Serie migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
The Bear
(stagione 5)
Si può vedere su: Disney+
Genere: cuochi sclerati
Consigliato in particolare: alle buone forchette (televisive)
Tutte le cose belle prima o poi finiscono, mi auguro anche quelle brutte anche se al momento non sembra, e tra le cose belle ormai finite c'è da mettere anche The Bear. Il ristorante italoamericano (sebbene a ben vedere di italiano avesse ben poco) cui più mi ero affezionato negli ultimi anni ha chiuso i battenti.
ATTENZIONE SPOILER
A dirla tutta, per spoilerare qualcosina, non è che abbia proprio chiuso. Ha chiuso la serie che ne racconta le vicissitudini.
Secondo molti, The Bear ha vissuto diversi alti e bassi. Per quanto mi riguarda, invece, ogni stagione si è rivelata a livelli parecchio elevati. Il picco assoluto l'ha raggiunto nella seconda metà della seconda stagione, quando ha cucinato un episodio prelibato dopo l'altro. Devo dire che però ho amato molto pure le criticate stagioni 3 e 4, in cui i ritmi si sono fatti più dilatati e in cui è stato dato il giusto spazio anche a personaggi sulla carta, anzi sul menù, considerati "minori".
Quanto alla quinta e conclusiva stagione, bisogna ammettere che c'ha messo un po' a carburare. Alcune scelte non le ho comprese e apprezzate particolarmente, in particolare la totale mancanza di canzoni rock che avevano contribuito a definire la cifra stilistica della serie fino a qui. Alla fine però ho apprezzato la voglia di realizzare una stagione differente dalle precedenti, con un approccio vicino a 24 e The Pitt nel concentrarsi unicamente su un paio di giornate all'interno del ristorante e con un crescendo notevole che esplode nel penultimo episodio. Mentre l'ultissimo, decisamente a sorpresa considerando il mood dark generale della serie, è una specie di happy ending per un po' tutti i personaggi.
Ci poteva essere una chiusura migliore o una peggiore?
Chissà. Il finale di The Bear è sembrato semplicemente giusto. Come uno dei pasti più squisiti che tu abbia mai gustato in vita tua, che però sai non potrai mangiare più, perché Carmy Berzatto ormai ha cambiato mestiere. Non fa più il cuoco. Ha appeso le pentole al chiodo e tu devi fartene una ragione. Devi cercare un altro ristorante o, forse sarebbe ora, imparare finalmente a cucinare decentemente per conto tuo.
(voto alla quinta stagione 8/10
voto all'episodio finale 7,5/10
voto alla serie 8,5/10)
Attrice tv migliore del mese
Anya Taylor-Joy (Lucky)
(miniserie, episodi 1-4)
Si può vedere su: Apple TV
Genere: action thriller
Consigliato in particolare: a chi si sente fortunato
Motivi per vedere Lucky ne abbiamo?
Beh, innanzitutto c'è la sigla, composta e cantata da Fiona Apple, cantautrice che in passato aveva già firmato il tema d'apertura di The Affair, ma, insomma, non è una che si concede spesso e quindi se l'ha fatto per questa nuova miniserie ci sarà un perché.
C'è poi il fatto che è una miniserie creata da Jonathan Tropper, e se legittimamente chiedete: "Chi cazzo è, Jonathan Tropper?", la risposta è che è quel tizio già dietro alle valide Banshee e Your Friends & Neighbors. In più tra i produttori c'è anche Reese Witherspoon, che per me è sempre una garanza e questo mese figura pure tra i producer di Elle (vedi a fine post).
C'è poi un ricco cast, che comprende Timothy Olyphant, Annette Bening, Clifton Collins Jr. e il nuovo sex symbol Drew Starkey.
Il motivo principale per vedere questa miniserie, non giriamoci tanto intorno, è però la presenza come protagonista assoluta di Anya Taylor-Joy.
