giovedì 19 dicembre 2019

Le ragazze di Wall Strip





Le ragazze di Wall Street - Business Is Business
Titolo originale: Hustlers
Regia: Lorene Scafaria
Cast: Constance Wu, Jennifer Lopez, Julia Stiles, Keke Palmer, Lili Reinhart, Madeline Brewer, Mercedes Ruehl, Lizzo, Cardi B, Usher


Una volta sono stato in un locale di striptease, trascinato dagli amici...
Ok, a essere sincero non è che sono stato proprio trascinato a forza contro la mia volontà e a pensarci bene non è stata solo un'unica volta. Devo però dire che non ci sono stato più di due o tre volte... ehm, va bene. Forse più di due o tre volte. Diciamo comunque meno di una decina di volte, tra addii al celibato e compleanni vari, e inoltre voglio sottolineare che è da diversi anni che non ci metto più piede. Non che ci sia niente di male a frequentare posti del genere, era solo per mettere le cose in chiaro e non apparire come un totale maniaco o morto di figa.


C'è inoltre da sfatare un mito: non è che siano posti del tutto squallidi e all'insegna della totale volgarità. Non tutti, almeno. Ci sono anche dei localini che hanno una certa raffinatezza... o se non altro una certa classe. Come funzionano questi club?

Le ragazze si spogliano. E fino a qui non credo ci fossero molti dubbi in proposito. Ci sono però delle stripper, pardon delle professioniste nell'arte dello spogliarello, che lo fanno con stile. Proponendo coreografie elaborate che poco hanno da invidiare al balletto classico, o per lo meno alle cubiste in discoteca, e scegliendo come sottofondo brani che fanno denotare una certa cultura musicale. Proposte variegate e poco prevedibili che passano dalla ballata Love Bites della band hard-rock Def Leppard alle sonorità new age e oserei dire quasi sacre degli Enigma. Questo almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale in questi locali. Devo dire che non è niente male pure il pezzo selezionato da Jennifer Lopez per la sua scenona di spogliarello in Le ragazze di Wall Street - Business Is Business, film in cui interpreta appunto una stripper.


Per l'occasione non muove le sue grazie – da notare che ho detto grazie e non chiappe perché anche io sono uno di classe – su una delle sue latinate stile Let's Get Loud, bensì una canzone sexy e allo stesso tempo di una notevole sensibilità come Criminal di Fiona Apple.



La colonna sonora del film spazia poi tra proposte più tipicamente dance e pop, ma comunque sempre con gusto, dall'iconica Gimme More di Britney Spears fino a Usher, che compare anche nel locale nel ruolo di se stesso.

"Ciao, io sono Usher."
"Sì, certo. E io sono Jennifer Lopez..."

Ci sono inoltre altre presenze musicali all'interno della pellicola, anche loro nelle parti di due stripper: la cantante Lizzo...


...e la rapper, ex spogliarellista nella vita reale, Cardi B.


Un segno che in questo film è stata dedicata un'attenzione maggiore alla musica che non a tette & culi. Com'è possibile ciò?
Il motivo è ben presto spiegato. Le ragazze di Wall Street è scritto e diretto da una donna: Lorene Scafaria, la sceneggiatrice dello squisito Nick & Norah - Tutto accadde in una notte e la regista del caruccio Cercasi amore per la fine del mondo.


Un dettaglio di non secondario conto, che regala alla pellicola un punto di vista fortemente femmile, in cui è interessante notare la pressoché totale inutilità degli uomini, ed evita così di scadere nel pruriginoso/ridicolo di pellicole dalla tematica simile come Striptease, scult del 1996 con Demi Moore e diretto dall'allupato Andrew Bergman. Uno che con Ingmar Bergman non c'entra un fico secco.

"Stai mica insinuando che il mio film non era un capolavoro?"

