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venerdì 20 settembre 2024

Vi faccio una Confidenza





Confidenza

Vi faccio una confidenza. Vi svelo un segreto che non ho mai detto a nessuno: a me il cinema italiano piace. Sì, l'ho detto. Faccio tanto l'esterofilo, sono quanto di più lontano ci possa essere da quelli che si definiscono nazionalisti o - mio Dio! - patrioti, eppure ho una passione particolare per le pellicole tricolore. Quando vedo un film italiano, pur con i suoi difetti, è difficile che non mi piaccia.

lunedì 17 maggio 2021

Volevo nascondermi, il film sul Liga

 



Volevo nascondermi

Hanno fatto un film su Ligabue, artista vissuto in Emilia-Romagna. Ha vinto 7 David di Donatello, quindi dev’essere bello. I David sono affidabili, no?

sabato 16 maggio 2020

Li mortacci delle Favolacce dei fratellacci D'Innocenzo


Favolacce
(Italia 2020)
Regia: Damiano e Fabio D'Innocenzo
Cast: Elio Germano, Barbara Chichiarelli, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Max Malatesta, Ileana D'Ambra, Giulia Melillo, Lino Musella, Justin Korovkin, Barbara Ronchi, Max Tortora (narratore)


Ciao bambini, come va? Tutto bene a scuola?

lunedì 26 ottobre 2015

Suburra - Ma fija de 'na miggnotta Capitale





Suburra
(Roma 2015)
Regia: Stefano Sollima
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini
Tratto dal roma-nzo: Suburra di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo
Cast: Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Giulia Elettra Gorietti, Greta Scarano, Antonello Fassari, Adamo Dionisi, Jean-Hugues Anglade
Genere: romano de Roma
Se ti piace guarda anche: Gomorra - La serie, 1992, La grande bellezza

Aò, 'a stronzi!
'A bbrutti fiji de 'na miggnotta!
Lo so che avete fatto. Avete visto Suburra, ma nù l'avete vvisto ar cine. L'avete visto a scrocco senza pagà sur l'Internette ed è 'na cosa che nù se fa'. Manco li Casamonica lo farebbero. Dovete sostenere er cine itajano. Er cine finanziato dà reggione Lazio. Basta che nù siate da' Lazio.
Mejo 'n fijo che guarda I Cesaroni, che 'n fijo da' Lazio!
E a proposito de Cesaroni, ma che l'avete visto Amendola, porcoddue?

martedì 14 aprile 2015

IL GIOVANE FAVOLOSO VISTO DA... GIACOMO LEOPARDI





Il giovane favoloso
(Italia 2014)
Regia: Mario Martone
Sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita Di Majo
Cast: Elio Germano, Michele Riondino, Isabella Ragonese, Edoardo Natoli, Massimo Popolizio, Raffaella Giordano, Anna Mouglalis, Paolo Graziosi, Iaia Forte, Gloria Ghergo
Genere: biopic
Se ti piace guarda anche: Bright Star, La teoria del tutto, Wilde, The Hours, Amadeus, Last Days

O gentili lettori, or dunque eccomi, in codesta sede virtuale, per ragguagliarvi circa l'ultima pellicola ch'io ho veduta al cinematografo.
Ah, il cinematografo, quale invenzione assurda e magica di cui ancora non mi capacito. Quando nel buio della sala mi ritrovo, penso che forse la Natura non è poi così crudele. Subito dopo però un altro pensiero meno lieto mi balena e a me stesso dico: “Giacomo, di essere tanto ottimista smettila. Smettila subito!”
Sono stato chiamato mica il primo emo della Storia per niente. Qualcuno ha detto che ho anticipato pure Kurt Cobain. Forse han ragione. “Smells Like Teen Spirit” è un po' quel che per me “L'infinito” è stato. Un tormentone. Un successo arduo da scrollar via dalle nostre spalle fragili.
Se confermar tal paragone con Cobain io posso, altre illazioni fatte sul mio conto smentir io voglio. Una volta per tutte dico che no, ne Il sabato del villaggio il verso “La donzelletta vien dalla campagna” non si riferisce a Taylor Swift e alla sua svolta dal genere country al pop. E no, A Silvia della Toffanin non parla. Pier Silvio, tranquillo, portar via non te la voglio, anche se due bottarelle...

