lunedì 20 maggio 2019

Mini recensioncine - Romcom Edition





Nuovo appuntamento con la pseudo rubrica di mini recensioni brevi. O più o meno brevi.
Questa volte legate da un fil rouge. Sono tutte romcom. O più o meno romcom.


Non è romantico?
Regia: Todd Strauss-Schulson
Cast: Rebel Wilson, Adam DeVine, Liam Hemsworth, Priyanka Chopra, Brandon Scott Jones, Betty Gilpin

Iniziamo questa carrellata di romcom, con quella che a tutti gli effetti più essere considerata un'anti-romcom. O forse una parodia delle romcom?
Di film parodia ne sono stati fatti parecchi, da L'aereo più pazzo del mondo e Una pallottola spuntata a Scary Movie, ma non me ne viene in mente nessuno che prenda per i fondelli le pellicole romantiche, che pure alle prese in giro si presterebbero bene. Così è infatti, come dimostra lo scoppiettante Non è romantico? (titolo originale: Isn't It Romantic).


Una pellicola con Rebel Wilson che esce dalla parte di caratterista sopra le righe di film come Pitch Perfect e Single ma non troppo, per guadagnarsi un ruolo tutto da protagonista, un filo più contenuta e meno eccessiva (e anche meno boldiana) del solito. Cosa che si rivela un bene. Il punto di forza principale del lavoro sta comunque in una sceneggiatura capace di prendere tutti i cliché delle classiche romcom per ribaltarli e per riproporli in chiave comica. Le commedie romantiche, per quanto commedie, tendono a prendersi troppo sul serio e quindi questa è una boccata d'aria fresca all'interno del panorama. Per quanto sia un'anti-romcom, Non è romantico? può ambire al titolo di nuovo classico istantaneo del genere romcom. Isn't it romantic? O meglio, isn't it ironic?
(voto 7+/10)


Come ti divento bella
Regia: Abby Kohn, Marc Silverstein
Cast: Amy Schumer, Michelle Williams, Emily Ratajkowski, Busy Phillips, Rory Scovel, Tom Hopper, Olivia Culpo, Naomi Campbell

Come ti divento bella parte in maniera simile a Non è romantico?, benché ci sia da precisare che è uscito una manciata di mesi prima, quindi se c'è qualcuno che si è ispirato è semmai il secondo. Sono comunque arrivati a distanza talmente ravvicinata l'uno dall'altro, che difficilmente ci può essere stato il tempo per “copiare”. Ad accomunarli è più che altro un sentire comune. Una voglia di realizzare una romcom alternativa, omaggiando il genere e allo stesso tempo stravolgendolo. A partire dalle due protagoniste. Là Rebel Wilson, qua Amy Schumer. Due bionde sì, ma non le classiche bellone magre e slanciate. Le due attrici rappresentano un canone di protagonista, e di bellezza, differente rispetto alle classiche dolci e tanto belline e perfettine Meg Ryan, Julia Roberts, Kate Hudson, Katherine Heigl, etc. È attraverso i loro volti, e i loro corpi, che passa questa piccola rivoluzione per il genere.

Lo spunto di partenza come si diceva è simile a quello di Non è romantico?. In entrambi i casi la protagonista, vittima di un incidente, comincia a vivere una fantasia: Rebel Wilson si ritrova in un mondo da romcom per lei infernale, mentre Amy Schumer è convinta di essersi improvvisamente trasformata in una strafiga letteralmente allucinante.


Riguardo allo sviluppo, Come ti divento bella è meno parodistico ma non meno divertente. Si avvale inoltre di un paio di comprimarie di lusso:

#1 Emily Ratajkowski, lei strafiga allucinante per davvero.


#2 Michelle Williams, azzeccata nel ruolo della tipa svampita, e penalizzata (o forse avvantaggiata?) da un doppiaggio italiano che rende il suo personaggio ancora più detestabile.


