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mercoledì 28 marzo 2018

Benvenuti nel Jumanji





Jumanji - Benvenuti nella giungla
Regia: Jake Kasdan
Cast: Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Nick Jonas, Bobby Cannavale, Alex Wolff, Madison Iseman, Ser'Darius Blain, Morgan Turner




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The Rock

Punti di forza: forza, muscoli, steroidi
Debolezze: è un wrestler e ha solo due espressioni: una col sopracciglio sollevato e una col sopracciglio più o meno normale

sabato 25 luglio 2015

The Wedding Ringer - Un film in affitto, se avete proprio dei soldi da buttare





The Wedding Ringer - Un testimone in affitto
(USA 2015)
Regia: Jeremy Garelick
Sceneggiatura: Jeremy Garelick
Cast: Josh Gad, Kevin Hart, Kaley Cuoco-Sweeting, Olivia Thirlby, Jorge Garcia, Dan Gill, Affion Crockett, Alan Ritchson, Mimi Rogers, Ken Howard, Josh Peck, Nicky Whelan
Genere: romcom al maschile
Se ti piace guarda anche: 2 single a nozze,Una notte da leoni, Duri si diventa, Non mi scaricare, Il matrimonio del mio migliore amico

Qual è il più grande errore che un uomo può commettere nella sua vita?

Sposarsi, esatto. Lo so, era facile, ma un applauso va a chi ci ha impiegato meno di 2 secondi per rispondere. Se non volete perdere la vostra indipendenza, la vostra vera identità, la vostra felicità, non fatelo. Non sposatevi. Un motivo in più ve lo fornisce il film The Wedding Ringer - Un testimone in affitto.
The Wedding Ringer? Ma che è? Sarà mica l'ennesima commediola al femminile inno al matrimonio, di quelle che potrebbe obbligarvi a vedere vostra moglie (nel caso abbiate commesso l'errore più grande)?

domenica 12 luglio 2015

Duri si diventa, ma a guardare questo film ci si ammoscia





Duri si diventa
(USA 2015)
Titolo originale: Get Hard
Regia: Etan Cohen
Sceneggiatura: Jay Martel, Ian Roberts, Etan Cohen
Cast: Will Ferrell, Kevin Hart, Craig T. Nelson, Alison Brie, T.I., John Mayer, Edwina Findley Dickerson, Ariana Neal, Erick Chavarria, Greg Germann, Matt Walsh, Dominique Perry
Genere: moscio
Se ti piace guarda anche: Poliziotto in prova, I poliziotti di riserva, Una poltrona per due

Ou, brutti ceffi, che ci fate qui sul mio blog?
Se avete voglia di criticare, smammate che mi avete preso nel giorno sbagliato. Pussate via, puzzoni!
Se invece avete voglia di dire quanto Pensieri Cannibali sia una figata di sito - lo so, ipotesi remota - smammate lo stesso, perché i ruffiani non mi sono mai piaciuti. Mi piacciono ancora meno di Ruffini Paolo. E ce ne va.
In pratica, vedete di andarvene affancuore in ogni caso. Tanto oggi si parla di un film troppo duro per voi tipi mosci. Probabilmente anche troppo brutto per voi. Io invece che c'ho il pelo sullo stomaco per vedere questo genere di porcate americanate ce l'ho fatta alla grande. E non mi è nemmeno dispiaciuto troppo. Nonostante si tratti probabilmente di uno dei peggiori Will Ferrell movie in cui mi sia mai capitato di imbattermi in tutta la mia intera vita, è pur sempre un Will Ferrell movie e quindi due risate, due di numero, le fa anche fare. Certo, sempre che non siate i soliti guastafeste che dicono: “No, Will Ferrell no, bleah che schifo, fa solo film volgari!”.
C'avete pure ragione, perché questo Duri si diventa è volgare. Volgare forte. In pratica, il 90% delle battute presenti sono razziste, sebbene in fondo tutto resti sempre all'interno dei confini del politically correct, o incentrate sul sesso in prigione. Perché?

mercoledì 28 maggio 2014

POLIZIOTTO (E FILM) IN PROVA




Poliziotto in prova
(USA 2014)
Titolo originale: Ride Along
Regia: Tim Story
Sceneggiatura: Greg Coolidge, Jason Mantzoukas, Phil Hay, Matt Manfredi
Cast: Ice Cube, Kevin Hart, Tika Sumpter, John Leguizamo, Bryan Callen, Bruce McGill, Jay Pharoah, Angie Stone, Laurence Fishburne
Genere: buddy film
Se ti piace guarda anche: Arma letale, 48 ore, L’ultimo boy scout

L’altro giorno ho visto un gran bel film.
No, non era Poliziotto in prova. Era così, tanto per dire. Poliziotto in prova invece l’ho visto come film in prova. Ho iniziato a guardare i primi minuti e poi, se non era troppo una minchiatona, avrei deciso se andare avanti o meno.
La prima scena non è stata delle più incoraggianti e mi ha messo a dura prova. C’è infatti soprattutto una cosa che non sopporto in una pellicola.


