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sabato 5 dicembre 2015

Scott Weiland era





Scott Weiland era il cantante degli Stone Temple Pilots e dei Velvet Revolver.
Scott Weiland era una delle ultime rockstar in circolazione.
Scott Weiland era un animale da palcoscenico.
Scott Weiland era un figo della Madonna.
Scott Weiland era un'icona della musica grunge e degli anni '90.
Scott Weiland era uno dei miei idoli adolescenziali.
Scott Weiland era.

 Scott Weiland (1967 - 2015)

sabato 10 maggio 2014

GUIDA GALATTICA ALLA MUSICA GRUNGE




Secondo appuntamento delle guida musicali galattiche di Pensieri Cannibali. Dopo aver parlato di Britpop, oggi tocca all’altra grande corrente musicale in voga negli anni ’90, in questo caso soprattutto (ma non solo), sull’altra sponda dell’Atlantico. Mi riferisco al grunge. Sì, quel genere che ascoltavamo noi teenager depressi in quel decennio. Allora non eravamo emo, eravamo grunge. Indossavamo camicione a quadretti sformate in flanella e jeans strappati, non ridevamo mai e ascoltavamo questo strano rock che mescolava influenze punk e metal, testi nonsense ed era costruito per lo più sull’alternanza di momenti acustici con improvvise accelerazioni elettriche.
La scena ha avuto come cuore pulsante Seattle, allora capitale dell’angoscia adolescenzial-esistenziale, oggi città hipster e ipertecnologica, in cui per di più sono ambientati Grey’s Anatomy e 50 sfumature di grigio. Che dire? I tempi cambiano.

Breve storia per i babbani del genere: la scena grunge ha avuto come basi fondamentali tra fine 80s e primi 90s l’alternative rock di band come Melvins, Mudhoney, Sonic Youth, Pixies, Dinosaur Jr. e Meat Puppets, ha poi raggiunto l’apice della popolarità con i paladini del genere, i Nirvana di Kurt Cobain, i Pearl Jam, gli Alice in Chains e i Soundgarden, senza dimenticare le Hole di Courtney Love, per arrivare poi alle derive post grunge di band come gli australiani Silverchair e gli inglesi Bush, che ne hanno proposto una versione se vogliamo più “commerciale” (il grido: “Venduti! Venduti!” riecheggia ancora nelle mie orecchie), mentre in Italia qualche ispirazione grunge la si è sentita nel suono degli Afterhours e dei primi Verdena.

Ecco ora le mie personali 10 canzoni preferite del genere. Ho scelto solo 1 canzone per band, altrimenti i Nirvana avrebbero rischiato di occupare da soli metà classifica…
Per un’immersione completa nel grunge, potete inoltre ascoltarvi tutta la mia playlist su Spotify (che trovate in fondo al post) e recuperare qualche bel filmetto di quel periodo come S.F.W. – So Fucking What, Assassini Nati - Natural Born Killers, Singles – L’amore è un gioco e Giovani, carini e disoccupati.


Top 10 – Le canzoni grunge preferite di Pensieri Cannibali

10. Afterhours “Male di miele”



9. Foo Fighters “Everlong”



8. Alice in Chains “Heaven Beside You”



7. Radiohead “Creep”



6. Bush “Swallowed”



5. Pearl Jam “Jeremy”



4. Hole “Violet”



3. Stone Temple Pilots “Plush”



2. Soundgarden “Pretty Noose”



1. Nirvana “Heart-Shaped Box”




La playlist Grunge di Pensieri Cannibali su Spotify

martedì 11 maggio 2010

Stone Temple Video

Vi avevo già parlato di loro e della loro storica storia in un vecchio post (che non era neanche male, quindi andate a recuperarlo). Però era Pasqua e magari ve lo siete persi. Evito di ripetere dunque le stesse identiche cose e vi lascio con il nuovo videoclip sballoso.

gruppo: Stone Temple Pilots
canzone: Between the lines
giudizio: figata grunge

domenica 4 aprile 2010

LA Grunge

Pasqua. Periodo di resurrezioni e nuovi inizi. Molti sono i gruppi risorti ultimamente dalle ceneri degli anni Novanta. Chi per soldi, chi per una ritrovata ispirazione e sintonia, chi ancora per... ehm, soldi.
Cranberries, Skunk Anansie, a breve i Soundgarden, tanto per dirne alcuni. Io vi propongo il comeback di uno dei più grandi, ma allo stesso tempo sottovalutati, gruppi del periodo grunge. Direttamente non da Seattle, ma dalla California: gli Stone Temple Pilots.
Nei 90s hanno avuto un paio di grandi hit



inciso una manciata di buoni album e splendide canzoni



ma a causa di qualche eccesso di droga di troppo e una creatività che andava e veniva a fasi alterne non sono mai riusciti ad imporsi definitivamente nell’immaginario collettivo, nonostante il leader Scott Weiland sia stato (è ancora?) uno dei più carismatici e rock’n’roll personaggi emersi negli ultimi due decenni. Dopo una rapida avventura da solista e con i Velvet Revolver (insieme a Slash), Weiland si è infine ricongiunto con i suoi vecchi compari grunge-rockers. Un nuovo album è in arrivo a breve e il primo pezzo rilasciato mette la carica e anche un tantinello di nostalgia da anni Novanta.
Adesso però mettiamo da parte i fazzoletti e prepariamoci al pogo con questo pezzaccio molto Scott Weiland, ma anche molto Kurt Cobain.
Stone Temple Pilots. Between the lines. Tirate su il volume.

you always were my favourite drug
even when we used to take drugs

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