lunedì 30 settembre 2019

Impressioni di settembre 2019: i top e i flop musicali del mese





Musica. Settembre. Album. Canzoni. Top. Flop.
Perché sono così minimalista?
Perché questo mese c'è tanta roba da ascoltare, e pure da NON ascoltare, quindi partiamo subito senza indugiare troppo in chiacchiere e tatticismi.


Flop del mese

#5 TOOL

I TOOL per me sono la rappresentazione della noia in musica. Ognuno ha la noia che merita. C'è ad esempio chi considera Lana Del Rey una lagna, io invece non reggo i TOOL. Non è tanto ciò che suonano. L'altra band del cantante Maynard James Keenan, gli A Perfect Circle, mi garbano decisamente. Il problema è la lunghezza, e la pesantezza, dei loro pezzi. Le canzoni del nuovo album Fear Inoculum dilatano ulteriormente la durata dei loro brani, che viaggiano tra i 10 e i 15 minuti l'uno. Nel tempo di una loro canzone io preferisco ascoltarmi un intero greatest hits degli Offspring o dei Ramones.




#4 Tommaso Paradiso

Tom Paradiso è uscito dal gruppo. La scissione dei Thegiornalisti ha provocato una notevole gioia e varie prese per il culo in rete. Tralasciando il fatto che non si capisce bene cos'abbia da prendere per il culo i Thegiornalisti gente che ascolta Alessandra Amoroso o Ultimo, a me è dispiaciuto. Mi sono sempre piaciuti i Thegiornalisti, non l'ho mai negato e non me ne sono mai vergognato. Beh, forse un pochino. Dopo un'uscita di scena da primadonna in cui ha tenuto a sottolineare di aver composto tutti i pezzi del gruppo e che gli altri due membri in pratica sono stati utili quanto Mauro Repetto negli 883, Tommaso Paradiso non ha certo perso tempo e ha già fatto uscire la sua prima canzone solista. Canzone che, tra coretti copiati a No More "I Love You's" di Annie Lennox e un testo adolescenziale buono giusto per la colonna sonora della serie Baby, non è che sia esattamente eccezionale, nonostante l'endorsement del noto critico musicale Matteo Renzi. Non avere paura, dice il brano, ma io comincio a temere che Tommy abbia fatto una cazzata a lasciare la band.




#3 Tiziano Ferro

Tiziano Ferro accetta miracoli. Per forza. Ormai appare quasi come un miracolo che possa tornare a cantare una canzone decente. Il problema dei suoi ultimi pezzi?
Il fatto è che adesso Tiziano è un uomo sposato, felice, mentre il Tiziano migliore è quello triste, che canta di sere nere e, anche in pezzi sul lagnoso andante come Accetto miracoli, non è più convinto, non suona più credibile. Come Adele, i cantori dei cuori spezzati non dovrebbero avere diritto alla felicità.




#2 Emma

Emma Marrone ha avuto un mese davvero duro: ha affrontato problemi di salute, l'odio dei followers salviniani (più invasati dei seguaci della Manson Family) e Vasco Rossi le ha pure scritto una canzone. Una canzone che, a dispetto del titolo, bella certa non è. Comunque poteva andarle ancora peggio: Vasco avrebbe potuto scrivere un pezzo fatto unicamente di vocali e versi. Invece no. Questo perché le parole probabilmente le ha aggiunte il co-autore del brano, Gaetano Curreri degli Stadio.




#1 Fred De Palma

Il vero grande successo dell'estate italiana? Ancora più di Takagi & Ketra o J-Ax, è stato probabilmente Una volta ancora di Fred De Palma. Solo che adesso l'estate è finita e quest'uomo dovrebbe fare come Michael Bublé quando non è Natale: sparire. Invece no, Fred ora ha dato alle stampe un intero album intitolato Uebe (termine da lui stesso inventato, e che culo!), il quinto della sua carriera (ma i primi 4 chi li ha mai sentiti?). I suoi pezzi sono così pronti a infestare anche il neonato autunno. Chi, come me, sognava che la fine dell'estate avrebbe rappresentato anche la fine del reggaeton, temo resterà deluso.

P.S. Brian De Palma ha giurato di non avere niente a che fare con questo individuo.





