Visualizzazione post con etichetta the hurt locker. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta the hurt locker. Mostra tutti i post

domenica 10 febbraio 2013

BIGHELLONANDO CON I FILM DI KATHRYN BIGELOW

Nuovo appuntamento della rubrica cannibale sui grandi registi e sulle loro grandi carriere.
Abbiamo già visto Quentin Tarantino, quindi Steven Spielberg e poi è stata la volta di Tim Burton. Oggi è il turno di una presenza femminile: Kathryn Bigelow, la mia regista donna preferita insieme a Sofia Coppola. Se però la Coppola Jr. ha uno stile immediatamente riconoscibile e delle tematiche ricorrenti in tutti i suoi film, lo stile della magnifica 61enne Kathryn Bigelow è più difficile da identificare, ci vorrebbe una Jessica Chastain per scovarlo.
Il suo percorso cinematografico è parecchio schizofrenico e variegato. Tra i non troppi punti di contatto che possiamo intravedere tra le sue pellicole c’è paradossalmente una dose notevole di… mascolinità. La Bigelow è uno dei directors con più palle a Hollywood. Sia che si dedichi all’action o a film più quieti, ci mette sempre una dose di cattiveria e di ribellione sconosciuta a molti colleghi maschietti. Per utilizzare un sottotitolo italiano di quelli solitamente inutili dato a una delle sue pellicole più famose, Point Break, i suoi film rappresentano spesso un punto di rottura.
Lo si può vedere nel motociclista ribelle di The Loveless, nella pellicola sui vampiri parecchio lontana dalle solite pellicole sui vampiri Il buio si avvicina, nel poliziesco virato al femminile Blue Steel, nella voglia di sfidare i limiti a qualunque costo del Patrick Swayze di Point Break, nello strano futuro immaginato in Strange Days, nel mystery sui generis Il mistero dell’acqua, nei russi americanizzati di K-19, o nell’epica anti-americana delle ultime battaglie americane, dall’Iraq di The Hurt Locker alla guerra al terrore di Zero Dark Thirty. In tutti i suoi film, anche quelli meno riusciti, c’è sempre uno scarto rispetto alla norma, al prevedibile. C’è coraggio.
Ma vediamoli un po’ più nel dettaglio, in questa rapida bighellonata con i film della regista.

The Loveless (1982) di Kathryn Bigelow, Monty Montgomery
Esordio pieno di fascino della Bigelow, accompagnata per questo debutto in società dal co-pilota Monty Montgomery. Un vero e proprio trampolino di lancio per lei, destinata negli anni a diventare una delle donne più potenti di Hollywood, meno per lui, visto che questa rimarrà la sua unica regia.
The Loveless è un omaggio agli anni ’50, al rockabilly, alla cultura dei motociclisti. Una pellicola estremamente retrò le cui musiche e atmosfere credo siano piaciute parecchio a David Lynch. Il film è stato il trampolino di lancio non solo per la regista, ma anche per il protagonista Willem Dafoe. The Loveless ha rappresentato il vero e proprio esordio per lui e per il suo folle ghigno. Peccato per la sceneggiatura parecchio esilina, che impedisce al film di essere davvero travolgente, però si intravede già la particolarità e la stranezza del cinema della Bigelow. The Loveless è infatti la storia di un gruppo di motociclisti diretti a Daytona per una gara che nel tragitto si fermano in una minuscola cittadina in mezzo al nulla. Uno ci si potrebbe aspettare il loro arrivo a Daytona, ci si potrebbe attendere una gara finale, e invece…
(voto 6,5/10)

"Mmm... se ordino una Coca Light dite che perdo la mia aura da bel tenebroso?"

Il buio si avvicina (1987)
Il buio si avvicina, la grandezza anche. Il primo film tutto in proprio della non ancora big Bigelow è un’altra opera molto affascinante, più per le atmosfere che per una trama pure in questo caso piuttosto esile. La cosa migliore del film è il suo affrontare una vicenda di vampiri in maniera del tutto differente da come siamo abituati oggi. Anche qui c’è dietro a tutto una storia d’amore, però niente triangoli, niente licantropi, niente Twilightate clamorose.
Il buio si avvina è un gioiellino, per qualcuno anche un piccolo cult, che probabilmente avrebbe giovato di un protagonista più efficace. Adrian Pasdar, futuro Nathan Petrelli di Heroes, non è proprio il massimo. A compensare ci sono la controparte femminile, una Jenny Wright poi scomparsa nel nulla, ma che qui appariva come una Dianna Agron in versione vampiresca, e il bad boy Bill Pullman, da cui Ian Somerhalder avrebbe preso parecchio nella futura serie tv The Vampire Diaries. Un po’ troppo scarna la sceneggiatura, come detto, ma si intravedono comunque lampi di grande cinema.
Canzone cult: George Strait “The Cowboy Rides Away”
(voto 7,5/10)



Ian Somerhalder di The Vampire Diaries?
No.
Dianna Argon di Glee?
Nemmeno.
Adrian Pasdar di Heroes?
Oh, almeno questo l'ho azzeccato!

Blue Steel - Bersaglio mortale (1989)
Thrillerino senza infamia e senza lode. La Bigelow dirige con buon occhio, punta sui giochi di luce, cerca di alzare il livello di tensione dando alla pellicola un buon ritmo, però è la vicenda a non coinvolgere più di tanto. A non funzionare è soprattutto il cattivone, interpretato dall'ormai defunto Ron Silver, uno yuppie maniaco che non ha lo spessore del Patrick Bateman di American Psycho. Spessore, o mancanza di spessore se preferite, considerando che il Bateman è il re dei superficialoni.
Jamie Lee Curtis in versione poliziotta se la deve vedere con con questo psycho di serie B in un thriller molto 80s, con tanto di scenona di sesso hyper patinato alla Top Gun/9 settimane e ½ incorporata. Un film comunque importante nella carriera di Kathryn Bigelow, di svolta, che qui per l’ultima volta è alle prese anche con la sceneggiatura. Dopo questa pellicola, Kathryn si concentrerà unicamente su ciò che le riesce meglio, ovvero la regia, affidandosi ad altri per la scrittura. E, come vedremo, i risultati saranno di gran lunga superiori…
(voto 6/10)

P.S. Blue Steel diventerà il nome di una nota espressione del modello Zoolander.

"Giuro che la Blue Steel di Zoolander non ha niente a che fare con il mio film!"

