venerdì 25 marzo 2016

Point Bleah





Point Break
(USA, Germania, Cina 2015)
Regia: Ericson Core
Sceneggiatura: Kurt Wimmer
Cast: Luke Bracey, Edgar Ramirez, Teresa Palmer, Delroy Lindo, Ray Winstone, Clemens Schick, Matias Varela, Max Thieriot, Nikolai Kinski
Genere: rifatto
Se ti è piaciuto questo: con il Prison Break originale ti farai una sega

Ci sono 8 prove per dimostrare il proprio coraggio e raggiungere l'illuminazione. Questo almeno secondo il remake di Point Break. Si chiamano le 8 prove di Ozaki e consistono in 7 sfide ai limiti dell'impossibile, come gettarsi con uno snowboard da una discesa di montagna ripidissima, o cavalcare un'onda che farebbe cagare nelle mutande, anzi nel costume persino Kelly Slater. L'ottava sfida invece nessuno sa in cosa consista...
Nessuno tranne me. Io l'ho scoperto.
L'ottava prova di coraggio di Ozaki consiste proprio nel guardare il remake di Point Break.

È vero. Partivo prevenuto. Nei confronti di remake, sequel, prequel, reboot, spinoff, sticazz etc. lo sono sempre. Quando però sono validi, sono felice di ricredermi. I nuovi capitoli delle saghe di Mad Max e Star Wars li ho trovato persino superiori agli originali, ma quelli sono un po' casi a parte.
Prendiamo allora un filmetto più modesto: The Karate Kid - La leggenda continua del 2010 ad esempio l'ho trovato non valido quanto il primo original anni '80, però a sorpresa mi è sembrato un rifacimento dignitoso, e questo nonostante avesse come protagonisti due attori che certo non mi fanno impazzire come Jaden “figlio di Will” Smith e Jackie “figlio di buona donna” Chan.

Il remake di Point Break speravo si potesse rivelare qualcosa del genere. Andare a toccare un film cult come quello diretto nel 1991 da Kathryn Bigelow è una cosa che non s'aveva da fare, però, visto che l'hanno fatto, magari ne poteva uscire qualcosa di vagamente decente. Magari poteva venirne fuori qualcosa di simile a Fast and Furious. Il primo Fast and Furious – e diciamolo – altro non era che un remake non ufficiale di Point Break, solo ambientato nel mondo delle auto tamarre, anziché tra i surfisti tamarri. Peccato che, nonostante sia diretto dal direttore della fotografia proprio di F&F Ericson Core, questo rifacimento non sia manco lontanamente fico quanto le avventure di Dom Toretto e muscolosi compagni. E non è manco ai livelli dell'ultimo Karate Kid. E se già l'idea di riprendere una pellicola tanto leggendaria era sbagliata in partenza, il risultato è ancora peggiore di quanto mi potessi immaginare.

Il remake di Point Break è il contrario del maiale. Di quello non si butta via niente. Di questo si butta via tutto. Al termine della visione sono stato un po' a pensarci su, ma non sono riuscito a trovare nemmeno un elemento uno che si salva.

Il cast è pessimo. Il nuovo Johnny Utah è davvero atroce. Keanu Reeves non è mai stato un attore fenomenale, però ha un suo perché, ha un suo notevole carisma. Ancor prima di diventare l'eletto Neo di Matrix. In Point Break era semplicemente perfetto come recluta dell'FBI che entrava di soppiatto in una gang di surfisti e poco a poco ne veniva conquistato.
Il nuovo protagonista è invece Luke Bracey, giovane attore australiano di bruttissime speranze che, oltre a essere del tutto inespressivo, è del tutto inverosimile come action hero e, soprattutto, è del tutto privo di carisma. Che poi definire esattamente cosa sia il carisma è una cosa complicata, ma se dovessi farlo direi che è l'esatto opposto di Luke Bracey.


"Mi sa che mi somigli più tu di Luke Bracey."

Le cose vanno leggermente meglio con l'altro interprete. Edgar Ramírez, visto anche in Domino, Zero Dark Thirty, nella serie Carlos e nel recente Joy, di carisma ce n'ha. Non quanto Patrick Swayze, cui fisicamente tra l'altro non assomiglia per nulla, però ne ha.