mercoledì 28 novembre 2012

Cameron Diaz, non pulire questo sangue

"Ammazza quanto mena, quella Cameron Diaz!"
Diaz - Non pulire questo sangue
(Italia 2012)
Regia: Daniele Vicari
Cast: Jennifer Ulrich, Elio Germano, Claudio Santamaria, Davide Iacopini, Renato Scarpa, Ralph Amoussou, Fabrizio Rongione, Antonio Gerardi, Paolo Calabresi, Ignazio Oliva, Rolando Ravello
Genere: crudo
Se ti piace guarda anche: A.C.A.B. - All Cops Are Bastards, Elephant, Polytechnique

Impossibile dire “Mi è piaciuto, non mi è piaciuto” per un film come questo. Non è una visione piacevole, non ci sono dubbi. Le sensazioni che si provano sono più vicine a quelle di una pellicola horror. Come The Human Centipede, solo che è tutto vero. È successo tutto e qui, in Italia. Non in qualche regime del passato o in qualche luogo distante.

"Va bene, Cameron Diaz è una bella donna.
Però ti sembra il caso di intitolarle addirittura una scuola?"
Si fa fatica a crederlo, eppure ripensando a quei giorni, a quella confusa fine di luglio 2001, torna alla mente un periodo di enormi tensioni, che oggi stanno ritornando prepotentemente, in Italia quanto in altri paesi. Sta tornando l’odio, le tensioni sociali, le guerre dei poveri, tra chi cerca di far valere i propri diritti e i poliziotti. E i politici? Loro no, non sono in mezzo al campo di battaglia. Loro assistono (forse pure divertiti) agli scontri da lontano. Tranquilli e beati.

L’attacco, perché di questo si è trattato, dei poliziotti alla scuola Diaz è qui presentato con una ferocia che fa tornare alla mente altre visioni scolastiche. I telefilm americani ambientati nelle high school come Beverly Hills o Dawson’s Creek?
Non esattamente. Mi riferivo più a cose come Elephant o Polytechnique, film su stragi compiute da pazzi. La differenza è che qui sono compiute dalla polizia, su precisi ordini dall’alto. Qui si tratta di una lucida follia di massa. L’irruzione alla Diaz presentata in maniera nuda e cruda da Daniele Vicari è sicuramente tra le scene horror dell’anno e anche in alcuni altri momenti il regista italiano ci regala attimi di grande cinema. Non solo di cinema verità o di cinema di denuncia.

"Non so se si merita il nome di una scuola, ma io a quella Cameron Diaz
due colpi di manganello glieli darei, se sai cosa intendo..."
Purtroppo, a livello cinematografico non tutto funziona così bene. Il livello di recitazione ad esempio è decisamente bassino. Bravi Claudio Santamaria e la martoriata Jennifer Ulrich (vista anche nel notevole L’onda), mentre diversi altri attori e comparse appaiono parecchio impostati, poco naturali, come se recitassero in una fiction di bassa lega. Ed è un peccato, perché Vicari invece dirige con piglio deciso.
A far nascere qualche dubbio è poi la scelta di raccontare la storia in maniera eccessivamente corale. Una scelta che ci permette una pluralità di punti di vista, ma che risulta persino troppo frammentaria. Per quanto avrebbe potuto inficiare sull’effetto realistico del tutto, non sarebbe stato male approfondire maggiormente alcuni personaggi. Nella prima poco convincente mezz’ora, in particolare, si ha un quadro troppo generale e si fa fatica ad avvicinarsi ai personaggi.
Il bello del film, o meglio il brutto, arriva con l’irruzione della polizia alla Diaz. Porco Diaz, che scena! È qui che la pellicola si trasforma da semplice e diligente ricostruzione di un momento nerissimo della storia italiana recente, da cronaca di una pagina vergognosa, a qualcosa di più. Diventa un horror vero e proprio. Sembra di essere in un episodio di The Walking Dead, solo che al posto degli umani ci sono i poliziotti, e al posto degli zombie ci sono le persone che se ne stavano tranquille e pacifiche alla Diaz.

