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sabato 15 marzo 2014

VIAGGIO EXISTENZIALE NEL CINEMA DI DAVID CRONENBERG





Oggi il regista canadese David Cronenberg compie 70 anni. Per celebrare questa importante cifra raggiunta da uno dei cineasti più particolari e originali delle ultime decadi, la compagnia di noi bloggher cinefili ha organizzato in fretta e furia un David Cronenberg Day last minute. Ecco tutti i partecipanti:



Per l’occasione, ho deciso di festeggiare il registone con una veloce carrellata dei suoi film che ho visto. Il canadese è attivo fin dalla fine degli anni Sessanta e molte sue pellicole mancano ancora all’appello delle mie visioni, a cominciare da tutti i suoi primi lavori: Stereo (1969), Crimes of the Future (1970), Il demone sotto la pelle (1975), Rabid – Sete di sangue (1977), Veloci di mestiere (1979) e Brood – La covata malefica (1979). Ho cominciato a seguire la sua carriera a partire dai suoi lavori degli anni ’80, saltando qualche film qua e là, e in pratica questa rassegna cronenberghiana è scarsina e ha un sacco di lacune, ma facciamola partire comunque.

Scanners (1981)
Lo so che per qualcuno questo è il primo cult cronenberghiano e le radici di molti suoi successivi grandi film si possono trovare già qui, ma a me, a dirla tutta, questa visione ha sinceramente lasciato piuttosto indifferente e l’ho anche rimossa velocemente. L’unica cosa che mi è rimasta in testa è la scena dell’esplosione della testa, quella sì davvero memorabile. Per il resto non mi ha convinto molto. Non scannatemi per questo.
(voto 6/10)

La reazione di un fan hardcore di Cronenberg a questa lacunosa rassegna.

Videodrome (1983)
Per quanto mi riguarda, il Capolavoro supremo del Cronenberg. Un viaggio letteralmente dentro lo schermo, una riflessione notevolissima e ancora oggi attuale sulla televisione e sul rapporto tra uomo e tecnologia, che rivestirà un ruolo centrale in gran parte dei lavori del cineasta. E poi è una figata.
(voto 9/10)

"Morte a Pensieri Cannibali, gloria e vita a WhiteRussian!"

La zona morta (1973)
Qui dentro c’è forse più Stephen King che David Cronenberg, ma resta comunque un thriller parecchio inquietante e sorprendente.
(voto 7,5/10)

"Sento un pochino caldo. Qualcuno ha per caso alzato il riscaldamento?"

La mosca (1986)
Il filmissimo di David Cronenberg, uno dei più celebri e probabilmente il più identificativo del suo cinema metà umano e metà “altro”. La mosca vola altissimo oltre i confini dei generi thriller e horror, per posarsi… sulla merda? No, per posarsi su un genere nuovo, il genere cronenberghiano.
(voto 8/10)

"Ma uffa, io volevo trasformarmi in Maurizio Mosca, non in una mosca."

Inseparabili (1988)
Pellicola visionata tantissimo tempo fa, di cui ho un vago ricordo, piuttosto positivo. Il rapporto malato tra due gemelli interpretati da Jeremy Irons per un thriller malato nel classico stile malato di Cronenberg.
(voto 7/10)

"Buttiamo via questo computer, che per oggi Pensieri Cannibali m'ha stufato."

Il pasto nudo (1991)
Un cultone del cinema cronenberghiano tratto dall’omonimo romanzo di William Burroughs che ancora manca alle mie visioni. Sarà per la poca simpatia che provo nei confronti del protagonista Peter “Robocop” Weller?

Scusate ma non posso inserire immagini di pasti nudi, se no mi censurano il blog.

M. Butterfly (1993)
Pure questo non l’ho mai visto.
Come rassegna fa un po’ pena, lo so, lo so.

"Ti prego Cannibal, se mai guarderai questo film, non massacrarlo."

Crash (1996)
Per capire quanto disturbata sia la mente di David Cronenberg, ancora più dei suoi lavori precedenti, basta fare un giro su questo Crash. Più che un film, un'apologia dell’amore inteso in senso sessuale dell’uomo (ma anche della donna) per l’automobile e per gli incidenti stradali. Miracolosamente, nonostante il rischio cacchiata si nasconda dietro ogni curva, Crash non si schianta e non cade nel burrone del ridicolo, come invece Cameron Diaz che si scopa una macchina in The Counselor – Il procuratore.
(voto 7,5/10)

"A chi non viene voglia di ciulare dopo un incidente stradale?"

eXistenZ (1999)
Videodrome è il Capolavorissimo di David Cronenberg, però personalmente il suo film che preferisco è eXistenZ, che di quello rappresenta un po’ il seguito ideale, con il mondo dei videogiochi al posto di quello della televisione. Il motivo della mia adorazione nei suoi confronti è presto spiegato. Al di là di una visione infantile de La mosca, eXistenZ è il primo film del regista canadese che ho guardato in età adulta e mi è sembrata una cosa del tutto sconvolgente e inaspettata. Per chi già conosceva i suoi lavori precedenti capisco che non abbia rappresentato un grosso shock, visto che sono qui presenti molte sue fisse e tematiche classiche, però per me è stato il primo vero approccio al suo cinema. Anche visto di recente, resta comunque una bomba totale.
(voto 9/10)

"Hey, sicuro non ci sia un modo meno invasivo per usare questa app?"

