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venerdì 5 settembre 2014

XXX-WOMEN – SELFIE DI UN FUTURO PASSATO





X-Men - Giorni di un futuro passato
(USA, UK 2014)
Titolo originale: X-Men: Days of Future Past
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Simon Kinberg
Cast: Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Peter Dinklage, Nicholas Hoult, Ellen Page, Evan Peters, Ian McKellen, Patrick Stewart, Josh Helman, Halle Berry, Anna Paquin, Famke Janssen, Shawn Ashmore, Lucas Till, James Marsden, Booboo Stewart
Genere: mutande mutante
Se ti piace guarda anche: gli altri film sugli X-Men

Nel 2023 il mondo è avvolto dalle tenebre, dilaniato da una guerra senza fine tra due fazioni opposte.
Il motivo del conflitto?
Tutto è cominciato il primo settembre 2014, quando un hacker ha pubblicato in rete gli scatti osé e senza veli di varie attrici, cantanti e celebrità come Ariana Grande (1 metro e 50 cm di sesso concentrato), Kate Upton (che roba esagerata!), Kirsten Dunst (non certo nuova a mostrarsi come mammà l’ha fatta), Teresa Palmer (stesso discorso di Kirsten) e soprattutto lei, Jennifer Lawrence.

"Volete vedere le foto in cui sono nuda?
Perché, davvero non le avete ancora viste?

La causa scatenante della guerra è stata lei, Jennifer Lawrence, l’interprete di film come Hunger Games, Il lato positivo, Un gelido inverno e X-Men - Giorni di un futuro passato. Quest’ultimo è un prodotto di intrattenimento supereroico decente, che parte dall'ottimo spunto iniziale di usare i viaggi nel tempo alla Ritorno al futuro per poi spegnersi poco a poco, cercando di infilare in mezzo a combattimenti ed effetti speciali vari anche un poco convincente discorso socio-politico-storico. Una pellicola guardicchiabile ma in fin dei conti senza senso: cioè, prendi Jennifer Lawrence e le dai la parte della mutante mutaforme, cosa che significa che nelle sue splendide sembianze comparirà per appena pochi minuti delle eccessive due ore e passa di durata, mentre per il resto del tempo è conciata come una na’vi di Avatar?
Ciò non ha alcuna spiegazione!

"Volevate uno scatto di me nuda?
Vi piace, questo?"

Una volta postate online le foto di Jennifer Lawrence, la mutante in mutande, c’è stato un periodo di grande calma in cui tutti gli uomini del mondo si sono chiusi in bagno attrezzati di smart phone, iPhone, iPad e portatili vari per “studiare” per bene tali scatti. Una volta terminato questo periodo di pace, il mondo si è diviso in due categorie.
Da una parte quelli che difendevano il diritto alla privacy della divina Jennifer Lawrence e si opponevano alla divulgazione delle sue foto intime, sebbene fossero i primi ad averle consultate a dovere. Più e più volte.
Dall’altra parte c’erano quelli che osannavano l’hacker che ha trafugato e rese pubbliche tali immagini.
Le due posizioni sono tutt’oggi inconciliabili e la guerra tra le due parti prosegue senza sosta. Per cercare di fermare il conflitto, un gruppo di esperti in immagini erotiche chiamati XXX-Men ha trovato una soluzione. Mandare qualcuno indietro nel tempo, nel momento in cui Jennifer Lawrence ha scattato i suoi primi sexy selfie e li ha sbadatamente caricati in rete, in modo da impedire così l’inizio della battaglia.
Per prima cosa, è stato fatto un tentativo con Marty McFly, spedito a bordo della sua DeLorean, ma non ha mai più fatto ritorno, nessuno sa il perché, e la missione è stata considerata un fallimento. Si è provato allora a mandare un certo Donnie Darko nel passato, solo che nemmeno lui ha mai fatto ritorno nel presente, cioè nel futuro, ovvero il 2023, e così la guerra è proseguita.
A questo punto, l’unica speranza che restava per l’umanità era fare un terzo tentativo, spedendo nel passato Wolverine, l’unico oltre a Marty McFly e Donnie Darko a poter reggere un viaggio nel tempo, considerata la capacità del suo cervello di rigenerarsi anche dopo uno stress simile.
Quello che molti scienziati si sono chiesti a questo punto è stato: “Ma perché, Wolverine ha un cervello?”.
Qualunque fosse la risposta a questo dubbio amletico, Wolverine sembrava in ogni caso quello giusto da spedire nel 2014 per fermare Jennifer Lawrence e, già che c’era, per scoprire cosa fosse successo a McFly e Darko.

