mercoledì 10 febbraio 2016

Ritorno al Sanremo






Sanremo quest'anno è partito con il botto. Quello di Villa delle Rose.

Ok, battutaccia terribile, lo so, lo so, è di pessimo gusto scherzare su una cosa del genere e non fa nemmeno ridere. Però per questa volta fatemela passare, visto che è stata una prima serata del Festival alla più totale insegna del politically correct, dei buoni sentimenti e di niente che è andato fuori posto. A parte l'incapacità nel parlare di Gabriel Garko, ma quella non è una novità e non ha niente a che fare con l'episodio traumatico che l'ha visto coinvolto alcuni giorni fa. Sarebbe stato interessante se almeno lui ne avesse parlato e invece la sua presenza si è rivelata del tutto superflua.
No, non ho detto superba.


C.R.A.Z.Y. - P.A.Z.Z.A.





C.R.A.Z.Y.
(Canada 2005)
Regia: Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura: François Boulay, Jean-Marc Vallée
Cast: Marc-André Grondin, Michel Côté, Pierre-Luc Brillant, Maxime Tremblay, Alex Gravel, Natasha Thompson, Danielle Proulx, Mariloup Wolfe
Genere: F.I.G.O.
Se ti piace guarda anche: Quasi famosi - Almost Famous, Velvet Goldmine, Quadrophenia, Le premier jour du reste de ta vie

È passato un mese dalla scomparsa di David Bowie ed è una ferita aperta che ancora fa fatica a rimarginarsi. Per ricordare il grande cantante inglese, il solito gruppetto di blogger quest'oggi ha così voluto dedicare uno speciale David Bowie Day per parlare dei suoi film come attore, e non solo.
Ecco l'elenco dei blog che partecipano all'iniziativa.

martedì 9 febbraio 2016

Marguerite, la cantante che spaccava più timpani de Il Volo





Sono una persona che ascolta un sacco di musica, ma proprio un sacco. La sento quasi sempre, tranne quando dormo e anche in quel caso certe volte sogno di ascoltarla. Sono anche una persona che si annoia molto rapidamente. La conseguenza di questi due fattori combinati insieme è che ascolto una miriade di generi, gruppi e artisti differenti. A sentire sempre gli stessi dischi e le stesse canzoni, persino delle mie band preferite, mi stuferei con una facilità impressionante. Mi piace quindi spaziare attraverso qualunque tipo di ascolto. Sarà che sono cresciuto con il pop commerciale delle Spice Girls e contemporaneamente l'alternative-rock dei Sonic Youth, con Mtv accesa e allo stesso tempo la rivista Il Mucchio Selvaggio tra le mani. La musica che circola adesso sul mio pc e sul mio smart phone va allora dal rock all'hip-hop, dall'electro al pop, dai classici alle novità, dalle hit radiofoniche ai gruppi più indie, dall'R&B al punk, dalla new-wave alla dubstep, occasionalmente pure metal, folk e country, senza dimenticare le colonne sonore dei film. Di recente mi sono avvicinato persino a generi con cui non avevo mai avuto un'enorme familiarità come il jazz e la classica. C'è però un tipo di musica che proprio ancora non riesco a digerire, e probabilmente non lo farò mai: la lirica.

lunedì 8 febbraio 2016

Back to Amy





Amy - The Girl Behind the Name
(UK, USA 2015)
Titolo originale: Amy
Regia: Asif Kapadia
Genere: biodocupic
Se ti piace guarda anche: Cobain: Montage of Heck, Sugar Man, What Happened, Miss Simone?

Parlare di Amy Winehouse per me è dura. A distanza di quasi 5 anni, la sua scomparsa è una ferita ancora aperta, come se si trattasse di quella di un amico o un parente stretto. Tra le “morti VIP”, la sua è quella che mi ha fatto più male. Quando se n'è andato Kurt Cobain, nel 1994, ero troppo piccolo e ancora non ascoltavo la sua musica. Quando è venuto a mancare Stanley Kubrick, nel 1999, è stato un colpo molto pesante, visto che avevo scoperto da pochi mesi il suo cinema ed ero quasi ossessionato dai suoi film. Al punto che c'ho messo tipo una settimana buona per riprendermi. Poteva dare ancora qualcosa all'arte, come lo splendido Eyes Wide Shut dimostrava, però comunque aveva i suoi 70 anni e il suo top l'aveva già raggiunto. Discorso simile per David Bowie. La news della sua morte è stata una batosta, soprattutto subito dopo la pubblicazione di un nuovo lavoro parecchio vitale come Blackstar, ma se non altro aveva raggiunto quota 69 anni che, soprattutto per una rockstar che ha avuto la sua vita, non è poi così male.

venerdì 5 febbraio 2016

The Hateful Eight, la recensione odiosa





The Hateful Eight
(USA 2015)
Regia: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Cast: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Tim Roth, Demián Bichir, Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum, Zoë Bell
Genere: tarantinato
Se ti piace guarda anche: Big Bad Wolves, Le iene, Django Unchained, Una vita al massimo


Quentin Tarantino
Cannibal, si può sapere perché diavolo ci hai radunati qua in questo posto sperduto in mezzo alla neve?
Qual è la tua intenzione?
Fare un'orgia?
Oppure vorrai mica farci fuori tutti?
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