Spider (2002)
Ancora entusiasmato dalla visione di eXistenZ, per procurarmi il film successivo di Cronenberg ricordo di essermi recato tutto felice da Blockbuster, perché una decina d’anni fa i film ancora non li si scaricava né li si guardava in streaming, bensì li si noleggiava in DVD o addirittura in VHS. Dopo di ché arrivo a casa, metto su in fretta e furia il DVD di Spider, comincia la pellicola e continua e continua e non succede niente e c’è solo questo pazzo che parla tra sé e sé bisbigliando, e non si capisce niente. Lo so che il mio è un giudizio superficiale e c’è chi considera questa pellicola un filmone o un capolavorone, però io non sono riuscito proprio a finire la visione. Ho estratto il DVD dal lettore e ho cercato di bruciarlo, a costo di pagare la penale del Blockbuster, perché quando ci vuole, ci vuole.
Ah Cronenberg, ah Ralph Fiennes, al rogo!
(senza voto)

"Cannibal, guarda che mi trasformo in Voldemort e poi ti faccio la bua!"

A History of Violence (2005)
Forse è il film di David Cronenberg più unanimemente apprezzato, eppure a me non convince fino in fondo. Per carità, si tratta di un’ottima pellicola che offre spunti di riflessione notevoli sul tema della giustizia fai da te e non solo. Allo stesso tempo, mi sembra pure il film più “addomesticato” del regista. Quello in cui ha messo da parte tutte le sue tipiche stranezze e stralunatezze per realizzare un prodotto più classico, più tradizionale, perfetto per prendersi il plauso della critica. Buon film, però troppo poco cronenberghiano e troppo poco weird per considerarlo tra i suoi vertici assoluti.
(voto 7,5/10)

"Se sparo a un Cannibale la si può considerare difesa personale?"

La promessa dell’assassino (2007)
Per quanto paradossale possa sembrare, se A History of Violence non l’ho amato molto, questo film di due anni successivo che nasce quasi come suo gemello è invece riuscito a conquistarmi del tutto. Difficile spiegare il perché, d'altra parte, quando si tratta di cinema cronenberghiano, lo spazio per il razionale si fa davvero esiguo. Mi sarà piaciuto allora per le atmosfere torbide da thrillerino sulla mafia russa, o sarà perché all’epoca (anche se sono passati appena 7 anni sembra già un’altra epoca) Naomi Watts sapeva ancora fare la differenza. Fatto sta che, in uno scontro faccia a faccia, per quanto mi riguarda La promessa dell’assassino dà un sacco di botte ad A History of Violence e lo mette KO.
(voto 8+/10)

"Sì, le sigarette mi piace spegnerle così, e allora?"

A Dangerous Method (2011)
Mamma mia, che schifezza. Non so se sia peggio di Spider. Visto che sono arrivato fino alla fine (non so come), forse non lo è. Resta il fatto che David Cronenberg c’ha regalato delle pellicole splendide, ma anche delle porcherie invereconde. Complice una delle interpretazioni più mostruose (e non intendo in senso positivo) nella Storia del Cinema, sì, sto parlando di quella di Keira Knightley, A Dangerous Method è terrificante. Se ci ripenso, ho ancora i brividi.
(voto 2/10)

"Il Cannibale per una volta aveva ragione:
ho rivisto il film e mi sono fatta schifo da sola!"

Cosmopolis (2012)
L’ultimo Cronenberg ha diviso pubblico e critica tra chi ha gridato al capolavoro e chi alla monnezza. Secondo me hanno entrambi gridato a vuoto. Cosmopolis è infatti un film sul vuoto, tratto da un vuoto esercizio di stile di Don DeLillo, ma che non è poi così vuoto come può apparire nella sua scintillante esteriorità. Siamo lontani dai suoi lavori migliori, però qui il neo 70enne David ha se non altro dimenticato la sfortunata parentesi freudiana del film precedente ed è tornato a fare il tipo di cinema che gli è più congeniale. Cosmopolis è tutt’altro che perfetto, ma provateci voi a fare qualcosa di meglio con Robert Pattinson come protagonista, se ci riuscite!
(voto 7+/10)

"Volete farmi girare un nuovo episodio di Twilight?
Non ditelo manco per scherzo!"

mercoledì 2 gennaio 2013

I MEGLIO FILM CANNIBALI 2012, 40-31


Dopo tante classifiche e premi, è il turno anche della lista forse più importante e attesa, essendo Pensieri Cannibali un sito che parla principalmente di cinema. Ne parla malissimo, ma ne parla. È il momento allora di svelare finalmente i top 40 film dell’anno, secondo il sempre più discutibile parere del sottoscritto Cannibal Kid. Pronti?
Cominciamo con una decina di pellicole, alcune controverse, altre estreme, altre ancora nemmeno distribuite in Italia, presenti alle posizioni dalla 40 alla 31. Film interessanti, che mi sono piaciuti, ma comunque imperfetti e che non mi hanno convinto al 100%.
Il tutto è impreziosito (si fa per dire) dalle imperdibili (si fa sempre per dire) trame dei film rivisitate in maniera cannibale...