Mandato indietro nel 2014, giusto per fare il figo e perdere del tempo anziché concentrarsi sulla sua missione, Wolverine si è svegliato a letto con una tipa, quindi ha fatto a botte con degli scagnozzi che gli stavano alle calcagna, quindi ha fatto una rimpatriata con i suoi vecchi amici degli XXX-Men e poi, solo una volta che si era stufato di fare tutto queste cose che entusiasmeranno i fan dei film fumettistici e meno gli altri, si è ricordato il motivo per cui l’avevano mandato a quel tempo. Doveva trovare Jennifer Lawrence. Sì, ma come fare?

"Hey tu, sai dove si nasconde Jennifer Lawrence? Non riesco a trovarla."
"Hai provato a casa sua, Wolverine?"
"Uh, no. Ottima idea, non mi sarebbe mai venuta in mente."

Per trovare una celebrità nell’anno 2014, bastava andare sul sito di gossip TMZ che segnalava la posizione di tutti i VIPs in tempo reale e il gioco era fatto.
Dov’era Jennifer Lawrence?

"Dimmi dov'è Jennifer Lawrence se no ti infilzo!"
"E' a casa sua! Come dobbiamo dirtelo?"
"Ah già."

La bella attrice se ne stava nella sua casetta a Los Angeles a farsi degli autoscatti provocanti da mandare a Chris Martin dei Coldplay, il quale ai tempi aveva appena rotto con Gwyneth Paltrow.
Chris Martin???
La Lawrence poteva farsi qualunque uomo, donna, animale, XXX-Man o XXX-Woman sulla faccia della Terra e aveva deciso di farsi Chris Martin, il cantante più lagnoso di quell’epoca?
Certe cose non hanno davvero una spiegazione. Ciò che invece si poteva spiegare era il mistero relativo a Marty McFly e Donnie Darko. Quei due se ne stavano alla finestra dell’appartamento di Jennifer Lawrence e sbavavano alla visione di lei che si faceva le foto mezza nuda. Ecco perché non erano mai tornati. Non erano riusciti a fermarla e se ne stavano lì impalati ad ammirarla.
Wolverine però doveva essere più forte di loro. Doveva andare lì, prenderle il suo cellulare e buttarlo. Gettare via quelle preziose, splendide foto per sempre.
Ce l’ha fatta?

Vi posso dire che no, non c’è riuscito. Nel 2023 la guerra sta ancora andando avanti e la nuova idea che è venuta agli XXX-Men per fermare Jennifer Lawrence e per salvare così l’umanità dal baratro è rispedire indietro nel tempo una donna. Soltanto una donna potrebbe riuscire a restare immune al fascino di Jennifer Lawrence nuda e portare a termine la missione con successo. La candidata più accreditata al momento pare essere Ellen Page
Ehm. XXX-Men, per un compito del genere siete sicuri sia proprio lei la scelta più saggia?
(voto 6-/10)