No, non Tom Hanks!



No, nemmeno Angelina Jolie!



No, sbagliato ancora. Non mi riferisco neppure a Jennifer Lopez!

Sto parlando degli inseguimenti. Io odio gli inseguimenti. Salvo rare eccezioni (nel film The Town di Ben Affleck ad esempio ne ricordo uno notevole), sono la morte della creatività cinematografica. Più inseguimenti ci sono in un film e più so che lo sceneggiatore è una scarpa. Oppure non aveva voglia di lavorare. Quando uno sceneggiatore non sa come riempire tre o quattro pagine di script, ci mette dentro un bell’(bell’ si fa per dire) inseguimento e il problema è risolto. Può anche chiudere il foglio Word, smettere di lavorare e mettersi a giocare ai videogame, tanto sa che i produttori saranno contenti. I produttori adorano gli inseguimenti. Sanno che piacciono ai bambini e ciò che piace ai bambini fa stare zitti i bambini e ciò che fa stare zitti i bambini fa contenti i genitori, quindi al multisala sono tutti felici e contenti e i produttori possono contare i dollaroni incassati felici e contenti pure loro.

"Facciamo un bell'inseguimento?"
"Sì dai, così quel Cannibal Kid si incazza per bene!"

Tutto questo pippotto per dire che Poliziotto in prova inizia con un inseguimento, girato per altro malissimo dal modesto regista Tim Story, quello dei poco fantastici film sui Fantastici 4. D’altra parte una persona che decide di dare a Jessica Alba la parte della Donna Invisibile tanto a posto non può essere.
Sopravvissuto non so come al lungo scenone di inseguimento iniziale (che poi forse non era nemmeno così lungo, ma a me è sembrato durare un’eternità), un po’ come voi siete sopravvissuti a questa mia lunga e inutile intro, sono stoicamente andato avanti. Per fortuna poi il film migliora. Non che si potesse fare di peggio. Il post invece non so se migliora.

"Cannibal ha visto questo filmetto e non ancora il nuovo di Wes Anderson?"
"Ma è scemo?"
A questo punto entra in scena Kevin Hart, comico di colore che fa parte della cricca di Judd Apatow e che negli USA sta vivendo un momento di grande popolarità. Potrebbe essere l’erede di Eddie Murphy?
Nah, mi sa di no, però a suo modo riesce a risultare piuttosto simpatico, sarà per la sua bassa statura o per la sua facia da pirla o per queste due cose combinate insieme, e riesce a rendere gradevole la visione della pellicola. Per il resto, il film è la classica commedia action giocata su un’accoppiata di sbirri uno l’opposto dell’altro. Kevin Hart ha la parte della sprovveduta matricola che è appena stata accettata all’accademia di polizia, un tipo che ha più confidenza con le armi nei videogiochi che non quelle reali. Per il suo giorno di addestramento, un vero e proprio training day, si ritrova a fianco il Denzel Washington della situazione. Essendo una comedy americana commerciale, si tratta del classico duro dal cuore tenero. A interpretarlo c’è Ice Cube, uno che è meglio come rapper che come attore, su questo non ci sono dubbi. Nonostante la sua limitata espressività, il ruolo gli calza a pennello. In fondo lui è un duro passato dal gangsta-rap alle commedie per tutta la famiglia, quindi gli si addice alla perfezione la parte del poliziotto incazzoso che però allo stesso tempo è più umano di quanto vorrebbe far credere e tiene molto alla sua sorellina. La sua sorellina che è una bella sventolona (Fika Tika Sumpter già intravista in Gossip Girl) e che sta insieme proprio a Kevin Hart. Per la gioia del povero Ice Cube.

