giovedì 22 ottobre 2026

The Runner: quanta fretta, Gal, dove corri, dove vai?





The Runner

Amazon ha distribuito un film che ti consiglia di buttare via il tuo cellulare. Sì, sul serio. Quello stesso smart phone che ti permette di fare acquisti sulla loro applicazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, comprando cose per lo più inutili che promettono di renderti la vita migliore e invece contribuiscono solo a rendere migliore la vita di Jeff Bezos.


Quello stesso smart phone che ti permette di vedere i contenuti di Prime Video, tra cui lo stesso film in questione. È come se Canale 5 trasmettesse una fiction in cui la televisione viene vista come il Male assoluto. O come se il TG1 mandasse in onda un servizio contro la Meloni. È qualcosa di semplicemente assurdo e inimmaginabile, e invece è successo. Almeno su Amazon.


Il film in questione si chiama The Runner. Non pensate a un significato metaforico, allegorico, o che so io? Il titolo è del tutto letterale. In questa pellicola infatti vediamo una persona correre per tutto il fottuto tempo. Per tutti i suoi 84 minuti e sì, la sua breve durata è uno dei suoi grandi pregi.

"Che poi 84 minuti non sono nemmeno così pochi"

L'altro pregio, ma allo stesso anche un suo difetto, è che la persona che corre per tutto il film e per tutta la città (Londra, altra nota positiva insieme alle canzoni dei Blondie usate all'inizio e alla fine) è Gal Gadot.


Bellissima donna, in gran forma fisica, vederla correre per 84 minuti in un'attillata tenuta da runner è un bello spettacolo. Questo è un aspetto positivo, senza dubbio. C'è però anche un altro risvolto, quello negativo, l'altra faccia come si suol dire della classica medaglia. Che poi chi l'ha mai vista una medaglia dal vivo? Io che in vita mia non ho mai vinto niente, manco una corsa ai Giochi della Gioventù, no di sicuro.


L'aspetto negativo di Gal Gadot, senza neanche addentrarmi nelle polemiche per le sue controverse posizioni filoisraeliane, è che è un'attrice pessima.

"Azz, queste parole sono peggio di una pugnalata allo stomaco"

Mi spiace dirlo, ma è così, come si poteva già intuire dalle sue precedenti interpretazioni in film non proprio memorabili come Wonder Woman, la saga di Fast & Furious e Biancaneve (dov'era un'agghiacciante, e non intendo in senso positivo visto il ruolo, Regina Cattiva).


È monoespressiva (e sono già buono a non definirla inespressiva), a recitare non è proprio capace e qui deve reggere quasi interamente da sola sulle sue spalle, o più che altro sulle sue gambe allenate, l'intero film. Se da un punto di vista atletico la sua prova può dirsi riuscita, la sua maratona recitativa lo è invece molto meno.


Di altri attori in scena in questa folle corsa thriller-action ne entrano ben pochi. C'è giusto il cattivone di turno che è un volto noto soprattutto del piccolo schermo, un attore che rimane misterioso fino alla parte finale, quindi non vi sto a spoilerare chi è. Mi limito a dire che qui è sprecatissimo e il suo villain si rivela alla fine dei conti parecchio deludente.


Tra gli altri problemi del film c'è una regia sopra le righe che vorrebbe essere adrenalinica e invece provoca solo un gran mal di testa, firmata dall'un tempo promettente Kevin Macdonald. 20 anni fa se ne stava dietro la macchina da presa del pluripremiato L'ultimo re di Scozia e invece oggi è diventato un anonimo mestierante qualunque, ma che ci volete fare? Pure lui si deve pagare da vivere e poter permettere a moglie e figli di ordinare tutto ciò che vogliono su Amazon.

"I soldi che ho fatto grazie a questo film?
Già spesi tutti su Amazon, naturalmente. Anzi, che c'hai un paio di dollari da prestarmi?"

C'è inoltre da dire che la sceneggiatura, ironia della sorte probabilmente scritta di corsa, è banale, inverosimile, a tratti ridicola, stereotipata e già vista. Un tempo un film così, che racconta in pratica gli eventi in tempo reale, sarebbe stato considerato quasi geniale. Solo che, dopo che serie come 24 e The Pitt ne hanno fatto il loro marchio di fabbrica, questa scelta narrativa appare adesso assai meno originale.


Così come ormai ben poco originale è anche la scelta di giocare l'intera pellicola quasi interamente sul dialogo telefonico tra la protagonista di corsa Gal Gadot e il rapitore del suo povero figlioletto. Tra i primi titoli a usare uno spunto di questo tipo c'è stato In linea con l'assassino (Phone Booth), uno dei migliori lavori diretti da Joel Schumacher con protagonista un allora emergente Colin Farrell.


Eravamo nel lontano 2002 e allora - pensate un po'? - la chiamata avveniva all'interno di una cabina telefonica. Adesso, altri tempi, avviene invece naturalmente attraverso un cellulare, il cui uso, come detto in apertura di post, viene in pratica demonizzato da questo film. Dimenticando che, senza gli smart phone, questa pellicola non esisterebbe proprio. Cosa che per altro non sarebbe così male.


L'espediente della telefonata negli ultimi anni è poi stato usato anche in numerosi altri film, come il recente inquietante Hallow Road: corsa contro il tempo con Rosamund Pike e Matthew Rhys. O come Buried - Sepolto con Ryan Reynolds. O come Locke, quello sì davvero adrenalinico e in grado di tenere col fiato sospeso, grazie, oltre alla buona prova del protagonista Tom Hardy, anche all'ottima regia e sceneggiatura di Steven Knight. 

"Uh, le parole di Pensieri Cannibali mi hanno proprio commosso"

Insomma, di "real-time phone thrillers", così come vengono chiamati, più riusciti di questo ce ne sono parecchi, e ne ho citati solo alcuni. Se ci tenete a vedere Gal Gadot correre per un'ottantina di minuti comunque The Runner è una scelta vincente. Peccato solo che di professione l'affascinante star abbia scelto di fare l'attrice e non la atleta.
(voto 4/10)




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