domenica 27 giugno 2010

Porco cane


È un mondo cane questo. Ma è anche un mondo figo, quello in cui esce un disco di super-classici della canzone italiana (da “Il cielo in una stanza” a “Senza fine”) interpretati spettacolosamente da Mike Patton dei Faith No More. Rispetto per la tradizione, più qualche guizzo anomalo e un divertente accento italico, che danno ai pezzi una veste nuova. C’è anche la tromba di Roy Paci ad accompagnarlo in questo suo nuovo folle esperimento sonoro, dopo le avventure con Fantomas, Peeping Tom, Mr. Bungle, Tomahawk, le colonne sonore (grandiosa quella per “Crank 2”) e naturalmente i Faith No More.
Lontano dalle cover stantie degli Amici della Maria, degli amici di X-Factor e  degli amici di Giusy Ferreri, ci voleva Mike Patton (che si deve essere divertito come un bambino a registrare questo lp) per riscoprire la musica italiana. Porco cane!
(voto 7)

Trovate il disco Mondo cane di Mike Patton QUI

E i brani originali (di Gino Paoli, Luigi Tenco, Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Gianni Morandi!, Ennio Morricone, etc.) li potete trovare raccolti QUI

14 commenti:

  1. ma questa è una CHICCA! sono corsa a scaricare l'album!

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  2. In realtà sono un paio d'anni che Patton & Co gira con questo progetto dal vivo :P In rete si trovano gli audio e i video dei concerti di Parma e Amsterdam. A mio modo di vedere sono preferibili per la qualità degli arrangiamenti e per la tracklist (22/23 canzoni contro 10, con tutte le eccellenti escluse) ;)

    Ad ogni modo progetto tipicamente Pattoniani, quindi garanzia di follia e qualità assicurate :D

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  3. Porca paletta!! Mi hai anticipato... stavo scrivendo anche io un breve commento sullo strepitoso Patton che mi vanto di aver visto dal vivo ai tempi dei Faith No More.

    E giusto per darmi più arie, l'ho beccato una sera in un weekend in toscana, che ha improvvisato una specie di concerto (al limite dell'assurdo) in una azienda vinicola di un amico.

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  4. ecchec…o (fortuna) a Valente! scusate… Patton canta in italiano, gli mancava solo questa :/ che vite piene!

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  5. Mmm. Vado controtendenza. Ho scaricato l'album appena uscito ma sinceramente non mi piace. Non mi da niente.
    Ste

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  6. Errata corrige, era a Bologna il concerto ;)

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  7. Certi brani sono intramontabili e solo chi è bravo veramente sa riproporli.

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  8. Qui non è questione semplicemente di bravura a mio parere. E' questione di personalità, coraggio e umiltà. E Patton ne ha da vendere ;)

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  9. la nuova foto di facebook è molto più cannibale.

    Il nuovo CD di Patton è da downloadare subito.

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  10. un altro caso di come vecchie e belle canzoni diventano standard e non semplici cover. quelle le lasciamo alla spazzatura televisiva, un artista come Patton ha la cultura e l'umiltà di cimentarsi con questi brani.

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  11. è qualche settimanella che ne sono venuto in possesso. L'ho ascoltato per intero una volta sola, più qualche pezzo un paio di volte di più.
    forse troppo poco ma non è una spiegazione valida, se un disco piace davvero ci entri in confidenza da subito.
    non è questo il caso.
    Arrangiamenti un po' così e poi il continuo tornare con la memoria agli originali e allora, con tutto il rispetto per Mr. Faith No More e la sua calda voce, ci perde.
    Inutile girarci attorno.
    Mi sono chiesto allora a cosa sia dovuta questa pioggia di elogi così trasversale.
    Forse all'idea che un personaggio anglosassone dedichi attenzione alla musica della nostra tradizione che non è mai uscita dal suo orticello.
    O forse è un gran disco ed io non l'ho capito.. chissà?

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  12. Magari anche l'ultima che hai detto :D
    Ribadisco: sentire e vedere Patton con Orchestra e ospiti illustri (Roy Paci, Asso Stefana) interpretare questi 'standard' (mi piace assai come definizione) in un contesto più anglofono che altro come il Paradiso di Amsterdam è un'altra cosa. La scaletta, tra le altre cose, è costituita da più del doppio dei pezzi scelti per l'album, e a mio parere non è che un bene.

    Comunque per quanto mi riguarda non si tratta del fascino dell'americano che 'si abbassa' ad intepretare classici della musica popolare italiana dei '50. La personalità di Mike, il suo talento, il suo prendersi sul serio il giusto (senza risultare ridicolo/anacronistico ma nemmeno irrispettoso) è ciò che, in questo caso, fa la differenza :)

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  13. D'accordo con Sigur Ros,l'album mi è piaciuto soprattutto per l'approccio e la personalità di Patton,ma qualche pezzo in più,come nel live,l'avrebbe certo reso più corposo.Quello che più mi colpì all'uscita del disco,e lo scrissi anche in questo post ,è il fatto che certa nostra tradizione "nobile" sia di culto all'estero mentre qui da noi viene sbeffeggiata da osceni baracconi televisivi,vedi i programmi di Pupo o Conti,con gli artisti spesso ridotti a caricature di se stessi.

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  14. Già, Andrea, proprio vero quel che hai detto, noi italiani siamo tra i migliori a banalizzare artisti degni di rispetto e ad esaltare del puro, autentico pattume :/

    Speravo anch'io che l'album contenesse almeno una dozzina di pezzi...speriamo che esca un Volume II ;)

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