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venerdì 14 giugno 2013

UNA NOTTE DA LEONI, VERSIONE ANALCOLICA


Una notte da leoni 3
(USA 2013)
Titolo originale: The Hangover Part III
Regia: Todd Phillips
Sceneggiatura: Todd Phillips, Craig Mazin
Cast: Zach Galifianakis, Bradley Cooper, Ed Helms, Justin Bartha, Ken Jeong, John Goodman, Melissa McCarthy, Heather Graham, Sasha Barrese, Jamie Chung, Gillian Vigman, Jeffrey Tambor, Sondra Currie, Oliver Cooper
Genere: analcolico
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"Bravo Cannibal, anche io odio Liam Neeson!"
Ci sono cose che mi fanno incazzare a prescindere: i film sui supereroi, le pellicole con Liam Neeson e i sequel. Pensate un po’ quindi quanto possa essermi piaciuto Taken 2 – La vendetta, seguito del già pessimo di suo Io vi troverò in cui Liam Neeson si comporta come un supereroe.
Con Una notte da leoni 3 per fortuna non mi sono trovato alle prese con un film sui supereroi, Liam Neeson non è presente, però si tratta di un sequel. Di più, del terzo e, se Dio ce la manda buona, conclusivo capitolo di una trilogia. Che poi non doveva essere una trilogia. Una notte da leoni era un film unico e tale doveva restare, era uno spasso totale, una commedia a suo modo originale e con dei personaggi esilaranti e particolari, su tutti il folle (nel senso proprio di malato di mente) Alan, interpretato da un folgorante Zach Galifianakis, per cui si sono subito scomodati paragoni con John Belushi e che probabilmente invece farà la fine dell’altro “nuovo John Belushi”, ovvero Jack Black. Che comunque è pur sempre una fine migliore di quella del vero povero John Belushi.
Considerato il clamoroso successo di quel primo episodio, a Hollywood hanno sentito l’esigenza di farne un secondo, che si limitava ad essere una brutta, stantia e ridicola (ma non divertente) copia carbone del primo, soltanto ambientata a Bangkok anziché a Las Vegas.

"MMMbop, questo Justin Bieber non mi convince. Meglio gli Hanson."
Dopo quel disastroso episodio, ero già intenzionato a mettere una pietra sopra a questa saga, che non doveva essere una saga. L’avventura numero 3 non mi ha fatto certo cambiare idea, ma se non altro va dato atto agli autori un minimo di coraggio in più rispetto al numero 2. Se quello era uno scopiazzamento senza vergogna, in pieno Zucchero style, qui almeno si cerca di variare un minimo la formula.
Attenzione però, perché il cambiamento è più apparente che reale. Questa volta l’avventura non parte con il solito hangover, con i tre protagonisti che si risvegliano in uno stato pietoso dopo una notte di bagordi. Cosa positiva, perché così si evita di fare una copia della copia del primo episodio. Cosa negativa, perché si perde un po’ l’identità e il senso della serie, che si chiama in italiano Una notte da leoni e in originale The Hangover.
In Una notte da leoni 3 non c’è né una notte da leoni, né un hangover, e allora questo film che ca**o l’avete fatto a fare?
Bella domanda, a cui non ho ancora trovato una risposta.