"Vogliamo anche una scuola intitolata a Natalie Portman, brutti bastardi!"
Diaz - Non pulire questo sangue può anche essere visto come un j’accuse contro la polizia italiana e in fin dei conti lo è. Anche perché è tutto successo, tutto documentato e tutto prontamente infangato, con una giustizia, molto parziale, che è arrivata a punire (una parte de)i colpevoli solo di recente, con anni di ritardo. Da un punto di vista cinematografico, Diaz convince a tratti, mentre lascia perplessi in alcune parti. Il finale, ad esempio: chiudere sul primo piano di Jennifer Ulrich, protagonista delle scene fisicamente più pesanti, sarebbe stato perfetto; l’ultima sequenza con l’inquadratura delle colline invece, che cosa mi rappresenta?
Un altro dubbio che mi viene è: cosa può pensare di questa visione chi quell’anno di disgrazia 2001: Odissea nello strazio non l’ha vissuto in presa diretta? Io non ero fisicamente presente alla Diaz (per fortuna) e non ero a Genova, però ho seguito i fatti attraverso la visione distorta fornita dai media e ho pian piano scoperto qual era stata la tremenda realtà. Ma un 18enne, ad esempio, o comunque chi di questa vicenda non sa nulla, cosa ne può pensare dalla sola visione del film? Vicari ha realizzato una ricostruzione molto ambiziosa, ma è riuscito davvero a ricreare quel periodo, con tutte le sue contraddizioni?
Sì? No? Ni? Secondo me in parte sì, ma non al 100%. È come se mancasse qualche pezzo di questo complesso puzzle. Il punto dei vista degli sbirri, ad esempio. Vediamo il poliziotto “buono” Claudio Santamaria, mentre la follia degli altri A.C.A.B. si sarebbe potuta approfondire. Da un punto di vista politico, poi, vediamo le solite porcherie dell’organizzazione locale, ma quelli che stavano più in alto? Quelli del G8 per cui alla fine tutti questi casini sono nati? Si poteva forse osare qualcosina di più, sotto questo aspetto.
Pur con tutti i suoi difetti, Diaz resta comunque un film necessario, un pugno allo stomaco dello spettatore. E uno degli horror italiani più spaventosi dai tempi di… Dario Argento quando era in forma?
Nah, direi dai tempi di... Videocracy.
(voto 6,5/10)

Post pubblicato anche su L'orablu, in versione doppia recensione con quella di Beatrix Kiddo.


venerdì 12 ottobre 2012

Il mago di Ozpetek

"Io sono più insopportabile di te!"
"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"

60 anni dopo...

"No, io!"
"No, io!"
"No, io!"
Magnifica presenza
(Italia 2012)
Regia: Ferzan Ozpetek
Cast: Elio Germano, Paola Minaccioni, Beppe Fiorello, Vittoria Puccini, Margherita Buy, Andrea Bosca, Monica Nappo, Cem Yilmaz, Claudia Potenza, Bianca Nappi, Giulio Marchesi, Massimiliano Gallo, Maurizio Coruzzi
Genere: fantasmagorico 
Se ti piace guarda anche: 4 fantasmi per un sogno, La kryptonite nella borsa, Mine vaganti