martedì 6 maggio 2014

THE CALL, LA CHIAVATA




“911, qual è la sua emergenza?”
“Aiuto! Ho visto un film quasi decente con Halle Berry. Non mi era mai successo prima. Adesso cosa faccio?”
“Oh mio Dio. Ne sei proprio sicura?”
“Sembra incredibile, però sì.”
“Per prima cosa, non farti prendere dal panico, tesoro.”
“Tesoro? Oh, cos’è tutta ‘sta confidenza?”
“Mah, niente. È solo che mi sono messo a lavorare al 911 per fare nuove conoscenze femminili, così, per cuccare un po’.”
“Mi sembra una cosa sensata. Se non altro, più sensata di una pellicola guardabile con Halle Berry, una che in carriera ha recitato per lo più male in film pessimi, da Catwoman a Cloud Atlas, dagli X-Men ai Flintstones fino al cinepanettone americano Capodanno a New York, passando al massimo per robette modeste come Codice: Swordfish e Gothika. L’ultimo film quasi valido che ha fatto è stato Monster’s Ball, comunque sopravvalutatissimo e che le è valso un Oscar inspiegabile, quando la cosa migliore della pellicola era Heath Ledger. Un film bello bello però non l’ha mai girato, o almeno io non l’ho mai visto. Le aspettative nei confronti di questo The Call che la vede protagonista assoluta erano dunque talmente basse che ritrovarmi di fronte a una visione a tratti persino avvincente è stata una sorpresa sconvolgente che proprio non avevo tenuto in conto di provare.”
“Sicura di sentirti bene, tesoro?”
“La smetti di chiamarmi tesoro? E comunque no, non credo di stare troppo bene. Non è possibile che mi piaccia un film con Halle Berry.”
“Ok, allora non ti chiamo più tesoro, ti chiamo fichetta. Va meglio così?”
“Ah ah, sì, così mi piace di più. Non so se è tanto normale che mi piaccia essere chiamata fichetta, ma d’altra parte nemmeno apprezzare un thrillerino come The Call lo è.”
“Ti sento agitata, fichetta. Facciamo un passo indietro. Di cosa parla questo film, che io non l’ho ancora visto, visto che di guardare una roba con protagonista Halle Berry mica mi fido?”
“Allora te lo racconto io. Per prima cosa, Halle Berry fa la telefonista…”
“Dove? In una linea erotica?”
“No.”
“In un call center di quelli che ti rompono i maroni dal mattino alla sera?”
“Nemmeno. Lavora al 911.”
“Uh, che brava. Come me! E che le succede?”
“Un giorno riceva la telefonata di una ragazza…”
“Una bella fichetta?”
“Sì, abbastanza. In ogni caso, un maniaco entra nella casa della ragazza e poi se ne sta per andare via, quand’ecco che cade la linea e Halle Berry fa la cazzata di richiamare la ragazza. Il maniaco sente squillare il telefono e la trova, nascosta (prevedibilmente) sotto il letto. La rapisce e poi la uccide. Tutto questo per colpa di Halle Berry.”
“Complimenti, è brava a fare la telefonista! Forse era meglio se lavorava per una linea erotica.”
“Lo credo anch’io. Invece non solo dopo questo errore fatale non la licenziano, ma diventa persino un’insegnante e impartisce lezioni agli altri futuri operatori del 911.”
“Viva la meritocrazia! Dove è ambientato il film, in Italia?”
“No, negli USA. Comunque passano 6 mesi e Halle Berry si trova di nuovo alle prese con una drammatica telefonata di un’altra ragazza.”
“Fichetta pure lei?”
“Mah, insomma. È Abigail Breslin, la little miss sunshine ormai cresciuta.”


"Aiutatemi, ho un cellulare terribilmente fuori moda!
Portatemi un iPhone 5. Subito!"

