Dovevi essere morta
Girare una saga horror is for boys, girare due saghe horror is for men. Tra tutti i grandi maestri del cinema horror, credo ce ne sia soltanto uno che può vantarsi di aver dato il via a non uno bensì a due tra i più celebri franchise del genere di sempre. Wes Craven nel 1984 diretto Nightmare - Dal profondo della notte, che ha poi avuto una numerosa serie di sequel, tra cui Nightmare - Nuovo incubo nuovamente girato dallo stesso regista, mentre nel 1996 ha aperto la saga di Scream, di cui ha anche firmato i successivi tre capitoli.
Principalmente noto per queste due saghe, il compianto Wes Craven, purtroppo venuto a mancare nel 2015, ha diretto anche vari altri cult, più diversi titoli considerati "minori", ma che a me hanno gasato parecchio. Parlo ad esempio di flop di pubblico e critica come Cursed - Il maleficio e lo spernacchiatissimo My Soul to Take - Il cacciatore di anime, che a mio parere offrono un più che valido intrattenimento horror, e il mai abbastanza celebrato Red Eye, thriller ad altissima tensione ottimamente interpretato da Rachel McAdams e Cillian Murphy.
È così con un alto livello di fiducia nei suoi confronti che ho scelto di recuperare un altro suo lavoro "minore" in occasione della Notte Horror 2026, il consueto appuntamento estivo annuale con cui un gruppetto di blogger cinematografici, tra cui il sottoscritto, si ritrova per celebrare e riportare in vita virtualmente le storiche Notti Horror di Italia 1, attraverso alcune recensioni di pellicole che in quella rassegna figuravano, o che comunque ci sarebbero potute stare alla grande. Questo qui sotto è il programma completo dell'edizione di quest'anno.
Per la Notte Horror 2026 io mi sono scelto Dovevi essere morta, film del 1986 tratto dal romanzo Friend di Diana Henstell e diretto appunto da Wes Craven. Prima di vederlo, mi sono chiesto perché fosse tra i suoi lavori meno noti e celebrati, poi l'ho guardato e ho capito perché: non è un granché, mi tocca ammettere. Faccina triste.
Fin dall'inizio non si comincia bene. Il titolo italiano Dovevi essere morta non ha molto a che fare con l'originale, Deadly Friend, che già non è che fosse il massimo. In pratica, questo film non ha un brutto titolo, ha due brutti titoli. Record.
Le premesse della pellicola invece erano promettenti. Questo film degli anni '80 affronta due temi ancora oggi parecchio attuali: l'intelligenza artificiale e la violenza sulle donne. Come li affronta?
Beh, insomma. Disciamo che si poteva fare meglio. Molto meglio.
Un tizio (s)conosciuto soprattutto per essere stato uno dei protagonisti de La casa nella prateria, non proprio una cosa di cui vantarsi, che dopo la sua pessima interpretazione in Dovevi essere morta ha praticamente chiuso qui la sua carriera cinematografica, e non è un caso. Peccato perché, con un attore più espressivo ed iconico del periodo come protagonista, tipo un Michael J. Fox o un Matthew Broderick o un John Cusack o magari un Tom Cruise, la resa finale del film sarebbe potuta essere decisamente migliore. E invece ci dobbiamo accontentare di Labourteaux... chi?!?
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| "Non capisco perché non abbiano preso me" |
Piuttosto anonimo anche Michael Sharrett, in teoria la "spalla comica" del film, ruolo in cui avrebbe fatto faville un Corey Feldman, per dire.
Come sia o come non sia il cast, fatto sta che il non-giovane protagonista ha costruito un robot, Bee Bee, dotato di un'intelligenza artificiale parecchio avanti per i tempi. E, dopo aver avuto una conversazione con Alexa, devo dire piuttosto avanti anche per gli standard attuali.
Bee Bee assomiglia al prototipo di robot Numero 5 di Corto circuito, pellicola decisamente di maggiore successo e anche più riuscita uscita in quello stesso 1986. Considerando però che Dovevi essere morta è arrivato nei cinema appena una manciata di mesi dopo, dubito che abbiano fatto in tempo a copiare. Sono semplicemente arrivati con un leggero ritardo e, nel cinema così come nella vita, il tempisto è tutto.
