Album migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
Lamante "Non dico addio"
Genere: sacro e profano
Consigliato in particolare: a chi vuole essere stupito
Visto che va tanto di moda, soprattutto tra i ministri del nostro Governo, che fa tanto il bacchettone e moralista sì, ma solo con le famiglie degli altri, anche io mi sono fatto l'amante. Anzi no, mi sono fatto Lamante. Nel senso che mi sono ascoltato il nuovo album della talentuosa cantautrice veneta Giorgia Pietribiasi in arte Lamante che, dopo il già promettente esordio "In memoria di" uscito nel 2024, ha fatto il salto di qualità e ha pubblicato un secondo disco folgorante, clamoroso. Una di quelle rare opere che hanno ancora la capacità di stupire.
"Non dico addio" è un lavoro che va oltre cantautorato e oltre il rock, un po' come gli Afterhours ai tempi di "Quello che non c'è" o Le luci della centrale elettrica agli esordi, per assumere toni quasi sacri. Non a caso scopro che è stato registrato in una chiesa nel Veneto. Non pensate adesso che sia musica da chiesa, non lo è per niente, però ha una sua solennità. Le canzoni di Lamante ti assalgono con delle urla, che attenzione non sono urla stile Laura Pausini o Il Volo, oppure ti conquistano con più dolcezza. Ti fanno provare rabbia e poi ti commuovono. Senza troppo imbarazzo ammetto che la prima volta che ho ascoltato "La stanza del Figlio" mi sono venute le lacrime agli occhi, e anche con "Rimani con me", la title track "Non dico addio" e "Dopo di te" e in pratica con tutte le tracce, i brividi sono assicurati.
Il disco è attraversato dalle tematiche della morte e del lutto, ma non è del tutto disperato e lascia intravedere una luce. L'ultima traccia è intitolata "Ritorneremo a guardare il cielo", e speriamo sia davvero così.
(voto 8+/10)
Ascolto più intrippante del mese
Boards of Canada "Inferno"
Genere: ambient colonna sonora per un film immaginario
Consigliato in particolare: a chi aspettava questo disco da 13 anni, ma anche a chi finora li aveva trascurati
Ammetto di non essere un fan dei Boards of Canada della prima ora. Al solo sentire parlare di musica ambient mi viene da sbadigliare ed, essendo il duo scozzese (sì, nonostante il nome ingannevole sono scozzesi) considerato tra i nomi di punta del genere li ho sempre guardati con una certa diffidenza e ascoltati solo a piccole dosi.
Nelle ultime settimane, dopo che hanno annunciato l'arrivo del loro quinto album, il primo dopo 13 anni di assenza totale dalle scene, ho finalmente fatto una full immersion nella loro intera discografia, e pur non essendo diventato, non ancora, un loro fan totale, sono rimasto parecchio affascinato dal loro mondo sonoro. Definirli semplicemente "ambient" mi sembra limitativo. I loro dischi sono delle colonne sonore per film che non sono mai stati girati e che esistono solo nelle loro teste. E nelle nostre. Ascoltandoli ognuno si può fare il suo film personale e il nuovo "Inferno" non fa eccezione.
Ci vorrà tempo per metabolizzarlo per bene e un solo weekend non è sufficiente per giudicarlo in pieno. Dopo i primi ascolti posso comunque dire che mi sembra magnetico e magnifico. Un nuovo trip mentale in cui perdersi per ore, giorni, mesi, magari anni. Sperando che per il prossimo album i due scozzesi di cui non sono ancora fan, ma insomma, forse sì, sto cominciando a diventarlo, non ci facciano aspettare altri 13 anni. Sarebbe davvero un... inferno.
(voto 8/10)
Album più cool del mese
Kneecap "Fenian"
Genere: irlandesi inca**ati
Consigliato in particolare: a chi ha amato il film Kneecap
Volendo fare uno di quei paragoni alla ca**o che a me piace tanto fare, i Kneecap sono un po' dei 99 Posse irlandesi. Un gruppo che fa un rap politico e dalla forte identità locale, che però può piacere a tutte le latitudini e anche a chi in genere non ascolta molta musica hip hop.