"Cannibal, io pel vendetta svaligiale tua casa."
Todd Phillips a questo giro ha allora avuto le palle di provare a fare qualcosa di diverso? Come detto, apparentemente sì. La prima parte della pellicola promette quasi bene. Sembra concentrarsi soprattutto sulla figura di Alan, quello psicopatico di Alan, l’unico personaggio davvero interessante di questa serie, visto che Mr. Chow (Ken Jeong) non lo si regge più e si spera per tutto il tempo che venga fatto fuori in maniera brutale. I will let you down, I will make you hurt.
A morire è invece il padre di Alan e ciò sembra portare una maggiore introspezione al film. Ci troviamo forse dentro una versione più matura delle altre due notti da leoni?
No. È solo un’illusione. Dopo i primi minuti, Una notte da leoni diventa la solita notte da leoni, solo senza droghe, alcool, figa, deliri, tatuaggi e insomma mica tanto una notte da leoni. Una versione annacquata, analcolica di Una notte da leoni. La struttura narritava sembra cambiata, ma non lo è molto. Come al solito, ci ritroviamo con Bradley Cooper, Ed Helms e Zach Galifianakis chiamati a salvare il loro amico sfigato Justin Bieber Bartha. E pure qui a non mancare è la solita razione di avventure più o meno criminali, con John Goodman chiamato questa volta nella parte del cattivone di turno. In pratica, in questo terzo capitolo manca il meglio del primo episodio, ma non manca il peggio del secondo. Per fortuna almeno le scenette con gli animali questa volta sono contenute al minimo, giusto nella primissima evitabile scena di decapitazione di una giraffa, ma almeno non c’è più la scimmietta cagaminkia della notte in Thailandia. Baby steps. Piccoli progressi.

"Dici che lo vinciamo il Cannibal Award per la scena più sexy dell'anno?"
A livello di risate, siamo lontani dal primo episodio e le cose vanno giusto un cicinin meglio rispetto all’Hangover II. A livello di figa, qui siamo messi invece peggio, visto che Jamie Chung compare in appena mezza scena per circa cinque secondi. Io comunque non ho ancora capito dai tempi del precedente capitolo come fa Ed Helms a stare con Jamie Chung. Capirei stesse con Bradley Cooper, ma con lui no.
A rendere questo terzo episodio un filo migliore del secondo è allora il tentativo, seppure solo abbozzato, di variare un minimo la formula, oltre al fatto di dare maggiore spazio ad Alan e al ritornare sui passi del primo episodio, apparizione di Heather Graham compresa, riuscendo a dare una chiusura al cerchio sulle note di “Dark Fantasy” di Kanye West. Il + del voto se lo merita però + che altro per la divertente partecipazione di Melissa McCarthy, la cui carriera era iniziata come personaggio minore nella serie Una mamma per amica e oggi dopo Le amiche della sposa è una delle attrici comiche più lanciate di Hollywood.

Questo Una notte da leoni 3 è allora un film perfettamente inutile, che non cambia niente. Continuo a pensare che la prima pellicola dovesse rimanere un unico da non replicare, e le cose che mi fanno incazzare a prescindere rimangono le stesse di sempre: i film sui supereroi, le pellicole con Liam Neeson e naturalmente i sequel.
(voto 5+/10)

P.S. Grazie alla scena dopo i titoli di coda il voto cambia. In peggio.
(voto 5-/10)



giovedì 30 maggio 2013

SOLO DIO PERDONA CERTI FILM




"Fatti sotto, wrestler d'un Ford!"
Che bello, è quasi estate…
O forse dovremmo dire: che brutto, è quasi estate?
Tanto il tempo quest'anno è una merda e i film che ci aspettano nelle sale nei mesi estivi non si preannunciano il massimo. La stagione cinematografica italiana corta comunque non è ancora finita, ed è pronta a tirare fuori ancora gli ultimi pezzi forti, complice il recente Festival di Cannes.
Qualcosa di buona da questa settimana cinematografica sembra allora poterne uscire, insieme a qualcosa di meno buono. Tutti i film in arrivo vi sono gentilmente (o quasi) presentati in questa come al solito pessima rubrica dai commenti miei a da quelli del mio blogger rivale numero 1, Mr. Jamesporc.

