Visualizzazione post con etichetta the cw. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta the cw. Mostra tutti i post

lunedì 14 aprile 2014

THE 100, CENTO! CENTO! CENTO!




The 100
(serie tv, stagione 1, episodi 1-4)
Rete americana: The CW
Rete italiana: non ancora arrivata
Sviluppato da: Jason Rothenberg
Ispirato al romanzo: The 100 di Kass Morgan
Cast: Eliza Taylor, Thomas McDonell, Paige Turco, Bob Morley, Marie Avgeropoulos, Henry Ian Cusick, Isaiah Washington, Devon Bostick, Christopher Larkin, Richard Harmon, Chris Browning, Eli Goree
Genere: sci-fi bimbo-minkia
Se ti piace guarda anche: Hunger Games, The Philosophers, After Earth, Lost

The 100 è una serie che prende il titolo da Ok, il prezzo è giusto.
CENTO! CENTO! CENTO!


Da quello, oppure da ciò che racconta. La storia è infatti quella di 100 ragazzi che vengono rimandati sulla Terra, rimasta disabitata per un centinaio d’anni in seguito a un disastro nucleare. Il solito disastro che capita nei film e nelle serie tv americane. I pochi umani sopravvissuti vivono su una stazione spaziale, come in Elysium, ma una versione più da morti de fame. Inoltre le scorte d’aria stanno finendo e quindi c’è bisogno di ritornare sulla Terra. Ma la Terra sarà ancora un pianeta abitabile?
Per scoprirlo, gli adulti fifoni mandano in avanscoperta questi 100 ragazzi/ragazze. Una volta atterrati sulla Terra, qual è la prima frase che pronunciano?
Pensate a qualcosa del tipo “Un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”?
Eh no, abbelli. La prima tipa che rimette piede sulla Terra dopo 100 anni grida: “We're back, bitches!”. 


Geniale. È lì che ti rendi conto che stai vedendo proprio una serie al 100% della The CW, il canale più bimbominkioso del pianeta, e capisci che quella serie non potrai fare a meno di continuare a seguirla. È lì che capisci anche che di sicuro non ti trovi di fronte a un prodotto di alta qualità, ma di alto godimento sì. Il classico guilty pleasure.

Da qui in poi, la serie si sviluppa come un non troppo fantasioso incrocio tra Il signore delle mosche e due delle serie di maggior successo degli ultimi anni: la saga di Hunger Games, non a caso pure in questo caso l’ispirazione è presa da un teen fantasy letterario, e la serie tv Lost. Diciamo che è una versione bimbominkiosa di Lost e a contribuire a quest’impressione ci pensa anche la presenza nel cast di Henry Ian Cusick, quello che nel cult di J.J. Abrams aveva lo splendido ruolo di Desmond e che poi, come un po’ tutti gli altri attori di Lost, non ha più combinato una mazza se non delle porcherie.
Sfiga di Lost senza ritorno!

Più che l'ultima cena, l'ultima volta che qualcuno di loro ha recitato in qualcosa di decente.

Se Henry Ian Cusick recita con un notevole scazzo addosso, così come l’altro volto (più o meno) celebre Isaiah Washington, ex Dottor Burke di Grey’s Anatomy, pure il cast di sprovveduti giovincelli non è che convinca molto. La protagonista Eliza Taylor è la versione brutta (relativamente, siamo pur sempre in una serie della The CW) e senza talento di Jennifer Lawrence.

"La versione brutta di Jennifer Lawrence?
Ma questo è il complimento più bello che mi abbiano mai fatto!"

Il suo moroso Thomas McDonell, invece, con quel look da capellone anni ’90 appare come un “Vorrei essere il nuovo Johnny Depp, ma non posso.” Ci sono poi un paio di immancabili personaggi nerd, che però sono meno divertenti rispetto al personaggio nerd medio di una serie tv media, un tale che si chiama Bob Morley ma non ha i rasta, e la migliore è allora la figona della serie, l’impronunciabile Marie Avgeropoulos, già vista in una particina nello splendido film 50 e 50, l’idola che a inizio serie grida: “We're back, bitches!”.