Dopo gli esordi più goliardici e ca**ari, ottimamente documentati nell'imperdibile film Kneecap, che per usare un altro paragone alla ca**o potrebbe essere definito come una versione contemporanea di Trainspotting, il loro secondo album è quello della "maturità". Maturità tra virgolette, visto che, anche quando propongono pezzi politicamente impegnati, il loro resta pur sempre un ascolto divertente e godibile, che si muove tra punk-rap e sonorità da rave. Siamo dalle parti dei Prodigy che incontrano i Bloodhound Gang, con un pizzico di Eminem, Asian Dub Foundation, Tricky e persino Portishead, giusto per confondervi ulteriormente le idee. Possono ancora crescere e maturare ulteriormente ma, prima che comincino a prendersi troppo sul serio, godiamoceli così. Questi tre irlandesi sguaiati e ca**oni hanno fatto uno dei dischi più fighi ed esaltanti dell'anno.
(voto 7,5/10)
Disco più rétro del mese
The Lemon Twigs "Look for Your Mind!"
Genere: power pop 60s
Consigliato in particolare: a chi vuole dimenticare del tutto il triste presente
Avete presente Music Graffiti, il film d'esordio alla regia di Tom Hanks?
E avete presente la fittizia band protagonista della pellicola, i The Wonders e la loro irresistibile canzone "That Thing You Do"?
Ecco, se ci fosse una versione vera e contemporanea di quel gruppo, oggi non farebbe musica troppo distante da quella dei Lemon Twigs, band formata dai due fratelli Brian e Michael D'Addario (da non confondere con i fratelli attori Alexandra e Matthew Daddario) nel 2014, ma che in realtà vive in una capsula temporale sospesa tra gli anni '60 e i '70. Più che un revival di quel periodo, i loro dischi sembrano proprio delle perle dimenticate incise allora e pubblicate solo adesso.
"Look for Your Mind!" è la loro nuova ennesima delizia. Premi play e vieni trasportato anche tu in un'altra dimensione, la loro dimensione. Il presente non esiste più. Sei in mezzo ai figli dei fiori, ad armonie vocali da sogno, a canzoni di pura perfezione pop, ai primi Beatles che incontrano i Beach Boys, e tutto va bene. L'unico problema con un gruppo del genere è che, quando il disco finisce, ti ritrovi a dover fare i conti con la dura realtà, e ti rendi conto che era stata soltanto un'illusione. Il presente, se paragonato a quel passato idealizzato da loro messo in musica, fa ancora più schifo. Grazie tante per avercelo ricordato, cari Lemon Twigs.
(voto 7+/10)
Album più malinconico del mese
Paul McCartney "The Boys of Dungeon Lane"
Genere: nostalgico
Consigliato in particolare: ai maccartiani
In attesa che arrivino i quattro film biopic diretti da Sam Mendes, che potrebbero ribaltare del tutto la situazione, Paul McCartney tra i quattro Beatles è sempre stato quello che mi è piaciuto di meno. La mia top 4 vede saldamente al primo posto John, seguito da George e quindi in terza posizione, più per simpatia che per doti musicali, da Ringo.
Detto ciò, il Macca nella sua carriera ha composto alcune canzoni meravigliose e anche nel suo nuovo malinconico e discontinuo album solista "The Boys of Dungeon Lane" qualche chicca la regala. Su tutte il primo nostalgico singolo "Days We Left Behind", che mi ricorda per certi versi "Hurt" cantata da Johnny Cash", e la struggente conclusiva "Momma Gets By", dedicata alla mamma, che mi ha commosso parecchio.
Nel resto del disco Paul McCartney mostra una certa vitalità nei numeri più rock'n'roll, come nell'apertura "As You Lie There" che vedrei bene interpretata da Lenny Kravitz e nella diretta "Come Inside", che non credo sfigurerebbe nel prossimo disco dei "rivali" Rolling Stones. Qualche altro brano è invece più classicamente beatlesiano e (purtroppo) non mancano pure alcuni pezzi che sanno più di riempitivo. Nel complesso comunque il Macca a 83 anni dimostra di avere ancora una discreta ispirazione e, c'è poco da fare, le canzoni le sa ancora scrivere.
(voto 6/10)
Disco più 90s del mese
Violet Grohl "Be Sweet to Me"
Genere: alternative rock
Consigliato in particolare: a chi non odia i nepo baby
Quando fai Grohl di cognome, il rock ce l'hai nel sangue. Violet Grohl è infatti la figlia 20enne di Dave Grohl, quello di Nirvana e Foo Fighters. Presente, no?
