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venerdì 13 novembre 2015

Operazione bella Z.I.A.





Operazione U.N.C.L.E.
(UK, USA 2015)
Titolo originale: The Man from U.N.C.L.E.
Regia: Guy Ritchie
Sceneggiatura: Guy Ritchie, Lionel Wigram
Cast: Henry Cavill, Armie Hammer, Alicia Vikander, Elizabeth Debicki, Hugh Grant, Jared Harris, Luca Calvani, David Beckham
Genere: C.O.O.L.
Se ti piace guarda anche: i film di James Bond, i film della serie di Mission: Impossible

Se vi stavate chiedendo come potrebbe essere una pellicola di James Bond girata da Guy Ritchie, smettetela subito!
Innanzitutto perché nella vita ci sono cose più importanti da chiedersi, come ad esempio: “Come sarebbe una pellicola di James Bond girata da Quentin Tarantino?”.
E poi perché Guy Ritchie il suo film bondiano l'ha appena realizzato, solo che non è un film bondiano ufficiale. È più un omaggio... ok, se volete chiamatelo pure un tarocco, siete autorizzati a farlo.

venerdì 13 giugno 2014

I MIEI MITI CALCISTICI





In occasione dell’inizio dei mondiali di Brasile 2014, anche Pensieri Cannibali scende in campo e lo fa a modo suo. Come?
Con una Top 10, ma to' guarda un po’ che sorpresa. La decina di oggi è allora dedicata ai miei più grandi miti calcistici di tutti i tempi, sia calciatori che allenatori. Una lista che, come vedrete, è molto discutibile ed è piena di grandissime teste di ca…
Ma no, che avete capito?
Teste di calcio.


10. Paul Gascoigne
Il classico caso di genio e sregolatezza di cui la mia decina è piena. Nel caso specifico dell’inglese Paul Gascoigne, i suoi lampi di genio calcistico sono stati notevoli, ma si è segnalato soprattutto per la sua sregolatezza. Più che sregolatezza, una vera e propria follia. Persino George Best al suo confronto era un tipo tranquillo.
Mai visto un giocatore tanto fuori di testa quanto lui. Come potrei allora non adorarlo?

Paul Gascoigne, sei davvero tu?

9. Zdenek Zeman
A Zeman non importa vincere. La cosa importante è attaccare.
Famoso per il suo 4-3-3, in realtà il suo schema di gioco preferito è lo 0-0-10. Rinvio lungo del portiere e tutti su, come al campetto di periferia.
Abbasso la difesa, viva il calcio spettacolo. È così che si gioca!

Zdenek Zeman, l'unico uomo al mondo che fuma più sigarette di Don Draper di Mad Men

8. Mario Balotelli
Uno degli sportivi più odiati di oggi, e anche di sempre. A me però gli antipatici, presenti in abbondanza in questa lista, stanno simpatici, non ci posso fare niente. Che Super Mario piaccia o meno, una cosa è innegabile. Il ragazzo possiede qualcosa che la maggior parte dei suoi colleghi di oggi si può solo sognare: ha carisma. Difficile spiegare il perché. O ce l’hai, o non ce l’hai, e lui ce l’ha. In quanto a carisma schiaccia come una pulce il pur fenomenale con i piedi ma privo di carattere Lionel Messi.
E poi smettetela di dire che è antipatico, che anche se ora è in Brasile vi viene a prendere a casa uno ad uno.

"Il Cannibale non mi ha messo al primo posto?
Ma questa classifica fa ridere!"

7. David Beckham
Il giocatore fighetto per eccellenza. Considerato da alcuni più che un calciatore un modello, inteso non come modello esistenziale ma proprio come top-model da passerella, per chi non lo sapesse David Beckham è stato anche un ottimo giocatore. È vero che è sempre stato molto curato nell’aspetto fisico, eppure io non ho mai visto una sua partita in cui ha dato meno del 100% o non ha combattuto su ogni pallone. Inoltre va aggiunto che come tirava le punizioni lui, ce n’erano pochi. Nonostante tutto ciò sarà sempre ricordato come lo Spice Boy del calcio, ma ci sta pure questo e non credo che gli dispiaccia più di tanto.

"Sì, scendevo in campo vestito così, ma per me il look non è la cosa più importante!"

6. Alessandro Del Piero
Se Roby Baggio, come si dirà poco più avanti, sarà la principale causa della mia juventitudine (intesa come malattia incurabile), il mio altro grande mito bianconero è stato Alex Del Piero. Il Pinturicchio, con le sue magie, è stata l’ultima bandiera di un team che poi con Moggiopoli avrebbe perso molto in credibilità. Io comunque ormai non posso cambiare squadra perché, parafrasando il film Il segreto dei suoi occhi, un uomo può cambiare donna, religione o persino il volto, ma non può cambiare la sua passione. E non può cambiare nemmeno la sua fede calcistica. A meno che non si sia dei ruffiani come Emilio Fede, passato dalla Juve al Milan solo per lecchinaggio selvaggio.
Grande simbolo bianconero, Del Piero, poi spedito dalla dirigenza via lontano, fino in Australia. Che squadra di ingrati! Però non c’è niente da fare. Per quanto me ne vergogni, sono destinato a restare juventino forever.