Questa serie in pratica è recitata male, presenta una serie di idee rubate a destra e a manca, al suo interno propone un sacco di situazioni involontariamente ridicole e, nonostante tutto questo, o forse proprio per tutto questo, funziona. The 100 è una droga seriale magari non potentissima, ma comunque the-cente abbastanza da farti venire voglia di vedere un nuovo episodio, e poi un altro ancora. Proprio ciò che una buona serie trash deve fare, soprattutto in questo periodo in cui le Pretty Little Liars sono in vacanza.
Sconnettete il cervello allora, sintonizzatevi su questa nuova serie e cominciate a gridare:
“CENTO! CENTO! CENTO!”
(voto 6+/10)

martedì 18 marzo 2014

NUOVE SERIE TV 2014 - SPRING IS COMING




Dagli USA continuano ad arrivare nuove serie tv senza sosta. Perché?
Credo sia un gomblotto per cercare di farci uscire di casa il meno possibile. Tra le tante proposte offerte dai palinsesti americani, non tutte meritano però che sprechiamo le nostre vite pur di seguirle. Ecco quindi una breve e spero utile guida per orientarsi tra alcune delle nuove proposte seriali delle ultime settimane.
E vi ricordo, se ancora colpevolmente non l’avete fatto, di recuperare True Detective. Subito.

"Voglio vedere True Detective. ORAAAAA!"
Believe
Alfonso Cuarón è tornato sulla Terra. Finalmente. Dopo il sopravvalutatissimo Gravity, il regista messicano ha ideato (veramente co-ideato insieme a tale Mark Friedman) una serie tv, Believe. Cuarón ha anche diretto l’episodio pilota e il suo zampino si vede subito. Prima scena e c’è un incidente filmato con riprese roteanti. Questa volta però non siamo nello spazio tra le astronavi, bensì si tratta più semplicemente di un incidente d’auto e la macchina da presa dopo i primi allarmanti secondi si ferma. Il pericolo nausea questa volta è scongiurato.
Il pilot della serie si sviluppa in maniera non sconvolgente, però promettente. La protagonista è la “solita” ragazzina con poteri particolari, da qualche parte tra i protagonisti di Heroes, gli X-Men, la frigida regina di ghiaccio di Frozen, Drew Barrymore in Fenomeni paranormali incontrollabili e Carrie – Ma che bello sguardo di Satana. Una tipetta particolare cui tutti danno la caccia. A proteggerla ci pensa un gruppo chiamato True Believers che no, non sono le fan di Justin Bieber, quelle si chiamano Beliebers e spero ormai siano state rinchiuse tutte in qualche ospedale psichiatrico.
Per tenerla al sicuro, i True Believers la affidano a un tizio condannato a morte. Come mai?
Lo scoprirete presto. E come si chiama la protagonista?
Bo.
No, non è che non lo so. Si chiama proprio Bo. Un bello schifo di nome, ma d’altra parte da un uomo che fa ululare Sandra Bullock nello spazio che altro vi aspettavate? Nonostante questo, il pilot non è niente male, soprattutto per i divertenti battibecchi tra i due protagonisti, mentre il secondo episodio appare già più deboluccio... Belin, a questo punto come saranno le prossime puntate?
(voto 6,5/10)

