lavoro o ad un bell'action movie da competizione.

"Amelie, ma 'ndocazz m'hai portato?"
Mood Indigo – La schiuma dei giorni di Michel Gondry
Il consiglio di Cannibal: in the mood for Gondry
È ufficiale: Michel Gondry è il regista più odiato dai titolisti italiani. Un odio talmente profondo che al confronto sembra che io e Ford ci vogliamo bene.
Dopo aver deturpato Eternal Sunshine of the Spotless Mind con il titolo da banale romcom Se mi lasci ti cancello, questa volta hanno fatto forse ancora di peggio perché Mood Indigo è diventato… La schiuma dei giorni.
Perché?
A questo punto sarebbe interessante vedere il film soltanto per cercare di capire se dietro c’è un motivo, o se è solo una questione di follia dei nostri titolisti. Al di là di questo, il nuovo film di Gondry merita di essere visto perché… è un film di Gondry e Gondry, dopo la parentesi commerciale comunque non del tutto disprezzabile di The Green Hornet, sembra tornato al cinema che gli riesce meglio e potrebbe averci regalato una nuova chicca. Alla faccia dei titolisti italici.
"Ahahah, venite a vedere che titolo hanno dato al nostro film in Italia."

Il consiglio di Ford: schiumo di rabbia verso i titolisti italiani.
A volte il Cinema riserva misteri che restano leggende, o buchi neri all'interno dei quali nessuno sarà mai in grado di trovare la verità.
Uno di essi è la mente del mio rivale Cannibal Kid, ma un altro ancora più grande e terribile è quello che si annida nello spazio vuoto che intercorre tra un orecchio e l'altro dei titolisti nostrani, pronti a bersagliare ancora una volta Gondry dopo l'ormai mitico Se mi lasci ti cancello.
Onestamente dal trailer non mi sentivo particolarmente attratto da questo nuovo lavoro del suddetto regista, ma anche se si trattasse di qualcosa di agghiacciante in stile Lars Von Trier, dopo una traduzione di questo genere direi proprio che lo vedrò per principio. E magari ne parlerò anche bene.


Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il mare dei mostri di Thor Freudenthal

Il consiglio di Cannibal: Cannibal Kid e gli dei Cinema nel mare dei mostri fordiani
Il primo Percy Jackson non m’era dispiaciuto del tutto, ma onestamente non sentivo un gran bisogno di veder continuare la sua saghetta fantasy. D’altra parte, io odio i sequel in generale e quindi non ne ho mai bisogno, quanto non ho bisogno delle bislacche opinioni di Ford. Eppure ecco che i sequel, così come le cavolate fordiane, sono tra le poche cose sicure al mondo insieme alla morte e alle tasse.
"Ma con cosa s'è messo a parlare, Ford?"
"Boh, quello è pazzo!"
Quanto a questo secondo capitolo in particolare, sembra parecchio deboluccio ma comunque guardabile, anche perché Logan Lerman dopo Noi siamo infinito è diventato un protetto cannibale, mentre Alexandra Daddario è diventata una bella fregna.
Il consiglio di Ford: Il mostro Ford è pronto a mangiarsi Percy Kid alla prima occasione.
Robetta per ragazzini/e degna del mio antagonista nonchè compare di rubrica che neppure sotto tortura deciderò di guardare, sperando in questo modo di preservare il Fordino da un'eventuale futura mania per saghe di poco conto come questa o The Hunger Games, che tanto ha fatto gongolare Katniss Kid.
Già dal trailer questa versione dei poveri di Harry Potter riesce a farmi venire il latte alle ginocchia quasi quanto il declino di Once upon a time.




"Un brindisi a Ford, era un pessimo blogger, quindi un degno rivale per Cannibal."
"Ma guarda che non si è ritirato, purtroppo."
"Vabbé, beviamo lo stesso!"
Una fragile armonia di Yaron Ziberman
Il consiglio di Cannibal: di fragili ci sono solo le ossa del vecchio osteoporotico Ford
Ho già visto questo film e vi dico che merita. Merita per davvero.
All’inizio non ci contavo parecchio, sentivo di pellicola sulla musica classica ad alto tasso di noia fordiana. E invece l’armonia ha un suo ritmo in crescendo, è interpreta in maniera splendida da Philip Seymour Hoffman e dai suoi amichetti che formano con lui un quartetto d’archi più avvincente di un concerto dei Kiss, il gruppo preferito da Ford forse giusto dopo i One Direction. Non che ci andasse molto!
Io quindi ve lo consiglio. Il film, non certo un concerto dei Kiss.
Quanto alla recensione cannibale, ve la beccherete entro breve.
Il consiglio di Ford: una fragile armonia, quella delle ossicine del Cannibale spezzate da Ford.
Film che, reduce dall'assenza per ferie, non ho ancora recuperato, ma che nonostante la presenza di Seymour Hoffman e alcuni pareri positivi - certo non quello del mio rivale, che funge da deterrente -, non riesco a trovare la voglia di vedere.
Sarà che il rientro ha riservato parecchie delusioni, sarà che non mi sento ancora in sintonia con il grande schermo, ma penso che rimanderò, come spesso accade quando leggo di un titolo consigliatissimo su Pensieri cannibali.