Il protagonista diventa amico, o forse qualcosa più di un semplice amico, della sua affascinante vicina di casa, una ragazza che vive con il padre violento e qui, finalmente, veniamo a una nota positiva, una delle poche, del film. No, non è il fatto che il padre sia un uomo violento, bensì è il fatto che nel ruolo della vicina di casa ci sia l'allora esordiente Kristy Swanson, futura prima interprete di Buffy Summers nel film Buffy l'ammazzavampiri, ruolo poi passato nella serie tv a Sarah Michelle Geller. A mio parere Kristy è la più convincente del cast, non che ci vada molto visto che in questo film si fa a gara a chi recita peggio, ma soprattutto è una delle attrici più clamorosamente belle di tutti i tempi.
L'altra chicca nel cast è la presenza di Anne Ramsey, la mitica Mamma Fratelli ne I Goonies. E questo credo sia l'unico altro film in cui l'abbia mai vista.
Fine degli aspetti positivi. Dovevi essere morta con il suo essere così tanto genuinamente e ingenuamente anni ottanta è un film difficile da odiare, ma è davvero poco riuscito nella parte più comedy/sentimentale come in quella più fantascientifica come in quella più propriamente horror che, anziché dei brividi, può provocare al massimo qualche risata involontaria. Senza contare degli effetti speciali scadenti pure per l'epoca e, purtroppo, anche la regia anonima di un Wes Craven che per una volta non riesce a lasciare il segno.
Considerando i temi affrontati, poteva essere una specie di versione AI di Frankenstein. Così come poteva persino anticipare di decenni Povere creature! di Yorgos Lanthimos e, volendo, persino il fenomeno horror di quest'anno Obsession. Invece è solo un filmetto anni ottanta fallimentare sotto tutti i punti di vista. Tutti, tranne uno. Grazie Wes Craven per aver lanciato Kristy Swanson.
(voto 5/10)
















Grazie per aver portato lo zio Wes nella notte Horror, si sente molto la sua mancanza, e hai quasi beccato anche il giorno del compleanno del regista. Craven con questo film voleva fare quello che Carpenter aveva fatto con "Starman", provare ad allontanarsi un po' dall'Horror, la produzione da lui voleva il sangue, all'ennesima discussione ci ha infilato la scena (mitica!) della palla da basket, grazie Wes! Incredibile poi come le curve di Kristy Swanson siano al centro dei dialoghi, erano gli anni '80, d'altra parte i Robot erano la vera misura di quel decennio, altro che Stranger Things ;-) Cheers
RispondiEliminaFratello, ti piacciono le teste che esplodono? Allora Scanner di Cronenberg è ciò che fa per te. Ripensandoci, troppo crudo? Ti vuoi pure fare due risate? Allora beccati la mai abbastanza compianta Ramsey che si becca una pallonata e poi va in pezzi come una marionetta, mai visto nulla del genere, uno (s)cult assoluto. Se me ne uscissi con la frase Craven Ha Fatto Di Meglio vincerei a man basse il premio Grazie al cappio, ma tutto viene bene per ricordare il grande Wes. Soprattutto questa bella e arguta recensione da Notte Horror. Francesco
RispondiEliminaDa bambina era un film che mi faceva tantissima paura, soprattutto il robot BeeBee sul finale ma anche la scena della pallonata in faccia mi aveva fatta saltare abbastanza sulla sedia. Rivisto qualche anno fa, purtroppo dimostra tutti i suoi limiti ma il romanzo da cui è tratto, purtroppo mai tradotto in italiano, è splendido, raccapricciante e molto triste.
RispondiEliminaHo letto tutta la trama su wikipedia, piuttosto inquietante, anche il finale! com'è possibile che con una trama del genere abbiano fatto un filmetto del genere, con una visione a quanto pare un po' infantile della tencologia?
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