Point Break - Punto di rottura (1991)
Kathryn Bigelow diventa una Big. Non di Sanremo. Di Hollywood. Scusate se è poco.
Il punto di rottura tra i suoi pur apprezzabili lavori precedenti e la grandezza delle sue ultime produzioni arriva a inizio anni ’90, con un film che segna il passaggio da un certo cinema action tamarro tipicamente 80s a qualcosa di più. Di più profondo, di più introspettivo, come si può notare nell’ottima caratterizzazione dei due protagonisti. Curioso che uno dei migliori buddy movie, ovvero i film sull’amicizia maschile, di sempre ce l’abbia regalato una donna.
Point Break è anche il prototipo nonché l’esempio a oggi più alto della pellicola sul poliziotto infilitrato. Modello poi ampiamente scopiazzato, vedi Fast & Furious.
In più, Point Break è anche un film stupendo sul surf e sulla voglia di libertà.
E poi ci sono le rapine con le maschere dei Presidenti americani addosso, alcune scene d'azione cui altri registi si sarebbero ispirati (vero Christopher Nolan?), Keanu Reeves che diventa l’idolo delle teenagers, un Patrick Swayze che surfeggia nella leggenda…
Quante cose, in quello che a qualcuno potrebbe sembrare solo un semplice action movie. Ma mai fermarsi alle apparenze.
(voto 9/10)

"Ricordati Keanu che tu sarai sempre l'Eletto. Nessuno può metterti in un angolo."
"Non ho la più pallida idea di quello che stai dicendo, ma credo che un giorno capirò."

Strange Days (1995)
Un film incredibile, in grado di far sembrare persino Ralph Fiennes un attore della Madonna. Un film in grado persino di far sembrare una sceneggiatura firmata da James Cameron una figata pazzesca. Sì, l'ho detto.
Juliette Lewis rockeggia e incanta cantando PJ Harvey. Le tensioni razziali e il gangsta rap delle battaglie tra 2Pac e Notorious si fondono in una sinfonia rap futuristica immersa in un’atmosfera da fine del mondo, più che da fine del millennio. Il tutto accompagnato da sex, cyber-sex, drugs and rock'n'roll, da un’inquietante serial killer a piede libero e dagli anni ’90 che 3, 2, 1… diventano gli Anni Zero.
Strani giorni, viviamo strani giorni. Ieri come oggi.
(voto 9,5/10)



"E' inutile che insisti, Voldemort. Finché non sconfiggi
quel pistolino di Harry Potter non te la smollo, intesi?"

Il mistero dell’acqua (2000)
Dopo la doppietta clamorosa siglata con Point Break e Strange Days, due dei film che più hanno segnato gli anni ’90, la Bigelow realizza un’opera più intima, meno spettacolare, parecchio distante da tutto quello che ha realizzato prima. Il mistero dell'acqua ha comunque una caratteristica comune a tutto il suo cinema: riuscire a creare un’atmosfera. Il film è giocato tutto su questo. Sull’atmosfera, sulle suggestioni, sulle sensazioni. (sì, mi sono drogato)
Due storie si intrecciano e fanno all’amore. Una nel presente, una nell’Ottocento. Due storie distanti e che pure creano un legame unico, creando una tensione sottile e costante. Un film piccolo e poco conosciuto, considerato un’opera minore nella carriera della Bigelow, e invece è una sorpresa. Neanche tanto piccola.
(voto 7,5/10)

"Qual è il mistero dell'acqua? E che no so.
Io a mala pena riesco a vincere una partita a Ruzzle..."

K-19 (2002)
Il film più tradizionale e noioso dell’ottima carriera della Bigelow. Una vicenda ambientata perlopiù su un sottomarino ai tempi della Guerra Fredda. A parte i più interessati all’argomento, una storia di davvero scarso appeal. Eppure la regia della Kathryn è  valida e, persino nella sua pellicola più canonica, c’è un elemento non troppo consueto. Quella che sembra una tipica americanata, qui ha per protagonisti dei russi. Peccato che gli attori scelti non siano troppo credibili per la parte: Harrison Ford è il simbolo del cinema a stelle e strisce e  l’irlandese Liam Neeson, per carità, quello è già poco credibile nei panni dell’irlandese, figuriamoci quando deve fare il russo.
Un film per quanto mi riguarda ben poco appassionante, non credo di averne mai completato la visione.
(s.v.)

"Hey, Harrison, dici che il mistero dell'acqua siamo io e te nella parte di due russi?"

The Hurt Locker (2008)
Boom. Questo film è una bomba. Questo film va dritto in vena anche a chi come me non impazzisce per le pellicole belliche. Kathryn Bigelow è capace di scaraventarti sul campo da guerra come pochi altri, ti fa saltare per aria, non ti lascia sicurezze, non racconta di vincitori o perdenti, non esalta gli IU ES EI! IU ES EI!, bensì ci racconta di una dipendenza. Dopo i drogati di adrenalina di Point Break, i drogati di guerra. Una dipendenza da cui gli uomini non riescono a uscire. Ci voleva una donna per farcelo notare.
Nota a parte. Oltre ad aver apprezzato la pellicola di per sé, la adoro ancora di più perché agli Oscar 2010 ha schiacciato il favorito, il teribbile Avatar del suo ex marito James Cameron, portando a casa 6 statuette 6 tra cui quella per il miglior film. Beccatevi questa bomba, puffi blu in 3D!
(voto 8,5/10)

"Mi spiace, Evangeline, devo tornare in guerra."
"E che mi frega, a me. Io tanto devo tornare sull'isola!"

Zero Dark Thirty
(voto ?/10)

martedì 21 febbraio 2012

Ogni Oscarrafone è bello a mamma soja

Settimana degli Oscar, questa, e i due blogger cinematografici peggiori della blogosfera potevano per caso esimersi dal dedicare all’evento un evento ancora più speciale?
Per celebrare l’occasione, io avevo proposto a Mr. James Ford di andare a bombardare la villa di qualche potente di Hollywood come James Cameron, Mel Gibson, o Steven “bollitissimo” Spielberg. Una volta arrivati lì, Ford si è però messo a fare la groupie, a scattare foto e a chiedere autografi e i piani malefici sono stati abortiti.
E così abbiamo deciso di realizzare più semplicemente una Blog War - Oscar edition, scegliendo ciascuno le 5 decisioni migliori e quelle peggiori fatte dall’Academy Awards dal 1929 a oggi. Se per quelle peggiori c’è stato solo l’imbarazzo della scelta, come vedremo domani, per le scelte migliori è stata un pochino più dura. Ma comunque, incredibile a dirsi, ci sono state pure quelle, così come ogni tanto - seppur rarissimissimissimissimissimissimissimamente - anche Ford fa delle scelte azzeccate e parla di film che meritano.
Comunque cominciamo, con i 5 momenti top degli Oscar scelti da Cannibal Kid.
Cannibal Kid

