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domenica 24 novembre 2013

WOLF CHILDREN – BRUTTI FIGLI DI UN’UMANA




Wolf Children – Ame e Yuki i bambini lupo
(Giappone 2012)
Titolo originale: Okami kodomo no ame to yuki
Regia: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Mamoru Hosoda, Satoko Okudera
Cast: Hana, Uomo lupo, Yuki, Ame, Souhei
Genere: licantropo
Se ti piace guarda anche: Arrietty, Licantropia Evolution

Ho un segreto che non posso rivelare a nessuno.
No, è inutile insistere, non posso dirvelo. Ho promesso di non raccontarlo proprio a nessuno nessuno. Ho promesso e…
Se promessa infrangerai, saranno guai.
Se promessa infrangerai, saranno guai.
Se promessa infrangerai, saranno guai.
Se promessa infrangerai, saranno guai.
Se promessa infrangerai, saranno guai.

AAAAAAH!
Aiuto!
Non ce la faccio più a tenere questo segreto tutto per me.
Non mi interessa se promessa infrangerò, nei guai sarò.
Devo dirlo a qualcuno: mi sto per trasformare in un…

Blogger lupo!
Ecco svelato il mio segreto.






Uh, oh… ma che cacchio. Sono ritornato un blogger umano.
Vabbè, prima della prossima trasformazione ne approfitto per parlarvi di Wolf Children, il film che racconta di come i miei genitori si sono incontrati e di come hanno cresciuto me e mia sorella Yuki. Troppo fuori, quella Yuki. Simpatica e tutto, però anche troppo fuori.
Comunque, mentre stava seguendo una interessantissima lezione universitaria, mia mamma ha notato un tizio che le sembrava un po’ particolare. Si trattava di un uomo lupo, o, se preferite, di un ficantropo, un lupo a cui piace la fi... la compagnia delle donne. Quella stramba di mia mamma è rimasta incuriosita da codesto uomo lupo, stupita forse dal fatto che non rimanesse costantemente a torso nudo come i licantropi di Twilight e Teen Wolf. Un lupo mannaro vestito, pensate un po’ che roba dell’altro mondo. Dopodiché, mamma e papà hanno cominciato a baciarsi.
E… AAAH, aiuto!
Mi sto trasformando di nuovo!








Eccomi di nuovo qui. Un comune blogger umano. O quasi umano AUUUUUUUUUUU!
Dopo che i nostri genitori si sono in qualche modo accoppiati e una volta che siamo nati noi due pupi mannari, mio papà chissà perché è sparito nel nulla. Un giorno ha detto a nostra madre che usciva a prendere le sigarette e 10 chili di carne al sangue, ma poi non è mai più tornato. La mamma c’ha così cresciuti tutta sola soletta, però direi che ha fatto un buon lavoro. Insomma, c’ha educati a comportarci come delle persone normali AUUUUUUUUUUUUU!
ARF ARF ARF!
Au-au AUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!

Sì, beh, più o meno normali, e io le sono particolarmente grato perché, anche se ha provato a educarci da umani, c’ha sempre lasciato la scelta di poter essere ciò che preferivamo. Un po’ come nelle famiglie con un genitore bianco e uno nero, in cui si deve decidere se essere degli stilosi hip-hoppari yo, oppure degli sfigatelli bianchi che si ascoltano Taylor Swift tutto il giorno. Cosa avremo deciso noi?
Non ve lo dico, vi lascio il piacere di scoprirlo guardando Wolf Children, un film molto bello, nonostante qualche lungaggine tipo nostra madre impegnata a coltivare la terra che è una cosa che non interessa a nessuno e nonostante qualche personaggio avrebbe meritato un maggiore approfondimento, tipo il vecchino che ci dà una mano o il primo fidanzatino di quella giovane zoccoletta di mia sorella. Un film molto bello, in ogni caso, che racconta con delicatezza e originalità una storia dai contorni fantasy in una maniera molto lontana dai soliti fantasy e più vicina al cinema Ghibli di Hayao Miyazaki, sebbene il regista sia Mamoru Hosoda, quello dello spassoso Summer Wars. La storia di me, di mia sorella, di mia mamma e di quel maledetto di nostro padre che c’ha abbandonati. Spero proprio abbia fatto una brutta fine, tipo morto ammazzato o, ancora peggio, l’abbiano chiamato a recitare nella saga di Twilight.
(voto 7,5/10)



mercoledì 21 agosto 2013

LICANTROPIA EVOLUTION, SHE WOLF




Licantropia Evolution – Ritorno al presente
(Canada 2000)
Titolo originale: Ginger Snaps
Regia: John Fawcett
Sceneggiatura: Karen Walton
Cast: Emily Perkins, Katharine Isabelle, Mimi Rogers, Kris Lemche, Jesse Moss
Genere: mannaro
Se ti piace guarda anche: Denti – Teeth, American Mary, Teen Wolf, The Vampire Diaries, True Blood