"Mi sono messo l'abito della festa apposta
per l'arrivo del listone cannibale!"
40. The Divide
Regia Xavier Gens
Genere Apocalittico
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
Un gruppo di seguaci delle teorie dei Maya il 21 dicembre 2012 si rifugia in uno scantinato. Ben presto impazziscono e cominciano a mettersi gli uni contro gli altri. Quando finalmente escono dal bunker, si rendono conto che il mondo è continuato tranquillamente e tutti gridano loro: “Sceeemi, sceeemi!”.

Pregi
- Un film cattivissimo, quasi senza speranza, in cui viene messa in scena la brutalità dell’uomo senza troppi sconti.
- Il regista Xavier Gens a tratti illumina di immenso il film con alcune ottime sequenze.
- Bello il finale, accompagnato dall’epica colonna sonora firmata da tale Jean-Pierre Taieb.
- Il cast, composto da attori che non fanno parte del gotha di Hollywood, dà del suo meglio, con performance sorprendenti soprattutto di Milo Ventimiglia, Rosanna Arquette e della rivelazione Michael Eklund.

Difetti
- La pellicola nella prima parte stenta a decollare.
- È pur sempre un film apocalittico e non riesce a essere del tutto originale rispetto ai tanti, troppi altri film analoghi usciti negli ultimi apocalittici tempi.

Scena cult
Il finale

"Hey, sveglia! E' cominciata la lista cannibale dei film dell'anno!"
"Ah, fico! Tu comunque chi sei, Aldo Baglio?"
39. Bed Time
Regia Jaume Balagueró
Genere Stalker
Leggi la mia RECENSIONE 

Trama semiseria
Il portiere non di calcio ma di un palazzo, stufo di stalkerare Michelle Hunziker che l’ha denunciato più volte, prova una attrazione folle per una tipa spagnola che tifa Juve. Alla fine si stufa pure di lei, e comincia a stalkerare il parrucchino di Antonio Conte.

Pregi
- Un thriller tesissimo, come pochi altri visti di recente.
- Vertice di tensione nella scena della fuga del protagonista da sotto il letto.
- Il protagonista Luis Tosar, già Malamadre di Cella 211, è uno stalker psicopatico figlio di pu****a davvero inquietante e il suo personaggio è ben tratteggiato in tutta la sua follia dalla sceneggiatura.

Difetti
- Il protagonista fondamentalmente è uno stalker malato di mente, quindi non è troppo semplice empatizzare con lui.
- Il regista spagnolo Jaume Balagueró, per quanto qui diriga in maniera convinta, continua a non convincermi del tutto.
- Per quanto io sia della Juve, era davvero necessario che la protagonista femminile indossasse una canotta biancoenera e non, ad esempio del Barca o del Real?

Attore cult
Luis Tosar

"Chissà se sarà presente in classifica anche qualche altro mio film?"
38. Piccole bugie tra amici
Regia Guillaume Canet
Genere Grande freddo
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
Jean Dujardin ha un incidente gravissimo in moto e i suoi migliori amici, invece di assisterlo in ospedale, decidono di andare in vacanza a spassarsela.
Mmm… ora che ci penso non è la trama semiseria, è proprio la trama vera del film.

Pregi
- Grandioso il piano sequenza d’apertura.
- Cast in formissima: Marion Cotillard, Francois Cluzet, Gilles Lellouche… ovvero la crème de la crème dell’elite del cinema contemporaneo franscesé.
- Nonostante la durata imponente di 2 ore e mezza, è un film fiume che coinvolge dall’inizio alla fine.
- Guillaume Canet è un regista promettente e in futuro può fare ancora di meglio.

Difetti
- Vicenda non proprio originalissima. La trama è infatti facilmente scambiabile con quella de Il grande freddo o di Compagni di scuola…
- I personaggi sono troppo radical-chic persino per me!

Scena cult
Il piano sequenza d’apertura del film.

"Se Kristen Stewart mi tradisce di nuovo, giuro che mi sparo a una mano!"
"E allora, preparati a dirle ciao ciao. Con l'altra mano che ti rimane."
37. Cosmopolis
Regia David Cronenberg
Genere Che bella la vita in limo!
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
Per fare il figo con le fan teenager vampirelle di Twilight, Robert Pattinson noleggia una limousine e, come un perfetto bimbominkia, si fa portare in discoteca, dal parrucchiere e in giro per la città, mentre un gruppo di no global manifesta contro la TAV e lui li scambia per suoi ammiratori in delirio.

Pregi
- Non sarà uno dei suoi film migliori, ma se non altro David Cronenberg ritorna su buoni livelli, facendo dimenticare la tragica parentesi psic-anal-stitica di A Dangerous Method.
- Robert Pattinson è perfetto nella parte del miliardario insensibile e inespressivo. Sarà un caso?
- Ottima colonna sonora firmata dalla indie band canadese Metric con il compositore aficionado di David Cronenberg, Howard Shore.
- La prostata asimmetrica è la chiave per comprendere tutto.

Difetti
- Il romanzo di Don DeLillo da cui è tratto serve sul piatto un sacco di tematiche importanti, ma la sua critica al capitalismo rimane piuttosto in superficie. Il film prova a fare qualcosa di più, ma non va comunque molto a fondo.
- Che minchia c’entra, 'sta prostata asimmetrica?

Canzone cult
“Mecca” di K’NAAN.