Mentre il mondo del Cinema è in subbuglio in attesa di una delle notti più celebrate della settima arte ed il Cannibale è in subbuglio per l'amore che continua a negarsi per James Cameron, i due rivali più rivali della blogosfera hanno deciso di dire la loro all'Academy, portando per una volta le famigerate Blog Wars in casa di qualcun'altro: ma prima di bottigliare la Giuria che da quasi un secolo sceglie a chi verranno consegnate le famigerate statuette per le sue più scellerate decisioni, abbiamo deciso di essere buoni e riconoscere quelli che sono stati i premi più azzeccati, tanto da far gioire anche due individui scombinati e sempre sul piede di guerra come il sottoscritto ed il Cucciolo Eroico Kid.
Ecco, dunque, la cinquina del meglio scelta dal mio antagonista, per una volta meno insensata del solito!
Mr. James Ford

A volte c'è così tanta bellezza nel mondo... Ford, se non la vedi mettiti un cazzo di paio di occhiali!
1. American Beauty (2000)
5 Oscar: film, regia (Sam Mendes), attore protagonista (Kevin Spacey), sceneggiatura originale (Alan Ball), fotografia (Conrad L. Hall)
Cannibal Kid Sono stato particolarmente contento di questa vittoria, o meglio trionfo, di American Beauty. Quella del 2000 è stata una delle prime edizioni degli Oscar che ho vissuto in prima persona, o comunque di sicuro la prima di cui sono stato soddisfatto del risultato, dopo le delusioni degli anni precedenti. Con prima persona non intendo che ho seguito tutta la (come al solito) noiosa cerimonia, ma andando il giorno dopo a spulciare tra tg e giornali per avere notizie di chi aveva vinto. Perché sì, in quella lontana e strana epoca, Internet non ce l’avevo ancora, mi sarebbe arrivato “grazie” a Napster qualche mese più tardi, e comunque non era ancora certo uno dei mezzi principali di informazione, nemmeno per i più avanti sui tempi e sui Ford come me.
"Alleniamoci un po' per l'incontro di wrestling con Ford.
Anche se sono sicuro sarà una passeggiata..."
American Beauty l’avevo visto qualche settimana prima al cinema e mi aveva entusiasmato come pochi altri film, con quella sua sceneggiatura pazzesca perfettamente orchestrata e quello splendido bagno di rose, of course. Dopo una serie di Oscar scandalosi, finalmente vinceva un film che adoravo e che avrebbe rappresentato una rottura con la Hollywood precedente, pronta nell’anno 2000 a rendersi conto che l’American Dream era stato solo un’illusione. E questo attraverso un film paradossalmente intitolato American Beauty.
Un film troppo avanti, troppo di rottura per Ford il Classico, che fa rima non con fico ma con stitico ahahah!
P.S. Uno scandalo comunque che per le migliori musiche non abbiano premiato la strepitosa soundtrack firmata da Thomas Newman ma quelle lamentose e già dimenticatissime de Il violino rosso.
P.P.S. Ford scemo e scemo chi non lo dice. SCEEEEEEEEMO!
Mr. James Ford Come al solito sono pronto a stupire il mio avversario Cannibale affermando che anche io fui molto felice della vittoria di American Beauty, un film che negli anni ho in parte ridimensionato ma che riguardo sempre con grande piacere.
Ai tempi ricordo che lo vidi in sala e ne rimasi folgorato, e ricordo anche che, pur se con un modem a vapore, avevo già la connessione internet. Sono decisamente troppo avanti per il buon Kid, che ovviamente preferirà la sciapa versione Marylin di Mena Suvari alla darkettona e da me decisamente preferita Tora Birch. Ma del resto, il Kid capisce di Cinema come di donne! Ahahahahahah!
Kid Assolutamente sì, caro il mio sciapo JFK dei poveri. Perché, come dice Mena Suvari nel film: “Non c’è niente di peggio che essere un Ford qualunque.” O almeno, a me sembra dicesse così…

"Attento Ford, l'ultima volta che ho detto che Avatar è un
buon film, mi hanno messo la museruola. Fai te..."
2. Il silenzio degli innocenti (1992)
5 Oscar: film, regia (Jonathan Demme), attore protagonista (Anthony Hopkins), attrice protagonista (Jodie Foster), sceneggiatura non originale (Ted Tally da Thomas Harris)
Kid Questa edizione degli Oscar non l’ho vissuta in prima persona. Mentre Mr. Ford era già un vecchio decrepito, io infatti ero ancora solo un Kid nemmeno tanto Cannibal. Il silenzio degli innocenti l’ho recuperato però una manciata di anni più tardi ed è stata la visione più paurosa che abbia mai fatto, Bob di Twin Peaks a parte. Un viaggio nell’incubo attraverso un thriller a tratti horror. Un film di genere, quindi, di quelli che quasi mai vengono presi in considerazione dall’Academy Awards, figuriamoci vincere. E invece in questo caso si è aggiudicato i 5 premi più importanti, tutti stra meritati, dalla regia perfetta di Demme alle interpretazioni pazzesche e purtroppo poi mai più ripetute di Anthony Hopkins e Jodie Foster.
Uno di quei film perfetti cui davvero non cambierei niente, nemmeno una virgola.
Quello che cambierei è invece il mio nemico: Buffalo Ford ormai non riesce proprio più a competere contro il grande Hannibal the Cannibal Kid!
JF Ancora una volta - comincio quasi a stancarmi di essere sempre un passo avanti - sorprendo il mio acerrimo rivale affermando di essere stato più che felice della vittoria de Il silenzio degli innocenti, rincarando la dose dichiarando ufficialmente di avere con lui in comune il terrore per Bob di Twin Peaks e l'inquietudine che mi diede la visione della vhs pirata di questo film quando ancora facevo le medie. Ai tempi non riuscii a cogliere tutte le sfumature di questa pellicola INCREDIBILE, ma ho rimediato negli anni riscoprendo anche Manhunter, sua gemella formato eighties.
Il Ford Dragon è pronto dunque a fare polpette di Buffalo Kid!

