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giovedì 1 gennaio 2015

CAMING SUN





Quale sarà il grande evento del 2015?
Ieri ne abbiamo visti diversi e di tutti i tipi, dal nuovo capitolo di Star Wars al ritorno dei Radiohead, dalla stagione 2 di True Detective fino all'ultima pellicola di Terrence Malick.
Il vero grande evento dell'annata appena iniziata è però destinato a essere un altro: la pubblicazione di “In bilico. Storie di animali terrestri”.
E cos'è???

Si tratta di una raccolta di racconti curata dall'ottima Angela Leucci, l'autrice del blog Glama.it, in cui sono presenti gli scritti di vari giovani scrittori emergenti: Paolo Colavero, Gianluca Conte, Luigi De Gregorio, Belisario Laveneziana, Valentina Luberto, Paolo Merenda, Antonio Montefusco, Annarita Pavone, Marina Piconese, la stessa Angela Leucci e un certo... Marco Goi.
Sì, proprio me medesimo. L'autore di questo blog. Potete quindi capire bene che questo si preannuncia come uno degli eventoni dell'anno, se non altro dalle parti di Pensieri Cannibali.
Per il momento vi lascio qui sotto con la copertina del libro. Nelle prossime settimane vi terrò informati sulla data di pubblicazione e sulle modalità per comprarlo, ma intanto vi invito già da ora a mettere da parte i soldini per l'acquisto. Ne varrà la pena. Spero.

mercoledì 29 febbraio 2012

30 giorni di libri cannibalizzati

Dopo le mensilità (non pagate, ci tengo a sottolinearlo) dedicate a film, musica e serie tv, per darmi un’aria finto intellettuale alla Mister James Ford ecco che arrivano anche i 30 giorni di libri, Cannibal version.

Giorno 1 - Il tuo libro preferito: Le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis
Giorno 2 - La tua citazione preferita: “Tra le massime scolpite sul muro del signore di Naoshiga c'era questa: le questioni di maggiore gravità vanno trattate con leggerezza. Il maestro Ittai commentò: le questioni di minore gravità vanno trattate seriamente.” Da Hagakure di Yamamoto Tsunetomo
Giorno 3 - Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Franny in Franny e Zooey di J.D. Salinger
Giorno 4 - Il libro più brutto che tu abbia mai letto: I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Che la Divina Provvidenza punisca l’Innominato che l’ha reso una lettura scolastica obbligatoria.
Giorno 5 - Il libro più lungo che tu abbia mai letto: Il libro di diritto all’università. Che mattone! Arrivare alla fine è stato come scalare l’Himalaya. Non che abbia mai scalato l’Himalaya, però ci siamo capiti, no?
Giorno 6 - Il libro più corto che tu abbia mai letto: uno di mio nipote con solo le figure che si animano quando apri le pagine. O anche una raccolta di poesie di Giuseppe Ungaretti…
Giorno 7 - Il libro che ti descrive: Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Giorno 8 - Un libro che consiglieresti: L’etica hacker, Pekka Himanen
Giorno 9 - Un libro che ti ha fatto crescere: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Giorno 10 - Un libro del tuo autore preferito: Lunar Park di Bret Easton Ellis

Giorno 11 - Un libro che prima amavi e che ora odi: Branchie di Niccolò Ammaniti, dopo aver visto il film con Gianluca Grignani (!) le cose non sono mai più state le stesse.
Giorno12 - Un libro che non ti stancherai mai di rileggere: 1984 di George Orwell
Giorno 13 - Il libro che in questo momento hai sulla scrivania: Café des Artistes di Angela Leucci
Giorno 14 - Il libro che stai leggendo in questo periodo: Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut
Giorno 15 - Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi: “Nella foto potete ammirare le grosse tette di Crystal…” Ah, avete detto libro? Scusate, quella era una rivista patinata. Allora dico Il regista di Alexander Ahndoril. La frase? “Più chiaro del chiaro cielo notturno è il mare. Si muove morbido come olio, quasi immobile.”
Giorno 16 - La tua copertina preferita: Ninna nanna (Lullaby) di Chuck Palahniuk


Giorno 17 - Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno: Trip Fontaine in Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, per la precisione il giorno in cui si fa Lux Lisbon.
Giorno 18 - Il primo libro che hai letto: Manco mi ricordo che ho mangiato a pranzo… Forse Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry.
Giorno 19 - Un libro il cui film ti ha deluso: 24 ore, pessima pellicola tratta dal valido romanzo thriller Ore di terrore di Greg Iles.
Giorno 20 - Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: Rob Fleming in Altà Fedeltà di Nick Hornby. Soprattutto per la sua mania di stilare classifiche.

Giorno 21 - Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te: Trainspotting di Irvine Welsh
Giorno 22 - Un libro che hai letto da piccolo: La fabbrica dei corpi di Patricia Cornwell, non proprio una lettura ideale per un kid…
Giorno 23 - Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito: Addio alle armi di Ernest Hemingway, mi ha colpito in positivo. Non è la solita menata bellica e/o pacifista.
Giorno 24 - Il libro che ti fa fuggire dal mondo: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll
Giorno 25 - Un libro che hai scoperto da poco: Le correzioni di Jonathan Franzen
Giorno 26 - Un libro che conosci da sempre: It di Stephen King
Giorno 27 - Un libro che vorresti aver scritto: La Bibbia, sai quanti soldi con i diritti d’autore?
Giorno 28 - Un libro che farai leggere ai tuoi figli: il Dizionario Garzanti
Giorno 29 - Un libro che devi ancora leggere: La trama del matrimonio, l’ultimo di Jeffrey Eugenides
Giorno 30 - Un libro che ti ha commosso: Amabili resti di Alice Sebold

venerdì 10 febbraio 2012

Il caffè degli artisti non è quello che sembra

Angela Leucci “Café des artistes”
(raccolta di racconti)
Genere: noir
Pagine: 248
Casa editrice: Lupo Editore

