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venerdì 6 luglio 2012

Pirlanha 3DD e un'altra roba con pesci 3D

"Aiuto! Questa ragazza rischia di non sopravvivere:
ha le tette troppo piccole!"
Piranha 3DD
(USA 2012)
Regia: John Gulager
Cast: Danielle Panabaker, David Koechner, Matt Bush, Katrina Bowden, Jean-Luc Bilodeau, Chris Zylka, Megan Tandy, David Hasselhoff, Christopher Lloyd, Gary Busey, Ving Rhames
Genere: tette-horror
Se ti piace guarda anche: Piranha 3D, Shark Night 3D, Anaconda, So cosa hai fatto 2 - Incubo finale, The River

Come tutte le cose, anche le pirlate bisogna saperle fare e alcune vengono fuori bene una volta e poi non più. Perché persino le pirlate hanno un’anima e vanno trattate con rispetto.
(tra parentesi, il “Pirlesque” non è certo considerabile come pirlata, ma come genialata)
"Ma povera, non sopravviverà mai in un film come questo!"
La formula piranha + tette poteva rivelarsi geniale se usata in un’occasione, e infatti era così, o quasi. Piranha 3D di Alexandre Aja, se non geniale, era se non altro un divertissement clamorosamente riuscito nel suo essere stupido e trash. Una goliardata estiva coi fiocchi.
Alla seconda occasione, una formula del genere può perdere clamorosamente in mordente, i denti dei piranha farsi meno affilati, le trovate spassose del primo episodio trasformarsi in facili volgarità (c’è una scena di sesso davvero scult) e le tette rivelarsi solo una parata gratuita di silicone.
In Piranha 3D le scene con Kelly Brook e la tizia bionda che danzavano ignude sott’acqua si rivelavano quasi poetiche, qui invece ci sono un sacco di tette, ma niente soul. Le tette di questo film sono prive di anima. E non va bene. Il confine sottile, sottilissimo tra trash e porcheria qui viene solcato e sempre in favore della seconda. Bisogna essere davvero bravi per raggiungere un buon equilibrio tra le due cose e qui no, non ci siamo.

"Grande Giove! Tu con quelle tettine che ci fai in questo film?"
Tra le poche note positive di questo film scandaloso già a partire dal titolo, c’è da notare la sua breve, brevissima durata, che permette una visione estiva disimpegnata non rinfrescante come il primo episodio, ma perlomeno non si fa nemmeno in tempo ad annoiarsi troppo. In più ci sono alcune – rare – trovate piuttosto divertenti, come le spogliarelliste a prova d’acqua ingaggiate per il primo strip club dentro un parco acquatico per famiglie. Anche se, più che un parco, si rivelerà un porcaio. O anche un parco ripieno di porche che fecero un parco di parchi di porche. Potrebbe diventare un nuovo scioglilingua.
Gli altri momenti più divertenti della pellicola sono regalati dalla presenza come guest-star di Mr. Baywatch, David Hasselhoff. Nonostante il tempo passato, è sempre mitico e, allo stesso tempo, sempre più ridicolo.
Il resto del cast è invece una parata di esperti del genere total-disimpegno, dalla biondazza-bonazza Katrina Bowden, già vista in Tucker and Dale vs Evil, The Shortcut e American Pie - Ancora insieme, a Chris Zylka, che con grande fantasia e varietà si è fatto pure Shark Night 3D (vedi qui sotto), mentre la protagonista è la stranamente poco prosperosa Danielle Panabaker, già in La città verrà distrutta all'alba e Venerdì 13 (quello del 2009). In più, tornano in un paio di camei anche Christopher Lloyd, il Doc Brown di Ritorno al futuro, e Ving Rhames, Marcellus Wallace in Pulp Fiction. La carriera di entrambi ha di sicuro visto giorni migliori...
Ah, e c'è pure Gary "faccia da pazzo" Busey!
Un cast pseudo interessante è abbastanza per consigliarne la visione? No, però se proprio siete patiti di piranha finti e di tette ancora più finte, butterete solo 1 ora e 10 minuti del vostro tempo in maniera non troppo spiacevole. Però va detto che anche i film di questo genere meriterebbero ben altro rispetto e una cura maggiore, almeno nei momenti kitsch e nelle battutacce trash che qui sono parecchio scadenti.
È proprio vero: non ci sono più nemmeno i film con tette e piranha di una volta…
(voto 4,5/10)