"Terrence Malick, arriviamo! Alla facciazza di Ford!"
3. Heath Ledger (2009), Christian Bale e Natalie Portman (2011)
Kid Spesso gli Oscar premiano degli attori terrificanti, ma di questo ne parleremo domani.
Negli ultimi tempi è però successo un miracolo: hanno cominciato a dare statuette anche ai miei attori preferiti. Certo, Heath Ledger è dovuto morire perché la sua interpretazione pazzesca del Joker ne Il cavaliere oscuro venisse presa in considerazione, altrimenti l’Academy magari avrebbe anche avuto il coraggio di non nominarlo nemmeno…
L’anno scorso poi, la soddisfazione più bella e sorprendente delle ultime edizioni degli Oscar: il mio attore e la mia attrice preferiti entrambi premiati. Christian Bale ottimo non protagonista per The Fighter (seppur non la sua migliore interpretazione in assoluto) e Natalie Portman stellare miglior attrice protagonista per Il cigno nero. E se lei non vinceva ero pronto ad andare a Hollywood a fare un sacrificio umano. Un sacrificio non mio: avrei sacrificato Ford, naturalmente. Però è andata bene, sia a Natalie che ha trionfato che a Ford che è sopravvissuto… Lui sono pronto a sacrificarlo di nuovo se nell’edizione 2012 Terrence Malick non verrà premiato come miglior regista!
"Ford, dì bye bye ai tuoi VHS di Van Damme e ai dischi di Guccini"
Per intanto comunque festeggio il fatto che Natalie Portman sia entrata nel cast dei 2 prossimi film di Malick, entrambi pure con Christian Bale: Lawless e Knight of Cups. E nel primo ci saranno pure Ryan Gosling e Rooney Mara. Ommioddio, ma allora è vero che Dio esiste e - sorpresa sorpresa - non sono io ma è Terrence Malick!
E tu Mister James che disprezzi The Tree of Life non c’è dubbio: sei il Diavolo. Vade retro, Satanord!
JF Neppure il più tosto degli esorcisti mi costringerà a tacere la mia opinione su quella pippa stracciamaroni di The tree of life, così come ad avere molte riserve non sul cast ottimo quanto sui possibili intenti di un Malick divenuto un pò troppo tronfio e prolifico. Detto questo, posso addirittura essere d'accordo con Cannibal Ledger, che per una volta mette da parte le sue cotte adolescenziali per scegliere attori che meritano davvero.
Kid Troppo tronfio e prolifico? Ma non è che ti stai confondendo con i tuoi preferiti Clint Eastwood, Woody Allen e Martin Scorsese ahahah?

"Corri, Fordest Gump, corri!"
4. Premi per le migliori sceneggiature originali
Kid Motivazione: sovente agli Oscar i film (almeno per me) più spettacolari non ricevono il premio di miglior film o regia, ma vengono perlomeno “risarciti” nella categoria delle migliori sceneggiature originali, in cui capita che siano davvero premiate le pellicole più interessanti: Pulp Fiction, Viale del tramonto, Quarto Potere, L’attimo fuggente, I soliti sospetti, Quasi famosi, Lost in Translation, Se mi lasci ti cancello, Juno…
Stiamo parlando di sceneggiature ORIGINALI, Ford. E sappiamo tutti bene come “originalità” sia un termine che hai cancellato dal tuo dizionario ai tempi delle scuole medie con il bianchetto, tu che ti appassioni solo a i film copia, o alcune volte persino alle copie della copie (vedi il recente entusiasmo per Millennium - Uomini che odiano le donne).
JF Che il premio per la miglior sceneggiatura originale sia una sorta di risarcimento riservato ai film troppo fuori dagli schemi per vincere la statuetta più ambita è ormai una realtà consolidata, anche se a volte capita che il suddetto premio finisca a qualche pellicola decisamente sopravvalutata - qualcuno ha detto Lost in translation? -: concordo con il mio rivale nel segnalare questo angolino positivo della notte degli Oscar, ma come di consueto devo finire per colpirlo fortissimo quando confonde una copia o un remake con una rilettura - e in questo senso, rincaro la dose affermando che il nuovo Uomini che odiano le donne sta al romanzo e al film precedente come l'Hurt di Johnny Cash sta a quella dell'amico Trent Reznor: non c'è paragone -.
Kid Appunto: l’originale è sempre l’originale. La cover, per quanto riuscita, è sempre una rimasticatura dell’idea di qualcun altro da parte di chi non riesce a crearne di proprie. Ma che l’originalità ti dia fastidio ormai non è una novità, Ford, non devi mica stare a ribadirlo ogni volta. D’altra parte pure io che parlo con uno che ha rubato il nickname a un personaggio di Lost (tra l’altro un esperto truffatore) che mi devo aspettare? Magari una riabilitazione di Mister Plagio Zucchero?
JF Dato che, dunque, di truffe me ne intendo per osmosi, ti dico che in quel caso la "cover" risulta ben più tosta dell'originale, un pò come, sempre parlando di Cash, è per One degli U2.
Direi, comunque, giusto per fare un pò di polemica, che confondi la non originalità con l'esperienza. Ma del resto, sei un Piccolo Cucciolo Eroico mica per niente!

James Cameron prende le sconfitte sportivamente.
Un po' come un certo Mr. Ford...
5. The Hurt Locker batte Avatar (2010)
Kid The Hurt Locker è un film che mi piace, una delle migliori pellicole belliche recenti, ha un finale potentissimo. Però non è che rientri tra i miei film preferiti in assoluto. Se sono stato contentissimo della sua vittoria (anche se avrei preferito i Bastardi senza gloria) comunque è soprattutto perché la piccola produzione di Kathryn Bigelow è riuscita a battere il pompatissimo, costossimo, schifosissimo Avatar di James Cameron. Ironia della sorte pure suo ex marito.
Una vera goduria vederlo sconfitto, lui e il suo cinema concettualmente vecchio e superato che ha mascherato come novità assoluta soltanto per il suo cazzo di 3D. Una vera goduria, come sconfiggere in tutte (o quasi) le Blog War il vecchio e pure lui superatissimo omonimo James, di cognome non Cameron ma Ford!
JF A volte l'Academy stupisce per decisioni assurde, che vanno contro la sua stessa natura. Hurt locker, un buon film - ma certo non il migliore della bravissima Bigelow -, batte quello che è il simbolo del blockbuster degli anni zero soltanto per una questione politica legata al ritiro delle truppe Usa dalle varie campagne avviate dallo scellerato George W.
Un vero peccato, perchè nonostante il mio limitato rivale continui a denigrarlo, Avatar è stato - ed è - uno dei simboli di questo nuovo millennio di Cinema. Che gli piaccia o no. Con o senza il 3D - odiatissimo anche dal sottoscritto -.
Kid Avatar è il simbolo solo di un cinema vecchio e superato, che sembra giusto la versione sfigata della intro di qualche videogame di nuova generazione. Proporci in 3D un Porcahontas VS Balla coi pupi con degli orribili Puffi giganti non significa fare qualcosa di nuovo…
JF Ma non occorre necessariamente fare qualcosa di buono per fare un buon film. E Avatar è senza dubbio un buon film.
Kid Avatar è senza dubbio solo una cagata pazzesca di film.

E ora passiamo ai 5 momenti top di Mr. Ford.