"Mannaggia! Chi lo immaginava che i wrestler adesso menano sul serio?"
Solo Dio perdona - Only God Forgives di Nicolas Winding Refn
Il consiglio di Cannibal: Nemmeno Dio perdona Ford - Not Even God Fordgives
Solo Dio perdona potrebbe essere l’incognita dell’anno. D’altra parte Refn nella sua carriera ha fatto cose splendide come Drive e altre pessime come Valhalla Rising, quindi non si può mai sapere…
I fischi e le critiche ricevute da questo film all’ultimo Cannes possono contare però fino a un certo punto, visto che in platea spesso ci sono dei criticoni invidiosi come Ford, sempre pronti a buttare giù registi che poco tempo prima osannavano. A testimoniarlo c’è ad esempio l’accoglienza ricevuta a Venezia da To the Wonder di Terrence Malick, non un capolavoro assoluto come The Tree of Life, ma comunque niente da giustificare tante opinioni negative.
L’impressione, anche ascoltando la colonna sonora, è che Solo Dio perdona ce l’avrà dura a diventare un nuovo cult totale ai livelli di Drive, però le premesse per una visione notevole ci sono tutte. Se poi Refn & Gosling a questo giro non si sono ripetuti, Dio possa perdonarli. E possa anche perdonare Ford per tutte le castronerie che quotidianamente scrive.
O meglio ancora, lui può anche non perdonarlo, che ci godrei a vederlo bruciare tra le fiamme dell’Inferno buahahah!
Il consiglio di Ford: meglio regnare all'Inferno, che servire in Paradiso.
Refn, come tutti voi ormai sapete, è uno dei protetti fordiani più protetti degli ultimi anni. Dalla trilogia di Pusher a Bronson, da Valhalla rising al meraviglioso Drive, i suoi film sono riusciti tutti a ritagliarsi uno spazio importante nel cuore del sottoscritto.
Purtroppo quest'ultimo Festival di Cannes, che almeno sulla carta doveva vedere la consacrazione definitiva dell'autore danese, ha invece segnato, a quanto pare, un passo indietro con un film giudicato da molti tronfio e spocchioso, una sorta di manifesto del radicalchicchismo in pieno stile Cannibal, ovvero il peggiore.
"Un'altra vittima innocente della furia di Ford...
NOOOOOOOOOOO!"
Io cercherò di schiaffarmelo il giorno dell'uscita senza farmi influenzare, e spero davvero di non trovarmi ad essere costretto a bottigliare perfino uno dei nomi di punta della mia scuderia.

Una notte da leoni 3 di Todd Phillips
Il consiglio di Cannibal: ormai stanno diventando più notti da coglioni
Una notte da leoni era un film divertente, che gasava, che faceva venire una gran voglia di andare a Las Vegas. Il sequel era una robetta che riciclava l’originale, non proponendo manco mezza idea nuova. In pratica, un film del tutto inutile. Ahimé, questo terzo capitolo rischia di ripetere il secondo che ripeteva il primo. In pratica, si preannunciano sbadigli più che risate. Tranne per gli amanti delle copie anziché degli originali come Ford, lo Zucchero Sugar Fordaciari della blogosfera. LOL
Il consiglio di Ford: Vecchio cowboy leone, giovane coniglio coglione.
Personalmente, al brand di Una notte da leoni io voglio bene.
Sarà che il mio addio al celibato è stato piuttosto tumultuoso, sarà che come idea di film da riposo di neuroni funziona, ma il lavoro di Todd Phillips è riuscito a divertirmi da matti in entrambi i suoi capitoli, nonostante il secondo fosse chiaramente una copia sputata del primo.
Il trailer del terzo, poi, è riuscito subito a riportarmi sui binari di follia che, a volte, finiscono per caratterizzare certe serate passate con gli amici a meno che non siate il Cannibale, che fin troppo spesso e volentieri dedica le nottate a chiudersi ancora più a chiave nella sua cameretta sperando che un bel principe venga a prenderlo neanche fosse un novello Raperonzolo.