Quando si deve parlare di un’opera realizzata da un collega blogger ci può essere qualche difficoltà.
Se ne parli troppo bene, puoi essere considerato di parte. Un markettaro ruffiano, insomma.
Se ne parli troppo male, sei davvero uno stronzo. Dai, non si fa. Che razza di persone sareste?
Ho avuto questo “problema” (ma se tutti i problemi fossero così nella vita, non ci potremmo lamentare troppo) nell’approcciarmi a Café des artistes, raccolta di racconti della “journalist, writer, blogger, snake charmer, go-go dancer, gay icon”, come lei stessa si definisce, Angela Leucci de Il blog della gazzella.
Problemone risolto dopo appena una manciata di pagine, visto che a me questo libro m’è piaciuto. Detto così in forma grammaticamente scorreggiona.
M’è piaciuto perché ha uno stile di scrittura citazionista e ironico poi non molto lontano dal mio. E a chi fosse eventualmente terrorizzato da tale definizione, dico però subito che sono presenti un numero molto inferiore di stronzate rispetto a quelle che scrivo io di solito. Anzi, di stronzate non ce ne sono proprio, ma al loro posto ci sono invece un pugno di ottimi racconti. 20 racconti, per fare il recensore preciso che vi fornisce le coordinate esatte.

Il primo, quello che potremmo definire il racconto portante, è anche la title track dell’intero “album”: Café des artistes (cliccate su Café des artistes se vi interessa acquistare il libro).
Di cosa parla? Di uno strafighissimo e mega radical-chic locale frequentato da parigini? Ehm, non proprio…
Il Café des artistes è un baretto aperto in una minuscola cittadina della Puglia da un certo Gianni Gallo insieme alla moglie Margherita Margarita.
Nota a margine: i nomi presenti in questi racconti sono fantastici, cito ad esempio Luca Harlem, Michele Lamorte, Rosa Misteriosa, Rosa Vanitosa e Alessandro Manzoni( (!), tanto per dirne alcuni.
Se nelle intenzioni del nuovo proprietario il suo nouvelle Café dovrebbe diventare un punto di ritrovo per artistoni o aspiranti tali, nella desolatezza del panorama di un paesino di provincia pugliese le cose si metteranno in maniera differente e il locale trendy (nelle intenzioni) si rivelerà un postaccio al centro di un misterioso crimine. Attorno a questo Café si snodano una molteplicità di personaggi, per un noir dal profumo di Twin Peaks ma in salsa tutta nostrana. Come un La ragazza del lago però ambientato non nel freddo Friuli bensì nel più caldo ed emotivo Salento. Con un'indagine che non viene affrontata attraverso un punto di vista scientifico alla CSI, meno male, ma più umano e ironico, proprio come nella creatura televisiva di David Lynch. E naturalmente non mancherà anche qualche sogno rivelatore…
Volendo proprio trovare un limite, e visto che questa non è una rece-marketta ruffianotta è mio dovere farlo, è un peccato che una storia così piena di sfaccettature, di personaggi, di vita (e di morte) si risolva in un racconto, per quanto lungo, quando sarebbe potuta essere sviluppata in un romanzo vero e proprio. Si arriva a fine racconto con insomma la voglia di scoprirne di più, su questi personaggi dai nomi assurdi, e di leggerne ancora.
Ma forse è meglio così. Meglio lasciare il lettore con ancora l’acquolina in bocca piuttosto che sfamarlo completamente. Questa è una regola che i bravi chef conoscono bene.

A compensare la nostra bramosa voglia di leggere di più ci pensano comunque gli altri racconti brevi presenti in questa raccolta. Frammenti, piccole storie, abbozzi di idee che compongono un quadro sfaccettato eppure con uno stile narrativo già parecchio personale e definito. Non male per l'autrice, appena alla sua opera seconda dopo il romanzo "Nani, ballerine e altre suggestioni".
I protagonisti dei racconti sono i più vari: ci sono insegnanti precarie, Alici nei paesi delle meraviglie, soldati, sorelle cannibali (come posso non apprezzare?), prostitute (ripeto: come posso non apprezzare? ahahah), ragazze cieche e c’è pure Paul McCartney. Oh yes, proprio lui.
Chicca personale: il racconto Le parole sono importanti, una sorta di variazione sul tema Misery non deve morire molto affascinante.

A completare il quadro, pieno di tinte e colori ben stesi, ci pensano due racconti scritti a quattro mani con Paolo Merenda, tra cui una curiosa vicenda a metà strada tra un’indagine alla Codice Da Vinci e un episodio di Ai confini della realtà.
L’unico problema è sempre quello che alcuni di questi racconti sembrano spunti per qualcosa che sarebbe potuto essere sviluppato ulteriormente. Ma forse è solo un problema mio che sono troppo legato alla forma del romanzo lungo, dannazione a me. E dannazione al romanzo.
Per il resto queste storie, questi racconti, sanno conquistare attraverso uno sguardo sempre obliquo. Anche quando partono in maniera più o meno normale, si trasformano sempre in qualcosa di anormale, particolare, strambo, proprio per questo pieno di fascino. E sanno evolversi anche in maniera inaspettata.
Un po’ come un posto che si chiama Café des artistes, dove immagineresti di trovarti in mezzo a un branco di intellettualoidi francesì con la puzzà sotto il nasò, in mezzo a gente tipo una Carla Bruni, tanto per non fare nomi, e invece ti ritrovi, per citare il già citato Manzoni, in tutt’altre faccende affaccendato.
(voto 7,5/10)

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