"Dedico questo Oscar a Cannibal Kid, che almeno ha le palle di mettermi in
discussione. Mai piaciuti i leccaculo come Ford!"
1) Gli spietati (1993) e Million dollar baby (2005)
JF Tra le gioie più grandi che l'Academy mi abbia regalato ci sono senza dubbio i due trionfi di Clint, che conquistò in queste due occasioni le statuette per la miglior pellicola e la miglior regia.
Quella de Gli spietati la vissi soltanto di riflesso, dato che vidi il film per la prima volta qualche anno dopo, mentre per Million dollar baby fu davvero magico, tanto da cancellare la delusione dell'anno precedente, quando con il magnifico Mystic river il buon Eastwood si dovette accontentare della vittoria dei suoi due protagonisti maschili - Sean Penn e Tim Robbins - a causa dell'incetta che fece Il ritorno del re.
Due pietre miliari, due ritratti di un'America fatta di lacrime e sangue, due Capolavori che rendono il vecchio Dirty Harry il più grande regista americano vivente, nonchè, come spesso ripeto, il John Ford della nostra generazione.
Kid Il più grande regista americano vivente???
Adesso non esageriamo. Bravino Clint, ma i suoi film non mi hanno mai fatto pensare: geniale! Oppure: questa sequenza è davvero fenomenale e nessun altro regista sarebbe riuscito a fare di meglio.
Sarà che per me è troppo classico, ma il guizzo del fuoriclasse alla Tarantino, Malick o Lynch in lui proprio non l’ho mai visto.
Gli spietati non mi entusiasma, da bravo radical-chic preferisco la canzone dei Baustelle. È un film valido come western, ma secondo me i capolavori veri riescono a uscire dai confini del genere, come fa ad esempio un Silenzio degli innocenti tra i thriller. Questo per me non ci riesce, nonostante i bei dialoghi tra Clint Ford e Cannibal Freeman. Million Dollar Baby è un Oscar che ci può stare, anche se va un po’ troppo sullo strappalacrime per i miei gusti. E pure questo è molto, troppo classico. È così difficile apprezzare film nuovi, rivoluzionari, innovativi? Lo chiedo sia a Ford che all’Academy Awards.
JF Di nuovo ti ancori troppo al guizzo e al momento. Sei un pò come una sveltina rispetto ad una storia fatta e finita. Ahahahahahahah!
Detto questo, sai quale sarà secondo me il film più ricordato tra un paio di centinaia di anni del tuo amico Lynch, ad esempio? Una storia vera, che guarda caso è il suo film più classico.
La questione non è lo stile o come si racconta, ma riuscire a parlare il più universalmente possibile raccontando vicende in cui lo spettatore si può riconoscere.
Kid Se vogliamo chiamare le 2 ore e passa di invenzioni di Pulp Fiction o le 4 di Kill Bill o tutta la bellezza del mondo racchiusa in un solo film come The Tree of Life delle sveltine, ben vengano le sveltine!
Una storia vera poi, non volevo tirarlo fuori io, ma visto che l’hai fatto tu: quella è la chiara dimostrazione di superiorità di Lynch, che ha fatto un film classico uno e gli è venuta fuori l’opera che Eastwood ha sempre sognato di fare e non gli è mai riuscita così bene nonostante i numerosi tentativi.
E comunque tra vari secoli, di Lynch rimarranno anche le straordinarie sequenze oniriche di Twin Peaks, perché in quanto autore completo sa fare il classico se vuole, ma sa fare alla grandissima anche altro.

"Ah, com'era dolce la vita senza Ford!"
2) Tutti gli Oscar a Fellini
JF Le quattro vittorie del più grande regista italiano di tutti i tempi - nonchè uno dei miei favoriti in assoluto - nella categoria Miglior film straniero sono un riconoscimento a dir poco clamoroso, anche perchè, se non mi sbaglio, non esiste un regista che abbia portato a casa quattro statuette quattro con i suoi film.
Se poi i titoli premiati sono La strada, Le notti di Cabiria, 8 e 1/2 - il più grande film italiano di tutti i tempi - e Amarcord, c'è poco da dire.
Benigni ha poco da saltare sulle poltrone - ma di questo parleremo domani -, il vero Bel Paese sta tutto qui.
Kid Qui sono d’accordo. Gli Oscar a Fellini fanno piacere e non lo dico per patriottismo, visto che non mi chiamo Clint Eastwood (vedi il suo spot per la Chrysler). Lo dico perché sono grandi film di un grande regista. Anche qui però l’Academy è riuscita a farmi storcere il naso, visto che tra i 4 Oscar andati alle sue pellicole, non ha premiato la mia favorita in assoluto: La dolce vita, che però si è rifatta vincendo a Cannes. Un ulteriore segno che spesso i film migliori non vincono l’Oscar, ma vengono premiati sulla Croisette, vedi The Tree of Life, Pulp Fiction, Elephant, Apocalypse Now, Il nastro bianco, Dancer in the Dark, Cuore selvaggio, Taxi Driver…
In maniera analoga a come i film migliori non vengano riconosciuti dall’Oscarrafone Ford, bensì dal Cannesibal!
JF Più che Cannesibal, che due bal! Tra l'altro, mentre alcune delle pellicole che citi avrebbero meritato senza dubbio - Pulp fiction, Apocalypse now, Elephant - altre sono un vero e proprio sfracellamento di maroni - The tree of life, Dancer in the dark -.
E tra l'altro, tra tutti i grandi film di Lynch, dovevi proprio citare uno dei suoi meno riusciti!?!?
Kid Cuore selvaggio non sarà il suo film migliore, ma comunque è una pellicola strepitosa. Meglio di un Eastwood qualsiasi, per dire ahahahah.

"糞食らえ (くそくらえ)! Translation: fuck you, Ford!"
3) Departures (2009)
JF Come ben sa chi bazzica il saloon da un pò di tempo, questo è stato uno dei film che più è riuscito a commuovermi negli ultimi anni da spettatore, tanto da sorprendermi e farmi ritrovare completamente in lacrime nel corso della stupenda sequenza che arriva a chiudere il rapporto del protagonista con suo padre.
Esempio perfetto di quello che sono la leggerezza e la poesia del Cinema nipponico, questo film è una vera e propria sinfonia, che pare adagiarsi in silenzio e poi, senza chiederci il permesso, esplode come una tempesta nel cuore di chi la sa affrontare, scoprire, guardare.
Una vera meraviglia.
Kid Ottimo film, Departures. Beh, ottimo no… carino, dai. L’Oscar ci può stare, anche se io quell’anno avrei preferito decisamente il più notevole, impressionante e innovativo Valzer con Bashir. Quindi, una decisione poi nemmeno così illuminata pure questa, da parte dell’Academy Awards.
E poi Ford, con tutto il rispetto per Departures, ma potevi scegliere decisamente di meglio, persino all’interno del tuo limitatissimo mondo cinematografico… Comunque preferisco non infierire troppo, che se no il tenero sofficino Ford mi si mette di nuovo a piangere!
JF Detto da uno che si è messo a piandere per One day, direi che quasi mi metto a ridere! Ahahahahahaha!
Kid Invece di “piandere” uahahahah, almeno l’hai visto One Day o parli per i tuoi soliti pregiudizi?