Da qui in poi, come potete facilmente immaginare, si sviluppano una serie di gag più o meno simpatiche che ci mostrano come i due sbirri poco a poco cominceranno ad avvicinarsi e a rispettarsi a vicenda. Il solito buddy film su un’amicizia tra uomini in stile Arma letale/48 ore e compagnia bella brutta, con una variante; questa volta non ci sono il poliziotto nero e il poliziotto bianco come di consueto, ma due sbirri tutt’e due di colore. Una versione all blacks di un buddy movie che in pratica è uguale a un buddy movie qualunque. Fondamentalmente, niente di più e niente di meno di questo. La trama poliziesca è scontatissima, ma la visione l'ho continuata grazie alle risate, o più che altro ai sorrisini, che Kevin Hart riesce qua e là a regalare. Il segreto del suo incredibile successo americano ($130 milioni a fronte di una spesa di “appena” $25) sta soprattutto nella simpatia del comico, che fa procedere bene quest’action comedy tradizionale ed è riuscito ad accompagnarmi fino ai titoli di coda di questa visione in prova. Anche perché – grazie a Dio – dopo la prima scena non ci sono altri odiosi inseguimenti. Non troppi, almeno.
(voto 5+/10)

martedì 21 gennaio 2014

IL GRANDE MEH




Il grande match. Sylvester Stallone contro Robert De Niro?
Ma va là, a chi frega più niente ormai di quei due jovanotti?
Il vero grande match, almeno nella blogosfera cinematografica, è quello tra il sottoscritto Cannibal Kid e il suo acerrimo eterno rivale, MrJamesFord. Uno scontro tra differenti generazioni, tra differenti visioni del mondo e tra differenti visioni del cinema. Uno scontro che negli ultimi tempi si è un po’ affievolito. I due grandi sfidanti sul ring della rete hanno progressivamente smussato le loro opinioni, hanno cominciato ad avvicinare le loro posizioni contrastanti, si sono ritrovati sempre più spesso d’accordo.
Questo periodo di relativa quiete è ora finalmente destinato a giungere al termine. Il terreno di scontro?
Naturalmente Il grande match, il film che racconta della rivalità tra due vecchi pugili pure loro eterni nemici: Henry “Razor” Sharp, interpretato da Sylvester Stallone, e Robert De Niro alias Billy “The Kid” McDonnen. La parola quindi a Sylvester Fordone e a Billy The Cannibal Peppa Kid. Che il vero grande match abbia inizio, attraverso questo scambio di pugni verbali!


Cannibal Kid Una cosa che non capisco sono quelli che per tutta la vita riguardano sempre gli stessi film, riascoltano sempre le stesse canzoni e hanno sempre gli stessi miti. Da un certo punto di vista lo capisco. È una cosa rassicurante. Però nella vita credo sia bello, e soprattutto divertente, scoprire anche altre cose. Va bene avere i propri punti di riferimento, ma allo stesso tempo bisogna mettersi di fronte a una tragica verità: anche i tuoi miti, a meno che non li veneri in maniera incondizionata e cieca, sono destinati a deluderti. Io ad esempio ho adorato gli Smashing Pumpkins negli anni ’90, però riconosco come Billy Corgan non ne abbia praticamente più azzeccata mezza da 15 anni. Oppure ho adorato anche e continuo ad adorare Bret Easton Ellis, però il film che ha sceneggiato di recente, The Canyons è una mezza boiata. Lo riconosco.
Con calma, Ford, ma ci sto arrivando al primo pugno che voglio tirarti: possibile che non ti stufi mai di venerare e parlare sempre bene di Sylvester Stallone? Capisco che lui in effetti di grandi film non ne ha mai fatti quindi non può nemmeno peggiorare troppo, però negli ultimi tempi sta sempre più raschiando il fondo, non credi?
MrFord Un primo pugno non troppo convinto, questo, caro il mio Peppa Kid, che forse potrebbe essere paragonato ad uno spento jab. Stallone è stato un grande mito della mia infanzia, un action hero dal cuore tenero che ai tempi riusciva a toccare la parte sensibile nascosta dietro la timidezza e quella spinta dalla voglia di riscatto, che negli ultimi anni ho fieramente recuperato rivalutando pienamente proprio il suo valore "sociologico", un po’ quello che è accaduto agli spaghetti western dopo la sponsorizzazione di Tarantino.
Allo stesso modo sono sempre stato pronto a criticare, ad esempio, il suo lavoro dei tardi anni novanta, che il vecchio Sly ha dovuto faticare parecchio per recuperare: per rendere possibile quest'impresa, ha rispolverato proprio le atmosfere dei cari, vecchi eighties. Se la cosa funziona, dunque, perchè smettere!?
Cannibal Kid Perché un revival 80s ci può ancora ancora stare, se lo fai una volta. Poi diventa una cosa patetica, anche perché gli anni ’80 sono finiti da un pezzo. E, a parte l’Italia che è ancora rimasta ferma al berlusconismo e allo yuppismo, il resto del mondo è andato avanti. Per fortuna.
MrFord A dire il vero a me pare il revival anni ottanta non sia ancora passato di moda, tra remake e film che tu stesso hai molto apprezzato - vedi Take me home tonight -. Senza contare che Sly è immortale e continuerà ad essere giustamente celebrato anche tra mille anni.
Cannibal Kid Take Me Home Tonight è un film del 2011. Sveglia, Ford, siamo nel 2014. Ormai il revival 80s ha rotto!
Senza contare che Sly, a parte da te, è celebrato giusto dai Razzie Awards!
UAHAH
UAAAAHAAAAH
UAAAAAAAHAAAAAAAAAAAH!