E, giusto per non farci mancare niente, ecco un’altra (poco) preziosa perla del genere tette-horror…

"Secondo te dovrei rifarmele?"
"Se ci tieni alla tua vita, e un po' pure alla mia, direi di sì!"
Shark Night 3D
(USA 2011)
Regia: David R. Ellis
Cast: Sara Paxton, Dustin Milligan, Joel David Moore, Katharine McPhee, Chris Carmack, Joshua Leonard, Alyssa Diaz, Chris Zylka, Christine Bentley Quinn
Genere: tette-horror
Se ti piace guarda anche: Piranha 3D, Piranha 3DD, Anaconda, So cosa hai fatto 2 - Incubo finale, The River

Che Shark Night, firmato dal trash-champion David R. Ellis (Snakes on a Plane, Final Destination 2 e 3D) fosse una ca**ata di film potevate già intuirlo da soli. Se siete dei tipi svegli, ci eravate arrivati anche per conto vostro. E so che siete dei tipi svegli perché state leggendo questo blog e non il sito di Libero. Poi, vabbé, sareste ancora più svegli se andaste su qualche sito persino più interessante di Pensieri Cannibali come questo, però già essere qui e ora, right here right now, fa di voi automaticamente delle persone migliori e più brillanti della media nazionale.
E quindi Shark Night è una stronzata, lo sappiamo tutti, e mo’ adesso come lo impieghiamo il restante tempo della recensione? Giochiamo a rubamazzetto? Giochiamo a scopa? Ma perché quando viene nominato questo innocuo giuoco di carte si pensa subito a qualcos’altro? La gente pensa sempre a quello e ormai io starò parlando al vento, visto che ormai vi sarete già trasferiti tutti sul sito linkato sopra…

"Ma non capisci? Devi rifartele anche tu, se non vuoi morire!"
Per quei pochi che sono rimasti sintonizzati si questa pagina, tenterò un’analisi delle tematiche profonde che si celano dietro a una pellicola solo apparentemente superficiale come Shark Night 3D.
I drammi della crescita, la paura del diverso… ehm, no: chi voglio prendere in giro? La paura degli squali è la paura degli squali. Hanno dei denti affilati, sono feroci, famelici e se ti sbranano sei fregato, quindi non credo ci sia chissà quale motivo psicologico o ragione profonda dietro alla paura degli squali. Fanno paura e basta.
Insomma, nonostante la presenza della neo reginetta degli horror movies Sara Paxton (The Innkeepers, Enter Nowhere, L’ultima casa a sinistra) e di Katharine McPhee, la protagonista della serie musical Smash, questo film risulta più inutile persino di Piranha 3DD.
E ce ne voleva, almeno di questo diamogliene atto.
(voto 4/10)

lunedì 5 marzo 2012

Smash and pumpin

Smash
(serie tv, stagione 1, episodi 1-4)
Rete americana: NBC
Rete italiana: Mya
Creata da: Theresa Rebeck
Cast: Katharine McPhee, Debra Messing, Christian Borle, Jack Davenport, Megan Hilty, Raza Jeffrey, Bryan d’Arcy James, Jaime Cepero, Anjelica Huston, Philip Spaeth, Wesley Taylor, Dylan Baker, Joe Jonas
Genere: Broadway
Se ti piace guarda anche: Chicago, Glee, Saranno famosi, Nine

Oggi parliamo di musicaaaal. E quindi il post sarà tutto caaaantaaaaaato cooooooooosì.
Proprio cooooooooooooosìììììììììììììììììì.
Oooooooooh yeeeeeeeeeeeeeah!

Ok no.
Basta.
La smetto visto che comincio a non sopportarmi io per primo.

Tanto pe' cantaaaa
perche' me sento un friccico ner core
tanto pe' sognaaaaa...
Sul serio: BASTA!