"Vediamo se con questo riesco a fermarti, dannato Ford..."
Akira di Katsuhiro Otomo
Il consiglio di Cannibal: aaaaah, aaah kiiira, sorriderò se non a Ford?
Akira è una bella botta. M’ha fatto esplodere la testa come poche altre visioni.
Un film notevole, ricco di spunti, visivamente grandioso. Io però non c’ho capito una mazza. Attendo quindi che Ford me lo spieghi per filo e per segno, sempre se è sopravvissuto alla visione. Cosa su cui non scommetterei.
Ancora una volta, vivi complimenti alla prontissima distribuzione italiana, che fa arrivare questo film del 1987 in sala ad appena 26 anni di distanza. Forse perché è questo il tempo che ci va per riuscire a comprendere in pieno Akira…



"No, non ce la faccio, è più grosso di The Rock!"
Il consiglio di Ford: Bottigliate a-ki? A quel bimbominkia di Cannibal Kid-ra(ck)!
Non spendo troppe parole per presentare quello che è uno dei cult dell'animazione e ancor prima del fumetto giapponese di tutti i tempi, film splendido che ha fatto la storia del genere e che inspiegabilmente viene distribuito in Italia dopo aver già conosciuto almeno un paio di edizioni in dvd e bluray.
L'unica cosa che posso affermare con certezza è che se ancora dovesse mancare alla vostra "collezione", una visione è praticamente obbligatoria, considerato che, insieme a Ghost in the shell, si potrebbe considerare il Blade runner del manga. E se volete un secondo consiglio, recuperate anche il fumetto, ancora più sconvolgente, ricco e profondo.

Mrs. Jane Ford mentre scrive il suo nuovo post.
Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard
Il consiglio di Cannibal: Ford è pazzo, ma nessuno è pazzo per lui
Uh, una commedia francese con un ottimo cast ambientata negli anni ’50! Questo sembra un film davvero caruccio. Una pellicola vintage e leggera di quelle che il nostro cinema si può solo sognare.
Mi sa tanto di possibile sorpresa della settimana. Alla faccia di Ford e delle sue schifezze da tamarro di periferia come Fast & Furious 600!
Il consiglio di Ford: Peppa Kid è ormai pazzo di me!
Considerato che, di recente, Ozon ha riportato molto in alto le quotazioni del Cinema d'oltralpe - non che ce ne fosse bisogno -, questo film potrebbe anche risultare abbastanza interessante, divenendo, di fatto, la sorpresa della settimana, l'outsider di lusso che non ti aspetti.
Quello che mi aspetto, invece, sono le consuete sparate prive di senso del mio antagonista, che se non fosse per Gatsby e pochi altri titoli così grandi da metterlo d'accordo con il sottoscritto sarebbe già stato bandito dal mondo dei bloggers cinematografici.

"Dai, cantiamo 'sta canzone di Justin Bieber, così facciamo contento Ford.
E pure Cannibal."
Benvenuti a Saint Tropez di Danièle Thompson
Il consiglio di Cannibal: a Saint Tropez, la gente si chiede perché, Ford balla il twist, portando un vestito in lamè
Per un film francese promettente come Tutti pazzi per Rose, ecco arrivarcene un altro che mi attira decisamente meno. Mi ispira comunque più delle classiche commedie italiane medie, però potrebbe essere un mezzo cinepanettone d’Oltralpe piuttosto evitabile. Non evitabile quanto il blog WhiteRussian, ma comunque piuttosto evitabile.
Il consiglio di Ford: Saint Tropez mi pare il posto giusto dove spedire in vacanza il Cannibale. Io, invece, me ne vado a Cannes, con tutti quelli che di Cinema se ne intendono.
Filmetto transalpino inutile sfruttato come riempitivo neanche fosse la classica commedia di pessima fattura made in Italy che mi guarderò bene dal recuperare, e che in un periodo piuttosto impegnato come quello di ogni genitore per tutta la vita finisce per risultare solo ed esclusivamente un furto di tempo ad altre esperienze decisamente più interessanti da fare nel corso della propria vita.
Meglio, dunque, che a sciropparselo sia il Cannibale, che tanto da fare non ha niente di particolare, se non andare su Youtube a guardarsi tutti i video degli One Direction.