Licantropi e teenager. Accoppiata che ha prodotto frutti gustosi, come Voglia di vincere, leggendaria pellicola anni ‘80 con Michael J. Fox, e poi?
E poi basta.
Ah, no. C’è stato anche il mitico Oz (Seth Green) di Buffy.
E poi ancora?
Un lupo mannaro americano a Londra, ma a dirla tutta non è che mi abbia entusiasmato più di tanto.
Le ultime produzioni hanno invece visto i lupetti mannari partecipare più che altro come comparse di minor rilevanza al fianco dei più fichi vampiri.

"Posso aiutarvi con qualche spicciolo, ragazze?"
"Ma noi siamo licantrope, mica barbone."
C’è il Taylor Lautner della sega di Twilight, perennemente a torso nudo ma piuttosto inutile all’interno dell’inutile saga, in cui nemmeno i vampiri a dirla tutta sono un granché. In The Vampire Diaries c’è quindi Tyler Lockwood (Michael Trevino) e c’era anche suo zio Mason, che più che altro segnalava l’attore Taylor Kinney, il tizio che si bumba Lady Gaga e che sembra potrebbe persino sposarla. Ma lo dice il titolo stesso, The Vampire Diaries resta sempre una serie sui vampiri, non sui licantropi. Stesso discorso per True Blood con il lupone palestrato Joe Manganiello.
Uno spazio maggiore i lupacchiotti se lo ritagliano nella saga di Underworld, una roba però a livelli inferiori pure a Twilight e ho detto tutto…
I lupetti mannari hanno adesso trovato la riscossa con la serie Teen Wolf, dove finalmente sono i protagonisti assoluti. Peccato che pure qua la qualità non è che sia proprio delle migliori e l’ispirazione al film Voglia di vincere sia solo un’ispirazione molto vaga, quasi inesistente. Anche se va detto che la terza stagione ha segnato un deciso miglioramento per il telefilm rispetto ai primi tempi.

Per i patiti di licantropi, se ce ne sono ma ne dubito, c’è comunque anche questo film canado-statunitense, Licantropia Evolution, una piccola produzione che è riuscita a guadagnarsi lo status di pseudo cult, in grado di generare un sequel (Licantropia Apocalypse) e un prequel (Licantropia), entrambi del 2004. È un oggetto particolare, Lincantropia Evolution. Non mi sento di promuoverlo, ma nemmeno bocciarlo del tutto. Diciamo che è promosso con il debito formativo.
Il budget basso, probabilmente bassissimo, non ha aiutato: il cast è di livello medio-basso, si segnala giusto Katharine Isabelle poi rivista nell’altrettanto poco riuscito American Mary, la fotografia è meno curata di una produzione televisiva Rai e in generale si nota la pochezza di mezzi, per non parlare di trucchi ed effettoni molto splatter e poco speciali.

"Chiudi il portatile. Tanto quel Cannibal non capisce niente..."
Dal canto suo, Licantropia Evolution vanta se non altro una sceneggiatura meno idiota rispetto ad altri horror-fantasy-teen recenti e vanta pure qualche spunto degno di nota. Soprattutto, è interessante il parallelo tra mestruazioni e licantropia. Ebbene sì. Una delle due sorelle protagoniste ha il primo ciclo in contemporanea con la trasformazione in lupetta mannara, fatto che provoca un doppio sconvolgimento nella sua personalità. Un parallelo tra sessualità e fantasy che mi ha ricordato lo stranissimo Denti – Teeth, altro oggetto piuttosto indefinibile, ibrido estraneo alle solite pellicole del genere eppure non pienamente compiuto. Proprio come Licantropia Evolution, che parte bene e poi si perde per strada. La vicenda delle due vergini suicide, le due sorelle protagoniste, cattura all’inizio ma annoia nella lunga, estenuante, eccessivamente prolungata parte finale.
Il risultato è allora così così. Se volete vedere un film sulla licantropia che evita qualche stereotipo di troppo e si concentra più che altro sui cambiamenti che avvengono nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, guardandolo potreste perfino farvi una bella ululata alla luna.
Oops, sono caduto nello stereotipo proprio alla fine…
Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!
(voto 5,5/10)