"Ford, abbiamo un mandato di cattura internazionale a suo nome
per crimini contro il cinema."
R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà di Robert Schwentke
Il consiglio di Cannibal: F.O.R.D. – Blogger dall’aldilà
Super mega floppone in arrivo dagli Stati Uniti number 1.
Un mix tra crime e fantasy che puzza di trash fin dal trailer, anzi fin dal titolo, e che sembra una roba alla Merd in Black. Spazzatura pura che potrebbe tornare utile per la flop 10 dei peggiori film dell’anno, su Pensieri Cannibali. Su WhiteRussian si candida invece tra i cult del 2013.
Il consiglio di Ford: K. I. D. - Coniglio nell'aldiquà
Onestamente, penso che ci troviamo di fronte ad uno dei potenziali film trash di questi ultimi mesi del 2013.
E penso anche che sarà dura cavare fuori qualcosa di buono da questa visione.
Eppure, per fare fronte alla tristezza del rientro, potrei quasi prendere questa robetta come un antidoto senza pensieri alle brutture della realtà, nonchè a quelle proposte da Cannibal Kid.

"Cacchiarola se sono invecchiato male... quasi peggio di mio fratello James Ford!"
Il potere dei soldi di Robert Luketic
Il consiglio di Cannibal: il potere dei soldi non è mai forte quanto il potere di Cannibal
Super mega floppone in arrivo dagli Stati Uniti number 2.
L’imbalsamato James Harrison Ford ritorna in azione, insieme al fidanzatino (o ex fidanzatino?) di Miley Cyrus, anche meno noto con il nome di Liam Hemsworth.
Pare un thriller old-style di quelli già visti e stravisti fino alla noia che potrebbe interessare giusto i più appassionati del genere, ma l’unico motivo per cui mi sembra degno di una visione, sinceramente, è Amber Heard, che però è tanto gnocca quanto incapace di scegliersi dei film decenti in cui mostrare le sue grazie.
Il consiglio di Ford: il potere di Ford sarà sempre più forte di quello di Cannibal.
Thriller d'azione che pare uscito dritto dritto dagli anni ottanta e che mi ha ricordato, a pelle, l'osceno Follia omicida a New York con DeNiro.
Questa volta tocca al mio quasi omonimo Harrison Ford fare la figura dell'ex attore ormai alla frutta: e in memoria di Indiana Jones e Han Solo, farò finta che tutto questo non sia mai esistito.

"Ammonitooo?
Ma da quando non si può più prendere a calci Ford?"
L’arbitro di Paolo Zucca
Il consiglio di Cannibal: l’arbitro ha dichiarato la mia vittoria in tutte le Blog Wars passate, presenti e future
Stefano Accorsi ritorna sul grande schermo nei panni dell’uomo più odiato dagli italiani.
Vabbè, il più odiato dopo Berlusconi e Mr. Ford.
A chi mi riferisco?
All’arbitro.
In più c’è la comica Geppi Cucciari, perché un film in Italia non lo neghiamo a nessuno, tranne a chi l’attore lo fa di professione.
Ma, soprattutto, c’è un trailer che mi fa sentire puzza di bottigliate lontane un miglio. Non so se manco uno tra noi due lo vedrà mai, però credo che questo film potrebbe mettere d’accordo sia me che Ford. In negativo.
Il consiglio di Ford: espulso. Cannibal? No, per una volta no. Questo film.
Basterebbe solo la presenza di Geppi Cucciari per definire la catasta d'immondizia che finirà per invadere le sale grazie a questo titolone.
Ma hanno osato molto di più.
Per una volta, una roba vomitevole che mette d'accordo perfino Ford e Cannibal.
Ovviamente in negativo.

"Evviva, la guerra è finita!"
"Quale, la Seconda Guerra Mondiale?"
"No, quella tra Ford e Cannibal."
The Spirit of ’45 di Ken Loach
Il consiglio di Cannibal: stiamo parlando dello spirito di Ford? Mi sembrava fosse nato ancora prima…
Documentario numero 1 della settimana, una pellicola politicamente e storicamente impegnata firmata da Ken Loach.
Lo passo, sbadigliando, a Ford, che troverà di che divertirsi.
Il consiglio di Ford: lo spirito di Ken Loach fa sempre bene.
Non sarà la proposta più frizzante e sconvolgente dell'anno, ma un documentario come di consueto fortemente politicizzato di Ken Loach, mitico Maestro anglosassone, non si rifiuta mai.
Un po’ come un bicchiere di whisky.

"Ford, smettila di fingerti esperto di cinema e portami un panino!"
Che strano chiamarsi Federico! – Scola racconta Fellini di Ettore
Scola
Il consiglio di Cannibal: che stano chiamarsi Mister James – Cannibal non racconta Fordini
Documentario numero 2 della settimana, sull’onda della vittoria (probabilmente del tutto inguistificata) al Festival di Venezia 2013 del docufilm Sacro GRA.
E il fatto che sia sul grande Fellini non significa automaticamente che sia anche un grande documentario. Pure questo lo passo allora senza troppi rimpianti al Fordini.
Il consiglio di Ford: che strano chiamarsi Kid - Ford racconta la strana vita del suo apprendista Cannibal
Fellini è uno dei Maestri indiscussi del nostro Cinema e non solo.
Scola è un altro grande, che ha saputo raccontare, nel corso dei decenni, storie che hanno fatto la Storia.
Secondo me, qui c'è di che parlare di Cinema.
E meno male, considerato il resto della settimana di uscite in sala!

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