"Al termine della conferenza non ci sarà nessun banchetto, mi spiace.
Slow food o non slow food, s'è magnato tutto Ford..."
Slow Food Story di Stefano Sardo
Il consiglio di Cannibal: I don’t eat Slow Food
Viva il fast food, abbasso lo slow food!
E abbasso ancora di più i documentari sullo slow food!
E abbasso ancora e ancora di più quel lentone di Mr. Slow Ford!
Il consiglio di Ford: slow che!?
Io mangio, parecchio.
Normalmente primo, secondo, formaggio, verdura, frutta, noci, gelato e alcolico.
Di slow non c'è nulla, dalle mie parti, se non la calma che mi prendo per gustare ogni portata. Di food, invece, parecchio.
Dunque credo che salterò questo film e mi dedicherò ad una bella cena corposa.

"Dio ti benedica, Ford. Sei il mio blogger preferito!"
Una notte agli Studios di Claudio Insegno
Il consiglio di Cannibal: meglio una notte all’Inferno con Ford
Questo film viene promosso come il primo fantasy italiano in 3D, cosa che da sola basterebbe per scappare a gambe levate, manco ci si trovasse alla presenza di Ford ignudo. Guardando poi il trailer, si viene presi da quegli sconforti esistenziali che ti fanno chiedere: “Peeerché? Cosa ho fatto di male, per meritarmi questo?”.
Più che una pellicola cinematografica, sembra una webserie di quelle amatoriali, molto amatoriali, di quelle che Ford con il suo Stupid Phone, volevo dire Smart Phone, mi sa che gira filmini migliori…
Il consiglio di Ford: una notte lontano dal Cinema.
Per favore, non provate neppure a guardare il trailer di questo film.
Dico davvero.
Non lo augurerei neppure al Cannibale.

"Li abbiamo letti proprio tutti, i necrologi,
ma il nome di James Ford non si trova. Che tristezza!"
Ti ho cercata in tutti i necrologi di Giancarlo Giannini
Il consiglio di Cannibal: ti ho cercato in tutti i necrologi, Ford, ma mannaggia non ti ho ancora trovato
Giancarlo Giannini è un buon attore, un grande professionista, uno dei nostri interpreti più apprezzati e ricercati all’estero (forse anche dall’Interpol), non lo metto in dubbio. A me personalmente però non ha mai entusiasmato. Adesso torna a fare il regista per la seconda volta, a 26 anni dal suo esordio. Che tutto questo tempo l’abbia passato anche lui a meditare sul significato di Akira?
Può darsi, quello che è certo è che il suo film mi ispira tanto quanto leggere i necrologi. Cosa che ho cominciato a fare, guarda caso, da quando conosco Ford. Per ora purtroppo senza avere soddisfazioni…
Il consiglio di Ford: meglio leggere i necrologi, che dedicarsi al Cinema italiano!
Ad ogni settimana che passa, mi pare che la nostra(na) settima arte si stia scavando la fossa da sola neanche se la godesse, chiusa nella bara, più della Sposa in Kill Bill.
Come se non bastasse, a buttare qualche badilata di terra in più pensa perfino un professionista come Giancarlo Giannini.
Stiamo sprofondando così tanto che a breve, forse, proporranno perfino a me e Peppa di girare un film insieme.

mercoledì 7 dicembre 2011

Jamie Chung: Cotta adolescenziale 2011 n. 12

Jamie Chung
Genere: massaggiatrice orientale
Provenienza: San Francisco, USA
Età: 28
Il passato: The Real World su Mtv, Samurai Girl, Dragonball Evolution, Patto di sangue, Un weekend da bamboccioni
Il suo 2011: Sucker Punch, Una notte da leoni 2
Il futuro: Premium Rush di David Koepp con Joseph Gordon-Levitt
Perché è in classifica: perché è un’ottima attrice? Ma và, perché mi fa troppo sesso!
Potrebbero piacerti anche: Grace Park, Tila Tequila, Bai Ling, Lucy Liu