Resurrection, anche noto come L'alba dei bimbiminkia viventi
Resurrection
In breve: la versione schifosa di Les Revenants.
Se vogliamo dire qualcosa di più, dobbiamo specificare che non si tratta del remake americano della splendida serie francese che l’anno scorso ha trionfato ai Cannibal Tv Awards. Prima o poi credo lo faranno, ma non è questo. Resurrection allora è una serie originale?
Giammai! Si tratta della versione televisiva di The Returned, romanzo di Jason Mott di cui ho sentito un gran bene e che non metto in dubbio sia un’ottima lettura. Solo che la serie tv non è un’ottima visione.
Anche qui così come in Les Revenants il tema è quello dei morti che ritornano in vita. Un tema non nuovo, dopo tutto un certo Gesù Cristo in passato ha avuto un’esperienza analoga e per di più gli zombie, tra The Walking Dead e World War Z, sono oggi più popolari che mai. Solo che qui i morti risorti non camminano rallentati come dei pirla e sono in tutto e per tutto come gli altri esseri umani viventi. Un bel tema, affrontato in maniera molto originale in Les Revenants e che invece qui in Resurrection è tramortito nel più classico dei drama tv all’americana. Dialoghi da soap-opera, un’atmosfera misteriosa che vorrebbe rifarsi a Lost e invece col cavolo, personaggi banali e privi del benché minimo appeal, attori disoccupati reduci da altre serie e tra i protagonisti c'è persino un bimbetto più insopportabile di Henry di Once Upon a Time e Carl di The Walking Dead messi insieme… Ce n’è insomma abbastanza per trovarci di fronte alla ciofecona dell’anno, se le cose vanno male, oppure a un trash di discreto intrattenimento, se le cose vanno bene. Questo si vedrà con i prossimi episodi. Di certo, se volete guardarvi una bella, ma proprio bella bella serie sull’argomento morti-non-morti, fate vivere Les Revenants e uccidete questa.
(voto 5/10)

From Dusk Till Dawn: The Series
Le idee originali nel panorama televisivo americano attuale sono come oasi nel deserto. Ci sono, si vedano le fenomenali Breaking Bad e True Detective, ma sono merce rara. Qualcuno potrebbe anche obiettare sul fatto che True Detective sia una serie davvero originale e in effetti si potrebbe aprire il dibattito. Lo spunto thriller su cui si basa non è di primo pelo, però è molto particolare e personale il modo in cui la serie si sviluppa.
Tralasciando la diatriba True Detective, una serie che nasce dichiaratamente da un’idea non originale è From Dusk Till Dawn: The Series. Come potrete intuire dal titolo, si tratta della versione televisiva di Dal tramonto all’alba, pellicola sceneggiata e persino interpretata da Quentin Tarantino e diretta da Robert Rodriguez. Nonostante questo, rischia di essere paradossalmente una delle novità più originali della nuova stagione tv. La puntata pilota infatti, pur lontana dal convincere del tutto, lascia intravedere lo spazio per una serie che potrebbe evolversi in varie e imprevedibili direzioni. In attesa di scoprire quale imboccherà, per il momento ho da darvi una notizia buona e una cattiva.
Partiamo da quella cattiva: Quentin Tarantino non ha più niente a che vedere con questo prodotto. La buona notizia è che almeno Robert Rodriguez è coinvolto in prima persona, visto che è il creatore della serie, è il regista e lo sceneggiatore del pilot ed è pure il proprietario del nuovo canale americano El Rey che la trasmette. Dopo il mediocre Machete Kills, a qualcuno questo eccessivo coinvolgimento di Rodriguez potrà non sembrare nemmeno una buonissima news, ma tant’è. Qui il regista messicano ritorna su livelli dignitosi, anche se il primo episodio di From Dusk Till Dawn, nel suo essere così eccessivamente pulp e rodrigueziano, sa tanto di già visto, al cinema più che in televisione. La mancanza della tipica ironia tarantiniana inoltre si fa sentire, così come i due protagonisti, i volti nuovi D.J. Cotrona e Zane Holtz (uno che arriva dalla serie teen trash Make It or Break It), sono tutti da verificare nei panni dei fratelli Gecko che furono di George Clooney e Quentin Tarantino.
Per ora promosso, anche se senza troppo entusiasmo, in attesa di vedere come proseguirà.
(voto 6+/10)