Nonostante in molti siano pronti a marchiarle la scritta "Nepo Baby" sul petto in stile lettera scarlatta, Violet se ne frega, non prende le distanze dal padre e, anzi, si tuffa proprio in quell'alternative rock/grunge di cui Dave è (o dovremmo dire era?) uno dei paladini. Il suo album di debutto più che uscito oggi sembra arrivare dritto dal bel mezzo degli anni '90, tra echi di Garbage e Hole. D'altra parte una che si chiama Violet non può che rievocare almeno in parte la band guidata da Courtney Love, che al suo papà ciò piaccia o meno.
Potete pure darle della nepo baby e dire che il suo sound è ancora acerbo o troppo derivativo. Ciò non toglie che Violet Grohl ha realizzato un album di quelli che nei 90s ne uscivano a raffica ogni mese, mentre oggi sono merce rara. E preziosa.
(voto 7/10)
Album più Britpop del mese
Dodgy "Hello Beautiful"
Genere: Britpop revival
Consigliato in particolare: a chi non ha ancora dimenticato gli anni '90, e mai lo farà
Ci sono i gruppi Britpop che tutti conoscono (Oasis, Blur, Pulp, Suede, The Verve e Supergrass) e ci sono poi quelli di "seconda divisione". Quelli che per un breve periodo negli anni '90 hanno goduto di una discreta popolarità, ma che poi sono passati un po' nel dimenticatoio, ed è un peccato, visto che ci hanno regalato perle non da poco. Tra questi ci sono i Mansun, le Elastica, gli Shed Seven, gli Ocean Colour Scene, gli Sleeper, e potrei andare avanti per ore o forse per giorni.
Tra i gruppi Britpop ancora oggi in attività che quest'anno hanno pubblicato dei nuovi piacevoli album ci sono i Cast, i Kula Shaker e anche i Dodgy, che una trentina d'anni fa erano noti soprattutto per la deliziosa hit "Good Enough", anche presente nella colonna sonora del film Sliding Doors con Gwyneth Paltrow. Bei tempi, allora.
Il loro nuovo album "Hello Beautiful" non ha la pretesa di riportarli in cima alle classifiche, o rivoluzionare la musica. È "solo" un ascolto piacevole, di quelli che guardano agli anni '90 che a loro volta guardavano agli anni '60. Di quelli che ti rimettono in pace col mondo. Non è poco.
(voto 6,5/10)
Disco più ottantaroba del mese
Mind Enterprises "Negroni Love"
Genere: italo disco
Consigliato in particolare: a chi non ha ancora accettato la fine di Drive In e la chiusura del Burghy
Stereotipi. Non amo gli stereotipi. Lo so, è anch'essa una cosa stereotipata da dire, ma è così. Ci sono però delle eccezioni e i Mind Enterprises sono una di queste. Il duo musicale tricolore propone un suono che è la quintessenza di tutti gli stereotipi della musica italo disco anni '80 e nonostante questo, o probabilmente proprio per questo, funziona alla grande. Il loro nuovo album "Negroni Love" è una festa paninara dall'inizio alla fine. Una delle cose più divertenti che vi possa capitare di ascoltare nel 1986... pardon, nel 2026.
(voto 6+/10)
Album più darkone del mese
Clubdrugs "Lovesick"
Genere: notturno
Consigliato in particolare: a chi vuole farsi una serata fuori in un club fumoso, senza uscire di casa e senza beccarsi del fumo
Una delle sorprese musicali più belle degli ultimi tempi. I Clubdrugs hanno un sound molto notturno. Un po' inquietante e un po' sexy. Mi ricordano i Garbage dei primi tempi, virati però più verso gli anni '80. Sono ancora alle prime armi, possono migliorare, il loro album di debutto "Lovesick" ha il difetto di durare troppo poco, ma già così sanno regalare soddisfazioni.
(voto 7+/10)
Disco relax del mese
Aldous Harding "Train on the Island"
Genere: esistenzialista
Consigliato in particolare: a chi vuole immergersi nella vita degli altri
La cantautrice neozelandese Aldous Harding ha realizzato un album molto intimo, personale. Uno di quei dischi "piccoli", che metti su per prenderti una pausa da questo mondo folle e frenetico e poter tirare un lungo sospiro. Di sollievo. Perché sì, anche nel 2026, di LP così ne fanno ancora.
(voto 7/10)
(Triplo) Disco porcheria del mese
Drake "Iceman", "Maid of Honour", "Habibti"
Genere: chill rap
Consigliato in particolare: a chi vuole farsi del male
Ci va talento per pubblicare tre album in un colpo solo. Ci va ancora più talento per pubblicare tre album che fanno tutti schifo in un colpo solo. Fenomeno.