Sylvester Stallone arrestato. Per recitazione in stato di ebbrezza.

Cannibal Kid Entrando nello specifico di questo ultimo Il grande match, Sylvester Stallone è ormai sempre più la parodia di se stesso. Io non ho visto tutti i suoi film come hai fatto tu, Ford, e manco ci tengo a farlo, ma quelli che ho visto mi sono sufficienti per capire che fa sempre la stessa identica parte. Si può considerare una cosa del genere recitare?
E cos’è successo poi alla sua faccia?
MrFord Probabilmente l'unione tra botulino e anni che passano non stanno facendo un gran bene al buon Silvestrone, anche se, per avere quasi settant'anni, direi che si mantiene fisicamente molto più in forma di te, finto giovane!
Poi, quella che tu chiami parodia di se stesso, io la chiamo grande autoironia!
Cannibal Kid Dubito che l'unico uomo al mondo più rifatto di Serena Grandi nella Grande bellezza sia più in forma di me. Vado a correre tutti i giorni, io. E senza manco ascoltare “Eye of the Tiger”! Sono in forma come l’Oscar Pistorius dei tempi migliori, escluse le protesi e gli istinti omicidi. Ok, in pratica non c’entro un cazzo con Oscar Pistorius. E forse non è nemmeno un così grosso male…

"Forza Sly, con 'sta forza non riusciresti a mettere K.O. manco quel peso piuma di Peppa Pig, figuriamoci Jake LaMotta!"

Cannibal Kid Complessivamente, il film Il grande match non è nemmeno realizzato così malamente. Anzi, nella sua paraculaggine è un discreto prodotto commerciale. Se solo fossimo ancora negli anni Ottanta uahahah.
Oggi appare invece come una pellicola nemmeno brutta, solo giunta fuori tempo massimo. Un film che nel suo essere così esplicitamente fuori moda e fuori dal mondo, proprio come te Ford ahah, non si fa nemmeno odiare troppo. Da una parte fa un po’ tenerezza, dall’altra un pochino di tristezza. E poi va detto, che, sullo stesso genere di vecchietti moribondi alla riscossa, film come Di nuovo in gioco con il tuo altro idolo Clint Eastwood e il recente Uomini di parola mi sono sembrati più riusciti.
MrFord Di nuovo in gioco e Uomini di parola, in effetti, sono pellicole molto simili a questa, e se dovessi metterle in scala Il grande match sarebbe sicuramente il terzo in graduatoria, eppure me lo sono goduto proprio con quel mix di dolceamaro che queste pellicole devono necessariamente ispirare allo spettatore. Parliamo di vecchi miti ormai sul viale del tramonto, dunque perchè non regalare agli stessi una grande - e prolungata, perchè no!? - uscita di scena?
Cannibal Kid Perché, appunto, è ormai troppo prolungata.
Più che un’uscita di scena, sta diventando un accanimento terapeutico.
Forse sarebbe ora di prendere in considerazione l’eutanasia uahahah!
MrFord Stai tranquillo, che Sly seppellisce anche noi. Soprattutto te! Ahahahahah!

"Puoi sforzarti quanto vuoi, Sly, ma non sarai mai capace a recitare, ahah!"