"Tom, non devo neanche perdere tempo a spiegarti dove
devi infilargliela la stecca a quel Ford, vero?"
4) Paul Newman per Il colore dei soldi (1987) e Robert De Niro per Toro scatenato (1981)
JF Due giganti della recitazione, due mostri sacri del grande schermo, due leggende che hanno popolato l'immaginario di generazioni di spettatori.
Il primo, un vero e proprio mito dentro e fuori dal grande schermo, ingiustamente ignorato per quasi tutta la sua carriera dall'Academy, finalmente ebbe il riconoscimento che già gli spettava per Lo spaccone grazie alle zampate di Martin Scorsese e al gioco di sponda di un giovanissimo Tom Cruise, anch'egli bravissimo in quell'occasione.
"Macché Jake LaMotta, mi sono ispirato al Ford scatenato"
Il secondo, al suo apice creativo, sfoderò un'interpretazione perfetta per intensità ed impegno fisico: l'aumento di peso portò Scorsese - sempre lui - ad accelerare le riprese spinto dal timore che il buon Bob avesse ripercussioni fisiche permanenti.
Un La Motta quasi più vero del vero La Motta. Strepitoso.
Kid Due buone interpretazioni, per due attori simbolo dello star-system, per due premi che quindi faranno anche contento Ford ma certo non sorprendono più di tanto.
A dirla tutta poi, Robert De Niro per me ha fatto decisamente di meglio in Taxi Driver e C’era una volta in America. Film per cui invece non è stato premiato. Mentre ne Il colore dei soldi ho preferito Tom Cruise, giovane e spumeggiante come Cannibal nei confronti del superato Ford Oldman.
JF In effetti Il colore dei soldi è un'ottima rilettura della nostra vicenda: Ford insegna i suoi trucchi a Cannibal, finge di farsi battere, intasca un sacco di soldi con una bella truffa e poi, prima della bella, fa capire di avere già vinto "perchè lui è il migliore". Bella storia davvero!



"Vedi che succede a lasciare Little Miss Ford al volante?"
5) Michael Arndt per la sceneggiatura di Little miss sunshine (2007)
JF Nell'anno in cui tifai spudoratamente per l'ennesima meraviglia eastwoodiana - Lettere da Iwo Jima, se non l'avete fatto, recuperatelo - fui consolato dalla gioia per la statuetta andata alla sceneggiatura di quello che è uno dei miei film indipendenti preferiti in assoluto, e non solo mi lega ai ricordi dei tempi in cui conobbi Julez, ma anche alla prima volta in cui pensai, nonostante fossi allo sbando, solo e completamente fuori fuoco, che sarebbe stato magnifico essere padre, ed avere una piccola Olive cui insegnare a ballare.
Conservo questo film perchè un giorno io possa raccontare a mia figlia che, in qualche modo, il suo viaggio sarà partito da qui.
Kid Film carino, Little Miss Sunshine, ma certo la sceneggiatura non mi sembra una delle migliori della Storia. In questo campo hanno vinto ben altri filmoni più meritevoli, vedi la parte illuminata di questa rassegna da Oscar, ovvero la parte cannibale. Lo script di Little Miss Sunshine è davvero Little al confronto di quelli stratosferici di Pulp Fiction o Se mi lasci ti cancello, come Little Miss Ford al confronto di Cannibal King. E comunque io, in quel 2007, tra i nominati invece di quel Michael dal cognome impronunciabile avrei premiato l’ottima sceneggiatura di Guillermo Arriaga per Babel.
Quanto al racconto strappalacrime di Ford cos’è, un estratto dalla sceneggiatura del prossimo film di Spielberg?
JF Certo, perchè non premiare la sceneggiatura di un film bolso, noioso e artefatto come Babel invece di quella del freschissimo Little Miss Sunshine?
Perchè qui da Burger Cannibal King non c'è un film senza sfracellamento di coglioni.
Arriaga ha fatto decisamente meglio con Le tre sepolture.
Kid Sì, brava Little Miss Ford, intanto vai a prendere lezioni di ballo che prima di insegnare a una futura figlia a farlo è meglio se impari te. Sarai anche The Wrestler, ma per fare Black Swan mi sa che non sei pronto uahahah!

lunedì 26 aprile 2010

Madonna M.I.A

Il nuovo video della genietta cingalese M.I.A è imperdibile, una commistione pazzesca di immagini e musica, un mini-film di 9 minuti girato con stile nudo & crudo tra “The Hurt Locker” e la serie tv “The Shield”. Con tanto di finale esplosivo e splatter. Il video è già stato censurato da YouTube U.S.A.
Il regista è Romain Gavras, già autore di “Stress” per i Justice.
A livello musicale, dopo aver campionato i Clash in “Paper Planes” ora M.I.A ripesca un pezzo del 1977 dei Suicide, “Ghost Rider”, e lo fa suonare come il dannato rock’n’roll del dannato futuro. Madonna M.I.A che roba!

Potete anche vederlo full-screen QUI

lunedì 8 marzo 2010

BOOM


Alla fine ce l’ha fatta. Davide ha sconfitto Golia, dove Davide ha le sembianze della 58enne sexy Kathryn Bigelow e Golia le fattezze ben poco sexy di un imbolsito James Cameron. Il film sugli artificieri in missione in Iraq “The Hurt Locker” ha letteralmente fatto saltare per aria lo stucchevole finto mondo avatar di Pandora, conquistando 6 Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia. Sinceramente non ci speravo, perché avevo dimenticato che le cose belle SUCCEDONO, fuori dall’Italia. “I will let you down, I will make you hurt” può canticchiare ora Kathryn all’ex marito Cameron.

Un’edizione degli Oscar 2010 che è sembrata un ballottaggio pro o contro una persona. Un po’ come avviene in Italia ad ogni elezione. E stavolta il cattivo è stato battuto. Hollywood sembra dire che il futuro del Cinema passa per le vie delle invenzioni registiche e del cinema indipendente piuttosto che per quelle di un cinema vecchio e decrepito camuffatto col 3-D. “Avatar” è un vecchio tirato a lucido con tanto di lifting e parrucchino, ma l’Academy per fortuna non ci è cascata e ha fatto trionfare il Cinema delle idee sul Cinema dei Dollari.

Sandra Bullock, dopo aver avuto le palle di andare di persona a ritirare il Razzie Award come peggior attrice per “All about Steve”, si è anche portata a casa meritatamente l’Oscar per “The Blind side”. A questo punto le mancano solo il Tapiro d’oro, la vittoria a Sanremo e quella stasera al Grande Fratello e poi i premi per quest’anno se l’è fatti tutti.
Miglior attore: Jeff Bridges, l’eterno outsider che finalmente può godere delle luci della ribalta. “Crazy heart” si è pure portato a casa il premio per la miglior canzone: “The weary kind” di Ryan Bingham e T-Bone Burnett. Spero di vedere questo film presto!
Due Oscar sono andati anche allo stupendo “Precious” (lo potete trovare su eMule, però spero si decidano a farlo uscire in Italia): miglior sceneggiatura non originale e miglior attrice non protagonista, una commossa Mo’nique.

