Album migliore del mese (secondo Pensieri Cannibali)
Beck "Ride Lonesome"
Genere: allegria portami via
Consigliato in particolare: per le notti da soli al buio in un angolino a piangere
Meglio soli che male accompagnati. Poteva semplicemente dire così, Beck, invece c'ha fatto su un intero disco. Un gran bel disco. Da un tema del genere poteva uscirne una lagna, una gran rottura di palle, invece no. Il signor Beck David Hansen non riesce ad essere noioso nemmeno quando prova ad esserlo.
Per fare una generalizzazione, i suoi album si possono dividere in due categorie: quelli più allegri, movimentati, scanzonati e sperimentali da una parte, e quelli più riflessivi, tristi, acustici e tradizionali dall'altra. Io in genere preferisco i primi. In questo caso devo però ammettere che "Ride Lonesome" mi ha rapito come non capitava da parecchio tempo con un suo lavoro. Come non succedeva dallo splendido "Sea Change", di cui questo suona come un fratellino minore, ma nemmeno tanto minore. Forse sarebbe meglio dire maggiore, visto che le sue canzoni si sono fatte col tempo ancora più mature. D'altra parte sono passati oltre due decenni da quel lavoro e il cantautore ha raggiunto i 56 anni d'età.
Attapirato, divorziato, cupo, notturno e malinconico, accompagnato da magnifiche orchestrazioni che regalano ulteriore spessore ai pezzi, Beck ci accompagna nella sua solitudine e fa sentire noi ascoltatori un po' meno soli. Non suonerà certo come un ascolto allegro, eppure può avere un effetto terapeutico. "Ride Lonesome" è un disco depresso che aiuta a far passare la depressione.
(voto 8/10)