venerdì 19 luglio 2013

LOVE BITE, IL FILM GHIACCIOLO


Love Bite
(UK 2012)
Regia: Andy De Emmony
Sceneggiatura: Ronan Blaney, Cris Cole
Cast: Ed Speelers, Luke Pasqualino, Jessica Szohr, Timothy Spall, Robin Morrissey, Daniel Kendrick, Kierston Wareing, Rachel McCreath, Eloise Smyth
Genere: film ghiacciolo
Se ti piace guarda anche: Teen Wolf, The Inbetweeners, Finalmente maggiorenni

Ogni cosa va fatta al momento giusto. Ci sono canzoni ad esempio che mi rifiuto di ascoltare nel giorno sbagliato: “I Don’t Like Mondays” dei Boomtown Rats o “Manic Monday” delle Bangles vanno ascoltate solo e rigorosamente di lunedì. Se le becco un altro giorno, cambio stazione radio, imprecando contro l’incompetenza dei deejay che hanno osato suonarle in un giorno differente.
Lo stesso vale per le canzoni, così come i film, ambientati a Natale. Vanno visti nel periodo natalizio. E bom. Dal 26 dicembre in poi, fino all’anno successivo, non si possono più guardare. È una regola.
Ci sono altre pellicole che invece vanno viste rigoramente d’estate. Un sottogenere che io chiamo, e forse non solo io, “filmetti estivi”. In genere si tratta di pellicole leggere, disimpegnate, non particolarmente originali, con attori giovani provenienti da serie tv, e che appartengono per lo più a due categorie, almeno tra quelli che piace vedere a me: la commedia goliardica, sboccata, oscena e scema, e poi il thrillerino-horrorino low-budget. Quei filmetti insomma che se li vedi d’inverno ti sembrano le ultime tra le merdacce e forse è l’accoglienza che si meritano. Ma d’estate le cose cambiano. La voglia di disimpegno è maggiore, le aspettative si abbassano e si può essere più ben disposti a chiudere un occhio di fronte a personaggi stereotipati, trame straabusate e interpretazioni non sempre da Oscar.

Come si dice bimbiminkia in inglese?
Love Bite è un po’ l’apoteosi del filmetto estivo. Era già da qualche mese che l’avevo conservato in frigo al fresco, sapendo che sarebbe potuto tornare utile nei mesi più caldi. In un’altra stagione, una visione come questa l’avrei bollata come una boiata incredibile. Visto d’estate invece ha il suo perché, anche perché fonde entrambe le categorie di filmetto estivo che prediligo. Da una parte è una commedia teen volgarotta, con gag sessuali di bassa lega che manco nei cinepanettoni italiani si vedono, ma che nella variante britannica regalano maggiori soddisfazioni. Gli inglesi non si fanno troppi problemi con il politically correct e qui si esaltano con situazioni ai limiti del trash. Siamo in zona The Inbetweeners, tanto per darvi un riferimento culturale altissimo.
Dall’altra parte, Love Bite gioca invece sul territorio del thriller-horrorino, in maniera a dire il vero parecchio leggera. Il film resta infatti più che altro una comedy sguaiata, in cui ogni tanto fa capolino una componente fantasy, ormai immancabile in ogni buona storia teen che si rispetti. In epoca di Twilight, True Blood, The Vampire Diaries, Teen Wolf ed Hemlock Grove, un licantropo non può proprio mancare. Oddio, io ne farei anche a meno, però a quanto pare i licantropi sono i nuovi vampiri e tirano un casino.