Oscar per la miglior colonna sonora allo splendido tema strappa-lacrime (strappa-molte-molte-lacrime) di “Up”, firmato dall’italo-americano Michael Giacchino, ribattezzato con orgoglio dal TG5 Michele Gioacchino.


In una serata ottima, un paio di delusioni personali. L’Oscar per il miglior film straniero, innanzitutto. Aspettando di vedere il film argentino premiato “El secreto de sus ojos”, resta un peccato enorme il fatto che i due film probabilmente migliori dell’intera annata, il tedesco “Il nastro bianco” e il francese “Il profeta”, siano rimasti a bocca asciutta.
E poi Quentin Tarantino, of course. Arrivato sul red carpet dopo un festino in cui si è improvvisato dj anni 70 a base di birra, pizza e chissà cos’altro, si è dovuto accontentare appena dell’Oscar al non-protagonista Christoph Waltz. Ma la migliore sceneggiatura originale bastarda era la sua.

Per quanto riguarda il lato glamour, George Clooney è apparso meno brillante del solito, al fianco della solita inespressiva Canalis. Con il suo “Tra le nuvole” che è stato ignorato dall’Academy d’altronde aveva ben poco da ridere. Le più fiche sul red carpet sono state per me le giovani Carey Mulligan, Miley Cyrus e Anna Kendrick. Oltre a una Bigelow che migliora con il passare degli anni e che stanotte è diventata la “Regina del mondo”. Sono particolarmente contento per la consacrazione ufficiale della regista che mi ha regalato cult personali come “Strange Days” e “Point Break”, oltre all’ottimo “Il mistero dell’acqua”.

Resto con una domanda: come faceva la splendida Bigelow, la prima donna a vincere l’Oscar per miglior regia e miglior film, a stare con James Cameron??

And the winners are…
(per fortuna su Avatar mi ero sbagliato, ma le mie altre previsioni si sono rivelate piuttosto azzeccate)

MIGLIOR FILM
The hurt locker

MIGLIOR REGIA
Kathryn Bigelow per The hurt locker

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jeff Bridges per Crazy heart

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Sandra Bullock per The blind side

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christoph Waltz per Bastardi senza gloria

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Mo’Nique per Precious

MIGLIOR FILM STRANIERO
El secreto de sus ojos di Juan José Campanella

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Up

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal per The hurt locker

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Mauro Fiore per Avatar

MIGLIOR MONTAGGIO
Bob Murawski e Chris Innis per The hurt locker

MIGLIOR COLONNA SONORA
Michael Giacchino per Up

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“The Weary Kind” di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart

MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO
Paul N.J. Ottosson per The hurt locker

MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The hurt locker

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar

MIGLIORI COSTUMI
Sandy Powell per The young Victoria

MIGLIOR TRUCCO
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek

MIGLIOR DOCUMENTARIO
‘The Cove’ di Louie Psihoyos

MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO
‘Music by Prudence’ di Roger Ross Williams

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar

MIGLIOR CORTO ANIMATO
Logorama di Nicolas Schmerkin

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’AZIONE
The New Tenants di Joachim Back

sabato 6 marzo 2010

Personal Oscar

Domenica notte saranno assegnati gli Oscar 2010. Queste sono le mie predizioni, oltre ai miei preferiti nelle varie categorie.

Miglior film
Precious
Bastardi senza gloria
The Hurt Locker
Tra le nuvole
District 9
The Blind Side
Up
An Education
A Serious Man
Avatar

Il mio Oscar: Precious
Probabile vincitore: Avatar


I miei film del cuore dell’anno sono stati “500 giorni insieme” e “Amabili resti”, entrambi ignorati dall’Academy. In questa categoria, poi, avrebbero dovuto starci “Il nastro bianco” e “Il profeta”, i due film obbiettivamente più forti e d’impatto dell’annata. Si sono dovuti accontentare della nomination per il film straniero. Vabbè.
Tra i film nominati, la mia preferenza va a "Precious", storia durissima e regia visionaria e originale. Una delle cose più nuove e interessanti nel panorama cinematografico americano. Chissà se e quando uscira in Italia. Nel frattempo lo trovate già su eMule (sottotitolato in italiano). Certo, sarebbe un sogno pure la vittoria dei “Bastardi senza gloria”. I bookmakers puntano sull’ottimo “The Hurt Locker” ma diciamo che l’Oscar probabilmente andrà ad "Avatar". Purtroppo per me che l’ho odiato.

Miglior regista
Quentin Tarantino, “Bastardi senza gloria”
Kathryn Bigelow, “The Hurt Locker”
Lee Daniels, “Precious”
Jason Reitman, “Tra le nuvole”
James Cameron, “Avatar”

Il mio Oscar: Quentin Tarantino
Probabile vincitore: James Cameron

Tarantino gira SEMPRE meglio di chiunque altro. E anche stavolta l’Oscar non glielo daranno. Qualche speranza per la grandiosa Kathryn Bigelow che con “The Hurt Locker” si è inventata un nuovo modo di raccontare la guerra, ma anche qui il trionfo del suo ex-marito James Cameron è cosa quasi inevitabile.


Miglior attore protagonista

George Clooney, “Tra le nuvole”
Jeff Bridges, “Crazy Heart”
Colin Firth, “A Single Man”
Jeremy Renner, “The Hurt Locker”
Morgan Freeman, “Invictus”

Il mio Oscar: George Clooney
Probabile vincitore: Jeff Bridges

Qui si va su delle grandi interpretazioni. “Crazy Heart” con Jeff Bridges non l’ho ancora visto, quindi per il momento il mio Oscar va al Clooney che si è elevato sopra le nuvole.

Miglior attrice protagonista
Sandra Bullock, “The Blind Side”
Carey Mulligan, “An Education”
Gabourey “Gabby” Sidibe, “Precious”
Meryl Streep, “Julie & Julia”
Helen Mirren, “The Last Station”

Il mio Oscar e probabile vincitrice: Sandra Bullock

Gran bella sfida pure qui. Ho adorato la giovane Carey Mulligan di “An Education”, ma la Sandra Bullock in versione Erin Brockovich dell’ottimo “The Blind Side” (anche questo lo trovate su eMule sottotitolato) dovrebbe portarle una meritata statuetta.