Cannibal Kid Come dicevo poc’anzi, il film è comunque abbastanza ben orchestrato, visto che al suo interno mescola un po’ di tutto. C’è la parte comica, che è quella che funziona di più. Le battute sulla vecchiezzitudine dei due protagonisti funzionano, anche se dopo qualche minuto cominciano a stufare. Come io quando piglio Ford per il culo sulla sua mentalità da vecchio. Posso dire che Giorgio Napolitano al suo confronto è il nuovo che avanza, però poi basta. Finisce lì. Il film invece va avanti per 2 ore con battute tutte dello stesso tipo. A provare a vivacizzare un po’ la situazione smorta dei cadaverici Stallone/De Niro ci pensano allora Kevin Hart e soprattutto uno scatenato Alan Arkin. Stendiamo un velo pietoso invece sulle terrificanti scene sui titoli di coda, che non fanno ridere manco per sbaglio.
Poi c’è la parte action, davvero penosa. Il regista Peter mezza Segal dirige in maniera blanda, facendosi contagiare dalla lentezza dei movimenti dei due protagonisti, e il combattimento finale è teso quanto una gara di velocità tra lumache.
La parte che funziona meno è però quella più drama, quella più famigliare. Qui il film finisce per somigliare a una versione buonista di The Wrestler, con tanto di Kim Basinger che vorrebbe ripetere l’exploit di Marisa Tomei, peccato le abbiano regalato un personaggino dello spessore di una sottiletta. È la fiera dei buoni sentimenti, del volemose bene, e il grande match tanto atteso (ma da chi?) finisce in farsa. E poi Ford hai pure il coraggio di accusare Hunger Games di buonismo… Ma per favore, qui ci manca solo che Stallone e De Niro si diano i bacini e si regalino orsacchiotti, e poi Il grande match si trasforma davvero nel film più puccioso e cuoricioso dell’anno.
MrFord Nonostante i tuoi sforzi, Coniglione, direi proprio che sul ring non riusciresti neppure a mettere al tappeto un arzillo vecchietto come l'incontenibile Alan Arkin di questo film, senza dubbio il migliore del cast. Invece sai come rispondo a questo tuo blando mettermi all'angolo? Abbassando la guardia sbeffeggiandoti come il miglior Alì, invitando il prossimo colpo prima della mia offensiva decisiva: Il grande match è un prodotto artigianale, un blockbuster con tutti i topoi di genere, buonismo compreso, cui manca il mordente ed il ritmo dei migliori Rocky o la meraviglia autoriale di Toro scatenato, eppure va bene proprio per questo.
E' un film da Saloon, di pancia, carne e sangue, una versione popolare e di categoria decisamente più "leggera" del peso massimo The wrestler: ma va bene così. In fondo tutti sanno che invecchiando si diventa più spigolosi ma anche più buoni.
Senza contare che, come nella sequenza del confronto con il lottatore di MMA, l'intramontabile Sly è ancora in grado di mandare al tappeto tutte le Katniss Kid che dovrebbero - e il condizionale è d'obbligo - essere il futuro del Cinema d'intrattenimento.
Cannibal Kid Il cinema d’intrattenimento e i blockbuster dovrebbero essere rivolti al grande pubblico. O comunque a un pubblico. Considerando come questo Grande match all’infuori del tuo Saloon l’abbia visto giusto io e quattro gatti pensionati in croce, mentre Hunger Games ha giustamente spopolato in tutto il mondo, direi che Sly è bello che tramontato e Katniss Kid è – senza condizionale – il futuro nonché il presente del cinema d’intrattenimento.
È un mondo ingiusto?
No, è così che vanno le cose, a parte in Italia. Il ricambio generazionale è cosa buona e giusta. Quindi adesso tu, Sly, De Niro, Alan Arkin e pure Kim Basinger godetevi il vostro meritato (eterno) riposo e levatevi dalle palle, buahahah!
SBEM, piaciuto questo colpo sotto la cintola, Sylvester Fordone?
MrFord Ci leveremo dalle palle soltanto quando potremo essere sicuri di aver affidato il mondo a qualcuno almeno vagamente responsabile, cara la mia Katniss Kid Breaker!

Billy the Cannibal Kid De Niro mette al tappeto Sylvester Fordone!

Il grande match
(USA 2013)
Titolo originale: Grudge Match
Regia: Peter Segel
Sceneggiatura: Tim Kelleher, Rodney Rothman
Cast: Sylvester Stallone, Robert De Niro, Kevin Hart, Alan Arkin, Kim Basinger, Jon Bernthal, LL Cool J, Anthony Anderson, Mike Tyson, Evander Holyfield
Genere: vecchietti anziani alla riscossa
Se ti piace guarda anche: Uomini di parola, Di nuovo in gioco, The Wrestler, Last Vegas
(voto cannibale 5,5/10)


(voto fordiano 6,5/10)

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