La mattatrice comunque è lei, Amy Schumer. Nonostante con questo lavoro non abbia ottenuto lo stesso successo di Un disastro di ragazza e in questo caso non abbia firmato pure la sceneggiatura, fa un nuovo centro e, con il suo umorismo che qualcuno definirebbe pane e salame ma non io, si conferma una delle tipe oggi più simpa del mondo.
(voto 7/10)


Tutte le volte che ho scritto ti amo
Regia: Susan Johnson
Cast: Lana Condor, Noah Centineo, Israel Broussard, Janel Parrish, Emilija Baranac, John Corbett

All'interno del ciclo romcom, apriamo la parentesi Noah Centineo. Per chi negli ultimi mesi fosse finito sulla Luna, o in un luogo non raggiunto da Netflix, o ha più di 80 anni, ricordo che è il teen idol e sex symbol del momento. Il merito è di un triplete di pellicole trasmesse appunto da Netflix, che l'hanno trasformato nell'erede versione maschile e streaming di Molly Ringwald, star negli anni '80 della storica tripletta adolescenziale composta da Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare, Breakfast Club & Bella in rosa. I titoli con Centineo non sono ai livelli di quelli – è bene specificarlo – però fanno tesoro, con risultati alterni, della preziosa lezione del cinema di John Hughes, uno dei più grandi sceneggiatori di tutti i tempi, e diciamolo pure.

La partenza è più che valida, con Tutte le volte che ho scritto ti amo. Pellicola sull'educazione sentimentale di Lana Condor, qui ancora acerba e poi diventata una guerriera coi fiocchi nella fighissima consigliatissima serie Deadly Class.


A rubarle la scena è però Noah Centineo. Un giovane attore che è come un paio di Louboutin: piace a tutte le donne. Ragazze, signore, mamme, nonne, bambine. Non fa differenza. Sono tutte pazze per Noah Centineo. Mia mamma manco sa cos'è Netflix, ma l'altro giorno mi pare di averla intravista mentre appendeva in camera un poster dell'attore preso da Cioè.


Al di là della figosità di Centineo, Tutte le volte che ho scritto ti amo è un young adult che parte in maniera timida e troppo teen persino per me, per poi crescere minuto dopo minuto, rivelandosi alla fine una piacevole sorpresa. Il sequel è già stato annunciato e io, insieme alle fan urlanti di Centineo, non vedo l'ora di guardarlo.
(voto 6,5/10)


Sierra Burgess è una sfigata
Regia: Ian Samuels
Cast: Shannon Purser, Noah Centineo, RJ Cyler, Kristine Froseth, Chrissy Metz, Loretta Devine, Lea Thompson, Will Peltz

Sierra Burgess è una sfigata. Noah Centineo invece no. È tutto l'opposto. Noah Centineo oggi è come Leonardo DiCaprio dopo che è uscito il Titanic, o Ryan Gosling quando ha fatto Le pagine della nostra vita, o Luke Perry ai tempi di Beverly Hills 90210, o Gianluca Grignani quando cantava “Destinazione Paradiso”. È una calamita per la fica. È il figlio che avrebbero avuto James Dean e Tom Cruise se solo avessero vissuto nella stessa epoca, e fossero gay, e avessero deciso di avere un bambino con Marilyn Monroe come madre surrogata.


Come già successo in Tutte le volte che ho scritto ti amo, anche qui Noah Centineo parte con un ruolo da comprimario, per poi rubare la scena a tutto e a tutti. A funzionare meno bene in questo caso è la protagonista: Sierra Burgess interpretata da Shannon Purser, quella che già in Stranger Things era parecchio sfigata, visto che moriva tipo quasi subito. E questo non può essere considerato uno spoiler visto che, se ancora non avete visto la prima stagione di Stranger Things, i veri sfigati siete voi. Oltre a essere sfigata, Sierra Burgess è davvero ma davvero odiosa.

"Mi spiace, Sierra Burgess. Le rose erano finite e ho trovato solo questo."
"Allora è proprio vero che sono sfigata!"

La cosa più interessante di questo film - sorpresa sorpresa - risulta allora il personaggio interpretato da Kristine Froseth (adesso nella nuova serie Netflix The Society). La classica cheerleader bella e popolare e in apparenza superficiale che poco a poco rivela delle sfumature inaspettate e così in maniera altrettanto inaspettata si finisce a fare il tifo per lei, anziché per la sfigata di turno.


