sabato 18 aprile 2015

SHOTGUN LOVESONGS, UN COLPO DI FUCILE O UN COLPO DI FULMINE?





Nickolas Butler “Shotgun Lovesongs”
(romanzo, USA 2014)
Casa editrice: Marsilio

Shotgun Lovesongs è uno di quei romanzi che ti fanno riflettere sulla vita, su te stesso, su chi eri e su chi sei, e che ti fanno sentire triste e felice allo stesso tempo. Shotgun Lovesongs è in pratica un vero colpo di fucile al cuore.

Ok, la mia sparata anche per oggi l'ho fatta e quindi adesso posso parlarvi del libro come farebbe un critico letterario serio. O quasi.

Winter is coming.
Almeno per l'autore del romanzo Nickolas Butler.

Lo stile usato da Nickolas Butler all'interno del suo esordio letterario Shotgun Lovesongs non è particolarmente ricercato. È come una versione per tutti di Jonathan Franzen e questa non vuole essere una critica, quanto un complimento. Butler va dritto all'essenza delle cose, senza lo sfoggio della potenza intellettuale e di scrittura del celebrato collega, ma facendoti apparire più vicino a lui. Per quanto adori Franzen, romanzi come Le correzioni e Libertà ti fanno sentire quasi intimorito, ti mettono addosso la consapevolezza che non potrai mai scrivere qualcosa su quei livelli. Shotgun Lovesongs invece fa sentire più come se quella potrebbe essere una storia che potresti anche tirare fuori tu. Sebbene poi probabilmente non ci riuscirai mai.
Semplicità è quindi una parola che mi viene in mente quando penso a questo romanzo, che non va confusa con semplicismo. Butler non avrà uno stile troppo elaborato, ma quando si mette tira fuori dei momenti di alta poesia. Come in un passaggio dedicato alla birra perché, proprio così, si può essere poetici anche parlando di birra e questo è un dono raro.

Gole che ingollavano birra, labbra umide, l'aria improvvisamente intrisa dell'aroma dolce di birra americana a basso costo. Era l'odore della nostra infanzia: l'odore dei silos e dei fienili e dei campi durante la stagione del raccolto. La birra era il nostro tonico, potevo capire il tormento di Ronny. Il suo cervello non era così danneggiato da non ricordare le luci fioche dei bar in cui tiravamo tardi e il rimbombo dei nostri jukebox preferiti. Le notti che avevamo trascorso parcheggiati in campagna, sdraiati sul pianale di un vecchio furgoncino in quelle distese infinite di mais. Il sesso sbronzo che ne seguiva: il tocco delle dita, il peso dei seni, la carezza delle gambe, le lotte con le zip ostinate, la resistenza dei jeans troppo stretti che venivano giù. Tutti i nostri ricordi migliori erano alimentati dalla birra, e in quel momento capii quanto Ronny sentisse la mancanza del suo vizio preferito; sapevo che da qualche parte nel circuito del suo cervello c'era ancora una sete inestinguibile.
(da Shotgun Lovesongs di Nickolas Butler)

La storia raccontata in Shotgun Lovesongs, anzi le storie intrecciate del gruppo di protagonisti raccontate in Shotgun Lovesongs non sono troppo originali. Il romanzo parla di un gruppo di circa-trentenni, degli amici d'infanzia, o ex amici d'infanzia, che si ritrovano in occasione del matrimonio di uno di loro, il più stronzo della compagnia. Tra di loro c'è chi è rimasto sempre nella cittadina del Wisconsin in cui è cresciuto, come Hank, uno che ha una fattoria. Intendo una vera fattoria, non una su FarmVille o Farmerama. E c'è poi Lee, la rockstar ricca e famosa che adora tornare nel suo paesino d'origine ed essere solo uno dei tanti, un coglione come tutti gli altri. Ci sono anche Ronny, l'ex star del rodeo un po' lento di comprendonio, e lo yuppie sbruffone Kip, ma il romanzo è giocato principalmente sul contrasto tra Hank e Lee, uniti e divisi pure dall'amore per la stessa donna, Beth. Se sentite odore di triangolo sentimentale beh, sì, qui c'è un Signor Triangolo Sentimentale, molto ben sviluppato ma che risulta anche un po' l'unico limite del romanzo che, soprattutto nell'ultima parte, avrebbe magari potuto indirizzarsi verso altre più originali soluzioni narrative.
Shotgun Lovesongs propone quindi l'incontro/scontro tra una vita sotto i riflettori e un'esistenza più semplice. Chi vive una invidia l'altra e nessuno alla fine è mai del tutto felice. Cosa che non significa che il romanzo sia deprimente. C'è un velo di malinconia che attraversa tutte le sue pagine e allo stesso tempo non mancano dei raggi di sole a illuminarle.

Shotgun Lovesongs va gustato come una puntata delle serie tv Friday Night Lights, accompagnato dalla musica di qualche cantante country come Eric Church in sottofondo. Sognando una vita diversa dalla propria, più glamour e da rockstar, e contemporaneamente ringraziando per la propria semplice, tranquilla, ordinaria vita in una semplice, tranquilla, ordinaria cittadina qualunque. Che sia nel Wisconsin o nella nostra Italietta.
(voto 7,5/10)

P.S. Grazie mille a Mr. Ink e al suo blog Diario di una dipendenza!
Passate dalle sue parti, potrebbe capitarvi di vincere uno dei suoi giveaway come successo a me con questo “Shotgun Lovesong”. Un grande libro e pure gratis. Cosa chiedere di più?

11 commenti:

  1. Recensisci un romanzo e per giunta un romanzo molto fordiano, e che ti è pure piaciuto!?
    Winter is coming sul serio! ;)

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  2. 7,5? Ti meno, almeno 8!
    L'ho letto anche io mesi fa e mi è piaciuto un sacco. E se ti interessa l'ho pure recensito (qui: http://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/nickolas-butler-shotgun-lovesongs/).
    Ma mi ha fatto passare la voglia di andare in Wisconsin. Troppa neve!

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  3. Felice che ti sia piaciuto. Un colpo di fulmine, allora.
    L'avevo detto anch'io che era molto Fordiano, ahahah :D

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  4. L'ho amato molto anche io, una di quelle storie sincere e semplici che quando sono ben rese possono rubarti il cuore.
    Con me ha funzionato.

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  5. Bellissimo libro, vedremo cosa ci combinano con il film :)

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  6. Il Cannibale americano è una versione davvero inedita ! :) Cita addirittura Franzen e qui mi sono cadute le sopracciglia ! :) Questo libro lo sto cercando da un pò senza successo. Ma letta la tua recensione mi metterò alla ricerca con rinnovato vigore.
    PS: a questo punto, se vuoi, ti presto un pò di cd :)

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    1. I cd???
      Mi sa che te sei rimasto nell'Ottocento! ahahah

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    2. Temo di si: leggo libri di carta e ascolto suppoti fonografici tangibili. Ora, è passato, domani sarà presente. Fidati :)

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  7. Penso che lo comprerò volentieri

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