Star-Crossed
Avete presente Roswell, serie che andava su Raidue a inizio anni Duemila?
Ecco a voi la versione aggiornata ai tempi odierni. Roswell era un serial figlio di quegli anni, con un romanticismo e dei dialoghi alla Dawson’s Creek, Star-Crossed è figlio del mondo di oggi e quindi prende una direzione più alla The Vampire Diaries. Non a caso il canale su cui va in onda è pur sempre The CW. Gli ingredienti tipici delle classiche serie del canale ci sono tutti: un triangolo sentimentale, una festa a puntata, un liceo usato più come pretesto narrativo che per andare a lezione, e protagoniste e protagonisti bellone/i che la più cessa/o è comunque una figa/o della Madonna/o.
La protagonista è Aimee Teegarden, quella che nella serie Friday Night Lights cresceva bene solo che era troppo piccola per farci pensieri impuri senza essere considerati dei maniaci, mentre adesso, anche se interpreta una liceale, ha 24 anni e quindi non dobbiamo farci alcun problema nel definirla una bella maialona. La Teegarden si trova naturalmente divisa tra due ragazzi: un umano palloso e un alieno figaccione. Che decisione ardua, chi sceglierà mai?
La serie proverà a rispondere a questo e ad altri clamorosi quesiti, del tipo: “Ma gli extraterrestri lo sapevano che sulla Terra c’era la crisi economica prima di atterrare?”.
Non ci troviamo di fronte a una serie particolarmente nuova o rivoluzionaria, ma la tematica razziale umani VS alieni ha sempre il suo fascino, soprattutto se confezionato da quei diabolici produttori di diaboliche serie teen della diabolica The CW.
E se va bene a me, buona bimbominkiata a tutti!
(voto 6,5/10)

martedì 22 ottobre 2013

REIGN - VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA VOLONTA' DEL TRASH




Reign
(serie tv, stagione 1, episodio 1)
Rete americana: The CW
Rete italiana: non ancora arrivata
Creata da: Laurie McCarthy, Stephanie SenGupta
Cast: Adelaide Kane, Toby Regbo, Torrance Coombs, Caitlin Stasey, Jenessa Grant, Anna Popplewell, Celina Sinden, Alan Van Sprang, Megan Follows, Rossif Sutherland, Anna Walton
Genere: finto storico
Se ti piace guarda anche: Marie Antoinette, The White Queen, Da Vinci’s Demons

Habemus trash.
Se cercate una serie di qualità, un degno erede di Breaking Bad o qualcosa del genere, girate al largo. Se cercate invece una serie trash, che possa diventare il vostro nuovo guilty pleasure personale, che vi faccia venire voglia di seguire tutte le puntate anche se sapete già che di stronzata si tratterà, Reign è il vostro nuovo regno. Il regno del trash.

Ormai ci sono serie di tutti i tipi e su qualunque argomento, ma mancava all’appello ancora qualcosa. Qualcosa che se non arrivava, vivevamo bene comunque, ma visto che è arrivata, tanto vale godercela: una serie teen in costume. Le serie a carattere vagamente storico-fantasy, tra Game of Thrones, The White Queen, Da Vinci’s Demons, Vikings eccetera negli ultimi tempi vanno molto forte, però sono tutte orientate per lo più verso un pubblico adulto. Il network ggiovane americano per eccellenza, The CW, ha deciso di supplire a questa grave mancanza producendo la sua versione di una serie in costume.
Non dovete allora prendere Reign per una serie storica vera e propria. Fin dal primo episodio, tutto ciò che viene narrato al suo interno è storicamente discutibile. La vicenda sarebbe quella di Maria Stuarda, regina di Scozia vissuta nel 1500 e promessa sposa del futuro re di Francia. Il condizionale è però d’obbligo. Questa è una versione fantasy della Storia. Non nel senso di fantasy comunemente inteso, ma nel senso che è una versione di fantasia della vera Storia. Una versione The CW in cui tutti sono dei belloni e delle bellone, in cui i triangoli sentimentali alla The Vampire Diaries/Dawson’s Creek sono la norma, in cui i complotti e i party alla Gossip Girl sono all’ordine del giorno, in cui in pratica le vere vicende, già di loro probabilmente piene di casini sentimentali e politici, sono usate da tappetino in cui tessere le solite trame in stile The CW. E il tutto magicamente funziona. Dentro a Reign c’è molta soap-opera, un tocco di mystery, un briciolo di horror se vogliamo, un sacco di teen drama, più un pizzico di storia e insomma ce n’è un po’ per tutti i gusti.