Una il cui precedente ruolo da protagonista di una miniserie è stato in La regina degli scacchi. Diciamolo subito, qui non siamo assolutamente a quei livelli, ma Anya è sempre una regina sia nella recitazione che nello stile e vederla alle prese con il ruolo action thriller di una tipa truffaldina in fuga vale il prezzo del biglietto.
La serie non è che brilli per originalità ed è un action thriller crime che, per quanto intrattenente e di buona qualità, sa di già visto. Solo che non importa. Anya Taylor-Joy da sola è una rara gioia cui, in questa vita all'insegna del mainagioia, non si può rinunciare.
(voto 6+/10)
Attore tv peggiore del mese
Sam Worthington (Ovunque tu sia - I Will Find You)
(miniserie)
Si può vedere su: Netflix
Genere: crime thriller
Consigliato in particolare: ai fan di Harlan Coben
Altro prodotto crime thriller non troppo distante da Lucky, risultato diverso. A fare la differenza è il protagonista. Anya Taylor-Joy in positivo in Lucky, Sam Worthington in negativo in Ovunque tu sia, nuova serie Netflix il cui titolo italiano per una volta è migliore rispetto all'originale, I Will Find You, che qui da noi si sarebbe confuso con un film con Liam Neeson a caso. Tanto Anya riesce con la sua sola magnetica presenza a tenere incollati allo schermo, tanto il gran visir degli attori inespressivi Sam Worthington ovunque sia ti fa scappare la voglia.
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| "Non sarò un fenomeno a recitare, ma mettermi in galera non vi sembra una pena eccessiva? Mattarella, dammi la grazia!" |
Un peccato, perché per il resto Ovunque tu sia è una classica serie di Harlan Coben ben orchestrata, tra drammi familiari e intrighi crime ricchi di colpi di scena. E il cast di contorno, che comprende Britt Lower di Severance, Milo Ventimiglia di This Is Us e non solo, Chi McBride di Boston Public, la splendida Logan Browning di Dear White People, la rifattissima Madeleine Stowe di Revenge e il mio preferito Jonathan Tucker, interprete lanciato ormai parecchio tempo fa da Sleepers e Il giardino delle vergini suicide, è di buon livello.
Solo che il protagonista principale è Sam Worthington. Un attore che possiede lo stesso superpotere della Meloni: riesce a rovinare tutto quello che tocca.
(voto 5,5/10)
Finale più conclusivo del mese
Heartstopper Forever
(film tv)
Si può vedere su: Netflix
Genere: fine dell'adolescenza e fine di una serie
Consigliato in particolare: ai fan di Heartstopper
Heartstopper è giunto allo stop. Dopo tre stagioni super carine da guardare con gli occhi a forma di cuore, a chiudere l'amata serie ci pensa ora un film conclusivo, simbolicamente intitolato Heartstopper Forever. Più che una pellicola di livello cinematografico, un episodio lungo che chiude tutti gli archi narrativi, in particolare quello dei due adorabili protagonisti, in maniera diligente, ma senza idee strabilianti o sorprese particolari. Ci si inventa giusto una rottura tra Nick e Charlie, per provare a movimentare la situazione, solo che tutto procede in maniera gradevole quanto un po' troppo telefonata e prevedibile.
Una chiusura senza botti, però coerente e in linea con il resto della serie. Una serie che ha saputo fotografare il mondo LGBTQ+ in una maniera inedita, tenera, innocente (forse pure troppo?), lontana dagli eccessi di Euphoria o dal sesso spinto di Heated Rivalry. A pensarci, il vero colpo di scena è questo: la normalità. E poi, anche se questi personaggi mi mancheranno, la serie ormai aveva detto tutto ciò che doveva dire, quindi giusto chiuderla qui.