“Cresciuta bene? O cresciuta male?”
“Beh, non è tutta ‘sta specialità. Però me la farei…”
“Ah, quindi sei lesbica?”
“No, sono bisex.”
“Molto interessante. Mi segno il tuo numero sul mio cellulare, anche se il regolamento del 911 lo vieta severamente.”
“Fai un po’ come ti pare. Comunque ti stavo raccontando il film…”
“Sì, lo so. Ma so anche già come proseguirà. Halle Berry proverà a salvare a tutti i costi la little miss sunshine per potersi così redimere dalla cazzata mortale che aveva fatto e che era costata la vita all’altra povera ragazza.”
“Esatto! Ma allora l’hai già guardato?”
“No, è solo che questi thrillerini americani sono parecchio prevedibili. Visto uno, visti tutti. Scommetto anche che è un film di quelli “telefonati” in stile Phone Booth o Buried – Sepolto.”
“Giusto. Come hai fatto a indovinare?”
“Te l’ho detto. È tutto così prevedibile. E scommetto pure che il maniaco di turno è diventato un maniaco di turno perché ha subito qualche trauma infantile.”
“C’hai troppo preso! La prima ora di film è tesa, ben realizzata, diretta discretamente dal regista Brad Anderson, uno che a parte L’uomo senza sonno mi è sempre sembrato un discreto mestierante thriller ma niente di più. E riesce addirittura a tenerti incollato allo schermo con la curiosità di sapere cosa succederà.”
“Sembra un thriller superiore alla media, allora.”
“All'inizio sì, peccato che nella mezz’ora finale il ritmo rallenta e la storia si arena nei drammi personali del maniaco di turno, proprio come dicevi tu. Per non parlare di una conclusione in cui la nostra alè, alè alè alèèè, Berry! Berry! si trasforma da telefonista a detective supereroina ed è una roba parecchio inverosimile.”
“Quindi non è poi tutto ‘sto gran film.”
“No. Assolutamente no. Però è un discreto intrattenimento, un thriller decente per una serata primaveril-estiva di leggera tensione. Quanto ad Halle Berry recita maluccio, però nemmeno in maniera disastrosa come in altre occasioni. Davvero non me l’aspettavo. Cosa sta succedendo nel mondo? Mi sento disorientata…”
“Calma, fichetta. Ci sono qua io, il tuo operatore 911 personale. Facciamo che ne riparliamo di persona, magari davanti a un mojito, ok?”
“Va bene, ma non è contro il regolamento uscire con una persona che ti ha chiamato? Non rischi di essere licenziato?”
“Certo che è vietato dal regolamento. Però chissenefrega. Se Halle Berry ha fatto morire una povera ragazza innocente e l’ha passata liscia, vuoi che facciano qualcosa a me per una cosa come questa? Hey, aspetta un attimo. C’è il mio capo che mi vuole dire una cosa…”

(bisbigli in sottofondo)

“Mannaggia, quel maledetto mi ha licenziato. Certo che se non sei una bella fichetta come Halle Berry, nonostante nel film The Call abbia una capigliatura improponibile, è difficile che ti perdonino una cazzata sul lavoro… Ma pazienza. Almeno stasera sono libero e ci possiamo prendere quel mojito insieme. Affare fatto?”
"Aspetta. Come faccio a sapere che non sei il solito maniaco telefonico di turno?"
"Non lo puoi sapere."
"Uh, eccitante. A stasera!"
"Bene, così ti faccio fuori!"
"Cooome?"
"Bene, così mi ti faccio."
"Ah ok, a dopo."


The Call
(USA 2013)
Regia: Brad Anderson
Sceneggiatura: Richard D’Ovidio
Cast: Halle Berry, Abigail Breslin, Michael Eklund, Roma Maffia, Michael Imperioli, Denise Dowse, Evie Thompson, Justina Machado, Ella Rae Peck
Genere: telefonato
Se ti piace guarda anche: Compliance, Phone Booth, Buried – Sepolto
(voto 6-/10)


"6 meno? Beh dai, m'è ancora andata bene."

lunedì 25 febbraio 2013

OSCAR 2013: IL RED PORCHET

Pronti... via.
Inizia la notte degli Oscar.
Si attende una grande sfida. Tra Lincoln e Argo?
Ma no!
MA NOOOOOOOOOOOOOOOO
CHISSENEFREGA
La grande sfida è tra Jessica Chastain e Jennifer Lawrence!