Mah… gnifica presenza.
Non so davvero cosa pensare, di un film come Magnifica presenza.
Oggettivamente parlando, è davvero modesto. La regia del poco magico mago di Ozpetek non regala certo momenti di grande cinema. A livello visivo, oltre a una buona cura per il trucco dei suoi poco fantasmagorici e molto fantasmi personaggi, è poca roba.
Come recitazione, si salva un valido seppure pure lui parecchio impostato Elio Germano, e a sorpresa salvo anche Vittoria “Elisa di Rivombrosa” Puccini. Quanto a Giuseppe Fiorello… orrore! E Margherita Buy? Non la si può davvero più sopportare. Va bene fare la nevrotica una volta, due volte, tre volte. Alla miliardesima volta si fa una raccolta di firme per non farla mai più comparire in un film/fiction/serie tv.
Quanto alla breve apparizione non da fantasma bensì reale di Maurizio Coruzzi meglio noto come Platinette, strappa anche un sorriso, va là, però non è che fosse così fondamentale per il film. Comunque, sempre meglio Platinette del fratello (raccomandato) di Fiorello.
Tra le note negative, ci metto dentro anche la colonna sonora. Passi "Perfidia" di Nat King Cole, non male, ma Patty Pravo e Claudia Mori… andiamo, fanno persino troooppo Ozpetek. Sembra quasi che Ozpetek con questo film abbia voluto fare il verso a se stesso, un po’ come l’ultimo riciclato Tim Burton.

"Hey, hai mai visto Paranormal Activity?"
E la storia? Com’è la storia di Magnifica presenza?
Si tocca un filone classico del cinema horror, quello della casa infestata. Solo che questo non è un film horror. È il classico film… come si può chiamare il genere? Ozpetekiano. A essere maligni, Ozpetek è una versione di serie B di Almodovar. Considerando però il pessimo tentativo recente di Pedro con il thriller nell’involontariamente (o forse volontariamente?) ridicolo La pelle che abito, i pur timidi approcci di Ozpetek con l’horror fanno una figura già un minimo più decente.
I tentativi di creare tensione, va detto, si limitano alla prima parte. Dopodiché Magnifica presenza scorre in altre direzioni. Più che altro quelle della commedia. In maniera magnifica? No. Non direi proprio. Perché, oggettivamente parlando, come detto Magnifica presenza è poca roba. È un film pasticciato, confuso, ha una sceneggiatura con dei buchi grandi come una casa (infestata), propone una serie di personaggi messi dentro alla rinfusa che appaiono e poi scompaiono. Cosa quest’ultima probabilmente voluta, sebbene non tutte le “presenze” risultino proprio magnifiche magnifiche.

"Ao', so' tutti truccati, mo' me trucco anch'io!
Come Platinette no, me rifiuto."
Tutto questo, parlando oggettivamente. Però su questo blog non si parla in maniera oggettiva. E un film come questo non va giudicato in maniera oggettiva. Ozpetek ha girato, come in fondo fa sempre o quasi, una pellicola intima, fatta di sentimenti e di emozioni. Anche perché, diciamocelo, non è che sia poi ‘sto virtuoso della macchina da presa.
Visto sotto un’ottica puramente soggettiva e personale, Magnifica presenza vanta allora dei punti a suo favore. Il fatto di non sapere bene dove andare a parare può essere visto come un difetto, e probabilmente lo è, ma allo stesso tempo contribuisce a non dare certezze allo spettatore. A lasciarlo sospeso in attesa di qualcosa. Qualcosa che poi non si concretizza effettivamente in momenti di grande cinema, ma almeno lascia per tutto il tempo con una certa curiosità.
C’è poi una forte componente visionaria (onni)presente. Non è sviluppata a dovere, d’altra parte Ozpetek non è David Lynch, però riesce a creare un’atmosfera piuttosto surreale. Quasi un ribaltamento della realtà e delle convenzioni comuni. Il protagonista Elio Germano è ovviamente omosessuale (altrimenti che razza di film di Ozpetek sarebbe?), lavora di notte, è un attore, è pazzo, è pure uno stalker e tutt’intorno a lui sembra muoversi solo un’umanità strana: fantasmi, transessuali, persone truccate e travestite.
Omosessualità, travestimento, musica retrò… sì, ci sono proprio tutti gli elementi tipici di un film di Almodovar, ehm, cioè volevo dire di Ozpetek.

