martedì 21 ottobre 2014

UN MILIONE DI MODI PER RIDERE DEL WEST





Un milione di modi per morire nel West
(USA 2014)
Titolo originale: A Million Ways to Die in the West
Regia: Seth MacFarlane
Sceneggiatura: Seth MacFarlane, Alec Sulkin, Wellesley Wild
Cast: Seth MacFarlane, Charlize Theron, Amanda Seyfried, Liam Neeson, Giovanni Ribisi, Sarah Silverman, Neil Patrick Harris, Christopher Hagen
Genere: comedy western
Se ti piace guarda anche: Ritorno al futuro – Parte III, Django Unchained, Rango, Ted, I Griffin

Il West è stato un periodo davvero, davvero, davvero di merda. Lo penso io, ma lo pensa anche Seth MacFarlane. Perché mi si faccia digerire un film western occorrono allora dei grandi uomini. Il primo è stato Michael J. Fox alias Marty McFly in Ritorno al futuro – Parte III. Il capitolo inferiore della saga, però pur sempre un più che rispettabile sequel di un sequel. Il secondo è stato Quentin Tarantino, con quello che a oggi è il mio western preferito, ovvero Django Unchained. Il terzo è ora appunto il papà dei Griffin, Peter Griffi... pardon intendevo Seth MacFarlane. Se vogliamo ce n’è stato anche un quarto, Jim Jarmusch con il suo Dead Man, ma quello è un film talmente strambo e fuori da ogni genere che non mi sento neanche di classificarlo tra i western.

Seth MacFarlane attraverso la sua nuova opera Un milione di modi per morire nel West rappresenta bene il mio pensiero (cannibale) nei confronti di quel periodo storico. Tutti a lamentarsi che c’è crisi, che l’Italia è 'nammerda, che la vita di oggi è un disastro, ma non è vero. Vivere nel selvaggio West americano sì che era uno schifo. Oltre al fatto che il massimo del divertimento all’epoca era fare una scazzottata al saloon che, a meno che non ti chiami come il mio blogger rivale Mr. James Ford, non è proprio il top dei top, se arrivavi a 35 anni ancora vivo potevi considerarti molto fortunato. In quel periodo era infatti parecchio facile morire in qualunque momento e nella maniera più tragica e assurda immaginabile. Si può realizzare un film spassoso su un periodo tanto deprimente già per i bianchi, figuriamoci per indiani e neri?

Se non ti chiami Mr. James Ford bensì Seth MacFarlane, la risposta è sì. Il geniale creatore de I Griffin, American Dad! e The Cleveland Show torna al cinema con il suo secondo film da regista e sceneggiatore dopo l’esilarante Ted e ancora una volta non delude. Dico subito che non mi è piaciuto allo stesso modo del precedente, dopo tutto si tratta pur sempre di un comedy western, genere ibrido che ha generato porcherie assolute come Wild Wild West, però anche in questa occasione ho riso dal primo all’ultimo istante, o quasi.
Dal film non aspettatevi innovazioni o rivoluzioni. Lo stile MacFarlane è sempre lo stesso, tanto che in alcuni punti sembra di trovarsi dentro a una puntata dei Griffin con un'ambientazione da vecchio West e poi, così come Ted rileggeva a suo modo il genere romcom, lo stesso accade qui con il western. I punti di riferimento, più che i classici del genere, sembrano proprio i film che nominavo in apertura. Un pizzico di Django Unchained per il tocco post-moderno e l’ironia, e soprattutto Ritorno al futuro 3. Non a caso entrambe le pellicole sono citate esplicitamente in un paio di scene chicca di cui non vi svelo di più.

Il punto forte non sta comunque nella revisione del genere western, né in una trama che non si distingue certo per originalità. Così così anche la scelta del cast. Seth MacFarlane si è qui auto assegnato il primo ruolo da attore protagonista della sua carriera e, per essere un esordiente o quasi (prima era apparso giusto in L’acchiappadenti e Comic Movie), se la cava in maniera decente, senza però convincere del tutto. In certi momenti, più che recitare per il cinema sembra stia facendo uno dei suoi monologhi da cabarettista, come alla notte degli Oscar 2013. Charlize Theron poi, dopo avermi esaltato in Young Adult, è tornata a lasciarmi freddo. Splendida donna, eh, però troppo glaciale e non troppo adatta alla commedia.

"La vita nel West faceva cacare, ma se non altro i cappelli erano cool.
Soprattutto se indossati da me. Modestamente, eh."

Più azzeccati i personaggi negativi del film, con Amanda Seyfried e Neil Patrick Harris che riescono a essere perfettamente odiabili. Che sia un merito o un demerito?

"Cannibal voleva insultarci o farci un complimento?"
"Penso che moriremo senza scoprirlo."
"E qui nel West è una cosa che accadrà molto in fretta..."