Miglior Attore non Protagonista
Christoph Waltz, “Bastardi senza gloria”
Woody Harrelson, “The Messenger”
Stanley Tucci, “Amabili resti”
Matt Damon, “Invictus”
Christopher Plummer, “The Last Station”

Il mio Oscar: Woody Harrelson
Il probabile vincitore: Christoph Waltz

Voto Woody Harrelson sulla fiducia, pur non avendo ancora visto “The Messenger”, perché è da sempre uno dei miei attori preferiti (strepitoso e sottovalutato in “Larry Flynt” e “Natural Born Killers”). La statuetta, salvo sorprese, andrà comunque in maniera del tutto meritata a Christoph Waltz. Sperando non sia l’unico Oscar che si porteranno a casa i basterds di Tarantino.

Miglior Attrice non Protagonista
Anna Kendrick, “Tra le nuvole”
Maggie Gyllenhaal, “Crazy Heart”
Mo'nique, “Precious”
Vera Farmiga, “Tra le nuvole”
Penelope Cruz, “Nine”

Il mio Oscar: Anna Kendrick
Probabile vincitrice: Mo’nique

Stupenda Anna Kendrick, giovane apprendista secchiona di Clooney in “Tra le nuvole” e pure Maggie Gyllenhaal è sempre tra le mie preferite. I bookmakers danno però favorita la perfida Mo’nique di “Precious”. Inspiegabile la nomination per Penelope Cruz nel pessimo “Nine”. La adoro, è sexy da morire, ma questa non è certo una delle sue interpretazioni più riuscite. A rimanere fuori dalle candidature invece l’eccezionale Melanie Laurent di “Bastardi senza gloria”. Misteri dell’Academy…

Miglior sceneggiatura originale
“Bastardi senza gloria” - Quentin Tarantino
“The Hurt Locker” - Mark Boal
“The Messenger” - Alessero Camon e Oren Moverman
“Up” - Bob Peterson, Pete Docter
“A Serious Man” - Joel Coen e Ethan Coen

Il mio Oscar e probabile vincitore: “Bastardi senza gloria”

L’idea avuta da Tarantino di reinvantare totalmente la Storia a suo piacimento è lo spunto di sceneggiatura più geniale dell’anno. Spero vengo premiato, anche se vengono dati forti pure The Hurt Locker” e i Coen del, per me, sconclusionato “A Serious Man”.

Miglior Sceneggiatura non originale
“Precious” - Geoffrey Fletcher
“Tra le nuvole” - Jason Reitman e Sheldon Turner
“District 9” - Neill Blomkamp e Terri Tatchell
“An Education” - Nick Hornby
“In the Loop” - Jesse Armstrong, Simon Blackwell, Armando Iannucci, Tony Roche

Il mio Oscar: Precious
Probabile vincitore: Tra le nuvole

Categoria molto incerta. Il meglio arriva dall’originale reinvenzione di "Precious", ma è ottimo pure lo script di “Tra le nuvole”.

Miglior film d'animazione
“Fantastic Mr. Fox”
“Up”
“Coraline”
“The Secret of Kells”
“La Principessa e il Ranocchio”

Il mio Oscar: “Fantastic Mr. Fox”
Probabile vincitore: “Up”

Ho pianto come un bimbo con “Up”, che sicuramente si porterà a casa l’Oscar. Però la mia preferenza va al geniale accattivante stralunato divertentissimo fantastico “Fantastic Mr. Fox” di Wes Anderson (il regista de “I Tenenbaum”).

Miglior film straniero
“Il nastro bianco” (Germania)
“Il profeta” (Francia)
“El Secreto de Sus Ojos” (Argentina)
“Ajami” (Israele)
“Il canto di Paloma” (Perù)

Il mio Oscar e probabile vincitore: “Il nastro bianco”

Sono leggermente combattuto. Qui ci sono due fottuti capolavori in corsa, meglio di qualunque altro film nominato in ogni altra categoria. “Il profeta” è davvero una pellicola dall’impatto devastante, ma il mio cuore va a un altro film altrettanto duro: lo stupendo “Il nastro bianco” di Michael Haneke. Deutschland über alles.

Scenografia
“Parnassus”
“The Young Victoria”
“Sherlock Holmes”
“Nine”
“Avatar”

Il mio Oscar e probabile vincitore: “Parnassus”

L’immaginifico immaginario mondo di Parnassus tutta la vita!

Fotografia
“Il nastro bianco”
“Bastardi senza gloria”
“The Hurt Locker”
“Harry Potter e il principe mezzosangue”
“Avatar”

Il mio Oscar: “Il nastro bianco”
Probabile vincitore: “Avatar”

La glaciale asciuttezza del b/n de “Il nastro bianco” contro il mondo coloratissimo da videogame di “Avatar”. Due concezioni radicalmente opposte del Cinema. Io preferisco di gran lunga la prima.

Costumi
“Parnassus”
“Coco Avant Chanel”
“Bright Star”
“The Young Victoria”
“Nine”

Il mio Oscar: “Parnassus”
Probabile vincitore: “Coco Avant Chanel”

Ancora “Parnassus” tutta la vita! Scandalosa però l'esclusione dei pupazzi de "Nel paese delle creature selvagge" di Spike Jonze...

Trucco
“Il Divo”
“The Young Victoria”
“Star Trek”

Il mio Oscar: “Il divo”
Probabile vincitore: “Star Trek”

Qua per una volta si fa il tifo per l’Italia, con “Il divo”.

Montaggio
“The Hurt Locker”
“Precious”
“Bastardi senza gloria”
“District 9”
“Avatar”

Il mio Oscar: “The Hurt Locker”
Probabile vincitore: “Avatar”

Effetti speciali
“District 9”
“Star Trek”
“Avatar”

Il mio Oscar: “District 9”
Sicuro vincitore: “Avatar”

Colonna sonora
“Up”, Michael Giacchino
“Fantastic Mr. Fox”, Alexere Desplat
“The Hurt Locker”, Marco Beltrami e Buck Sanders
“Sherlock Holmes”, Hans Zimmer
“Avatar”, James Horner

Il mio Oscar e probabile vincitore: “Up”

Il tema strappalacrime di “Up” firmato da Michael Giacchino (l'autore della soundtrack di "Lost") non può essere ignorato. Orripilanti invece, davvero orripilanti, le musiche di “Avatar”.

Canzone
The Weary Kind da “Crazy Heart”, musica e testo di Ryan Bingham e T-Bone Burnett
Take It All da “Nine”, musica e testo di Maury Yeston
Almost There da “La Principessa e il Ranocchio”, musica e testo di Randy Newman
Down in New Orleans da “La Principessa e il Ranocchio”, musica e testo di Randy Newman
Loin de Paname da “Paris 36”, musica di Reinhardt Wagner testo di Frank Thomas

Il mio Oscar e probabile vincitore: “Crazy Heart”, bella canzone country di Ryan Bingham.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com