lunedì 14 dicembre 2020

Pillole di cinema indie: i film (per lo più strambi) da vedere






Sound of Metal

Genere: assordante
Ricorda: un horror, ma non è un horror
Cose da sapere:
 
heeey, mi sentite?

Ho detto: mi sentite???

Scusate, ora riprovo.

Mi sentite, adesso? Non sento la vostra risposta, visto che siete dall'altra parte dello schermo, ma spero di sì. Vi volevo parlare di un film che si chiama Sound of Metal e che parla di un batterista metal.
 
Siete pronti, metallari in ascolto?
 
HO DETTO: SIETE PRONTI METALLARI IN ASCOLTO???

Ok ok. Adesso la smetto di gridare, non vorrei farvi diventare sordi. Devo inoltre specificare che, nonostante il film si chiami Sound of Metal, non è che sia esattamente una pellicola sulla scena heavy metal. A parte la prima ingannevole scena, qui di metal se ne sente ben poco. A dirla tutta, si sente ben poco in generale. Questo è più altro un "malattia movie". Anche perché nel cast c'è Olivia Cooke. Per quanto qui in versione cantante metal sia abbastanza irriconoscibile, dove c'è lei, la malattia è garantita.


E soprattutto c'è Riz Ahmed, che con questa interpretazione molto sentita... ok, forse questo non è il termine più appropriato. Diciamo che con questa interpretazione molto potente rischia seriamente di andare in nomination. Agli Oscar, e forse pure al Grande Fratello VIP, considerando che il suo comportamento è piuttosto aggressivo e non tutti gli inquilini della casa potrebbero gradirlo.

"Incrociamo le dita. Per il televoto, intendo. Degli Oscar che me ne frega, a me?"

Consigliato: anche se la cosa più metal che sentite di solito è Alessandra Amoroso (e in quanto a grida a pensarci bene non ha nulla da invidiare ai cantanti di death metal)
Sconsigliato: se cercate un film che vi faccia sentire meglio, in tutti i sensi
(voto 7+/10)



The Assistant
"Mi sono laureata con il massimo dei voti a Oxford per fare la correttrice di bozze su Pensieri Cannibali... che tristezza."

Genere: lavorativo
Ricorda: The Office, ma più attapirato
Cose da sapere: qualche giorno fa sono uscite le nomination dei Gotham Awards, che sono un po’ i Golden Globe del cinema indie, così come gli Independent Spirit Awards sono un po’ gli Oscar del cinema alternativo. Quest’anno, credo per la prima volta, tutti i titoli in corsa per il miglior film dell’anno sono diretti da registe donne. Cosa che oggi fa notizia e speriamo che un domani possa essere considerata la normalità. I film nominati comunque sono First Cow, Never Rarely Sometimes Always (vedi sotto), Relic, Nomadland, già vincitore del Leone d’oro all’ultima Mostra di Venezia, e The Assistant. Quest’ultimo è un lavoro scritto e diretto da Kitty Green che racconta una lunga interminabile giornata lavorativa di una giovane assistente in una casa di produzione cinematografica di New York City, interpretata da Julia Garner, attrice che da qui a 10 anni vedremo credo ovunque. Ci si potrebbe aspettare una professione entusiasmante, tra incontri con le star, red carpet e anteprime di film, invece The Assistant ci mostra il lato meno glamour e più noioso del mestiere. Cosa che non significa che il film stesso sia noioso. Certo, è una visione parecchio frustrante e se vogliamo anti-narrativa. Allo stesso tempo è anche una pellicola sottilmente incisiva, necessaria, che tratta in maniera poco gridata la tematica del MeToo. L’elefante nella stanza, in tutti i sensi, è Harvey Weinstein, ma chiunque può ritrovarsi nella tossicità di certi ambienti lavorativi in generale.
Consigliato: a chi rimpiange la vita d’ufficio, questo film toglierà subito ogni nostalgia
Sconsigliato: a chi è abituato soltanto ai blockbuster o alle pellicole che raccontano grandi storie, qui non troverà pane per i suoi denti
(voto 7/10)



Never Rarely Sometimes Always

Genere: incinto
Ricorda: Juno senza la parte comedy
Cose da sapere: 17 anni e incinta. No, non è il sequel della serie 16 anni e incinta. E' lo spunto di partenza del film Never Rarely Sometimes Always. Titolo che letto così tutto di fila non mi sembrava significare niente. Questo non perché sono scemo io, o comunque non solo per quello, ma perchè va letto in un altro modo, a mo' di risposta multipla, come si capisce da una scena parecchio intensa della pellicola:

  • Never
  • Rarely
  • Sometimes
  • Always
La protagonista è Autumn, una ragazza indie che vive con la madre (interpretata dalla cantante indie Sharon Van Etten) e il compagno della madre, nei cui panni poco indie e molto white trash c'è Ryan Eggold, che non è proprio una bella persona come nella serie medical New Amsterdam.