"Hey, ma tu sei quella di Gossip Girl?"
"In carne e ossa! Vuoi un autografo?"
"Ma anche no, io odiavo quella serie. Ho festeggiato una settimana quando è finita."
Love Bite è ambientato d’estate (oh yeah!) in una cittadina inglese in cui a un certo punto cominciano a sparire e a morire ammazzati brutalmente alcuni giovani. Alcuni vergini. Ebbene sì, in giro c’è un licantropo che uccide ragazzi e ragazze che non l’hanno mai fatto. Nel gruppetto di 4 giovani protagonisti del film si scatena dunque la caccia a perdere la verginità, un po’ come in un American Pie versione britannica, quindi una British Pie, il tutto in un contesto molto Teen Wolf.
Praticamente: una vaccata.
Praticamente: il mio film estivo ideale.
Almeno fino a un certo punto. La pellicola non riesce a essere un cult assoluto del summer trash perché il numero di scene divertenti è comunque molto limitato, la trama persino troppo idiota per essere vera, gli attori così così: c’è Luke Pasqualino della seconda generazione di Skins, che però non sembra molto in palla, così come il protagonista Ed Speelers, quello di Eragon, non è che sia proprio l’attore migliore di tutti i tempi. La bella del film è invece Jessica Szozza Szohr, la Vanessa di Gossip Girl, una delle tipe più insopportabili di una serie già di suo ripiena di tipe insopportabili. Nonostante non mi sia mai piaciuta un granché, qui si rivela piuttosto sexy anche se come attrice, beh… Perché, è un’attrice?
Una pellicola come Love Bite in pratica ha enormi limiti, a essere buoni, e può essere considerata una porcata colossale, a essere cattivi. Però è estate ed hey, questo è un filmetto estivo trash coi fiocchi. Per l'occasione mi spreco e conio una nuova definizione: questo è un perfetto film ghiacciolo. Inconsistente e privo di valori nutrizionali, però bello fresco. Dategli un morso, un love bite.
(voto 6/10)



martedì 11 giugno 2013

HEMLOCK GROVE, MA MANNAGGIA AI LUPI MANNARI


Hemlock Grove
(serie tv, stagione 1)
Rete americana: Netflix
Rete italiana: non ancora arrivata
Creata da: Brian McGreevy
Tratta dal romanzo: Hemlock Grove di Brian McGreevy
Cast: Landon Liboiron, Bill Skarsgård, Famke Janssen, Dougray Scott, Penelope Mitchell, Freya Tingley, Nicole Boivin, Kandyse McClure, Lily Taylor, Aaron Douglas, Joel de la Fuente, Emilia McCarthy, Eliana Jones, Emily Piggford
Genere: assurdo
Se ti piace guarda anche: Twin Peaks, American Gothic, True Blood

Più Twin Peaks o più True Blood?
Hemlock Grove si muove in bilico tra queste due serie, oscillando un po’ da una parte, un po’ dall’altra. Nonostante tali riferimenti, si tratta di uno dei prodotti telefilmici più originali in cui è possibile imbattersi di questi tempi. Perché?
Perché Hemlock Grove è un pasticciaccio. Non un pasticciaccio brutto. È un pasticciaccio bello. Al suo interno contiene un sacco di idee e non è che riesca a valorizzarle al meglio tutte. Per quello ci sarà forse tempo in una seconda stagione, vociferata sebbene non ancora ufficialmente confermata.
La stagione 1 è stata nel frattempo sparata tutta in un colpo solo dal servizio di streaming Netflix, come già fatto con il politico House of Cards. 13 episodi tutti insieme, un’idea che butta all’aria l’intera concezione di serialità tradizionale, basata sulla classica puntata, massimo due, a settimana. Qualcosa del genere lo fa anche la serie stessa. Hemlock Grove in una botta sola propone al suo interno di tutto: è un giallo mystery con atmosfere alla Twin Peaks/ The Killing/e pure - massì - Pretty Little Liars, risvolti fantasy licantropeschi alla Teen Wolf/The Vampire Diaries/True Blood, trame da teen drama, qualche contorno soapposo e un pizzico di humour nero per alleggerire il tutto.
Un pasticciaccio?
Esatto. Un pasticciaccio intrigante.

La serie è tratta dall’omonimo recentissimo romanzo del 2012 firmato dal debuttante Brian McGreevy, che ha anche curato l’adattamento per il piccolo schermo. In veste di producer e di regista della prima spettacolare puntata c’è però un certo Eli Roth. Questo è un nome che a qualcuno farà storcere il naso, mentre farà esaltare qualcun altro. Grazie a film come Cabin Fever e Hostel, l’amichetto di Quentin Tarantino si è infatti guadagnato un seguito di culto, ma anche un odio altrettanto di culto. Che siate voi suoi accaniti fan o suoi acerrimi nemici, calmatevi. L’impronta di Eli Roth nella serie non è così forte ed è presente più che altro nell’episodio pilota, in cui l’atmosfera che si respira è più vicina a quella del suo folgorante esordio Cabin Fever che non a quella di Hostel.