"This is how we party in 1500, bitches!"
La fonte d’ispirazione principale, più che la vera vita di Mary Stuart Queen of Scots, sembra essere Marie Antoinette di Sofia Coppola. Diciamo che, senza quel film, la serie probabilmente non esisterebbe nemmeno. La vicenda della reginetta teen che finisce alla corte di Francia in attesa di sposare il futuro reuccio ricorda molto quella di Marie Antoinette non solo da un punto di vista storico o pseudo storico che sia, ma soprattutto per lo stile molto post-moderno con cui viene raccontata. Se in questo caso non si sono viste Converse All Star, non ancora almeno, le scene di Mary e delle sue amichette che si truccano ricordano i momenti più glamour del film della Coppolina, e anche l’uso di una colonna sonora moderna è simile; in Reign a dominare nella prima puntata sono soprattutto le musiche dei Lumineers, che con le loro atmosfere folk suonano perfetti in un contesto del genere.

In quanto serie The CW, tutti gli attori e le attrici sono ovviamente come anticipato dei figoni e delle figone. La protagonista è interpretata da Adelaide Kane, attrice dallo sguardo perennemente perso nel nulla ma Dio bono quanto è bona.

Mary Stuart
Mary Stuart secondo The CW

Non da meno le sue BFF, tra cui svetta Kenna, l’amante teen dell’attuale (allora attuale) re di Francia interpretata da Caitlin Stasey.
La nostra verginella Mary sarà inoltre contesa tra due uomini. Vabbè uomini, ragazzi: il bimbominkia futuro re di Francia, Toby Regbo con i suoi boccoli biondi, e il suo fratellastro bastardo, in pratica il Jon Snow della serie, ovvero il moro Torrance Coombs con quel suo sguardo da vorrei essere il nuovo Ian Somerhalder. Un cast giovane di attori magari non fenomenali ma tutti molto belli da vedere e persino Nostradamus, che io ricordavo così…

Nostradamus

…nella versione The CW è invece interpretato da Rossif Sutherland, affascinante figlio di Donald e fratellastro di Kiefer “Jack Bauer” Sutherland, che è così…

Nostradamus secondo The CW

Reign è destinata quindi a dividere tra i suoi nemici, che con grande facilità potranno accusarla di essere poco fedele alla Storia, troppo soapposa e anche un filo ridicola, e i suoi sudditi, che si potranno gustare uno spettacolo trash e allo stesso tempo godurioso come pochi altri in circolazione. Perché quella di The CW non è la vera Storia. È la versione figa della Storia.
(voto 7+/10)



martedì 16 ottobre 2012

Den Arrow

Arrow
(serie tv, stagione 1, episodio pilota)
Rete americana: The CW
Rete italiana: non ancora arrivata
Sviluppata da: Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg
Cast: Stephen Amell, Katie Cassidy, Willa Holland, Colin Donnell, David Ramsey, Susanna Thompson, Paul Blackthorne
Genere: heroico
Se ti piace guarda anche: Nikita, Revenge, The Green Hornet, Beastly

Un altro supereroe?
Ancora?
Tutti quelli del grande schermo non bastavano, no? A me personalmente sì, però in effetti negli ultimi tempi per quanto riguarda il piccolo, di schermo, c’era un po’ di penuria. Infatti si stava benone, oh, se si stava benone. Dopo la dipartita di quell’odioso di Clark Kent di Smallville trascinatosi avanti per 10 stagioni che sono apparse lunghe come 10 anni luce, ecco allora che il network The CW ha deciso di puntare su un nuovo eroe mascherato. Più che mascherato incappucciato. Come un Donnie Darko in verde. Un Donnie Darko leghista?
Un Donnie Darko leghista e in più dotato di arco con le frecce.
Un Donnie Darko Katniss Everdeen leghista, in pratica. Questo è Arrow. O se preferite Freccia Verde.