"Ma dimmi te se dovevamo arrivare da un'altra epoca
per leggere le fregnacce di Cannibal sul nostro conto..."
La normalità non sembra dunque avere posto nella vita del protagonista. Di certo, non sembra abitare nella sua casa. Una casa infestata da degli attori (come lui) fantasma, scomparsi durante il periodo della seconda guerra mondiale. Qui la ghost-story poteva prendere la piaga del j-horror alla The Ring, con la classica ricerca a caccia della loro vicenda passata, e in parte la imbocca. Seppure rimanendo su sentieri da commedia più che da film del terrore. Una vicenda di fantasmi più sullo stile di Ghost, se vogliamo, però meno drammatico. Meno romantico. No, diciamo che siamo più dalle parti di 4 fantasmi per un sogno, quel film con Robert Downey Jr. che “vede la gente morta”.
Il tutto con un’atmosfera onirica che ricorda La kryptonite nella borsa, altra gradevole quanto difettosa pellicola italiana recente, girata non a caso da Ivan Cotroneo, che già aveva lavorato con Ozpetek sulla sceneggiatura del precedente Mine vaganti. A proposito di Mine vaganti, se Magnifica presenza segna un passo avanti per il regista italo-turco come tentativo di fare qualcosa di diverso, di variare la sua formula aggiungendo una componente vagamente fantasy, dall’altra parte segna un passo indietro per riuscita. Mine vaganti era infatti più brillante, sbarazzino, divertente e allo stesso tempo profondo.
Magnifica presenza riesce a non farsi odiare ma semmai muove un moto di simpatia per la genuinità del suo approccio e perché sembra un sentito atto di amore nei confronti del cinema e della “finzione, finzione”. Eppure al termine della visione fa rimanere sospesi con un forte: “Mah…”
(voto 6-/10)


venerdì 16 marzo 2012

Magnifiche (e orribili) presenze

"Elio, la sai l'ultima? Ford crede di essere un cineblogger!"
"Ahahah, Ferzan, me fai taglià dalle risate!"
Altro fine settimana cinematografico e altro fine settimana in cui non sembra il caso di correre veloci nei cinema. Se mai potete correre a dare una bella mano di botte al mio blogger rivale e (pessimo) co-commentatore di questo spazio dedicato alle uscite nelle sale italiane, Mr. James Ford. Tanto è un wrestler/ex-wrestler/presunto-ex-wrestler, quindi a prendersele e a essere umiliato in pubblico c’è solo abituato.
Come al solito ci sono troppppppi film italiani in giro, e tra questi si segnala solo un Ozpetek che potrebbe regalarci qualche bella soddisfazione.
Per il resto… orrore. E non sto parlando de L’altra faccia del diavolo. Sto parlando degli altri film in uscita. E pure di Mr. Ford!

Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek
Il consiglio di Cannibal: speriamo sia veramente magnifica e non agghiacciante come quella fordiana
Se la presenza cannibale sul WhiteRussian poco alcolico di Mr. Ford si può definire a dir poco magnifica, quella di Ford che cammina con gli scarponi sporchi sui Pensieri Cannibali è tutto l’opposto. Ma tant’è che per un’opera di carità mi tocca ospitarlo. Lo faccio come servizio sociale fino a che il mio blog non avrà scontato il periodo di libertà vigilata inflittogli dagli agenti di Blogger per via di un’intera settimana quasi interamente dedicata al Festival di Sanremo. Attento, Ford, ché dopo la maratona su Rambo vengono a sanzionare pure te!
"Beh, mai visto un computer? Da che epoca arrivate, da quella di Ford?"
Riguardo al film, Ozpetek è un regista da tenere sempre d’occhio, però i suoi risultati sono altalenanti. L’ultimo Mine vaganti comunque mi era piaciuto e mi aveva divertito parecchio e questo promette di essere qualcosa di un po’ particolare, almeno all’interno del panorama italiano. Le presenze misteriose del film arrivano infatti dal passato e lasciano presagire un effetto nostalgia molto in voga nel cinema internazionale stile Midnight in Paris o The Artist…
Se vi piace è così, se non vi piace arrangiatevi, visto che è di gran lunga l’uscita più interessante del weekend.
Il consiglio di Ford: presenza è sicuro, magnifica un pò meno.
Ozpetek è un regista altalenante almeno quanto il buon Cucciolo Eroico Cannibale, che ogni tanto riesce ad azzeccarne una, ma la maggior parte delle volte finisce per essere soltanto un fastidioso finto alternativo.
Mine vaganti era stato discretamente apprezzato, qui in casa Ford.
Vediamo cosa accadrà con questo lavoro dall'atmosfera particolare.
Speriamo soltanto non sia una robaccia finto chic di quelle che tanto piacciono al mio antagonista.


"Fermi tutti, questo film non s'ha da fare: se non interessa
a Ford e Cannibal, per chi lo giriamo a fare?"
Non me lo dire di Vito Cea
Il consiglio di Cannibal: non te lo dico cosa? Basta film italiani o basta Ford? O tutt’e due?
Commediola spaventosa fin dal trailer.
Da evitare come un appestato o come un mister ford.
Ma non dovrei nemmeno starvelo a dire.
Il consiglio di Ford: non ve lo dico per niente di andarlo a vedere.
Solo una cosa: questo film rischia di essere peggio del Cannibale quando parla sbavazzando delle sue attricette preferite.
Per favore, evitatelo.
Che ve lo dico a fare.




Prima regola per fare innamorare: NON essere un lettore di WhiteRussian.
10 regole per fare innamorare di Cristiano Bortone
Il consiglio di Cannibal: 10 regole per girare al largo dai cinema
Variante all’italiana della tipica commedia sentimentale in stile Kate Hudson, con protagonista però Guglielmo Scilla alias Willwoosh: deejay, veejay, uno dei Freaks! dell’omonima serie e soprattutto celebrità internettara. Lui mi sta piuttosto simpatico, ma sarà bravo o almeno decente anche come attore per il cinema? Staremo a vedere, in questo filmetto che potrebbe rivelarsi carino quanto più probabilmente una ciofeca, anche perché la presenza di Salemme non promette niente di buono.
Se invece delle 10 regole per fare innamorare vi interessano le 10 regole su come non fare un blog, allora basta che facciate un salto sul blog del mio rivale Ford. Dove mi sa che ne troverete pure più di 10…
La prima? Mai dedicare ben 4 giorni di fila a una rassegna sui film di Rambo. Per lo meno se volete conservare ancora qualche lettore! ahahah
Il consiglio di Ford: 1 regola per evitare lo sfogo dei cazzotti di Sly e del suo labbro: stare lontani dal Cannibale.
Annuncio ufficialmente che a partire dalla settimana prossima questa rubrica, le Blog Wars e Pensieri Cannibali saranno gestiti dal sottoscritto fino alla completa guarigione del Cannibale, che sarà pestato come un quarto di manzo da Stallone dopo le sue dichiarazioni su Rambo.
C'è altro? Già, un film con Willwoosh. Lui mi sta discretamente simpatico, è stato bravo a sfruttare al meglio il personaggio che si è creato.
Ma al Cinema? Per favore!