Parliamo di cinema?
No dai, in attesa del post cannibale su vincitori e vinti della serata, attualmente in preparazione, la prima parte dello speciale cannibale sugli Oscar 2013 è dedicato al red carpet. Mentre le fashion blogger danno i voti ai vestiti e dicono chi è IN e chi è OUT, chi è troppo giusta e chi fa pena, qui a Pensieri Cannibali c’arrangiamo diversamente. Dando i voti alla gnocc… alla bellezza femminile presente sul red carpet.

Jessica Chastain
Di-vi-na.
Vo-to die-ci.


Amy Adams
Possiede il fascino della tipa strafatta di coca. O il suo sguardo è sempre così?
Voto 7


Zoe Saldana
Se ogni tanto si ricordasse di mangiare, sarebbe una bella ragazza.
E se solo non avesse fatto Avatar, la considererei persino un'attrice.
Voto 6


Kerry Washington
Splendida Broomhilda. Molto labbrosa. Ma mangiare comunque non è proprio davvero più di moda?
Voto 7,5


Olivia Munn
Bona.
Voto 8


Amanda Seyfried
Sei fredda, Amanda.
Voto 5


Samantha Barks
Anvedi. Mica tanto miserabile, la fanciulla…
Voto 7+


Jennifer Lawrence
Con questo vestito indosso, sposami.
Anche non con questo vestito indosso.
Anche non con alcun vestito indosso.
Voto 10

"Kristen Stewart, la tua interpretazione in Twilight è stata per me una fonte d'ispirazione fondamentale.
Su come non recitare."

"Ho come l'impressione che mi pentirò di aver scelto questo abito..."

Charlize Theron
Taglio corto lesbo chic. Glacialmente affascinante.
Forse più glaciale che altro.
Voto 6,5


Anne Hathaway
Quanto era capezzolosa, ieri, la Tettaway?
Voto 7,5


Helen Hunt
MILF reperto 1: Discreta.
Voto 6


Catherine Zeta-Jones
MILF reperto due: stica!
Voto 7+



Jennifer Aniston
Sempre caruccia, lei. E notate che ho detto caruccia quando avrei potuto usare espressioni ben più zozze.
Voto 8


Jennifer Garner
Sposando Ben Affleck l’attore, Jennifer ignara pensava: “Oh, che bello! Sarò io quella di talento della coppia.”
Poi Ben Affleck si è messo a fare il regista…
Voto 7

"Chi l'avrebbe detto Ben, che dietro quel tuo sguardo inespressivo
si nascondeva uno dei più grandi talenti registici della nostra generazione?"

Jenna Dewan
Una delle tante a essere rimasta incinta alla sola visione di Magic Mike.
Voto 7



Halle Berry
No.
Semplicemente no.
Ma proprio no.
Voto 3


Kristen Stewart
Kristen ha tentato di lanciare una nuova moda: le stampelle in passerella.
Ma io non mi faccio impietosire da queste tecniche subdole.
Voto 5


Kelly Osbourne
Ma perché continuano a invitarla a questi eventi?
Peeeeeeeeerché?
Voto 0


And the Cannibal Oscar goes to...
Jessica Chastain!

"Ooh, che onore! Questo per me è il premio più importante.
Anche se pure un Oscar vero non mi farebbe schifo..."
E gli Oscar veri e propri???
I commenti cannibali sono in arrivo a brevissimo.
Rimanete sintonizzati!

mercoledì 16 gennaio 2013

PER ME CLOUD ATLAS… E’ UNA CLOUDATLA PAZZESCA!