"Ok, avrò le tettine piccole, ma in confronto
a Kristen Stewart sembro comunque una maggiorata."
36. Sleeping Beauty
Regia Julia Leigh
Genere Anti-fiabesco
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
La bella addormentata si addormenta non nel bosco, bensì in un letto dove dei signori anzianotti si approfittano di lei. Ma non chiametelo Bunga Bunga.


Pregi
- Emily Browning nuda.
- Visivamente elegantissimo e molto raffinato, mai volgare, nonostante la tematica “hard”.
- Sembra un episodio di Once Upon a Time in chiave più dark e inquietante.
- Non è una visione facile o che offre soddisfazioni immediate, ma è un film che rimane dentro.
- Pochi i dialoghi, ma quei pochi sono particolarmente significativi.

Difetti
- Emily Browning ha delle tettine davvero minuscole.
- Trama diciamo alquanto esile.

Attrice cult
Emily Browning

"Ok, avrò le tettine piccole, ma in confronto
a Kristen Stewart ed Emily Browning sembro comunque un maggiorato."
35. Magic Mike
Regia Steven Soderbergh
Genere Uomini nudi
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
Alex Pettyfer incontra Channing Tatum e questi gli offre un posto nello strip club dove lavora lui.
Alex esaltato esclama: “Donnine patane, sto arrivando!”, poi però Channing Tatum gli spiega che è uno strip club maschile e Alex allora dice: “Uomini patani? Addio, bello!”.
Fine del film.

Pregi
- I protagonisti spogliarellisti sono dei tipi superficiali e i loro dialoghi non sono shakespeariani, ma d’altra parte sarebbe stato ridicolo il contrario. Alla superficialità dei personaggi non corrisponde però una superficialità dello sguardo dello sceneggiatore esordiente e promettente Reid Carolin.
- Notevole l’uso della colonna sonora, dalla sexy Pony di Ginuwine a un pezzo dubstep a cose più indie come i Win Win, e c’è spazio pure per un inedito Matthew McConaughey cantante.
- Matthew McConaughey grandioso come spogliarellista di mezza età.
- Channing Tatum è totalmente calato nella parte, d’altra parte il suo personaggio è ispirato proprio ai suoi trascorsi da spogliarellista. Oltre a essere calato nella parte, si cala poi pure qualcos’altro.
- Tra uno strip di Alex Pettyfer e uno di Channing Tatum, Joe Manganiello, Adam Rodriguez, Matt Bomer e persino il wrestler Kevin Nash, c’è spazio pure per le tette di Olivia Munn, in modo da far contenti tutti i tipi di pubblico.
- Ci sono alcune scene parecchio divertenti e il film ha un forte senso dell’umorismo.
- Steven Soderbergh ha un grande stile visivo e, dopo una serie di film minori, finalmente se l’è ricordato.

Difetti
- La protagonista femminile Cody Horn. NCS. Non ci siamo, né fisicamente né come attrice.
- Nella parte finale, quando si abbandonano i toni da commedia per una maggiore serietà, il film convince meno.

Personaggio cult
Dallas (Matthew McConaughey)

"Se il blogger wrestler Mr. Ford ha qualcosa da ridire su questa classifica,
lo sistemo io con due mosse di karate!"
34. Alpeis
Regia Giorgos Lanthimos
Genere Mortale
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
C’è crisi dappertutto, soprattuto in Grecia. Cosa inventarsi allora per sbarcare il lunario e arrivare alla fine del mese? Perché non farsi pagare per sostituire in tutto e per tutto una persona morta? Non siete disposti a farlo? Ma allora sei troppo choosy!

Pregi
- Deviante, perfido e originale come pochi altri. Questo è il cinema del greco Giorgos Lanthimos.
- Lo spunto principale della storia è davvero geniale.
- La protagonista Aggeliki Papoulia dopo Kynodontas offre un’altra interpretazione sentitissima e stremante anche a livello fisico.
- Se la visione può risultare a tratti fastidiosa, la pellicola offre degli ottimi e potenzialmente infiniti spunti di riflessione post-visione.

Difetti
- Per quanto valido ed estremamente particolare, non è al livello del precedente del regista Lanthimos, il capolavoro Kynodontas.
- Il geniale spunto della storia viene sfruttato solo in parte, e la meccanizzazione e ripetizione di alcuni comportamenti dei personaggi finisce per risultare noiosa.

Attrice cult
Aggeliki Papoulia

"Che t'è successo, cara? Anche tu imbambolata per quel Robert Pattinson?
Non ti sembra di essere un po' in là con gli anni per fare ancora la twi-hard?"
33. Amour
Regia Michael Haneke
Genere Vecchini sull’orlo di una crisi di nervi
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
Invecchiare fa schifo. Se poi c’è pure un piccione che viene a farti la cacca in casa, la vita allora può davvero diventare insostenibile.

Pregi
- Film di una intensità e di un coinvolgimento talmente intensi da far male. Male fisicamente.
- Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva, così calati e naturali nella parte da far fatica a credere che stiano recitando.
- Non sarà un horror, ma è il film più spaventoso che ho visto quest’anno. L’ho messo tra i pregi, ma potrebbe anche essere un difetto.
"Non è per Pattinson. Ho appena visto quei maschioni di Magic Mike
e credo di non essere più in menopausa..."
- La splendida scena d’apertura, con la camera rivolta verso il pubblico.