Top del mese

#9 Post Malone

Post Malone è forse l'artista di musica trap più popolare del mondo. Solo che definirlo solo un trapper e limitativo, specie alla luce del suo nuovo album Hollywood's Bleeding, a tratti semplicemente pop (come l'ottimo singolo Circles) e che inoltre mostra come il tatuatissimo Austin Richard Post (questo il suo reale nome) sia cresciuto soprattutto a pane e rock. E pure hard-rock, come testimonia l'ospitata di un redivivo Ozzy Osbourne.




#8 Mahmood

Il nuovo contagioso singolo di Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo 2019 (cosa che Ultimo non credo abbia ancora accettato del tutto), nella mia testa suona come un incrocio tra due pezzi: il testo è una versione aggiornata di Fatti un giro degli Articolo 31, per la sua capacità di raccontare la vita nel quartiere, mentre a livello musicale siamo dalle parti dell'hip hop etnico di M.I.A. e della sua leggendaria Paper Planes, con tanto di campionamento dei suoni delle armi da fuoco. Il risultato è anche questa volta una promozione. Con buona pace di Ultimo.




#7 Brunori Sas

Ce ne ho messo di tempo per farmi piacere Brunori Sas, ma alla fine, piano piano, sta cominciando a convincermi. Non mi sono ancora convertito in un suo fan, però se continua a tirare fuori canzoni come la nuova Al di là dell'amore siamo sulla buona strada.




#6 Willie Peyote

Willie Peyote rischia di essere la next big thing della musica italiana, o se non altro della scena più o meno classificabile come indie italiana. Con il suo stile a metà strada tra rap e cantautorato, un singolo d'impatto come La tua futura ex moglie e il nuovo album Iodegradabile, atteso per il 25 ottobre, questo potrebbe fare il botto.




#5 Liam Gallagher

Liam batte Noel 1 a 0. Non sul fronte delle dichiarazioni polemiche, in quel campo è difficile tenere il punteggio, bensì della musica. Mentre Noel Gallagher con la sua band High Flying Birds è sempre più perso in territori disco-dance che non piacciono a nessuno, credo nemmeno a lui stesso, Liam Gallagher ha pubblicato il suo secondo album solista, Why Me? Why Not.. Niente di rivoluzionario o sconvolgente, ma un lavoro onesto, con dentro una manciata di canzoni valide (su tutte Now That I've Found You) e Oasis nel midollo. Che è ciò che un Gallagher come si deve deve fare.




#4 Iggy Pop

Dimenticate l'Iggy Pop più punk-rock e scatenato. Free è un album dalle fumose tinte jazz. Perfetto per un ascolto notturno, con le luci soffuse. Un disco di gran classe, insomma, e no, non è un modo elegante per dire che si tratta di una rottura di palle. Sto mica parlando dei TOOL.




#3 Grimes

La star della musica electro-alternative Grimes ha tirato fuori non le zinne, bensì il suo pezzo più commerciale e immediato, che si incolla subito in testa, Violence. In pratica è la canzone che farebbe oggi Britney Spears se fosse una ragazzina esordiente. Attenzione però al testo che, per quanto appaia un inno al sesso sadomaso (You wanna, make me bad, make me bad, and I like it like that, and I like it like that), in realtà affronta il tema del cambiamento climatico dal punto di vista della Terra.




#2 Thom Yorke

Thom Yorke riesce a commuovermi anche quando non canta. Tra le cose più belle sentite questo mese c'è l'ospitata che il cantante dei Radiohead ha fatto nel programma radiofonico di BBC Radio 4 Desert Islands Discs, condotto da Lauren Laverne, ex cantante delle Kenickie, esaltante band pop-punk/britpop anni '90. Oltre a proporre la musica che porterebbe con sé su un'isola deserta, Thom ha anche parlato della scomparsa della moglie e del suo rapporto con i figli: “Non posso sperare di essere la loro mamma, ma stiamo bene. Sono davvero orgoglioso di entrambi. Mi stupiscono quasi tutti i giorni. Non riesco a credere che abbiano qualcosa a che fare con me. Sono semplicemente persone fantastiche”. Difficile trattenere le lacrime. E da brividi pure Daily Battles, il pezzo che Yorke ha realizzato con Flea dei Red Hot Chili Peppers per la colonna sonora di Motherless Brooklyn, il nuovo film diretto da Edward Norton.