Che poi perché si dice “non c'entrare un fico secco?”.
Non lo so. Così come non so perché un film intitolato con una sola parola, Hustlers, da noi si è trasformato nel chilometrico Le ragazze di Wall Street - Business Is Business. Lina Wertmüller c'ha forse messo il suo zampino? Capisco che da noi il termine "Hustlers" sia un po' difficile da tradurre, considerando che può significare sia “traffichini” che “sgualdrine” e pure “bagasce”. Lo dice il sito di traduzione WordReference, mica io. Dei termini che magari non sono proprio il massimo per pubblicizzare una pellicola. Le ragazze di Wall Street come titolo commerciale invece può andare, ok, ma perché aggiungergli un sottotitolo in inglese come Business is Business?
Misteri.

Il film non è quindi per fortuna dalle parti di altre robe sul mondo dello spogliarello come Striptease o Showgirls. Siamo più dalle parti de Le ragazze del Coyote Ugly, spogliato della parte da romcom, e soprattutto di Magic Mike. Un Magic Mike al femminile con una Jennifer Lopez controparte di Matthew McConaughey nei panni della stripper navigata, mai vista così in parte. Sarà un caso?


Non so se l'interpretazione di J.Lo sia totalmente da Oscar – di sicuro lo è la sua scena da stripper – ma, per quanto non l'abbia mai apprezzata particolarmente come attrice, se la statuetta dovesse arrivarle per questa interpretazione non sarei qui a urlare allo scandalo. Già solo il fatto che abbia scritto J.Lo e Oscar nella stessa frase senza scoppiare a ridere, comunque, fa riflettere.

"E che a me un Oscar non lo volete dare?"
"E a noi?"


Devo comunque segnalare che, con tutto il rispetto per Jennifer Lopez, Lizzo, Cardi B e la protagonista principale Constance Wu, la mia stripper preferita idola assoluta del film è Lili “vomitina” Reinhart.


Le ragazze di Wall Street al suo interno propone inoltre alcuni riferimenti alla crisi del 2008, pur non addentrandosi troppo negli aspetti economici come La grande scommessa, più una certa componente criminale. È insomma un drama sfaccettato, glamour ma non troppo, che punta forte sul realismo. Non a caso è tratto da una storia vera. Il rischio porcata è allora per fortuna scongiurato. Cosa piuttosto sorprendente, considerando come da un film con Jennifer Lopez nelle (poche) vesti di una stripper era quantomeno lecito attendersi una ciofeca totale alla Striptease, o ancora di peggio.

"Cannibal, basta con questo tono canzonatorio nei confronti di Striptease. Guarda che mi sto incazzando."

Adesso però non vorrei stare nemmeno a gridare al capolavoro, visto che alcune svolte nella trama paiono troppo repentine e alcune scontate frasi a effetto sparate soprattutto dal personaggio di J.Lo erano francamente evitabili. Si ha inoltre la sensazione che, per quanto provi a penetrare all'interno delle loro vite, il film non riesca mai a mettere del tutto a nudo le sue protagoniste. Isn't it ironic, don't you think?
(voto 6,5/10)




5 commenti:

  1. Mi sono divertito, e JLo mi è piaciuta tantissimo. Ci mette l'anima e taaaanto corpo, e il suo monologo finale vale tutto il film. Mi ha sorpreso. Un po', si tifa per lei!

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  2. Perché il titolo italiano?
    Forse perché il pubblico under30 (quello che riempie le sale) è più eccitato da parole come Wallstreet e Business che da parole come STRIP e JENNIFER NUDA. Chi ha passato migliaia di ore facendosi seghe con you porn ormai con certe immagini non si eccita più tanto... ma il vero porno è il capitalismo e il suo tempio nella Strada del Muro

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  3. C'è anche Lili Reinhart? mmh interessante..

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  4. Non sembra malaccio, anche se sono rimasto alle prime rivelazioni del post.
    Ma sai che invece io non ci sono mai entrato in un locale di questo tipo!? E sì che sono stato nei peggiori bar di Caracas! :)

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  5. Strano ma vero, siamo d'accordo su J.Lo e su un film con J.Lo, e non sarebbe così strano ritrovarsela agli Oscar.
    Strano forte.
    Il paragone con Magic Mike ci sta, ma qui siamo spanne sopra. Rimane il film per cui mi sarei alzata e sarei uscita dalla sala. Ancora un'onta di vergogna per me e per il migliore amico, che anche in quell'occasione mi accompagnava nella visione.

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