Pecore sotto copertura
Oggi vi propongo un giallo alla Agatha Christie, o se preferite alla Knives Out. Allora, hanno ucciso Hugh Jackman, chi sia stato non si sa. I principali sospettati, oltre a quelli della mala e alla pubblicità, sono i seguenti.
Partiamo da Ryan Reynolds. Lui e Hugh Jackman sono amici/fintinemici da anni. Sono numerose le gag e gli scherzi sia dal vivo che sui social con protagonisti i due, che amano punzecchiarsi, anche se in realtà si vogliono un gran bene. O forse non è esattamente così? Magari Reynolds odia davvero Jackman e questo potrebbe essere il suo movente per l'omicidio. Dopotutto, se persino Lavitola ha tradito Ranucci, è sempre più difficile credere ancora nell'Amicizia con la A maiuscola.
Un'altra sospettata molto accreditata dai bookmakers che scommettono sui colpevoli degli omicidi tipo quello di Garlasco è Molly Gordon, attrice lanciata dal film indie Shiva Baby e dalla serie The Bear che in Pecore sotto copertura ha la parte della figlia di Hugh Jackman. Sui set cinematografici, si sa, spesso ci sono delle tensioni, e chissà che non sia nato qualche screzio anche tra Jackman e la Gordon.
Se il movente fosse quest'ultimo, l'indiziata numero uno diventerebbe però Emma Thompson che, insieme a Hugh Jackman, è l'altra grande star, l'altro nome più conosciuto nel cast della pellicola. Tra due divi come loro potrebbe essersi scatenata una gara a chi è più popolare.
Un altro sospettato è poi Nicholas Braun, quello noto per la serie Succession. Con quella faccia lì da scem... ehm, da persona poco intelligente che si ritrova, nessuno sospetterebbe di lui per architettare il complesso omicidio di un divo hollywoodiano così celebre e probabilmente protetto da numerosi bodyguard. Proprio il fatto di essere così insospettabile, lo rende un indiziato ideale.
Ulteriore sospettato è Nicholas Galitzine, impronunciabile attore in forte ascesa che di recente ha interpretato He-Man nella versione live action di Masters of the Universe. Un giovane che ambisce al ruolo di nuovo action hero mondiale e, per farsi strada, quale modo migliore che far fuori la concorrenza di un "vecchio" action hero come Hugh Jackman, storico interprete di Wolverine?
Tra gli altri indiziati ci sono poi delle pecore. Non delle pecore qualunque. Il gregge di pecore di cui Hugh Jackman era pastore. Che uno dice: "Ma figuriamoci! Le pecore sono animali pacifici. Non attaccano l'uomo". Guardando il film Pecore sotto copertura scopriamo però che tanti luoghi comuni su questi animali non sono veri e quindi potrebbe esserlo pure quello sulla loro presunta pacificità. Per fare un esempio su un'altra credenza che le riguarda, io posso contare pecore tutta la notte, ma non riuscire comunque ad addormentarmi. Per prendere sonno, credo sia molto meglio guardare un film di Robert Eggers o un episodio di House of the Dragon.
Altro stereotipo discutibile è quello che indica le pecore come animali stupidi, che seguono ciecamente il gruppo, anziché pensare con la propria testa. A me sembra più che altro la definizione di chi vota Meloni o Vannacci (non aggiungo Salvini, perché ormai non lo votano manco più i suoi migliori amici, che per altro si trovano quasi tutti dietro le sbarre). Credo che Bonaccini e qualsiasi istituto di statistica possano essere d'accordo. E dopo aver detto ciò, che la furia cieca dei leoni da tastiera si abbatta su di me!
C'è poi l'usanza di usare il termine "pecora nera" in senso più che altro negativo, quando in realtà la lana delle pecore nere, essendo rara, vale di più rispetto a quella delle pecore bianche. Alla faccia dei razzisti. Inoltre, la Storia spesso è stata fatta dalle "pecore nere", dalle persone che hanno un modo di pensare e di vedere le cose diversa rispetto alla massa.
Qui veniamo a un'altra falsa credenza sulle pecore, quella che le indica come tutte uguali. Non è così. Esistono decine di razze diverse, con colori diversi, e ogni singola pecora ha un carattere diverso. Un po' come le persone. Di idioti in giro ce ne sono parecchi, però questo non significa che tutti gli uomini sono idioti.
Bisogna quindi andare oltre le credenze popolari e i pregiudizi. Uno ad esempio potrebbe pensare che Pecore sotto copertura sia il solito filmetto buonista per famiglie con gli animali che parlano, e invece si perderebbe un bel giallo dalle forti tinte comedy che sa divertire, ma anche commuovere, ma anche far riflettere, più di tanti filmoni d'autore pseudo impegnati.
C'è da dire che la regia di Kyle Balda (quello dei primi due films dei Minions) non è che sia particolarmente memorabile, ma in compenso la sceneggiatura firmata da Craig Mazin (quello di Chernobyl e The Last of Us) è brillante e sa giocare bene con gli stereotipi, riguardanti sia le pecore che il genere giallo, per ribaltarli con ironia e intelligenza.
È quindi ora di smetterla di dire: "Meglio un giorno da leone che cento da pecora", un motto fascistoide reso celebre da Benito Mussolini, benché non sia stato lui a idearlo. Se la sua è stata una vita da leone, io ne preferisco di gran lunga una da pecora. Anche perché le pecore sono degli animali parecchio sottovalutati e ora, finalmente, grazie a questo film possono avere la loro riscossa.
(voto 7+/10)
Ma quindi, alla fine Hugh Jackman chi l'ha ucciso?
Per scoprirlo, vi dovete vedere Pecore sotto copertura. Credetemi, contro ogni pronostico, ne vale la pena.
















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