Autumn un giorno sospetta di essere incinta e da lì inizia il suo percorso, diciamo più che altro il suo calvario, nel magico mondo della gravidanza adolescenziale. Una pellicola indie su una ragazzina indie incinta? Viene in mente Juno, solo che quel film è una carezza, mentre questo è un pugno allo stomaco. Può venire in mente pure la serie La vita segreta di una teenager americana, ma anche in questo caso è tutta un'altra storia. A parte il fatto che la protagonista rivelazione Sidney Flanagan fisicamente ricorda vagamente Shailene Woodley.


La sua cuginetta che l'accompagna nel corso del suo calvario, Talia Ryder, somiglia invece a una piccola Chiara Ferragni. Se volete avere oggi un'anteprima di come sarà la figlia attualmente nel grembo dell'influencer tra 17 anni, eccola.


Il tema della gravidanza adolescenziale negli ultimi tempi sarà anche stato affrontato Sometimes per non dire Always, ma in una maniera così realistica, dura ed efficace Rarely, anzi Never.
Consigliato: se siete in dolce attesa e avete dubbi sul da farsi
Sconsigliato: se siete in dolce attesa e avete dubbi sul da farsi
(voto 7,5/10)



Kajillionaire
"Gina, dici che sto facendo la spesa in modo sexy?"
"Ehm, cara Evan Rachel, mi sa che a te il tutorial di Detto fatto serve per davvero."

Genere: truffaldino
Ricorda: Parasite
Cose da sapere: Kajillionaire è il terzo film diretto da Miranda July. Chi è Miranda July?
Era la paladina del cinema indie, prima che il cinema indie venisse considerato cool da tutti, o per lo meno nei circoli alternativi. Anche se ormai non fa più figo dire che ti piace il cinema indie, fa più figo dire che ti piacciono i film commerciali come Fast & Furious.
Nel 2005 Miranda July ha esordito con un gioiellino folle e geniale come Me and You and Everyone We Know, parecchio apprezzato nei sopracitati circoli alternativi, seguito nel 2011 dal sottovalutato The Future, seguito poi da un’assenza totale. Adesso finalmente è tornata con il terzo lavoro, questa volta soltanto come regista e non più come interprete, ed è bello ritrovare il suo stile stralunato ed eccentrico. Con Kajillionaire ci racconta le disavventure di una singolare famiglia di truffatori: mamma (Debra Winger), papà (Richard Jenkins), più figlia (Evan Rachel Wood), i cui equilibri vengono stravolti dall’arrivo di un quarto membro, nei cui panni c'è l’ex Jane the Virgin Gina Rodriguez, qui piuttosto a sorpresa, almeno per me, in versione bomba sexy. La famiglia truffaldina fa venire in mente Parasite, ma questa è un’altra storia, tutta da scoprire.
Consigliato: agli amanti del cinema indie
Sconsigliato: a chi odia il cinema indie, e in tal caso mi sa che avete leggermente sbagliato post
(voto 7/10)



Swallow
"Mi piace ingoiare!
E no, vi assicuro che non è quello che potreste immaginare."

Genere: strano forte
Ricorda: il film Denti
Cose da sapere: Swallow è un film strano, persino per i parametri delle pellicole indie strane. Dico solo che racconta di una giovane donna, interpretata da un’ottima Haley Bennett, che ha una vita apparentemente perfetta. È sposata con un tipo ricco e bello che sembra uscito da una pubblicità del dentifricio che sembra adorarla e vive in una casa lussosa senza nemmeno dover lavorare e un giorno scopre pure di essere incinta e il prossimo passo sembra la candidatura a famiglia felice del Mulino Bianco. C’è solo una piccola cosa che non va in lei: si mette a... inghiottire cose. Cosa succede poi ve lo lascio scoprire da soli.
Consigliato: a chi cerca qualcosa che lasci davvero senza parole
Sconsigliato: alle persone che imitano il comportamento dei protagonisti dei film
(voto 7+/10)





12 commenti:

  1. Mi manca solo il penultimo!

    Di questi ho amato alla follia Swallow e Sound of Metal. Due prove attoriali straordinarie, altro che il gigione Oldman.

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  2. Ho visto Swallow, particolare e bello, ma non bellissimo.
    Degli altri ecco, andrò oltre al Metal e vedrò il film ;)

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  3. Faccio l'en plein!
    Visti tutti e apprezzati tutti.
    Il ritorno della July è davvero strano, pure per lei, ma le preferisco il metal e i drammoni al femminile, seri ma non pesanti.

    Quanta voglia di rivedere quel sottovalutato di The Future, comunque!

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  4. Ho visto solo Swallow che mi ha colpito moltissimo, ma voglio recuperare assolutamente anche tutti gli altri.

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