"Stupido è, chi il cannibale fa!"
Cloud Atlas
(Germania, USA, Hong Kong, Singapore 2012)
Regia: Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski
Tratto dal romanzo: Cloud Atlas di David Mitchell
Cast: Tom Hanks, Halle Berry, Ben Whishaw, Jim Sturgess, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Doona Bae, James D’Arcy, Keith David, Hugh Grant, Susan Sarandon
Genere: new-age da discount
Se ti piace guarda anche: Touch, Southland Tales, Sette anime, Babel

La prima recensione cannibale di un film uscito nelle sale italiane nel 2013 è dedicata a uno dei titoli fin da subito più controversi dell’anno. Osannato (inspiegabilmente) da alcuni, eletto (giustamente) peggior pellicola dell’anno da Time Magazine, davanti persino ad altra robaccia come John Carter, La leggenda del cacciatore di vampiri e Che cosa aspettarsi quando si aspetta.
Di cosa sto parlando?
Parlo di Cloud Atlas, il nuovo parto mistico dei fratelli Wachowski, Larry e Andy…
Come?
Lana e Andy, volevo dire. A quanto pare, la transizione è stata completata e Larry è ormai a tutti gli effetti una Lana. Come Lana Del Rey.
Insomma, non proprio…

Lana Wachowski è quella a destra.
Quello a sinistra, a sorpresa, NON è Platinette senza trucco e parrucco, ma è Andy Wachowski.

"Non capisco perché la gente continua a darci delle monetine.
Eppure abbiamo tirato fuori gli abiti del giorno di festa..."
Non è però solo il nuovo film di fratello e sorella Wachowski, gli autori della saga di Matrix. È anche il nuovo film del tedesco Tom Tykwer, uno che con il film videogame del 1998 Lola Corre mi aveva impressionato positivamente, anche se poi l’avevo perso di vista. Fosse uscito a fine anni ’90, questo film a 6 mani sarebbe insomma stata la cosa più attesa nella storia del cinema. Dopo che Tykwer è un po’ (un po’ tanto) passato di moda, e dopo che i Wachowski hanno realizzato i due pessimi sequel di Matrix e il non certo indimenticabile film videogame Speed Racer, le aspettative nei loro confronti si sono abbassate notevolmente.
Questa jam session di sopravvissuti agli anni ‘90 sulla carta mi incuriosiva comunque parecchio, ancor più perché il trio (non Medusa) si trovava alle prese con un libro bestseller cult come L’atlante delle nuvole di David Mitchell, che non ho letto e che, dopo aver visto il film, non ho la minima intenzione di recuperare.

Bravi tutti, quindi, applausi per le intenzioni. I complimenti a questo progetto però finiscono qui. Mi spiace Lana, Andy e Tom. Non ci posso fare niente. O forse sì. Forse è colpa mia che non ho le capacità mentali di comprendere un’Opera tanto complessa e articolata. Però per me la locandina di Cloud Atlas andrebbe messa nel dizionario al fianco del termine “epic fail”.
Cosa vuol dire “epic fail”?
Guardate Cloud Atlas e lo capirete.

La trama del film? Volete sapere la trama del film? Volete vedermi morto? Volete davvero che finisca cadavere?
Probabilmente sì. Almeno i fan hardcore di questa pellicola che, insieme agli sberleffi della critica, sta contemporaneamente suscitando consensi più di tipo religioso che di tipo cinematografico. Mi sa che a parlare male di Cloud Atlas si rischia più di criticare Scientology o i One Direction, ma correrò il rischio.