Volete sapere la trama in breve di Hemlock Grove?
Mmm. Mi spiace, non è così semplice. Le vicende sono talmente ingarbugliate, ci sono un sacco di personaggi (non quanti Game of Thrones, tranquilli) e ci vorrebbe quindi un blog apposta soltanto per dare spazio a tutto e tutti. Se volete un’anticipazione, posso dirvi che la storia parte con una ragazza scomparsa. Una ragazza trovata morta ammazzata. Come nel già citato Twin Peaks, qui rievocato anche da simili malsane ambientazioni da provincia inquieta degli Stati Uniti. Twin Peaks citato per altro in maniera splendida anche nel cambio di colore di capelli di uno dei personaggi, che a un certo punto si dà al bianco proprio come Leland Palmer. Di chi si tratta non ve lo dico, per evitare spoiler, e poi perché non ve ne ho ancora parlato, di questi personaggi.

I due protagonisti principali sono i nuovi idoli delle teenagers dark Landon Liboiron e Bill Skarsgård.
Landon l’abbiamo già visto ahinoi nel terrificante Terra Nova, parentesi subito da dimenticare, così come anche nel divertente horror trash Altitude. Il suo personaggio è quello di Roman Godfrey, uno zingaro che si vocifera sia un lupo mannaro…
WTF?!?
Sarà la solita voce messa in giro tra bulli liceali, o ci sarà un fondo di verità?
Intendo, sul fatto che è uno zingaro.


Bill Skarsgård, come potrete intuire dal cognome importante, è il figlio di Stellan, quello de Le onde del destino e Dancer in the Dark, l’amichetto fidato di Lars Von Tier, nonché il fratello di Alexander di True Blood (domenica parte la sesta stagione) e di Gustaf di Vikings. Praticamente, gli Skarsgård dalla Svezia con furore stanno colonizzando l’intero palinsesto televisivo americano. E tra l’altro ci sono altri due fratelli (Sam e Valter) e una sorella (Eija) ancora disoccupati. Vogliamo dare un programma pure a loro, sì o no?
Nella serie, Bill Skarsgård è Roman Godfrey, un po’ il bel tenebroso di Hemlock Grove, ancor più del licantropo gitano, ed è l’ereditiere superficiale e cazzaro di un bell’impero economico, quello dei Godfrey, la famiglia più potente e in vista della cittadina. Non è finita qui, perché pure lui sembra avere qualche potere soprannaturale e inoltre sia fisicamente che come personaggio mi ricorda Bobby Briggs (Dana Ashbrook) sempre di Twin Peaks.


Come madre, Roman si ritrova quella MILFona di Famke Janssen, una che è da 20 anni in circolazione tra cinema (GoldenEye, The Faculty, X-Men…) e tv (Nip/Tuck) ma mica sembra invecchiare di un sol giorno e diventa anzi sempre più MILF.


Inoltre ci sono anche la bionda gnocchetta teen di turno, Penelope Mitchell, che con quella faccia gonfia sembra una giovane Naomi Watts e quindi pure lei fa tanto David Lynch, e la giovanissima Freya Tingley, tipetta misteriosa che all’inizio non si capisce bene cosa c’entri con il resto e invece c’entra parecchio.


Il personaggio migliore, e che a mio avviso avrebbe meritato un maggiore spazio, è però un altro. È la sorella di Bill Skarsgård. Sorella per fiction, nella realtà non è un’altra del clan degli Skarsgård. Shelley Godfrey è una ragazza… mostruosa. Una specie di Frankenstein al femminile che è interpretata da Nicole Boivin, ma i credits indicano tra i suoi interpreti anche due tizi: Michael Andreae e Lonnie Waugh. Ve l'ho detto che non è una tipa proprio standard...


Un personaggio davvero unico, che dovrebbe avere una serie tutta sua. Una serie che diventerebbe automaticamente la cosa più fuori di testa mai vista in tv. Per adesso il titolo se lo gioca comunque in scioltezza questo Hemlock Grove.
Nel corso dei 13 episodi della prima stagione succede di tutto e di più, ci sono personaggi piuttosto inutili che arrivano e poi spariscono, ci sono eventi inspiegabili che però nel corso dell’ultima puntata vengono in qualche modo spiegati, ci sono visioni, momenti splatter e altri trash, episodi avvincenti alternati a puntate riempitivo, sbandature di sceneggiatura clamorose che però si risollevano quando meno te lo aspetti, e soprattutto tanta, ma tanta, follia.
Hemlock Grove piace soprattutto per questo. Benché un sacco incasinata, benché non riuscita fino in fondo, benché pure qua ci siano licantropi ed eventi paranormali come già in troppi altri telefilm, è una serie che si distingue dalla massa perché sa intrigare e sorprendere. E almeno qui no, per ora di vampiri vegetariani non se ne sono visti!
(voto 7+/10)



giovedì 23 giugno 2011

Ma i licantropi d'oggi le t-shirt indossarle proprio no?