Difetti
- Un Michael Haneke un po’ troppo standardizzato e normalizzato rispetto ai suoi normali standard.
- Film persino troppo claustrofobico.
- Più che commuovermi o emozionarmi, mi ha angosciato nel profondo. L’ho messo tra i difetti, ma potrebbe anche essere un pregio.
- La scena del piccione, tanto esaltata. Ma il suo simbolismo non è un pochino scontato?

Scena cult
La controversa scena del piccione.

"Pronto? Come? Non so con chi crede di parlare,
ma Tsukamoto lo dice a sua moglie, maleducato d'un maleducato!"
32. Kotoko
Regia Shin'ya Tsukamoto
Genere Questa è la follia
RECENSIONE in arrivo prossimamente…

Trama semiseria
Kotoko è una tizia che soffre di diploplia, di visione doppia. Allora va da un dottore, le espone il suo problema e questi le chiede: “Signorina, una domanda semplice semplice: ha mai pensato di smetterla con l’alcool?”.

Pregi
- A livello visivo Shin'ya Tsukamoto, il regista di Tetsuo, offre un giro sulle montagne russe elettrizzante, in grado di stravolgere e rendere “d’autore” il solito stile con camera mossa alla Blair Witch Project.
- La protagonista Cocco offre un’interpretazione totale.
- Non è propriamente un horror, eppure mette addosso una gran tensione ed è più splatter e duro della gran parte degli horror in circolazione.
- Ci sono alcuni inaspettati momenti molto poetici.

Difetti
- La protagonista Cocco, che è anche e soprattutto una cantante, ha una voce alquanto fastidiosa. Sicuri sicuri sia davvero una cantante?
- È un film che fa star male e a tratti risulta eccessivamente sgradevole.

Personaggio cult
Kotoko (Cocco)

"Non sto ridendo per le didascalie e le trame cannibali. Quelle fanno pena.
E' solo il rossetto..."
31. L’Apollonide - Souvenirs de la Maison Close
Regia Bertrand Bonello
Genere Bordello
Leggi la mia RECENSIONE

Trama semiseria
La vita di un gruppo di escort nell’epoca in cui non venivano ancora chiamate escort ma putt… mign… zocc… olgettin… volevo dire prostitute.

Pregi
- È un film ambientato a cavallo tra Ottocento e Novecento, in quel di Parigi. Ma, soprattutto, è un film ambientato in una casa di tolleranza. Avete bisogno di altri motivi per vederlo?
- Pellicola dallo stile grandioso, con una splendida cura nei costumi, nella ricostruzione degli ambienti e poi sì, anche le fanciulle donano al tutto una grande bellezza.
- Pur essendo ambientato nel passato, riesce anche a far riflettere sul presente.
- Il volto sfregiato di Alice Barnole. Difficile da scordare.
- Un film su un bordello, ma non è per nulla volgare o voyeuristico. Impresa mica da poco.

Difetti
- Non tutti i personaggi vengono approfonditi a dovere.
- Le protagoniste ogni tanto sono anche vestite. Non vale.

Personaggio cult
Madeleine (Alice Barnole)

mercoledì 10 ottobre 2012

Cosmico!

Cosmopolis
(Francia, Canada, Portogallo, Italia 2012)
Regia: David Cronenberg
Cast: Robert Pattinson, Sarah Gadon, Paul Giamatti, Juliette Binoche, Jay Baruchel, Kevin Durand, Emily Hampshire, Samantha Morton, Mathieu Amalric, Patricia McKenzie, K’Naan
Genere: on the road (limo version)
Se ti piace guarda anche: Crash, eXistenZ, American Psycho, Shame

Don DeLillo “Cosmopolis”
(romanzo, 2003)
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 180


"Vai tranquilla, Kristen. Ti ho perdonata al 100%!"
Trama semiseria
Cosmopolis è ambientato nel futuro. Nel futuro prossimo. Un futuro in cui Robert Pattinson e Kristen Stewart si sono lasciati per sempre. In maniera definitiva.
Coraggio, Twi-hards accanite, ci penso io a consolare voi e le vostre tettine pallide perché da brave rispettabili vampirelle il sole manco sapete cos’è. RPattz e KStew si sono mollati, ma non tagliatevi le vene. Fare gli emo è una cosa passata di moda da almeno 2 barra 3 anni. Trovate un altro modo per passare il tempo.
In questo futuro prossimo, Robert Pattinson non ce l’ha fatta a perdonare Kristen Stewart per i cornoni che gli ha messo. Dopo che sono uscite le foto di lei insieme a Rupert Sanders, il regista di Biancaneve e il cacciatore, l’hanno insultata tutti. Le hanno dato della zoccola, di quella che la da via in giro, però io mi sento in dovere di prendere le sue difese. Di fare l’avvocato del Diavolo. Chiamatemi pure Ghedini, please. Insomma, questa ragazza ha interpretato Biancaneve e manco s’è fatta tutti e 7 i nani e i loro minuscoli peni. S’è fatta solo il regista. E che sarà mai?
Le hanno pure dato della sfasciafamiglie, perché lui è un uomo sposato e con figli (non nel senso che è sposato con i suoi stessi figli), e pure di quella che va con i vecchiardi, perché lei ha 22 anni e lui 41. Accuse arrivate dalle stesse tipe che hanno sognato a occhi aperti con tutti i (pessimi) libri della saga di Twilight in cui la bimbominkia Bella Swan si fa succhiare da e lo succhia a un vampiro che ha 150mila anni, precisiamolo.
E poi Kristo, povera Kristen, dovrà pur allenarsi. Nell’ultimo (Dio grazie!) film della serie di Twilight, l’imminente Breaking Dawn Parte 2, la Stewart interpreta infatti per la prima volta la parte della succhiasangue. Quindi doveva tenersi in forma a succhiare e lì nei paraggi Pattinson non c'era e capitava giusto il povero Rupert Sanders, e così è andata…