(voto 3/10)
Singletudine - I migliori singoli del mese
5. Charli xcx "Rock Music"
La principessa Brat dell'electropop si è messa a fare Rock Music?
Sì. No. Forse. Non del tutto. Il nuovo singolo di Charli xcx si chiama "Rock Music", ma non è proprio rock. È la sua versione della musica rock, che può quindi non coincidere con quella degli altri. È più un rock come lo intendevano i Daft Punk ai tempi di "Human After All". Non sarà quindi proprio rock-rock, per quello rivolgetevi ai Rolling Stones qui sotto, però un suo fascino ce l'ha.
4. The Rolling Stones "In the Stars"
Che gli vuoi dire, a questi?
A 80 anni suonati, in tutti i sensi, i Rolling Stones fanno sempre la stessa cosa, la loro cosa, il rock'n'roll, e la fanno ancora bene. Considerando che di loro degni eredi all'orizzonte non se ne vedono molti (qualcuno ha osato dire Måneskin?!?), ci teniamo stretti gli originali.
3. Francesca Michielin "Una donna non può"
Francesca Michielin è entrata in una nuova Era musicale, che si preannuncia ricca di sorprese. A partire dal singolo "Una donna non può", dai toni fantasy, medievali e stregoneschi, con un ritornello in cui canta come non ha mai fatto prima. A un primo ascolto si resta spiazzati, vengono in mente persino i Jalisse (what?!?), ma poi quando la canzone ti entra in testa, non se ne va più via. Incantesimo riuscito.
2. Lola Young "From Down Here"
Il giorno dopo aver vinto il suo primo Grammy, Lola Young è andata in studio con James Blake e ha sfornato questa canzone clamorosa. Dimostrando che il Grammy se l'è meritato tutto, e potrebbe anche non essere l'ultimo.
1. Olivia Rodrigo "The Cure"
È pazzesco notare come Olivia non sbagli una canzone e, anzi, migliori sempre di più. La nuova "The Cure" è una ballatona dark esistenzialista con echi di Placebo, Foo Fighters, ovviamente Cure e soprattutto mi ricorda i migliori Smashing Pumpkins. Scusate se è poco. Si potrebbe definirla la miglior popstar in circolazione, non fosse che l'etichetta di popstar ormai le calza sempre più stretta. Quanti altri artisti oggi sono in grado di scrivere un pezzo al livello di "Disarm" dei Pumpkins?
Ve lo dico io: nessuno, Billy Corgan incluso.
Canzone peggiore del mese
Delia "Bella ciao"
Se n'è parlato in lungo e in largo. Al Concertone del Primo Maggio l'emergente Delia, che si è fatta conoscere tra i finalisti di X Factor 2025, ha riletto a modo suo "Bella ciao", sostituendo la parola "partigiano" con "essere umano". Si è scatenato il finimondo, giustamente. Cosa devi avere nella testa per pensare una roba del genere, le scimmie urlatrici?
Una mattina mi son svegliato... e ho proprio avuto un'idea del ca**o.
Al di là del fatto che ci sono brani che non andrebbero MAI modificati, però, se proprio ci tieni a farlo, fallo almeno con rispetto. Senza stravolgere del tutto il significato originale. Altrimenti le critiche te le vai a cercare, e te le meriti tutte. O Delia, ciao, ciao, ciao. A mai più rivederci.
Cotta del mese
Lea Gavino
Dopo essere stata tra le protagoniste della quinta e sesta stagione di Skam Italia, Lea Gavino ha fatto il suo debutto musicale come cantante. Negli scorsi mesi ha partecipato a Sanremo Giovani e, anche se purtroppo non è riuscita a qualificarsi per la fase finale nella sezione Nuove Proposte (complotto!), ha ora pubblicato il suo primo adorabile EP "11 volte". Io sto già in fissa, in particolare per il primo pezzo, "Serratura". Lo dico o non lo dico?
Lo dico: per me è una delle canzoni italiane più belle degli ultimi mesi e, forse, anni.
Guilty Pleasure del mese
Dara "Bangaranga"
Ci sono canzoni contagiose e poi c'è "Bangaranga" della bulgara Dara, la vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2026, alla faccia di Sal Da Perdi. Un tormentone così efficace che mi sa che non me lo scollo più di dosso, e dalle orecchie, fino all'Eurovision 2027.


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