"Lo direste che sono un ricco ereditiere come Paris Hilton?"
L’inizio della vicenda è invece un incrocio tra Lost e Castaway, solo che qui il protagonista per fortuna non si mette a parlare con le sue palle. Volevo dire con una palla. In seguito a un incidente sullo yacht di famiglia, il protagonista Oliver Queen è l’unico superstite e trova rifugio in un’isola deserta. È qui che viene ritrovato dopo 5 anni in cui non si sa bene cosa abbia combinato. Che abbia incontrato Evangeline Lilly e con lei abbia girato la sua nuova personale versione di Laguna Blu?
Come sia, come non sia, probabilmente lo scopriremo nei prossimi episodi grazie ai lostiani flashback, una volta tornato a casa Oliver non è più il ragazzino viziato che era quando è partito. È tornato che è un supereroe. Non si sa bene perché, ma sull’isola deserta è impazzito e ora si crede un supereroe. Ed è tornato che non è più un ragazzino ma è un uomo. Un uomo serio. Pure moralizzatore e rompipalle, visto che fa subito il bacchettone con sorellina tossica. Sorellina che nel frattempo da bimbominkia innocente si è trasformata in una gran bella fregna ed è interpretata da Willa Holland, la migliore del cast, già vista nei panni di sorellina di Marissa Cooper in The O.C..

"Mi dispiace averti tradita con tua sorella. E mi spiace pure che lei sia morta.
Adesso non possiamo più fare le sporcellate a tre, sigh :("
L’altra bella fregna della serie è Katie Cassidy, però decisamente più cagna nel recitare. Pure lei è una affezionata della serie teen, tanto che il network The CW non sa più su quale set gettarla: dopo Melrose Place versione 2.0 e una guest-star in Gossip Girl, in Arrow è la ex di Oliver Queen. Oliver Queen il traditore, perché - non l’abbiamo ancora detto - mentre il suo yacht si schiantava, lui era a letto con la sorella di Katie Cassidy!
Pensavate che fosse una storia di supereroi in pieno stile DC Comics, vero? Non avete però considerato che la serie va in onda su The CW e quindi la componente sentimentale soapposa non può mancare, con una situazione drammatica quasi nello stile delle storie di Nicholas Sparks.
E non è finita qui, perché Katie Cassidy, la cagna-fregna, nel frattempo ha avuto una tresca con il BFF di Oliver. BFF che tra l’altro è il personaggio più simpa della serie e speriamo gli venga riservato ulteriore spazio nei prossimi episodi, altrimenti la serie con la sua eccessiva serietà rischia presto di naufragare come capitato al suo protagonista.

"Azz, perché non ho visto prima che c'era l'ascensore?"
Il pilot di Arrow convince allora, o no? Sotto alcuni aspetti, sì. A sorpresa, soprattutto se teniamo conto che è una serie di The CW, a brillare sono una discreta regia e una buona, o almeno decente, cura nelle scene d’azione. Se consideriamo che in passato il network ci ha regalato cose penose sotto questi aspetti (e non solo sotto questi aspetti) come Ringer, è già un grosso salto in avanti. Chi si aspettava un nuovo Smallville, poi, si è trovato con una serie più matura che ne prende parecchio le distanze. La sceneggiatura appare piuttosto curata, grazie soprattutto alla presenza di Greg Berlanti, creatore di Everwood e del recente Political Animals, non un fenomeno ma almeno uno che due dialoghi decenti di fila riesce a infilarli.
Quello che non convince molto sono i possibili sviluppi futuri. Oliver Queen ha infatti la solita lista di nemici da vendicare. Chissà ora quale strada sceglierà di prendere la serie: in ogni episodio, banalmente, assisteremo a Oliver Queen/Freccia Verde prendersela con il nemico della settimana, oppure si svilupperà una bella trama orizzontale in grado di tenere alto l'interesse per tutta la stagione?
Ma, soprattutto, ci verrà spiegato com’è possibile che uno che era una specie di versione maschile di Paris Hilton finisce su un’isola deserta e torna che è diventato un Donnie Darko Katniss Everdeen leghista?
(voto 6/10)