C’è una cosa molto positiva in Smash, il telefilm copia di Glee ispirato al successo di Glee che però non vorrebbe essere considerato il nuovo Glee. Perché possiamo girarci intorno fino a che vogliamo, tirare in ballo tutte le differenze tra le due serie che si vuole, ma se Glee non avesse avuto il successo che ha avuto, una serie come Smash non sarebbe mai andata in onda.
Dicevo che c’è una cosa molto positiva in Smash: guardando le prime puntate m’è venuta una gran voglia di vedere… altre puntate di Smash? No, veramente no. M’è venuta invece voglia di recuperare qualche vecchio film con Marilyn Monroe. Considerando che tra i nomi dei produttori della serie compare un certo Steven “tutto ciò che tocco ormai si trasforma in merda” Spielberg, è già qualcosa.
Dopo i pessimi Terra Nova e Falling Skies e il modestissimo The River, questa sembra infatti l’unica produzione decente o quasi recente dell’ex paparino di E.T. telefono casa. Uno che solo per l’atroce War Horse farebbe meglio a cambiare pianeta che se lo incontro per strada lo faccio correre io forte come un cavallo…
"Dopo Will & Grace, finalmente m'han dato un amico etero... ehm, scherzavo!"

In Smash per fortuna il tocco di Spielberg si sente poco, diciamo che si sente soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi che, come è consuetudine nelle sue produzioni, se non seguono gli stereotipi lui non è contento. E qui dentro è tutto uno sguazzare dentro gli stereotipi: c’è lo sceneggiatore teatrale gay, la sceneggiatrice teatrale amica dei gay interpretata da Debra Messing che guarda caso l’unico ruolo di rilievo mai interpretato nella sua vita era quella dell’amica dei gay in Will & Grace, c’è il regista piacione che ci prova con l’attrice che vuole la parte, c’è l’attrice zoccola che ci sta perché vuole la parte, c’è l’attrice che non viene presa perché non è zoccola abbastanza e non la smolla al regista per avere la parte.
Azz, che fantasia. Ci siamo sprecati, eh? D’altra parte quando leggi il nome di Steven Spielberg tra i producer sai già che l’originalità è proprio una caratteristica che non devi cercare.

Joe Jonas?! Per il futuro dobbiamo aspettarci pure Justin Bieber?
Peccato che anche il livello delle canzoni e della musica non è proprio tra i più esaltanti. Se già in Glee tra classici di trash rock anni ’80 e pop songs di Justin Bieber c’è sempre meno di che gioire, Smash farà contenti i fan dei musical di Broadway e pochi altri. E quanto nel quarto episodio vedi comparire Joe Jonas dei Jonas Brothers cantare un pezzo di Michael Bublé, capisci che qua la musica non fa per te. O, almeno: non fa per me.

La storia parte da un presupposto assurdo. A due celebrati autori teatrali viene in mente (o meglio rubano l’idea al solito stagista sfigato di turno) di realizzare un musical sulla figura di Marilyn Monroe. La cosa assurda non è questa. La cosa assurda è che nessuno vuole finanziare questo musical e tutti dicono che è un fallimento annunciato e che nessuno andrebbe mai a vedere un musical su Marilyn.
Questo non ha senso.
Proporre un musical con dei Cats che cantano, quella sarebbe un’idea folle e visionaria. Ma un musical su Marilyn, l’icona più celebre del cinema di tutti i tempi, non mi sembra un’idea così stramba. Persino io che non ne capisco una cippa di musical, avessi dei soldi da investire li investirei su un progetto del genere, perché mi sembra un successone assicurato.
Smash racconta delle varie fasi di lavorazione che stanno dietro a un musical sulla Monroe, dalla scelta del cast alla composizione delle varie canzoni, fino alle prove. Se l’idea di seguire i dietro le quinte di una grande produzione di Broadway vi fa esclamare: “Oh mio Dio! Mio Dio! Mio Diooooo” in maniera isterica, allora questa è la serie che fa per voi. Se al contrario vi fa domandare: “Sì, ma la partita del Milan a che ora inizia?” beh, questa di certo non è la serie che fa per voi.