"Tutto è connesso una sega! Io scrivo ancora con la macchina da scrivere
e manco so cos'è una connessione internet..."
La trama del film in ogni caso ve la potete recuperare su Wikipedia o su qualche sito cinematografico che ha avuto la (Santa) pazienza di trascriverla. A me è venuto già un gran mal di testa a vedermi tutto il film, quindi non ho intenzione di rifarmelo venire riportandola qui in questa (Santa) sede. Vi accenno solo che sono 6 storie intrecciate.
Credo non ci sia niente di più rischioso di un film corale con storie intrecciate. Il risultato può infatti essere qualcosa di grandioso e assoluto, come Magnolia di Paul Thomas Dio Anderson, oppure come il pessimo To Rome With Love di Woody Allen.
Ora, non dico che qui siamo ai livelli del secondo, anche se quasi quasi…, però di certo non siamo neanche lontanamente ai livelli del primo.
Lana, Andy e Tom, magari sono io che sono scemo, niente di più probabile, però in un film come Magnolia le varie vicende avevano un senso le une intrecciate alle altre. Non avrò colto il senso io, o forse le storie del vostro film sono davvero intrecciate casualmente tra loro, anche se alla fine fate finta che tutte siano collegatissime. Cosa che in realtà non è, ma a qualcuno potrebbe sembrare. D’altra parte, se racconti 6 storie e le metti insieme, ci sarà sempre qualcuno che proverà a coglierne temi comuni e punti di contatto anche dove non ci sono.
Voi intanto rivedetevi Magnolia, e poi ne riparliamo su come si fa un film corale davvero degno di nota. Oppure rivedetevi un qualunque film di Inarritu sceneggiato da Guillermo Arriaga, da Amores Perros a Babel (punto di riferimento neanche troppo velato di questo), giusto per capire come si faccia una pellicola in cui le storie sono realmente connesse tra loro.
“Tutto è connesso” recita la frase di lancio. Vero. Tutto è connesso, tranne le storie di questo film. In Cloud Atlas, il risultato di una serie di intrecci del tutto improbabile è piuttosto qualcosa di simile a questo mini-film Movie: The Movie, proposto al Jimmy Kimmel Show.



Un problema del film, non da poco, è quindi quello di presentare un incrocio di storie assurdo e che fin dopo pochi minuti dà l’impressione di non sapere più che pesci pigliare. Fosse solo questo, si potrebbe ancora chiudere un occhio. 6 storie di epoche e generi del tutto diversi tra loro non sono facili da coniugare, quindi il fallimento era già preventivabile. Soprattutto quando hai 3 registi diversi e ognuno ha una sua idea su come girare una scena o montare insieme il tutto. Tanto per citare un altro cult di fine anni ’90, magari non ai livelli di Lola Corre e Matrix ma a suo modo comunque cult, ovvero Sex Crimes: “Due sono una coppia, tre è una folla”.
Volete un consiglio? Risparmiatevi 3 ore di pillole new-age da discount fornite da Cloud Atlas e riguardatevi Sex Crimes, che non è certo un capolavoro cinematografico, neanche lontanamente, anche se al confronto di CA lo potrebbe sembrare, ma ha i suoi buoni motivi per essere visto. E capire quali siano è più facile di provare a comprendere il senso della vita riflesso dentro Cloud Atlas.



"Che paura! Era dai tempi di Avatar che non vedevo Cannibal
tanto infuriato contro un film!"
Prima di questa piacevole parentesi e prima di perdermi proprio come fa il film stesso, stavo dicendo che il problema non è solo nell’intreccio che sembra una versione meno riuscita della già poco esaltante serie tv Touch, quella con Kiefer Sutherland. L’altro grande problema è che le 6 storie, anche prese singolarmente, non coinvolgono. Non vanno da nessuna parte.
Giusto per farci lo sbattone, vediamo nel dettaglio quali sono:

Il Viaggio nel Pacifico di Adam Ewing (1839): un Jim Sturgess mai così spento è il protagonista di una vicenda a sfondo razziale banalotta. Vogliamo mettere con The Help, tanto per dire?

"Ho stampato la trama del film per leggermela bene, sprecando un sacco
di cartucce di inchiostro alla faccia della crisi, e alla fine è vero.
Ha ragione Cannibal: questo film non ha alcun senso!"
Lettere da Zedelghem (1936): è la vicenda più interessante tra le sei, quella che si concentra su un giovane musicista dandy alle prese con un vecchio compositore. I due insieme realizzano il tema musicale Cloud Atlas, tra l’altro per nulla memorabile ed è un peccato, perché avrebbe potuto fare da collegamento sonoro tra le vicende. La storia parte benino, ma pure questa si perde rapidamente in un bicchiere d’acqua. Bravo comunque Ben Whishaw, il più in forma del cast, un attore molto promettente già visto in Bright Star, Skyfall e nell’ottima serie UK The Hour.