Ancora più odioso è Liam Neeson, uno degli attori più detestati in assoluto qui dalle parti di Pensieri Cannibali. È stata allora un’autentica goduria vederlo smerdato in un paio di occasioni!

"Me la pagherai cara prima o poi, Cannibal the Kid!"

Molto simpatica invece la coppia formata da Giovanni Ribisi e dalla comica Sarah Silverman in versione prostituta, anche se il migliore in assoluto è il padre del personaggio di Seth MacFarlane interpretato dal cattivissimo Christopher Hagen.

"Non c'è nessun Cannibal qui.
Vattene via dalla mia proprietà, dannato Neeson!"

A mancare è però un personaggio mitico come il mitico orsetto Ted, o scene cult come quelle del precedente film macfarsesco. Non mancano invece le battute esilaranti e una piacevolezza di fondo in grado di farsi apprezzare anche da chi, come me o come il protagonista della pellicola, in mezzo alla polvere, alle sparatorie e alle scazzottate è a suo agio come un pesce fuor d’acqua. E allora abbasso il western e viva Seth MacFarlane!
(voto 6,5/10)

lunedì 20 ottobre 2014

TUTTO PUÒ CAMBIARE, ANCHE I TITOLI DEI FILM





Tutto può cambiare
(USA 2013)
Titolo originale: Begin Again
Titolo di lavorazione: Can a Song Save Your Life?
Regia: John Carney
Sceneggiatura: John Carney
Cast: Mark Ruffalo, Keira Knightley, Adam Levine, Hailee Steinfeld, Catherine Keener, CeeLo Green, Mos Def, James Corden, Aya Cash
Genere: musicale
Se ti piace guarda anche: Once, Nashville (serie tv)

Can a song save your life? Può una canzone salvarti la vita?
Dipende dalla canzone. Se è “E chi se ne frega”, la rilettura italiana di “Nothing Else Matters” compiuta da Marco Masini, più che salvartela, ti convince a farla finire.

domenica 19 ottobre 2014

LIBERACI DAL MALE, LA RECENSIONE CONFESSIONE





Liberaci dal male
(USA 2014)
Titolo originale: Deliver Us from Evil
Regia: Scott Derrickson
Sceneggiatura: Scott Derrickson, Paul Harris Boardman
Cast: Eric Bana, Édgar Ramírez, Joel McHale, Olivia Munn, Sean Harris
Genere: malefico
Se ti piace guarda anche: Seven, Horns, Sinister

Confesso Padre, perché ho peccato.
Ho fatto pensieri impuri su Ariana Grande. Lo so che è maggiorenne, ha 21 anni per la precisione, però a vederla gliene si darebbe diversi di meno e quindi io lo considero comunque un peccato carnale.
Come dice, Padre? Voi di solito fate ben di peggio? Persino i preti per fiction come il Reverendo Camden di Settimo Cielo?
Grazie Padre per l'assoluzione da questo peccato, ma ne ho un altro. A dire la verità ne ho proprio un sacco. È dai tempi in cui Beverly Hills 90210 e i Take That erano popolari che non mi confesso più.

Confesso Padre, perché ho tanto peccato.
Ha presente i sette vizi capitali?
Immagino di sì, altrimenti che cacchio di prete è?
Comunque, io credo di averli commessi tutti.
Superbia: modestamente, credo che il mio blog Pensieri Cannibali sia il miglior sito dell'universo, YouPorn escluso.
Lussuria: ho YouPorn tra i Preferiti di Google Chrome.
Avarizia: l'altro giorno a un mendicante per strada ho donato un buono per scaricare gratis l'ultimo album degli U2. E sappiamo tutti che è un disco disponibile gratuitamente e soprattutto sappiamo tutti che non è 'sto gran regalo...
Ira: non mi capita spesso di incazzarmi, giusto qualche volta e solo per cose molto importanti. Una roba che mi fa andare fuori di testa ad esempio è la gente che aggiunge i tuoi tweet ai preferiti, ma non li ritwitta, porca puttana! Mi arrabbio solo per cose fondamentali di questo tipo, zio porco!
Gola: al McDrive c'è una corsia preferenziale a me riservata.
Accidia: non ho mai capito cosa sia, sono troppo pigro persino per andare a cercare il suo significato su Wikipedia.
Invidia: Di solito non è un sentimento che mi appartiene, però negli ultimi tempi c'è una persona che proprio invidio con tutto me stesso: Chris Martin. Dio, quanto vorrei essere lui!
No, non certo per le canzonette che ormai è finito a scrivere. Nemmeno per i soldi o il successo, ma solo perché si fa Jennifer Lawrence. Mi perdoni Padre, ma quando penso a loro due insieme mi chiedo come Dio possa permettere una cosa del genere.
No, Padre, dove va? Non ho ancora finito.