Un elemento positivo di Smash, e che potrebbe riservare ulteriori maggiori soddisfazioni nel corso delle prossime puntate, è la protagonista Katharine McPhee. Lei è la solita attrice barra cantante barra modella barra figa uscita da un talent-show, per la precisione da American Idol, mica Amici della Maria, dove però non aveva vinto ma si era classificata seconda, dietro a Taylor Hicks, un tizio che sembra l’incrocio perfetto tra George Clooney e Jay Leno…


Dopo il secondo posto dietro a questo George Leno o, se preferite, Jay Clooney, Katharine McPhee ha pubblicato una manciata di canzoncine carine di mainstream pop tipo questa…


Fatto sta che la spilungona mora all'interno del musical all'interno della serie vorrebbe interpretare… Marilyn Monroe?!?! E presentandosi all'audizione è tra l'altro l'unica non vestita da Marilyn e canta una canzone che non c'entra una mazza come "Beautiful" di Christina Aguilera...


"In questa serieeeee non cantiaaaamoooo tutto il tempooooo nooooooo"
Katharine McPhee è carina e tutto, però con Marilyn che c’azzecca? Lo scopriremo nel corso degli episodi, in cui dovrà vedersela con Megan Hilty, in pratica la reincarnazione della Monroe, una biondazza che ha vissuto tutta la sua intera vita in attesa soltanto di interpretare la Marilyn più famosa dopo Manson.
È da questo conflitto tra prime donne che possono nascere le situazioni più intriganti di una serie piacevole e carina, ma che sa già troppo di già troppo già visto. Tra delle prove di danza in stile Saranno Famosi e Paso adelante (aaargh!) e momenti musicali ben coreografati e interpretati ma noiosetti, il modello di riferimento, la pietra di paragone inevitabile alla fine ovviamente è… Glee.

Qualcuno ha definito Smash una versione adulta di Glee e in effetti, se immaginate una sorta di spinoff con Rachel Berry in cerca di avventura per i palchi di Broadway, non ci sarete andati molto lontani.
"No, non ho bisogno di farmi il regista per avere la parte. Però, per sicurezza..."
Le differenze rispetto a Glee sono comunque ben presenti. E con Glee mi riferisco a quello spumeggiante della prima stagione, non a quello spento e triste delle ultime puntate, che mi hanno portato a smettere di vederlo perché nun lo reggevo più.
Per prima cosa i personaggi: dalla perfidia esilarante di Sue Sylvester alla genialità in pillole di Brittany, di personaggi singolari e fenomenali in Glee ce ne sono, o meglio ce n’erano parecchi. Mentre in Smash abbiamo giusto il regista inglese che con il suo british humour e la sua cattiveria ogni tanto riesce a far ghignare, sebbene per il momento non lasci nemmeno lui del tutto il segno. Così come una sprecata Anjelica Huston. Lo stile (almeno inizialmente) dalla parte dei loooser e dei disaddattati vari presenti nella serie di Ryan Murphy lascia spazio qui giusto a una tipa vagamente outsider che si ritrova alla sua prima esperienza in un grosso musical. E i numeri musicali, che nel Glee degli inizi riuscivano a essere simpatici e accattivanti, in Smash per lo più sono semplici esercizi di stile, Broadway style, oppure sogni ad occhi aperti della protagonista.
La pecca principale comunque è la più totale mancanza di originalità: Smash sembra essere la solita storia del credere nei propri sogni, del tenere duro finchè non si diventa delle stelle. Un messaggio positivo, che appoggio in pieno, per carità del cielo e delle stelle stesse. Però quante volte l’abbiamo già vista, tanto per non andare troppo in là nel tempo, con praticamente tutti i personaggi di Glee o con qualunque protagonista di qualunque film più o meno musicale da Flashdance alle Ragazze del Coyote Ugly, da Save the Last Dance fino ad Honey?
Questo Smash cosa mi presenta di nuovo? Era davvero necessario?
Nonostante tutte le mie critiche (costruttive? distruttive?) va detto che Smash è un prodotto ben fatto, che nel suo genere funziona, che merita fiducia e che penso continuerò a seguire, almeno per un pochino. Se non altro perché è in arrivo come guest-star una certa Dea Uma Thurman…
(voto 6/10)

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