"L'importante è che elimini ogni traccia delle cornazze..."
In questo futuro prossimo, dicevamo, Robert Pattinson, dopo aver pianto come un vitellino alla 100esima visione del Titanic, ha deciso di darsi una sistemata e andare avanti con la sua vita.
In Cosmopolis è diventato così un riccone di Wall Street, uno yuppie 2.0 che non dorme ancora la notte, ripensando a Kristen che fa le sporcellate insieme a Rupert Sanders, però si è risposato, con la bella bionda Sarah Gadon, e la sua giornata è piena di impegni.
Il principale? Farsi fare un taglio di capelli. Ciulare in giro delle tipe varie, ma principalmente andare a farsi fare un taglio di capelli.
Sui siti di gossip viene infatti spesso accusato di essere un po’ sciatto e di lavarsi i capelli una volta al mese e lui allora vuole dimostrare alle malelingue che si sbagliano. Che hanno torto. Lui è un tipo curato e deve farsi dare una sistemata al taglio. Costi quel che costi, visto che ancora si intravedono le corna spuntare. Anche se ciò significa attraversare tutta New York City sulla sua limousine bianca, la sua vera casa, mentre fuori scoppia la rivoluzione e il Presidente degli Stati Uniti (quale presidente ci sarà, in questo futuro prossimo? ancora Obama oppure Romney?) è a rischio attentato.
L’economia sta collassando, anche e soprattutto a causa sua e di gente come lui, la gente è incazzata nera, il mondo è sull’orlo del baratro e a lui interessa soltanto attraversare la città per farsi aggiustare il taglio.
Ce la farà il nostro eroe, oppure dovrà tenersi le corna per tutta la durata della pellicola?



"Con tutti i soldi che ti sei fatto con Twilight, vieni pure a scroccarmi una siga?"
Recensione cannibale
Capita spesso di vedere film che non sono all’altezza dei romanzi da cui sono tratti.
Ogni tanto capita anche di assistere a trasposizioni cinematografiche più che degne. Mi vengono in mente Trainspotting, Le regole dell’attrazione o Fight Club, giusto per citare film/libri che amo particolarmente.
Una cosa che capita molto di rado è invece vedere una pellicola che supera, anche piuttosto nettamente, il romanzo a cui si ispira. Cosmopolis è uno di questi rari casi.

Il merito è per lo più tutto di un David Cronenberg tornato in buona forma, dopo le cazzate psicanalitiche e i ridicoli spasmi muscolari di Keira Knightley nel terrificante A Dangerous Method. Chiusa quella sfortunata parentesi si spera forever, Cronenberg leggendo il romanzo di Don DeLillo si è trovato di fronte a una storia che sembra scritta apposta per lui, in cui si fondono alcune sue ossessioni, come quella per la tecnologia o il rapporto carnale uomo/macchina, insieme a una serie di complotti misteriosi e a dialoghi nonsense.
Il romanzo di Don DeLillo come romanzo non è granché riuscito. È scritto molto bene, scivola che è un piacere, ma non comunica nulla. È aria fritta. Aria fritta di pregevole fattura. Aria fritta gustosa. Eppure pur sempre aria fritta. Leggenda narra che David Cronenberg abbia scritto la sceneggiatura del film in appena 6 giorni e non si stenta a credergli. Il libro di DeLillo era bell’e che servito lì, appetitoso più per uno script cinematografico che non per una lettura a sé stante.

"Sicuri si tratti di una torta e non di un'altra sostanza?"
Il grande merito di David Cronenberg è stato quello di aver spremuto le (poche) idee presenti nel libricino, il cui pregio principale è quello di essere una lettura veloce, ottenendo un succo gustoso. Non un succo di quelli che non dimenticherai mai per il resto della tua vita, ammesso che esistano succhi di questo tipo. Però un succo gustoso. Di quelli magari non ricchissimi di vitamine, ma se non altro dissetanti.
Cosmopolis è un succo che disseta chi ha voglia di cinema. A livello visivo ha una splendida fotografia e una notevole cura formale. A livello di tematiche, nell’assurdità delle parole e dei numerosi dialoghi del protagonista Robert Pattinson con una serie di svariati personaggi, Cronenberg ci sguazza alla grande e realizza il suo film più cronenberghiano dai tempi di eXistenZ. Nonsense puro che vuole trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l'ha. E non è nemmeno una canzone di Vasco.
Cronenberg è riuscito infatti a dare una forma compiuta e a fornire una dimensione quasi logica, per quanto sempre molto enigmatica, alla materia prima che aveva a disposizione. Ovvero al confuso romanzo di Don Camillo DeLillo. Il regista canadese è rimasto del tutto fedele al libro, eppure è riuscito a dare una lettura sua, una lettura maggiormente politica e in linea con i tempi di crisi economica che viviamo. Ha messo a frutto gli spunti suggeriti qua e là dal DeLillo, vedendo levitare i guadagni come si fa quando si gioca in Borsa e si è fortunati. Ha acquistato dei titoli a rischio e ha visto raddoppiare il loro valore.
Come ha fatto?