"Miley Cyrus, la lingua io la facevo molto prima di te. E pure il twerking!"

5. Hristo Stoichkov
Quando giocavo a calcetto con gli amici, da bambino, indossavo quasi sempre la mia maglietta del Barca con dietro la scritta Hristo. Almeno fino a quando non puzzava troppo. Me l’aveva comprata mia sorella quand’era andata in gita con la scuola a Barcellona e da lì in poi sarebbe rimasta l’unica maglietta originale di una squadra che avrei posseduto. Manco della Juve l’ho mai comprata.
Per chi non lo conoscesse, Hristo Stoichkov è stato il più grande calciatore nella storia della Bulgaria. Che uno dice: “Sì, va beh, sono capaci tutti,” e forse è vero, però non tutti sono riusciti a trascinare una nazione fino ad allora arrivata al massimo all’ultimo posto dei preliminari dei preliminari di un Europeo, tra le prime 4 del mondo a USA ’94. Un’impresa straordinaria, da vero Gesù Hristo del Calcio.

"Cannibal, non sono alla numero 1? E allora questo è per te."

4. Roberto Baggio
È tutta colpa sua. È colpa di Roby Baggio se sono juventino. A un certo punto, nella vita di un giovane uomo, arriva un momento in cui deve decidere per quale squadra fare il tifo. Un rito di passaggio fondamentale che influirà sulle sue future amicizie e inimicizie. Non avendo avuto pressioni particolari da parte di mio padre, che è del Milan ma non mi ha imposto la sua Fede come taluni genitori fanno, quando ho cominciato a giochicchiare e ad appassionarmi a calcio ho scelto la Juventus perché è lì che allora c'era quel fenomeno che riusciva a dribblare chiunque e che poi aveva quel divin codino, oggi inguardabile, ma all’epoca davvero stiloso e che anch’io da bambino replicai. I dribbling invece no, quelli non mi sono mai riusciti come a lui.
Roby Baggio, il mio primo amore calcistico. Un mito destinato a durare fino a quel rigore nella finale di USA ‘94, col pallone tirato sulla Luna e raccolto penso da Neil Armstrong. È stato allora che ho capito che tutti possono sbagliare e nessuno è perfetto.

"Ciao astronauti. Scusate, non volevo colpirvi..."

3. George Best
Non ho vissuto le sue gesta in “diretta” – scusate se sono troppo ggiovane, scusate! - ma ho scoperto questo straordinario personaggio solo successivamente, grazie al film Best, che l’ha fatto entrare subito di diritto tra i miei miti sportivi (e non solo sportivi) assoluti. George Best è stato il Beatle del calcio o, se preferite, un alcolista che il campo ha sottratto (giusto per qualche tempo) ai bar. In ogni caso, simply the Best.

"Ammazza Elton quanto sei hipster!"

2. José Mourinho
Lo Special One è il mio number two. Un fenomeno della comunicazione che volutamente attira su di sé tutte le attenzioni, e soprattutto le antipatie, dei media, in modo da diminuire la pressione sui suoi giocatori. Oltre a essere un fenomeno mediatico, José Mourinho è un allenatore fenomenale. Vi rendete conto che è riuscito a fare il triplete con l’Inter? Dico l’Inter, una squadra che, prima del suo arrivo, al massimo vinceva il Trofeo Birra Moretti ai calci di rigore, anzi no, agli shootout. E quando ciò succedeva la si poteva ancora considerare un’annata fortunata.

"Negli spogliatoi ho visto il pistolino di Cannibal. Ce l'ha lungo così..."

1. Zinédine Zidane
Per me, il più grande di tutti. Un campione con lampi di classe assoluta, enormi tanto quanto i suoi colpi di testa. Non è un modo di dire. È per quelli che passerà per sempre alla Storia del Calcio. Sia le inzuccate che hanno aperto la strada alla vittoria della Francia nella finale dei mondiali casalinghi del 1998, che quella ancora più memorabile data a Marco Materazzi nella finale del Mondiale 2006 vinto dall’Italia.
Zinédine Zidane. Un genio.
Un genio del Male.

"Questa coppa conta ben poco. Il riconoscimento più importante pour moi
è il primo posto nella lista Cannibale."

venerdì 29 aprile 2011

Se sc*pi ti sposo

(Secondo e, prometto, ultimo post dedicato alle nozze reali)