Jamie Chung con quel nome potrebbe sembrare il fratello (maschio) di Jackie Chan, invece è una samurai girl con i controcazzi, che sa combattare come una Lucy Liu uscita da Kill Bill, o quasi, e sa ammaliare con uno sguardo da porca tenera cucciola indifesa. Un mix letale di fascino orientaleggiante che per ora si è fatta notare in una serie di film spesso non indimenticabili (ma Sucker Punch per quanto non del tutto riuscito ha il suo perché). In attesa che esca dai soliti stereotipi (cui questo stesso post ha contribuito) degli orientali a Hollywood, il prossimo anno potrebbe finalmente emergere anche come interprete accanto a Joseph Gordon-Levitt in Premium Rush. Per adesso la kung fu Jamie ce la teniamo così, deliziosa come e anzi molto più di un involtino primavera.
Ok, la smetto con ‘sti cazzi di stereotipi sui cinesi. Anche perché lei c’ha origini coreane…


mercoledì 23 novembre 2011

Una notte da black bloc a Bangkok


Una notte da leoni 2
(USA 2011)
Titolo originale: The Hangover Part II
Regia: Todd Phillips
Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Ken Jeong, Paul Giamatti, Jamie Chung, Sasha Barrese, Mason Lee, Jeffrey Tambor, Yasmin Lee, Mike Tyson
Genere: replica
Se ti piace guarda anche: Una notte da leoni, Libera uscita, Fatti strafatti e strafighe, Tre uomini e una gamba, Cose molto cattive, Parto col folle

Una notte da leoni 1 è stata una delle commedie di maggior successo che la storia d’America abbia mai conosciuto. Oltre 250 milioni di dollari incassati, un culto cresciuto settimana dopo settimana, un film riuscito a entrare nell’immaginario collettivo mondiale su come debba essere fatto un addio al celibato come Dio comanda. Impossibile non immaginare che sarebbe arrivato un sequel e infatti eccolo qui, con il cadavere del primo episodio ancora caldo e il ricordo ancora ben impresso nella mente di tutti.
Che poi non è che Una notte da leoni fosse qualcosa di così rivoluzionario, neppure all’interno del genere demenziale, visto che ad esempio Fatti strafatti e strafighe con l’accoppiata di idioti patentati Ashton Kutcher e Seann William Scott partiva dallo stesso spunto: dopo una sbronza colossale, un hangover (o presunto tale), i due protagonisti cercano di ripercorrere a ritroso cosa diavolo hanno fatto durante la precedente folle notte. Un po’ la stessa cosa che succede in Una notte da leoni, soltanto spostato nell’ambientazione sempre affascinante di Las Vegas come in Cose molto cattive, di cui pure era in parte debitore.
Il film però era assolutamente figo e divertentissimo, con uno Zach Galifianakis scatenato in grado di scomodare paragoni illustri (con John Belushi) e meno illustri (con Jack Black, negli ultimi tempi sempre più in caduta libera). Una commedia esilarante e mitica e allora per il sequel che fare? Squadra che vince non si cambia. Con un bottino così ricco alle spalle, perché rischiare?