#1 Lana Del Rey

Lana Del Rey oramai può essere considerata un classico americano. Un incrocio tra Marilyn Monroe e Leonard Cohen. Il nuovo album Norman Fucking Rockell!! è un altro gioiello che viaggia fuori dal tempo, l'ennesimo della sua carriera. Alla faccia di chi ai tempi del primo successo Video Games pensava fosse una meteora. C'è comunque da notare che esiste qualcuno meglio di Lana Del Rey: una Lana Del Rey gigante.





Guilty Pleasure del mese
Tones and I

Tones and I, nome d'arte di Toni Watson, è una cantante australiana che con la sua voce particolare, strana, per alcuni fastidiosa, potrebbe essere una meteora, oppure potrebbe rivelarsi la nuova Sia. Comunque sia, Dance Monkey è una delle hit internazionali dell'anno ed è difficile scrollarsela di dosso.




Cotta del mese
Ariana Grande, Miley Cyrus, Lana Del Rey

Miley Cyrus 💖
Ariana Grande 💖💖
Lana Del Rey (sebbene con le altre due e con il resto della canzone e del video non c'entra nulla) 💖💖💖




Video del mese
Camila Cabello “Liar”

Il ritornello di Liar, il nuovo singolo di Camila che bella, è in pratica una versione latina, e intendo latina-cubana non reggaeton, di All That She Wants degli Ace of Base. Una roba contagiosissima. Il video invece è una rilettura anch'essa latina (e delirante) della serie Russian Doll (che a sua volta partiva da uno spunto stile Ricomincio da capo). Niente di molto originale, quindi, ma in compenso la simpatia abbonda.




Movie Soundtrack
C'era una volta a... Hollywood

Tra i numerosi pregi dei film di Tarantino, c'è quello che ognuno o quasi dei suoi lavori ti spalanca di fronte le porte di un intero orizzonte musicale. Non fa eccezione l'ultimo C'era una volta a... Hollywood, che anzi è probabilmente il suo lavoro più pregno di musica. Quentin nell'anno 1969 ci sguazza, e ci fa sguazzare anche noi alla scoperta di un sacco di musica fichissima. I momenti top della soundtrack? Per quanto mi riguarda la frizzante Bring a Little Lovin' dei Los Bravos, già presente nel primo trailer, e la splendida Out of Time dei Rolling Stones.




Serial Music
Pose

Dopo essere passata negli Usa su FX, la seconda stagione di Pose a ottobre arriverà anche su Netflix Italia e quindi non avete più scuse per non guardarla. La serie sulla comunità trans e sulla Ball Culture si sposta dagli anni '80 della stagione uno ai primi 90s. A livello di colonna sonora non aspettatevi Nirvana, grunge o alternative-rock, tutt'altro, ma comunque se ne sentono delle belle. Oltre a Vogue di Madonna, che gioca un ruolo centrale, c'è spazio per tanto pop-disco-funk-soul e la chicca è “Boogie Oogie Oogie” degli A Taste of Honey.




Spazio vintage
Verdena

Sono passati 20 anni dalla pubblicazione dell'omonimo album d'esordio dei Verdena. Feel old yet?
Un disco a suo modo epocale, almeno per quanto mi riguarda. Ai tempi avevo 17 anni e questo è stato il mio primo vero disco rock italiano. Allora mi piacevano anche altri gruppi tricolore come gli Afterhours o i Marlene Kuntz, solo che loro erano in giro già da tempo. Gli esordienti Verdena sono invece stati il primo (e forse anche l'ultimo) gruppo nostrano che ho sentito davvero mio al 100%. Anche sentito oggi, nella versione 20th Anniversary Remastered Edition ascoltabile su Spotify), è un disco che sa esaltare ancora.
E a chi in questi 20 anni si è sempre chiesto di cosa parlasse il singolo Valvonauta rivelo che, ATTENZIONE SPOILER, parla di... seghe. Parola del cantante del gruppo Alberto Ferrari.




4 commenti:

  1. A me l'ultimo album dei Tool piace da matti. L'ho già ascoltato un sacco di volte e anche se manca un singolo di richiamo lo trovo un ottimo prodotto! Spiace vederli insieme a Tiziano Ferro...

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  2. Lana ♥

    Dance Monkey penso sia il guilty pleasure di tutti haha

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  3. Io sono uno di quelli che apprezza Lana Del Rey e che quando Annalisa partecipò a Sanremo due anni fa con Il Mondo Prima Di Te, sgamò subito il plagio con Blue Jeans di Lana.... oddio detto così sembra un pantalone per l'inverno, ma credo che ci siamo capiti lo stesso eh?

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