(voto al film 6/10
voto alla serie 6,5/10)
Cotta del mese
Ada Molina (Oasis Resort)
Si può vedere su: Netflix
Genere: soap thriller
Consigliato in particolare: a chi guarda le serie per la "trama"
Il titolo originale di questa nuova serie Netflix spagnola è Oasis, ma qui in Italia ci piace essere più chiari e l'abbiamo intitolata Oasis Resort. Così nessuno pensa che riguardi la band dei fratelli Gallagher. Non che a qualcuno guardandola potessero venire dubbi in proposito comunque. Oasis Resort quindi non parla (purtroppo) degli Oasis. In compenso è una serie così piena di fregni e fregne che ognuno potrà trovare la sua nuova celebrity crush televisiva estiva. Senza manco dover guardare Temptation Island. La mia scelta ricade su Ada Molina, attrice spagnola emergente che non si segnala per un particolare talento recitativo, ma sa comunque come farsi notare e catturare l'attenzione.
Per il resto, c'è poco da dire. Se qualcuno vi dice che guarda Oasis Resort per la trama, sappiate che è una cazzata immane. La trama di questa serie è infatti banale e per nulla originale, una specie di incrocio tra The White Lotus ed Élite che rimanda anche a decine di altre cose simili in bilico tra soap opera e thriller viste negli ultimi anni. Se si rimane incollati allo schermo, i motivi sono ben altri.
(voto 4/10)
Guilty Pleasure del mese
Elle
(stagione 1)
Si può vedere su: Prime Video
Genere: teen anni '90
Consigliato in particolare: alle bionde
Elle Woods avrà la sua rivincita su Seattle. Un momento, facciamo un passo indietro. Chi è Elle Woods?
È la protagonista della commedia cult La rivincita delle bionde del 2001, dov'era interpretata da Reese Witherspoon, e che un paio d'anni dopo ha anche avuto un non troppo memorabile sequel, Una bionda in carriera. Adesso è arrivata Elle, la serie prequel sulla sedicenne Elle Woods. Una origin story su una moderna eroina dell'emancipazione femminile. Bene, ma cosa c'entra Seattle?
La serie inizia con il "dramma" di Elle, costretta a trasferirsi a causa dei guai in cui finisce il padre chirurgo estetico dalla sua amata assolata Los Angeles alla triste piovosa Seattle. Siamo nel 1995, sono passati pochi mesi dal suicidio di Kurt Cobain e la città è ancora la capitale del grunge e in generale di tutti gli alternativi d'America. L'esatto opposto di quel ciclone di ottimismo di Elle Woods. Due mondi che in apparenza non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro e dalla cui unione/scontro nasce una serie teen piacevolissima e, per quanto mi riguarda, pure superiore al pur carinissimo film originale.
Ancora più che a La rivincita delle bionde, la serie è vicina per atmosfere a un altro classico "chick flick" come Ragazze a Beverly Hills con Alicia Silverstone, e in generale a molti show adolescenziali anni '90/primi anni zero, da Beverly Hills 90210 a Dawson's Creek. E a proposito di quest'ultimo, Elle ci regala l'ultima occasione per vedere sullo schermo il compianto James Van Der Beek, che appare come guest star in alcuni episodi.
Tra i punti di forza della serie c'è una colonna sonora fantastica, che alterna hit del periodo come "Creep" dei Radiohead e "What's Up?" delle (ironia della sorte) 4 Non Blondes a chicche meno celebri di Superchunk, L7, Veruca Salt, Juliana Hatfield, Mazzy Star e vari altri, e c'è la protagonista. Reese Witherspoon è unica, irreplicabile, eppure Lexi Minetree riesce nell'impresa di essere una Elle Woods assolutamente perfetta, senza manco sforzarsi di imitare l'interprete originale.
C'era allora bisogno di un prequel de La rivincita della bionde?
Probabilmente no.
Sono diventato dipendente da Elle e non vedo già l'ora di gustarmi la seconda annunciata stagione?
Assolutamente sì.
(voto 7/10)






















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