L’altra faccia del diavolo di William Brent Bell
Il consiglio di Cannibal: sapendo che è già Ford l’altra faccia del diavolo, un film a che serve?
Un altro mockumentary (pseudo) horror costato pochissimo e che negli Usa ha fatto registrare discreti incassi. Alla fine magari un’occhiata gliela darò anche, per via di quella stessa attrazione per l’orrore che mi porta a realizzare una rubrica settimanale insieme al Ford. Però le probabilità di trovarci di fronte a un film davvero agghiacciante (ma non per la paura) sono alte tanto quanto quelle di trovarci di fronte a un’opinione agghiacciante (in questo caso per la paura) sul blog di Mr. Ford.
Il consiglio di Ford: l'altra faccia del diavolo e l'angelico Cucciolo Eroico.
Dopo quella schifezza subumana di Paranormal activity - che sicuramente sarà piaciuto al mio competentissimo antagonista - questo non me lo guardo neanche se me lo chiede l'esorcista.

Di seguito, le immagini di alcune persone sopravvissute alla maratona dedicata da Ford ai film di Rambo...




"Spiacente, il nostro manicom...pardon, ospedale psichiatrico è al completo.
Ah, dovete ricoverare Ford? Ditelo subito: una camera per lui c'è sempre!"
Roba da matti di Enrico Pitzianti
Il consiglio di Cannibal: roba da Ford!
Il titolo di questo film è la stessa cosa che penso io ogni qual volta faccio la cazzata di andare a visitare il WhiteRussian di Ford. Roba da matti, proprio come chi decide di fare uscire nelle sale un film come questo, i cui intenti, per carità, saranno anche positivi, però fin dal trailer puzza fortissimo di amatorialità. Se in Italia avessimo una tv decente, prodotti come questo è lì che potrebbero essere trasmessi, invece di darli in pasto a un’inutile disitribuzione in 2 o 3 sale…
Il consiglio di Ford: matto chi lo va a vedere!
Continua la rassegna delle inutili uscite italiane e si chiude una settimana davvero terribile per noi poveri spettatori.
La sensazione è più o meno la stessa di quando si è costretti ad ascoltare quasi quotidianamente i deliri di onnipotenza del Cannibale.
Inoltre, questa roba pare talmente brutta che mi tocca perfino essere d'accordo con lui a proposito della situazione italiana: praticamente un incubo doppio!

martedì 8 giugno 2010

Come Dio comanda

Come Dio comanda
(Italia, 2008)
Regia: Gabriele Salvatores
Cast: Filippo Timi, Alvaro Caleca, Elio Germano, Fabio De Luigi, Angelica Leo

“Il mondo è fatto per la gente come te. Il mondo è fatto su misura per i mediocri.”

Finalmente Gabriele Salvatores è uscito dalla mediocrità e ha fatto un film come Dio comanda. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il suo cinema: diciamo subito che considero l’Oscar dato a Mediterraneo uno di quei colpi di culo inspiegabili che nemmeno il Mondiale vinto nel 2006… D’altra parte del regista napoletano milanesizzato apprezzo la voglia di sperimentare, di cambiare, di proporre qualcosa di sempre diverso e (talvolta) coraggioso per il panorama italiano. Peccato che i risultati spesso siano stati disastrosamente al di sotto delle premesse, vedi il tentativo di fare il suo Il quinto elemento con Nirvana (1997) o un Trainspotting in poco gustosa salsa italo-spagnola con Amnèsia (2002). Quando si trova a che fare con il materiale di Niccolò Ammaniti però finalmente la voglia di cinema di Salvatores si trasforma in un risultato concreto, aiutato da sceneggiature e storie finalmente convincenti. È quanto successo con il valido Io non ho paura (2003) e ancor di più con Come Dio comanda.


