venerdì 21 luglio 2017

Tutta la vita davanti





Finestrini giù, volume dell'autoradio su. Sulla Panda del mio amico Carlo passavano in loop Showbiz dei Muse, Nevermind dei Nirvana e Hybrid Theory dei Linkin Park. Erano la colonna sonora della nostra adolescenza. Non sono mai stato un fan totale dei Linkin, all'epoca all'interno del calderone nu metal preferivo i Limp Bizkit e i Korn, però hanno comunque rappresentato anche loro il suono dei miei anni teen, nei primi duemila, come solo pochi altri gruppi.

giovedì 20 luglio 2017

I film da vedere Prima di domani






Questa è una settimana di film da non perdere nei cinema...
sì, peccato siano quelli statunitensi e di mezzo mondo, dove questo weekend sbarca Dunkirk, la pellicola bellica di Christopher Nolan. In Italia invece io, il pessimo co-conduttore di questa rubrica Mr. James Ford e voi dobbiamo accontentarci di queste pellicolette qua.


Prima di domani
"AH AH AAAH! Troppo divertente la recensione di Pensieri Cannibali del nostro film."
"Ma come caspiterina fai ad averla già letta? Non uscirà Prima di domani..."

mercoledì 19 luglio 2017

La sua vita (di merda eppure splendida) da Zucchina





La mia vita da Zucchina

Regia: Claude Barras
Cast: Icare “Zucchina”, Camille, Simon, Ahmed, Jujube, Beatrice, Alice



Chi ama le zucchine?
Andiamo, nessuno. Le zucchine fanno schifo, come la maggior parte delle verdure. C'è chi le mangia. C'è chi le tollera perché fanno bene, o così dicono i dottori e i presunti esperti salutisti. Nessuno però ama sul serio le zucchine, andiamo.

lunedì 17 luglio 2017

Il padre d'Italia: no, non è un biopic su Garibaldi





Il padre d'Italia
Regia: Fabio Mollo
Cast: Luca Marinelli, Isabella Ragonese


Tu lo sai subito, quando ti succede una cosa, se è una cosa bella o una cosa brutta?
È proprio quello che mi chiedevo mentre stavo guardando Il padre d'Italia. Mi domandavo se stavo assistendo a un bel film o meno. Valutandolo nella maniera più obiettiva possibile, la regia di tale Fabio Mollo, qui alla sua opera seconda, sembra proprio di buon livello. C'è qualche ripresa ai personaggi di spalle che rimanda allo stile di Darren Aronofsky. C'è una scena in una disco gay che pare uscita da una pellicola francese, più che italiana. Ci sono dei momenti onirici e visionari che, okay, in confronto a David Lynch non sono niente, ma in confronto a qualunque altro regista fanno ancora la loro porca figura.
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