Half-Lives - Il primo caso di Luisa Rey (1972): vicenda pseudo giornalistica incentrata su Halle Berry di talmente scarso interesse che si arriva in fondo cantando halle-lujah.

L'orribile impiccio del Signor Cavendish (2012): questa è la vicenda che parte meglio, con la scena di un irriconoscibile Tom Hanks, scrittore che scaglia un critico giù da un grattacielo. La stessa cosa che vorrebbero fare Lana, Andy e Tom con me. E non posso biasimarli. Buona partenza, ma storia che subito dopo si attorciglia su se stessa, affondando nella noia e diventando un impiccio orribile proprio come tutte le altre.

La Preghiera di Sonmi~451 (2144): vicenda futuristica dai vaghi contorni cyberpunk pure questa dalle premesse interessanti e che poi viene buttata del tutto via. Si rimpiange Matrix, tantissimo. E si rimpiange quasi il già terribile Architetto di Matrix Revolutions, per dire.

"Halle, com'è possibile che non ci abbiano nominato ai Razzie Awards?
Me lo sai spiegare, eh?"
Sloosha's Crossin' e tutto il resto (2321): questo segmento è davvero tragico. Una roba new-age inguardabile e ridicola incentrata soprattutto sui personaggi di Tom Hanks e Halle Berry, due attori sopravvalutatissimi che non mi hanno mai convinto e premiati pure con degli Oscar parecchio immeritati. Beh, quello a Hanks per Philadelphia ci poteva anche stare, ma Forrest Gump insomma e quello alla Berry per Monster’s Ball resta un mistero inspiegabile.
Comunque Cloud Atlas vanterà anche un cast all-star, ma sono tutte star decisamente cadenti. Tom Hanks quanti anni sono che non fa un film decente? Di recente ci ha pure regalato l’orrido L’amore all’improvviso - Larry Crowne in triplice versione regista, attore e sceneggiatore. Halle Berry avrà anche un gran telaio, ma un film decente manco sa cos’è. Susan Sarandon e Hugh Grant pure loro non è che siano proprio all’apice delle rispettive carriere. Jim Broadbent, beh lui all’apice della carriera non lo è mai stato e Jim Sturgess dopo averlo visto in versione orientaleggiante rischia di affondare in maniera irreversibile la sua ascesa al successo.


"Vedi quel puntino lassù? Là è dove noi adepti della setta di Cloud Atlas
abbiamo spedito Cannibal Kid dopo questo post!"
Per cercare di dare un senso al finto incasinato intreccio di storie, i 3 registi hanno avuto l’idea di utilizzare gli attori in più parti. Giusto per rendere il tutto ancora più incasinato, ma più che altro pasticciato. In più, anche a livello visivo siamo lontani dalle invenzioni del passato e i Wachowski hanno realizzato il loro lavoro più mainstream e scontato, "impreziosendolo" con trucco e costumi oltre ogni limite del kitsch e concedendosi giusto qualche momento in slow motion stile bullet time, ma è una cosa che ormai fa pure Guy Ritchie…
Non si può nemmeno dire che la visione di questo scult scivoli piacevole e veloce. Se la prima oretta incuriosisce ancora, perché si cerca di capire dove il film voglia andare a parare, nelle due interminabili ore successive pure questa curiosità scema via via sempre più, tanto che alla fine della visione non ho potuto fare altro che una sola cosa. Oltre a stupirmi di essere ancora sveglio.
La sola cosa che ho potuto fare è stato gridare:
per me Cloud Atlas…
è una cloudatla pazzesca!
(voto 3/10)



Post pubblicato anche su L'OraBlù con una nuova "cloudosa" locandina realizzata da C(h)erotto.


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