"Visto che roba, David? In confronto a Keira sembro uno da Oscar!"
Magia. Una di quelle magie che i grandi registi sanno fare. Ha preso dei dialoghi che su carta apparivano per lo più astrusi ed è riuscito a farne uscire qualcosa non dico di sensato al 100%, eppure in grado di rendere in maniera parecchio azzeccata la confusione del mondo in cui viviamo. Quello all’infuori della insonorizzata e anestetizzata limousine sensoriale del protagonista. Dopo quell’autentica tragedia che si era rivelato A Dangerous Method non era così scontato ci riuscisse. Invece David Cronenberg, nonostante qui voli al di sotto dei vertici dei suoi film migliori, ha realizzato un’opera viva e intrigante.
Non tutto funziona alla perfezione, alcuni personaggi e alcune scene lasciano il tempo che trovano, la verbosità del romanzo è stata mantenuta in maniera eccessiva pure nella pellicola e per la conclusione Cronenberg si sarebbe anche potuto sbattere a inventare qualcosa di maggiore impatto, un crescendo finale più avvincente, anziché mantenersi troppo fedele alle parole del DeLillo. Eppure c’è del cinema, dentro questa limo.
Se questo film ha un difetto, è allora quello di essere rimasto troppo ancorato al romanzo. Laddove quello risultava una bella confezione con dentro poco o niente, la visione di Cronenberg riesce ad essere una splendida confezione con dentro tutto il contenuto del libro condensato e arricchito.

E Robert Pattinson? Come se la cava, l’incognita Robert Pattinson?
Sono tutti bravi, a sbeffeggiarlo. Me compreso, lo ammetto. D’altra parte la sua performance nella parte del vampiro teen idol Edward Cullen è qualcosa di indifendibile. Diretto però da un autore, un grande Autore, Pattinson ha tirato fuori le palle e pure un’interpretazione di buon livello. L’inespressività sfoggiata in molte delle sue pellicole precedenti qui si rivela un’arma in suo favore. Perché è il personaggio del miliardario Eric Packer da lui intepretato a richiederlo. Un giovane bello e ricco da far schifo impassibile a tutto, quasi fosse uscito da un romanzo di Bret Easton Ellis ancor più che da uno di Don DeLillo. Un giovane uomo, un non-giovane vecchio dentro, un vampiro più vampiresco dell'inverosimile Cullen in cerca di emozioni forti. Una disperata ricerca di un qualcosa che nemmeno il (continuo) sesso riesce a placare, come capita pure ai protagonisti di Crash, pellicola cronenberghiana nient’affatto distante da questa. O come capita al Michael Fassbender di Shame.

"Aaah, questa recensione m'ha fatto godere più di un
succhia succhia che mai si consuma di Kristen Stewart."
Plauso quindi a Pattinson, non da Oscar però per la prima volta in grado di convincermi del tutto. Mentre il resto del prestigioso cast sfila non lasciando troppo il segno, con una serie di apparizioni troppo fugaci: Juliette Binoche, Paul Giamatti, Samantha Morton, Kevin Durand, Jay Baruchel, Mathieu Amalric… L’unica che si fa ricordare è la rivelazione Sarah Gadon, già intravista in A Dangerous Method e possibile nuova musa cronenberghiana.
Plauso al Pattinson, a sorpresa, plauso alla soundtrack messa in piedi dal buon Howard Shore insieme alla indie-band Metric (con l’apparizione del rapper K’naan in un brano), ma plauso soprattutto al Cronenberg. È lui che, guidando la limo bianca imbrattata, forse la vera protagonista della pellicola, torna sui sentieri più affascinanti del suo cinema e ci regala un nuovo intrigante viaggio. Un on the road molto sui generis. Un sogno dei suoi. O, per meglio dire, un incubo tra le vie della società e dell’economia odierna.
(voto cannibale al libro: 5,5/10
voto cannibale al film: 7+/10
voto del guest-giudice Fontecedro a film e libro: Cosmico!)


domenica 27 maggio 2012

I vincitori del Trofeo Birra Nanni Moretti anche noto come Cannes 2012

Festival di Cannes 2012, sono arrivati i verdetti.
Si è espressa la giuria presieduta quest’anno da Nanni Moretti e composta anche dall’idolo scozzese Ewan McGregor, dalla bonazza crucca Diane Kruger, dal regista Usa più o meno indie Alexander Payne, dal fashionista Jean-Paul Gaultier, dall’attrice francese Emmanuelle Devos, dall’attrice israeliana Hiam Abbass, dalla regista UK Andrea Arnold e dallo sconosciuto (scherzo, è famosissimo, oooh) regista haitiano Raoul Peck.
Ma chi ha vinto?

