venerdì 15 marzo 2013

BELLA ADDORMENTATA O BELLOCCHIO ADDORMENTATO?

Bella addormentata
(Italia, Francia 2012)
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
Cast: Toni Servillo, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Isabelle Huppert, Gianmarco Tognazzi, Brenno Placido, Michele Riondino, Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio
Genere: mortale
Se ti piace guarda anche: Amour, Mare dentro, Million Dollar Baby

Chi è la Bella addormentata di Marco Bellocchio?
La risposta sembrerebbe molto semplice: Eluana Englaro. Il film non parla di lei?
In parte sì. Il caso Englaro fa da drammatico sfondo alle drammatiche vicende intrecciate delle 3 drammatiche storie raccontate dalla drammatica pellicola. La prima storia può anche essere vista come doppia, considerando che si concentra sulle vicende differenti di padre e figlia, accomunati dalla morte della moglie/madre che si trovava in una situazione analoga a quella di Eluana. Il padre, Toni Servillo, è un senatore del Pdl con degli scrupoli di coscienza: votare o non votare la legge pro-life promossa dall’allora premier oggi povero infermo Berlusconi? Proprio come in “Genie in a Bottle” di Christina Aguilera, o quasi, il partito dice sì, ma il suo cuore dice no.

"Io e te, 3MSC!"
"Hey, ma che stai a dì? Mi sa che hai sbagliato sceneggiatura."
"No no, è proprio così..."
Allo stesso tempo quella bigottona di sua figlia, interpretata dall’oltremodo odiosa Alba Rohrwacher, va a pregare a Udine con le sue amiche suore, per sostenere il partito dei pro-life davanti alla clinica in cui si trovava Eluana. Quand’ecco che in un bar un tizio le tira un bicchiere d’acqua addosso. Il fratello di codesto psicopatico si scusa con lei, le scrive il suo numero di telefono su una mano e i due finiscono a letto insieme.
Alla faccia della suora!
Uno si può domandare perché in un film come questo sia stata inserita una storiella d’amore che potrebbe essere tranquillamente uscita dalla mente perversa di un Federico Moccia o di una Stephenie Meyer, e alla fine la risposta viene data. Ed era meglio se non veniva data.
Ed era meglio se la Rohewacher non gliela dava.
ATTENZIONE SPOILER
Grazie alla notte insieme al ragazzo, Alba Rohrwacher scopre cos’è il vero amore e capisce che il gesto del padre è stato un atto d’Amour. Cioè, ‘sta qua s’è fatta una scopata e bom, di punto in bianco riesce a comprendere l’amore dei suoi genitori andato avanti probabilmente per anni?
Manco Moccia e la Meyer avrebbero osato tanto…
Per non parlare del fratello disturbato del ragazzo, un personaggio buttato nella mischia del tutto a caso e per nulla approfondito.
FINE SPOILER, PER ORA

La vera Bella addormentata di Bellocchio non è però la madre dell'Albachiara Loacker, ne lo è la stessa Alba Rottweiler o come cazzo si scrive. Potrebbe essere allora la bella fanciulla in coma del secondo episodio, quello con GianMarco Tognazzi e Isabelle Huppert? Isabelle Huppert Signora della Simpatia che tra questo film e Amour è un po’ l’equivalente per il cinema sull’eutanasia di Christian De Sica per i cinepanettoni. Questo episodio appare a un certo punto e viene inserito in maniera casuale all’interno della pellicola, per poi essere fatto evolvere in maniera scontata e chiuso alla buona. Un episodio riempitivo che ci suggerisce come la vera bellocchiana addormentata non sia nemmeno la bionda fanciulla in coma.

La terza storia è quella (leggermente) più interessante. È anche quella che in apparenza c’entra meno con il caso Englaro. Maya Sansa è una tossica persa con manie suicide. Non è costretta a vivere in un letto, ma la sua vita le pesa comunque e vorrebbe morire. Un dottore però non ci sta e prova a salvarla.
ATTENZIONE SPOILER AGAIN
Alla fine di questa favoletta, il dottore, anche se non è che sia proprio il Principe Azzurro, bacia la toxic Sansa, che non è proprio una principessina, e la risveglia dal coma della sua vita. Scena dall’alto valore simbolico o semplicemente la chiusura più scontata che ci poteva essere per tale vicenda?
Fatto sta che almeno questa, tra le 3 storie, è quella più in linea con il titolo favolesco, ma attenzione, perché non è nemmeno Maya Sansa la vera bellocchia addormentata.
FINE SPOILER AGAIN