"Abbiamo cercato in tutto il mondo un attore che somigliasse a Patrick Swayze,
e questo è il meglio che siamo riusciti a trovare..."

"Siamo due gocce d'acqua!"

A mancare è il personaggio. L'originale Bodhi era quel tipo di surfista hippie new-age che, benché io sia tutto il contrario di un surfista hippie new-age, faceva venire voglia di diventare un cazzo di surfista hippie new-age persino a me.
Il nuovo Bodhi è uno spericolato fissato con le 8 prove di tale Ozaki, un eco guerriero che prende come modello esistenziale assoluto. Completare 'ste prove diventa la sua unica missione di vita. Trovarsi un lavoro, no eh?
Questo Bodhi 2.0 più che un tipo dallo stile di vita estremo, sembra però semplicemente un cretino e basta. Non possiede quell'aura mistica & mitica che aveva il personaggio di Patrick Swayze.

I due protagonisti erano il grande punto di forza della pellicola originale, con la loro amicizia virile da buddy movie, e pure con una leggera tensione omoerotica tra loro, ammettiamolo. Qui invece sono il grande punto di debolezza. Uno dei grandi punti di debolezza perché, come ho detto, da qualunque parte lo si giri, da questo film è difficile cavare fuori qualcosa di salvabile. Non sto parlando solo a livello di remake. Dal confronto con l'originale non esce sconfitto. Esce asfaltato come il Brasile contro la Germania ai Mondiali del 2014. Prendendolo però anche come film singolo, al di là di qualunque paragone con il passato, è una vera schifezza.

La trama è la versione ridicola di Point Break. Tutti i peggiori stereotipi dei filmacci polizieschi sono presenti. Le scene d'azione sono inverosimili, ma non un inverosimile divertente e spettacolare come può essere quello della citata saga di Fast & Furious. Un inverosimile terribile e noioso. I dialoghi sono atroci, infarciti di banalità e spiritualismo a buon mercato. Persino la figa di turno, Teresa Palmer, in versione mora rende mooolto meno che da bionda e poi il suo personaggio è troppo misero e inconsistente per essere vero.


Persino la colonna sonora fa pena e non concede manco 'na gioia, ricca com'è di pezzi electro finto cool che sono già passati di moda. Inoltre Ericson Core si vede che è un direttore della fotografia e non un vero regista e il suo sguardo rimane sempre superficiale, vuoto, senz'anima. E manco bello senz'anima.

"Per arrivare alla fine della visione ho davvero bisogno di un caffè."

A pensarci e a ripensarci, comunque, alla fine ho trovato un merito a questa pellicola: ho finalmente scovato il primo serio candidato alla Top 10 del peggio dell'anno che, pur non avendo regalato capolavori assoluti, non mi aveva regalato manco schifezze assolute. Fino ad ora. Questo remake mi ha fatto raggiungere il mio point break. Il mio punto di rottura. Di palle.
(voto 2/10)

"Il caffè non basta. Mi butto!"

9 commenti:

  1. Abbastanza una cagata,ma non ci è dispiaciuto del tutto.Resta il fatto che,col Point Break originale,c'entra davvero poco!E che gli attori sono da lancio crocchette per tutto il film XD

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  2. Una porcheria atroce, la motivazione del nome "Utah" mi ha provocato un attacco isterico, ma in stile Hulk. Cheers!

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  3. Ma per carita'...complimenti per il coraggio comunque...

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  4. Non penso nemmeno che sia il peggior film in assoluto, ma di certo è il remake più inutile mai fatto. C'era davvero bisogno di girarlo?

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  5. Già dal trailer è evidente l'inutilità di questo remake, una specie di insulto alla Bigelow, al cast originale (Patrick e Keanu soprattutto) e a tutti quelli che lo hanno amato!

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  6. Considerata la venerazione per l'originale, non ho ancora avuto il fegato per provare questa schifezza.
    Ma chissà che non voglia massacrarlo giusto per il piacere di farlo. ;)

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  7. Più che a pie' pari, lo salterei con un'acrobazia delle loro.
    Mi dispiace per il tipo, che è bravo e in Joy spiccava.

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  8. io l'originale non l'ho visto... ed ora sto tentando di non essere preda di dilapidazione....
    però questo film non mi ha fatto così schifo, tutto sommato mi ha anche divertita

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