"E così è questo il suo confessionale?
Dovrei venire a trovarla più spesso, Padre."
Confesso Padre, perché ho peccato.
Ho guardato Liberaci dal male, un film sugli esorcismi, confidando nel fatto che potesse essere decente. Lo so, ho sbagliato. Non è quasi mai così. Se c'è un genere oggi che è una discreta garanzia di trovarsi di fronte a una schifezza è l'horror. E se c'è un sottogenere dei film dell'orrore che è una notevole garanzia di trovarsi di fronte a una schifezza assoluta è quello delle possessioni demoniache e appunto degli esorcismi. Adesso non c'ho voglia di stare a elencarli perché questo è un luogo di culto e non voglio mettermi a bestemmiare ripensandoci. Sono inoltre sicuro che lei li avrà già visti tutti, Padre. Guardarli fa un po' parte del suo mestiere, per tenersi aggiornato sulle ultime novità in fatto di esorcismi e cose di questo tipo.
Io invece di professione non faccio il prete, grazie a Dio. Senza offesa. Anche se a guardare questo Liberaci dal male un po' m'è venuta voglia di farlo. Qui infatti il prete Édgar Ramírez è un prete cool che beve, fuma, frequenta bar ed è pure un ex eroinomane, alé. Non è che faccia proprio la vita da monaco di clausura, insomma. Secondo me pianta pure dei bestemmioni dal mattino alla sera, ma questo particolare è stato levato dal film. Magari le bestemmie si sentiranno poi nell'extended version.
Il mio mestiere non è quello del prete, bensì quello del blogger, se si può considerare un mestiere vero e proprio e non un hobby per bamboccioni. In particolare faccio il blogger pseudo cinematografico, quindi mi tocca tenermi aggiornato sulle ultime novità. Non che sia stato un successo clamoroso, anzi è stato un mezzo flop, però di questo Liberaci dal male si è un po' parlato in giro e quindi ho pensato di dire anche io la mia.

"Tranqui, raga, sto alla grande!
Giusto un filo di mal di testa
e un leggero bruciore alla pelle.
Le premesse non è che fossero eccezionali. Oltre a trattare l'ostica tematica esorcistica, il film ha per protagonista quello sguardo vuoto di Eric Bana e il regista è Scott Derrickson, già autore di robette modeste come Ultimatum alla Terra e Sinister, nonché di un'altra pellicola sulla stessa tematica come The Exorcism of Emily Rose che però mi sono perso. Nonostante ciò, l'inizio del film lascia ben sperare. Non sembra il solito film sugli esorcismi. Una buona, un'ottima notizia!
Peccato solo per un dettaglio. Ok, non avrà il classico incipit da classico film sulle possessioni, però prende la direzione del classico poliziesco di basso livello. Una specie di brutta copia di Seven. Non è molto, ma se non altro non è il solito horrorino. Questo per quanto riguarda la prima parte, ancora accettabile, del film. Nel secondo tempo, Padre, la pellicola scende giù negli Inferi. Diventa una cosa terrificante e non intendo in senso horror. La scena dell'esorcismo finale – e questo non è uno spoiler visto che da un film sugli esorcismi se lo può benissimo immaginare – è una delle cose più ridicole viste quest'anno. Altroché Lucy di Luc Besson! La conclusione di Liberaci dal male è una lunga, interminabile sequenza che supera ogni livello di ridicolo, da guardare con le mani davanti agli occhi non per la paura, ma per lo schifo provocato.
Una scena del genere riesce a far dimenticare anche quel poco di buono che il film aveva offerto fino ad allora. La presenza delle canzoni dei Doors come elemento interno alla trama, ad esempio. Oppure la presenza della sexy Olivia Munn, altro esempio. O ancora il partner simpa del poliziotto protagonista, Joel McHale (quello della serie Community), che riesce ad alleggerire la pesantezza di Eric Bana. Una serie di elementi positivi, e nei film sugli esorcismi di solito non è facile trovarne manco uno. La seconda parte della pellicola e in particolare la mezz'ora finale cancellano però tutto. Padre, secondo me lei dovrebbe intervenire. Dovrebbe fare un'esorcismo su questa pellicola. Dovrebbe liberarla della sua conclusione.
Come, devo pagarla?
No, Padre. Chieda il conto alla produzione del film, che quelli se c'hanno i soldi per produrre una roba del genere ce li avranno di sicuro anche per permettersi un sano esorcismo. Adesso vado, perché oggi sento di essermi confessato già abbastanza. Procedo ora dietro suo consiglio a recitare 3 Ave Marie, 5 Padre Nostro e a vedere 10 volte Seven per riprendermi da questo Liberaci dal male e per assolvere tutti i miei peccati. Arrivederci Padre, ci si becca alla prossima confessione. Ovvero tra almeno altri 20 anni.
(voto 5-/10)
"Questa bocciatura me la lego al dito, Cannibal.
E non c'è Dio che ti potrà salvare dalla mia vendetta!"
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