"Se voti Silvio, ti restituisce un fisico come quello di Taylor Lautner."
"Ma uffi, io preferisco Robert Pattinson..."
La vera Bella addormentata è l’industria cinematografica italiana. C’era una volta, tanto ma tanto tempo fa, in un paese che è il nostro ma ormai sembra parecchio lontano, un Cinema che in tutto il mondo ci invidiavano. Adesso è solo un ricordo lontano e questo film ne è una splendida (ehm, non proprio splendida) fotografia. Ne parlavo qualche giorno fa nel post dedicato a Tutti i santi giorni e qui il caso si fa ancora più lampante. Bellocchio per carità dirige anche bene, il problema è un altro: la sceneggiatura è di una banalità sconcertante.
Sarà che ho visto Bella addormentata il giorno dopo aver visto il danese Il sospetto, però la differenza tra le due pellicole è evidente e non è tanto una questione di qualità visiva. Le due storie trattano le due tematiche forse più ostiche in assoluto che possano essere affrontate: pedofilia ed eutanasia. Il sospetto affronta il primo argomento in maniera cruda, feroce, non facendosi mancare persino qualche momento a sorpresa divertente (come la battuta degli amici del protagonista: “Smettila di abbracciare tuo figlio, se non vuoi finire di nuovo nei guai” o qualcosa del genere), così come riusciva a fare sullo stesso tema anche il francese Polisse. Bella addormentata invece si mantiene sempre sul serioso, non concedendo nemmeno un istante di apertura alla leggerezza, se non per il medico che prende le scommesse su quando morirà Eluana, ma è una cosa che non fa ridere. Il cinema italiano d’autore, o presunto tale, nel suo prendersi sempre troppo sul serio non ha la più pallida idea di cosa sia il senso dell’umorismo.
Bella addormentata non riesce poi a dire niente di nuovo. Affronta i temi della vita, della morte, dell’amore, dell’eutanasia da più punti di vista. Persino troppi. Come se si fosse reso conto che nessuna delle storie raccontate è davvero efficace, Marco Bellocchio ha cercato di piazzare più voci possibili, più personaggi possibili, nessuno realmente interessante.
Giusto per non farsi mancare niente, visto che siamo pur sempre nella nostra cara bella italietta, nel cast ci ha infilato dentro pure una lunga schiera di figli raccomandati, pardon di “figli d’arte”: oltre a GianMarco Tognazzi svettano Brenno Placido e Pier Giorgio Bellocchio, attori tutt’altro che folgoranti.

La questione eutanasia sarà anche affrontata attraverso una pluralità di sguardi, e questo è un pregio (l’unico?) del film, ma è sempre affrontata in maniera troppo morbida, senza mai andare a incidere, a colpire nel segno. L’affondo non arriva nemmeno nella vicenda politica.
La storia di un senatore italiano e per di più del Pdl che si dimette? Ma per favore. Questa, più che una fiaba, sembra una storia di fantascienza.
(voto 5-/10)

P.S. Ho scoperto che oggi 15 marzo è la Giornata Mondiale del Sonno.
Non ero a conoscenza dell'esistenza di una giornata del genere e la pubblicazione di questo post oggi è solo un'inquietante coincidenza...



"Ci metto la lingua o no? Massì, così si sveglia prima!"

6 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. concordo pienamente: l'INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA ITALIANA è in stato comatoso!!!!
    la Titanus rischiò di fallire pur di produrre IL GATTOPARDO; oggi i produttori non escono dai binari della banalità (sempre i soliti cognomi...)
    d'altra parte cosa ti aspetti, in un paese che una volta progettava i modelli dell'ALFA e della LANCIA e oggi pretende di esportare la Panda e la Multipla

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  3. Tratta di temi che meritano rispetto, ma è traballante. Io l'ho considerato un film più che discreto, ma posso capire chi non la pensa come me. Non posso invece capire come possa non piacere Tutta la vita davanti, oggettivamente bello.

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  4. Non l'ho ancora visto, ma dato che non mi ispira particolarmente, non posso neanche darti troppo contro! Ahahahaha! ;)

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  5. Film bolsissimo e piatto come pochi, concordo in toto (anche con il voto). Un cast stellare sprecato per una sceneggiatura che nessuno avrebbe realizzato, se non fosse per il nome di Bellocchio dietro tutta la baracca... Porannoi! :(

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