Il secondo capitolo replica così in tutto e per tutto il primo. Peccato che il senso di dejavu si fa via via fastidioso, o meglio un “leggermente fastidioso” visto che comunque la pellicola si lascia comunque vedere. Se la mancanza di originalità era già da mettere in conto, la cosa più tragica qui è allora che questo nuovo capitolo fa ridere un decimo, o forse anche meno, rispetto all’uno.
Come se ci trovassimo in una catena di montaggio, o in un nuovo episodio delle Vacanze di Natale, tutto è stato studiato nel minimo dettaglio per prendere gli elementi che hanno fatto il successo di Hangover 1 e riproporli giusto quel minimo leggermente modificati per giustificare una nuova pellicola.
"Ciao Jamie, saputo che sono stato eletto uomo più
sexy del mondo? Adesso vuoi venire a letto con me?"
Da Las Vegas si passa quindi all’esotica Bangkok, capitale della Thailandia. Ed Helms, quello sfigato del gruppo che diventa figo soltanto quando si ubriaca pesantemente, si sta infatti sposare lì con Jamie Chung. Il discorso del padre della sposa riassume alla perfezione il mio pensiero su Ed Helms, comico insipido che si confonde con mille altri. Tipo tra lui e Jason Sudeikis o tra lui John Krasinski o tra Jason Sudeikis e John Krasinski, qualcuno sa trovarmi una sola differenza? Dai, non è credibile che ‘sto Ed Helms sposi Jamie Chung, il top delle tope orientaleggianti (e non solo).
"Ma veramente dovrei sposare il tuo migliore amico. Comunque okay..."
Poi c’è Bradley Cooper, che nel frattempo è diventato una star hollywoodiana ed è persino stato eletto uomo più sexy del 2011 dalla rivista People. Forse bullandosi per il titolo conseguito, qui il Bradley è tutt’altro che limitless e si limita fare il minimo indispensabile, senza mai risultare divertente. Ancora una volta l’arma in più (e stavolta anche l’unica arma) del film è Zach Galifianakis: lo vediamo fumare una pipa in aeroporto e poi protagonista di una spassosissima rivalità con il fratellino 16enne della sposa. Ma presto pure lui si spegne…


"Pensavo avrebbero scelto me come più sexy del mondo..."
Una volta sparati i proiettili migliori dal sempre fuori di testa Zach, il film si accontenta di svolgere il compitino recuperando la gag degli animali. È una notte da leoni ma è anche uno zoo, così dopo la tigre di Mike Tyson questa volta c’è una scimmietta con addosso un giubbetto dei Rolling Stones pseudo rock’n’roll e per nulla divertente (al proposito vedi il belligerante post di Chicken Broccoli). Quindi ci sono le riprese all’interno dell’ascensore, marchio stilistico di fabbrica del primo, un inutile nuovo siparietto canterino, la comparsa del sempre divertente Chao e la poco incisiva new-entry Paul Giamatti. Ciliegina amara sulla torta: l’apparizione finale di Mike Tyson penosa e decisamente evitabile.
Tra le note positive da segnalare c’è però almeno Kanye West che continua a svettare in colonna sonora e questa volta con diversi  pezzi (Stronger e Monster nel film + Dark Fantasy nel trailer), la scena da revolucion con i protagonisti che fanno dei casini per Bangkok in pieno stile black bloc, prendendosi pure le manganellate dalla pula, e quindi la scena del trip mentale vissuto in flashback da Galifianakis (ma che kazzakis di cognome è!?) come se lui e gli altri personaggi fossero dei bambini, in pratica l’unica cosa nuova del film.
Ah, tra le altre note positive poi l’ho già detto che Jamie Chung?
Tutto il resto, come disse il poeta (ma anche no), è noia.


Come si sono guadagnati la pagnotta gli sceneggiatori? Si sono limitati a replicare in tutto e per tutto il primo episodio, hanno fatto un update come se fosse un videogioco cambiando semplicemente l’ambientazione. Loro non hanno avuto una notte da leoni, ma una notte da pecore. Come biasimarli, d’altra parte, con le cifre a molti zeri che c’erano in ballo? Senza l’ambientazione di Las Vegas, però, la vicenda perde molto e Bangkok, pur affascinante, è pur sempre la solita città esotica vista dal punto di vista stereotipato degli americani. Sì, anche Las Vegas era stereotipata. Però Las Vegas è Las Vegas. E l'unica incognita per il terzo capitolo, visto il successo anche del 2 praticamente certo, è in quale città sarà ambientato: a Cortina? Ah no, mi sa che ho sbagliato saga.
La prima notte da leoni non si scorda mai. Si fa per dire, visto che nemmeno i protagonisti la ricordano.
La seconda notte da leoni però la si scorda eccome. E questa volta non è colpa dell’alcool.
(voto 5/10)


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