Sierra Burgess è una sfigata è quindi una commedia teen un po' strana, e un po' sfigata a sua volta a dirla tutta, e ancora non ho capito se mi sia piaciuta o meno. Un'occhiata per non sbagliare in ogni caso se la merita.
(voto 6-/10)


The Perfect Date
Regia: Chris Nelson
Cast: Noah Centineo, Laura Marano, Matt Walsh, Camila Mendes

Dopo il successo e le mutandine strappate riscosse con i due lavori precedenti, Noah Centineo in The Perfect Date si conquista il ruolo di protagonista assoluto, in quello che può essere considerato un film confezionato su misura per ribadire il suo status di sex symbol della Netflix Generation. In questo film a metà strada tra American Gigolò e Risky Business, l'attore ha la parte di un ragazzo che, per pagarsi la retta universitaria, inizia un business come escort a pagamento.


Fa l'accompagnatore per ragazze, senza implicazioni sessuali. È proprio la mancanza del sesso il problema principale di un filmetto che, più che agli adolescenti, sembra rivolto ai bambini. È quasi la versione disneyana di una pellicola teen anni '80. La visione scivola via senza problemi, con un Centineo che gigioneggia beandosi della sua beltà, ma convincendo meno rispetto alle due precedenti occasioni. Lui sarà anche The Perfect Date, ma questo non è certo the perfect movie.
(voto 5,5/10)


Crazy & Rich
Regia: John M. Chu
Cast: Constance Wu, Henry Golding, Awkwafina, Gemma Chan, Michelle Yeoh, Ken Jeong, Sonoya Mizuno, Lisa Lu

Se Non è romantico? può essere preso come modello ideale delle nuove antirom, Crazy & Rich è invece il prototipo della romcom tradizionale. Tutto fila liscio come l'olio, tutto appare già visto, tranne per un aspetto, quello che lo rende differente rispetto alle altre romcom ammeregane (cosa che comunque è, visto che la produzione è made in USA). Crazy & Rich ha come protagonisti un gruppo di asiatici. Una variante etnica e culturale fondamentale per la sua riuscita. È bello vedere finalmente degli interpreti orientali in una produzione occidentale non nella parte dei caratteristi di contorno, o simpatici buffoni o nerd totali a seconda dell'occasione, bensì occupare tutti i ruoli principali.


Una variante che risulta cruciale anche nelle ambientazioni, nell'impianto culturale, nella concezione della famiglia, e che viene fuori pure nella colonna sonora. In una romcom con attori caucasici avrebbero suonato Yellow dei Coldplay, qui invece c'è la sua cover orientale cantata da tale Katherine Ho. All'inizio fa un'effetto straniante sentirla in questa versione, ma alla fine la si canta a squarciagola, senza manco sapere le parole.



Lo stesso effetto lo fa il film nel suo complesso. Nei primi minuti non si capisce bene perché abbia riscosso un così grande successo di pubblico e consenso critico nel mondo (Italia esclusa), e poi a un certo punto si rimane conquistati dalle atmosfere orientaleggianti che diventano via via sempre meno stereotipate e sempre più genuine. Una pellicola tanto furbetta quanto perfetta, di cui immancabilmente si finisce per innamorarsi. Manco fossimo finiti anche noi dentro a una romcom. Come Rebel Wilson in Non è romantico?.
(voto 7/10)



4 commenti:

  1. Terreno su cui mi muovo sempre benissimo ma mi tocca ammettere di avere delle mancanze.
    Non è romantico? mi ha fatto rivalutare l'esagerata Rebel, forse è il caso di fare lo stesso con la Schumer che mi ha già conquistata con due stand-up e ora devo scoprire come attrice.
    Anche se mi piacciono i giovini, Centineo è davvero troppo giovine per me, e non capisco il suo successo. Resto ferma al bel Tutte le volte che ho scritto ti amo che omaggia le teen-romcom anni '80, le altre due commedie sanno già di più costruito.

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  2. Mi mancano Sierra e The Perfect Date. A questo punto, poco male!

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  3. è come sparare sulla crecerossa!
    il genere romcom è fasullo di suo!
    troppo facile parodiarlo!

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  4. Mi spaventano questi giudizi positivi, soprattutto dopo aver visto The Big Sick...sinceramente niente di che...

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