Salvatores pure qui non smette di guardare a modelli stranieri, in questo caso direi certo cinema indipendente americano, ma li fa per una volta totalmente suoi e riesce a rendere la remota provincia del nord-est Italia con atmosfere apocalittiche che sembrano uscite da The Road o dal mondo-discarica di Wall-E, per poi trasformarsi nella seconda parte in un incubo notturno da film de paura.
Salvatores ha anche il merito di aver azzeccato completamente il cast, lasciando per una volta fuori dalle balle quell’incapace di Abatantuono e scegliendo un Filippo Timi che qua è al top dei top: con un numero alla Edward Norton riesce a diventare un magistrale personaggio da Italian History X. Quindi, Elio Germano è un “ritardato” credibile, il giovane dal volto scavato Alvaro Caleca e la bionda Angelica Leo sono due rivelazioni. Meno convincente un insopportabile Fabio De Luigi urlante, decisamente preferibile ai tempi di “Ah, la tauromachia!”
Leitmotiv del film è la rassicurante e allo stesso tempo inquietante “She’s the one” di Robbie Williams, che ci accompagna in questa strana storia di un padre disoccupato con tendenze nazi che tenta di non perdere la custodia del figlio (da notare come non si faccia praticamente riferimento alla madre). Tra pazzi, esaltati, disoccupati, disadattati, assassinati, padri e figli disastrati: anche questa è l’Itaglia, oggi.
(voto 7/8)

Potete trovare il film QUI

Piccola curiosità: nel locale dove Timi va a “rimorchiare” ci sono i Tre Allegri Ragazzi Morti che suonano!

venerdì 28 maggio 2010

Yo fratello! (Mio fratello è figlio unico, Daniele Luchetti)

Mio fratello è figlio unico
(Italia, 2007)
Regia: Daniele Luchetti
Cast: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Diane Fleri, Luca Zingaretti, Anna Bonaiuto, Alba Rohrwacher, Angela Finocchiaro, Ascanio Celestini

“Mio fratello è figlio unico”, cantava Rino Gaetano, “perché non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo”


Grazie alla vittoria a Cannes di Elio Germano per la sua interpretazione in La nostra vita (attualmente nelle sale), ho ripescato questo precedente film di Daniele Luchetti che fino ad ora avevo sfortunatamente mancato.
Nella Latina degli anni Sessanta, Elio Germano qui è Accio, uno dalle idee mutevoli e non proprio chiare che parte dal seminario per diventare prete, poi diventa fascio e quindi diventa comunista (non a caso, il libro da cui è tratta la pellicola si chiama proprio Il fasciocomunista). C’è molta Italia, anzi Itaglia, in questo film. Dalla battaglia tra ideologie così contrastanti che nel nostro paese è sempre stato (e in parte lo è ancora) vivo come forse in nessun altro paese, alla meglio musica dell’epoca (grandiosi i due pezzi di Nada presenti: Ma che freddo fa e Amore disperato).
Elio Germano è ottimo nel disegnare un personaggio sfaccettato dotato di una certa confusione esistenziale e allo stesso tempo anche di una grande energia e vitalità, Riccardo Scamarcio ha gioco facile nella parte del bel tenebroso di sinistra che non gli richiede nemmeno lo sforzo di recitare, e Diane Fleri è irresistibile con quel suo marcato accento francese e quel neo vicino alla bocca (ma questa per chi seguiva I liceali non è certo una novità).
Il film vive nel suo stare vicino ai personaggi, nel disegnare un’Italia anni ’60 con i suoi difetti ma ancora il suo fascino. Quello che oggi ha in gran parte perso.
(voto 7)

lunedì 24 maggio 2010

flash, 24 maggio

«Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre al cinema di parlare male della nostra nazione, io volevo dedicare questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un Paese migliore, nonostante la loro classe dirigente.» Parole di Elio Germano, miglior attore a Cannes per La nostra vita di Daniele Luchetti ex-aequo con il premio Oscar Javier Bardem, mica con Massimo Boldi.



Naturalmente il TG1 di Minzolini non ha mandato in onda il discorso dell'attore. «Ma quale censura?» hanno commentato dal TG. «Abbiamo avuto degli inconvenienti tecnici.»
Certo, come no. D'altronde anche in Iran capitano spesso questo genere di "inconvenienti tecnici".


Per il resto, oggi ho cercato di isolarmi dal mondo per evitare qualunque tipo di spoiler  e anticipazione sul finale di Lost, che ora corro a vedere!!!
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