sabato 23 ottobre 2010

Hellcazz

Hellcats
(serie tv)
Rete USA: The CW
Rete italiana: non ancora arrivata, prossimamente forse su Mya
Cast: Alyson Michalka, Ashley Tisdale, Robbie Jones, Heather Hemmens, Matt Barr, Sharon Leal, Gail O’Grady, Jeff Hephner, D.B. Woodside
Genere: cheerleaders
Se ti piace guarda anche: Ragazze nel pallone, Save the last dance, One Tree Hill, Gossip Girl, Pretty Little Liars, The Hills, Mila & Shiro

Hellcats è una serie tv incentrata su un gruppo di cheerleader. Sticazz direte voi! E a questo punto capirete che si tratta fondamentalmente di nientepopodimenoche culetti sodi che rimbalzano da una parte all’altra di una palestra e poco altro.
Però Hellcats è anche una serie adolescenziale piuttosto accattivante e, almeno per quanto riguarda i primi episodi, piacevolmente guardabile. Mi sembra un intreccio moderno tra serie teen alla Gossip Girl e Pretty Little Liars e un anime sportivo alla Mila & Shiro. Curiosi?
No, eh? Ok, tanto ormai ho deciso che ve ne parlo comunque.

La protagonista Alyson Michalka, lo dico subito, è insopportabile. Ok, ha un corpo pazzesco, ma a parte questo è insopportabile. Ogni cosa che fa, la fa maledettamente meglio degli altri. È una brillante laureanda in legge che per pagarsi gli studi è “costretta” a fare la cheerleader (negli USA le cheerleader possono avere una borsa di studio, ah che paese!). Ovviamente è pure una ballerina della madonna, una ginnasta acrobata da circo e come cheerleader diventa dopo una manciata di minuti un capo totale. Non contenta, canta e suona la chitarra. E lo fa pure bene: alla sua prima esibizione pubblica la gente va in delirio per lei. Qualcuno si strappa persino i capelli. In giro si sposta in bici perché è economico ed ecologico, quindi oltre che bona è pure brava. Quando la squadra di cheerleader poi si trova per scommessa a fare una partitella di football, pure stavolta si dimostra un fenomeno: senza di lei la squadra sta perdendo, poi quando entra vincono.
Praticamente questa non è una ragazza. È Dio!

La porca di Hellcats: si scopa un tipo solo per avere degli antidolorifici
Con lei nella squadra di cheerleaders c’è anche Ashley Tisdale, la bionda di High School Musical qui in versione mora (ma è gnocca in entrambi i casi) e un’attrice dal corpo allucinante, una certa notevolissima (=gran porca) Heather Hemmens.
Hellcats è insomma un mischione di serie adolescenzial/sportivo/musicali con tutto ciò che ne consegue. Alcune cose fanno involontariamente ridere (il solito odioso buonismo di fondo, un certo infantilismo), però per fortuna la serie ha anche un volontario lato ironico, visto che spesso le cheerleader e i cheerleader (perché sì, ci sono pure dei ragazzi che fanno i cheerleaders) vengono sfottuti nei vari episodi. E pesantemente, per giunta.

Avevamo proprio bisogno di una serie sul mondo delle cheerleader? Probabilmente no, ma Hellcats alla fine è meno peggio del previsto. Poi per carità è pur sempre un telefilm sulle cheerleader e fate quindi voi due conti se vi conviene vederla o no.
(voto 6+)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com