Il matrimonio di Will & Kate è stato uno degli eventi anche televisivi dell’anno e certo da noi nessuno è voluto essere da meno. Su Canale 5 un’emozionante e incalzante Cesara “occhi da Marilyn Manson” Buonamici ha condotto in studio una telecronaca così avvincente da far rimpiangere quelle di quella buonanima di Bruno Pizzul. Ah, non è morto? Evvabbè uno vivo non può avere una buon’anima, adesso?
Ma passiamo a vedere cos’è successo, minuto per minuto o quasi, dato che ogni tanto finivo in catalessi.
Alfonso Signorini -immancabile- sottolinea un errore di stile di David Beckham, ma sinceramente non sono fashionista (o gay?) abbastanza per capire quale fosse tale errore. Poi parte un servizio drammatico barra tragico su William che sembra sia appena morto, con la splendida “Father & Son” come sottofondo insieme (involontariamente) alla meno splendida voce della Cattivamici che parla in sovrimpressione.
Presente all’appello anche Cristina Parodi, molto elegante, una persona di stile che stona in generale con Canale 5. E c’è anche un certo Enzo Miccio, un wedding planner che viene interpellato non si sa bene per quale motivo. Ah già, forse perché è un wedding planner.
Ed ecco che arriva il principe William in auto e saluta la folla esultante, manco fosse appena uscito vivo dalla casa del Grande Fratello. Con lui c’è anche il fratello Harry, su cui tutti noi puntiamo euro e sterline affinché mandi (letteralmente) a puttane il matrimonio e faccia qualcosa di incredibilmente stupido e divertente. Vai Harry, sei tutti noi!
Willy non di Bel Air ma di Galles indossa un abito rosso sul ridicolo andante, checchè ne dicano gli espertoni di stile come Enzo Miccio Capatonda. Quando si toglie il cappello mostra poi un imbarazzante calvizie ormai nemmeno più incipiente, roba da far invidia a Zinedine Zidane.
Per evitare che Harry fosse l'unico a fare gaffe,
hanno invitato pure Mr. Bean
Su Canale 5 comunque danno talmente tanta pubblicità che ogni tanto i consigli per gli acquisti sono inframmezzati persino da qualche saltuaria immagine delle nozze.
Su La7D le cose vanno un po’ meglio, con una Iena come inviata e con dei commentatori bastardi al punto giusto da riuscire a tenermi in stato di veglia. Ad abbassare il livello ci pensa però con i suoi interventi idioti la conduttrice Francesca Senette, una professionista lanciata dal TG4 di Emilio Fede, e quindi sappiamo tutti bene come abbia fatto a far carriera…
...lavorando molto sodo, naturalmente, cosa pensavate?
La regina Elisabetta arriva vestita in giallo fosforescente, tanto per farsi vedere anche dagli alieni, che secondo Studio Aperto starebbero seguendo con attenzione l’evento. L'anziana signora, anche nota per aver ispirato il film The Queen, Indossa anche un cilindro all’ultima moda, di quelli che non vedevo dai tempi in cui leggevo le avventure di Zio Paperone.
A questo punto manca solo lei, la sposa. E io mi chiedo: ma se Kate Middleton facesse come Julia Roberts in Se scappi ti sposo, cosa succederebbe? In Inghilterra scoppierebbe una guerra civile?
Guardate in basso la bambina inquietante: è lei l'idola del giorno
Comunque per fortuna della pace nel mondo (oddio, non che ci sia tutta ‘sta pace nel mondo ora come ora) arriva anche lei. Impressioni? Come direbbe un qualunque Lord inglese: “Me cojoni!”. Briatore intervistato precedentemente (davvero senza motivo, a meno che sia wedding planner pure lei) aveva detto che la Kate Middleton non è niente di che… ma vai a pigliartelo in quel posto tu, Elisabetta Gregoraci e già che ci siamo pure Nathan Falco!
La “testimona” della sposa è la sexy sorella Super Pippa Middleton. Dai, non fatemi fare battutacce volgari sul suo nome in un'occasione così solenne, che non mi sembra proprio il caso. Dico solo che in studio c’è Signorini che perde ogni ritegno e si fa una pippa guardando le immagini di questo matrimonio da favola.
Sembra intanto che in Chiesa ci sia David Beckham in lacrime. Ma forse è solo perché ha appena scoperto che prima dell’inizio del mega party di Harry si deve prima sorbire tutta la sucata di cerimonia.
Kate e William si dirigono all’altare al ralenty, per la gioia di Beckham e per la nostra, e finalmente dopo 6 ore ci arrivano, con il principe che sussura alla sposa qualcosa di romantico tipo: “Yo I love ya, biatch. You’re fuckin’ beautiful!”, frase pare consigliata all’addio al celibato dal rapper Snoop Dogg. O forse è andata così...


Lo scambio di voti nuziali è incredibilmente veloce e sembra già tutto finito. Hell yeah! E invece no. La cerimonia va ancora avanti tra canti e sermoni vari e comunque Studio Aperto ci ricamerà sopra ancora molto per le prossime ore, giorni, settimane, mesi, anni, lustri, decenni, secoli, millenni finché morte non ci separi.

Dopodiché parte un corteo a cavallo con Londra che si trasforma in un tripudio pazzesco, manco l’Inghilterra avesse vinto i Mondiali. Quindi un altro giro in Rolls-Royce e forse adesso sono ancora lì che stanno girando, mentre Harry sarà già completamente sbronzo e strafatto al sobrio party post matrimonio organizzato da lui con escort, musica, fiumi di birra, super alcoolici, e ancora escort.
E a cantare al ricevimento nuziale, Will & Grace Will & Kate avranno a disposizione Ellie Goulding, mica la banda del paese…
A seguire il blog Officina in trasformazione trasmetterà la prima notte nuziale.

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