Palma d'Oro
Amour di Michael Haneke

Grand Prix Speciale della Giuria
Reality di Matteo Garrone

Miglior regista
Carlos Reygadas, Post Tenebras Lux

Miglior attore
Mads Mikkelsen, The Hunt

Migliori attrici
Cosmina Stratan e Cristina Flutur, Beyond The Hills

Miglior sceneggiatura
Cristian Mungiu, Beyond The Hills

Premio della Giuria
The Angels' Share di Ken Loach

Sezione Un Certain Regard (giuria presieduta da Tim Roth)
Miglior film
Después de Lucia di Michel Franco

Premio Speciale della Giuria
Le Grand Soir di Benoit Delepine e Gustave Kervern

Migliori attrici (non è stato premiato nessun attore uomo)
Suzanne Clement, Laurence Anyways e Emilie Dequenne, A perdre la raison

Menzione Speciale
Children of Sarajevo, Aida Begic


Camera d’Or per l'opera prima
Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin

Premio della settimana della critica
Here and There, directed by Antonio Mendez Esparza



Nanni Moretti ha deciso di premiare Amour dell'austriaco Michael Haneke, già vincitore nel 2009 con lo straordinario Il nastro bianco. Regista che era già il grande favorito dei bookmakers e che di certo il Nanni ha sempre apprezzato parecchio, si veda il beffardo finale di Habemus Papam che io ho trovato molto hanekiano.
Il Nanni ha poi fatto lo sgarro, anzi lo sGarrone agli americani, sbarcati in Normandia sulla Costa Azzurra con forze ingenti, grandi registi, splendidi interpreti, eppure rimasti clamorosamente a bocca asciutta.
Il Nanni ha invece preferito premiare la Romania di Cristian Mungiu e delle due protagoniste del suo film, il Messico di Carlos Reygadas, la Danimarca di Mads Mikkelsen nella pellicola di Thomas Vinterberg, l'Inghilterra di Ken Loach e naturalmente... l'Italia di Matteo Garrone.
Un premio nazionalista che sa di inciucio?
Il verdetto cannibale arriverà solo dopo la visione dei films in concorso, comunque, a scatola chiusa, direi che una vittoria di Haneke ci sta sempre bene.

Per chiudere, la top 10 dei film passati a Cannes che attendo con maggiore curiosità.

10. The Paperboy
Il regista di Precious, Zac Efron che per la prima volta abbandona i balletti di High School Musical e le tragedie amorose dei film tratti da Nicholas Sparks, Nicole Kidman in versione porca...


9. Reality
Dopo Gomorra, Matteo Garrone e i sogni da reality-show...
Prima di preoccuparvi, vi informo che Alessia Marcuzzi NON fa parte del cast.


8. Io e te
Ci sono stati 12 minuti d'applausi al termine della proiezione del nuovo film di Bertolucci, presentato fuori concorso.
Meritati, o sarà stata la solita esaltazione da festival e quando arriverà nelle sale "normali" pioveranno 12 minuti di pernacchie?


"David, guarda che tutte quelle
ragazzine emo sono qui per te!"
7. Cosmopolis
Sta già dividendo parecchio, il nuovo film di David Cronenberg con Robert Pattinson.
Dopo quell'orrore di A Dangerous Method, a bordo di una limo il divin regista avrà ritrovato la diritta via smarrita?
Ultim'ora Ansia: dopo la consegna del premio di miglior attore, le fan di Pattinson twi-hards inferocite pare abbiano trasformato per davvero Mads Mikkelsen in One Eye.


Baaacio! Baaacio! Baaacio!
6. Lawless
Il regista di The Road alle prese con un cast della madocina: Tom (twi)Hardy, Sciaia LaBeouf, Mia Vaginowska, Guy Piercing, Gary Vecchiouomo, Jessica "Santa Subito" Chastain...


"Reese, siamo a Cannes da manco 24 ore e t'ho già messa incinta.
E poi c'è qualcuno che mi chiama McConaugay..."
5. Mud
Il nuovo film di Jeff Nichols, l'autore di quella meraviglia di Take Shelter. Si sarà confermato all'altezza del precedente o meriterà di essere spazzato via da un uragano?


"Pattinson, dì addio alla tua limo!"
4. Holy Motors
Il francese Leos Carax sembra abbia fatto il film più delirante e, forse, geniale, di Cannes 2012...
Tra echi di Lynch e Kubrick, c'è pure Kylie Minogue in versione attrice!
Già destinato a essere considerato senza messe misure un capolavoro o una porcata.


"Sei la vecchina del castello errante di Howl?"
3. Amour
Michael Haneke alle prese con una storia d'amore o meglio d'amour. Cosa diavolo succederà?
Per intanto s'è beccato la Palma d'Oro.
Bravò!


2. Laurence Anyways
Dopo lo stu-pen-do Les amours imaginaires, il giovanissimo fenomeno Xavier Dolan è atteso alla conferma.
La protagonista Suzanne Clément s'è cuccata il premio di miglior attrice (a pari merito con Emilie Dequenne per "À perdre la raison") nella categoria Un Certain Regard e il trailer promette faville...


"Dove minchia è, Cannes?"
1. Moonrise Kingdom
Wes Anderson mi è sempre piaciuto, però ho anche sempre avuto l'impressione che il suo vero capolavoro debba ancora tirarlo fuori. Sarà questo?


"Le opinioni cannibali? Bah!"
Fuori classifica: The Master di Paul Thomas Anderson.
Il film (vagamente?) ispirato a Scientology del regista di Magnolia e Il petroliere non era in Concorso a Cannes, ma sulla Croisette ne sono stati comunque presentati alcuni minuti, ben 4, più il teaser trailer. Eccolo qui.
Sento puzza di filmone. Oppure mi sta prendendo fuoco la casa?

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