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sabato 15 gennaio 2011

Arriva la nuova musica italiana - Best of 2010

Spazio ai miei top artisti/gruppi musicali italiani. Un’annata che non mi è sembrata a livello generale troppo esaltante, è mancato forse il capolavoro o la rivelazione tricolore assoluta (almeno a livello personale) ma comunque piena di spunti interessanti e molto vitali, soprattutto a margine, a volto mooolto a margine, dalla scena ufficiale dei circuiti radio-talent-paracul-televisivi.

10. Tying Tiffany
La risposta italiana (ma a guardar bene per fortuna ben poco italiana) a certo electro-rock alla Crystal Castles.


9. Club Dogo
Insieme a Fabri Fibra, una conferma nel panorama hip-hopparo nostrano, con i testi meno politically correct e più esplicitamente anti-Governo in circolazione in Italia.


8. Baustelle
Gli spietati della musica italiana, a questo giro senza una bomba alla “Charlie fa surf” o “La guerra è finita”, ma con una classe e un talento sempre rari da trovare.


7. …A Toys Orchestra
Hanno fatto un gran disco di livello internazionale, ispirato dall’inizio alla fine. Personalmente però è mancato giusto il pezzo da innamoramento totale (com’era stato in passato per “Peter Pan Syndrome”).


6. Tre allegri ragazzi morti
Tra un ragazzino cannibale e dei ragazzi morti, per di più allegri, non può che esserci una simpatia da lunga data. Con l’ultimo disco hanno poi saputo dare una rinfrescata davvero molto piacevole al loro sound.


5. Iosonouncane
Dalla Sardegna arriva un pazzo che è una sorta di incrocio tra Caparezza e Le luci della centrale elettrica. Non avrà doti canore sopraffine, ma rimedia con testi geniali e una gran fantasia.



4. Beatrice Antolini
Ritorno piacevolmente funky e ancora più alieno rispetto al passato. C’è poco da fare, è la Fiona Apple italiana.


3. Colapesce
Colapesce (alias Lorenzo Urciullo) è il cantante degli Albanopower. Come solista per adesso ha firmato solo un EP di 6 pezzi, ma per me è già abbastanza per vederlo come il futuro della musica italiana indie e soprattutto pop.


2. Crookers
Gli italiani più apprezzati dal mondo della musica internazionale? I Negramaro? Tiziano Ferro? Ligabue? Vasco Rossi? Ma per favore! Sono i Crookers il nostro gruppo di punta nel mondo. Giustamente. E tra un po' potrebbero diventare talmente grandi che all'estero saremo conosciuti per pizza, mandolino, mafia, politici pedoputtanieri e... Crookers.


1. Le luci della centrale elettrica
Vasco Brondi aka Le luci della centrale elettrica atto II: è mancato l’effetto sorpresa del primo disco, naturalmente, ma per ora noi la chiameremo comunque felicità.

venerdì 10 dicembre 2010

Man of the year 2010 - n. 17 Fabri Fibra

Fabri Fibra
Genere: rapper italiano che
Provenienza: Senigallia, Italia
Età: 34
Nel 2010 sentito: nell’album “Controcultura”, nei singoli “Vip in trip” e “Tranne te”, con i Crookers in “Festa Festa”
Visto in: “In Italia” su Mtv
Perché è in classifica: perché in Italia è una delle poche voci fuori dal coro, qualunque coro

Fabri Fibra può anche non piacervi, per carità, però credo sia difficile per chiunque negare come un suo verso possa essere usato come perfetto manifesto dell’annata (e purtroppo non solo questa):

Politici italiani che "Perepè qua qua, qua qua perepè"

Nel video di “Vip in trip” fa il verso senza paura parodie di Berlusconi e Bossi (gente come Ligabue o Vasco avrebbe le palle di farlo?), nel disco ne ha per chiunque, da Dj Francesco Fuckinetti a Marco Carta, da Fabio Fazio a Laura Chiatti. A livello musicale è poi tra i nostri connazionali più coraggiosi e -vivaddio- meno incasellati in rigidi compartimenti: pur rimanendo sempre in ambito hip-hop flirta infatti tranquillamente con il mondo del pop (Federico Zampaglione, Gianna Nannini) quanto con la meglio elettronica italiana di oggi (Crookers e Bloody Beetroots). Come se non bastasse, per Mtv ha anche condotto un programma documentario sull’Italia di oggi che è tra le cose più interessanti e intelligenti uscite dalla nostra televisione negli ultimi mesi. Certo mille volte meglio di tutti i cosiddetti approfondimenti Rai e Mediaset condotti da “giornalisti” veri.





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