Teen Wolf
(serie tv - stagione 1)
Rete americana: Mtv
Rete italiana: Mtv, prossimamente
Sviluppato da: Jeff Davis
Cast: Tyler Posey, Crystal Reed, Tyler Hoechlin, Dylan O'Brien, Holland Roden, Colton Haynes, Orny Adams, JR Bourne, Linden Ashby
Genere: licantropi a torso nudo
Se ti piace guarda anche: The Vampire Diaries, Being Human, Twilighteria varia

Chi ha vissuto l’infanzia/adolescenza negli anni ’80 si ricorderà bene di Voglia di vincere (Teen Wolf), il film del 1985 con protagonista il mitico Michael J. Fox. Bene, adesso ne hanno fatto una serie tv, ma prima di esultare cari nostalgiconi miei dovete sapere che della pellicola hanno tenuto solo una cosa: il titolo originale americano Teen Wolf. Per il resto, come si suol dire, non c’entra ‘na sega!
Se allora Michael J. Fox scopriva di essere un licantropo in maniera ereditaria, visto che pure il padre lo era, e quindi diventava la stella di basket del liceo, qui abbiamo questo nuovo teenager interpretato da Tyler Posey, uno che all’inizio sembra un nerd tipo Jesse Eisenberg, poi diventa un lupo mannaro per via di un morso di una bestia (visto che il padre qui nemmeno compare, almeno nelle prime puntate), decide di togliersi la t-shirt e così diventa una sorta di nuovo Taylor Lautner, il licantropo della saga di Twilight.
Grazie ai poteri da giovane lupo mannaro, diventa così un fenomeno dello sport più popolare nella sua scuola, che non è il basket come nel film degli anni ’80 (cosa che sarebbe stata troppo figa), bensì di lacrosse. Laaaaaacrosse? E cus’è, ‘sta roba?
In pratica è una specie di hockey da prato in cui si lancia una pallina piccolissima non visibile da occhio umano. Proprio così: lo sport più sfigato e inguardabile del mondo!


Appurato che la serie tv non ha una cippa di niente in comune con il film anni ’80 (nemmeno il suo piglio cazzone & ironico) e che quindi il consiglio ai nostalgici del film originale è quello di astenersi, constatiamo come i fantasiosi autori abbiano deciso di percorrere la via più facile al giorno d’oggi, ovvero quella di inseguire/scopiazzare modelli di consolidato successo come The Vampire Diaries e naturalmente anche la Twilight saga, o altri film e serie tv più o meno fantasy degli ultimi giorni/mesi/anni, con la sola differenza che qui di vampiri non ce ne sono. Per il momento, visto che dove c’è un succhiasangue prima o poi spunta anche un piccolo lupetto, lo stesso succederà a parti invertite, eh no?

Presente il film anni '80? Ecco, non c'entra 'na mazza!
Se il protagonista è una specie di mezzo loser destinato a diventare una sorta di celebrità locale grazie ai suoi nuovi poteri da licantropo, il suo amico è il tipo mezzo simpatico e mezzo sfigato un po’ in stile Pacey Witter di Dawson’s Creek, mentre il ragazzo lupo più grande di lui che lo “inizia” ai piaceri della licantropia dovrebbe essere il figo della situazione, ma non sembra possedere l’umorismo né la cattiveria di un Damon Salvatore. E poi naturalmente come in ogni buona (ma anche cattiva) storia che si rispetti arriva una tipa nuova a scuola che si innamora ricambiata del nostro protagonista-lupo. Tutto new-classic, tutto new-romantic, tutto prevedibile ma realizzato - va detto - in maniera piuttosto efficace e accattivante dalla produzione di Mtv, sempre più specializzata in telefilm dopo il simpatico Hard Times - Tempi duri per RJ Berger e il non molto riuscito adattamento americano di Skins.

La faccia da pesce lesso del protagonista Tyler Posey non aiuta di certo a dare profondità al personaggio (ammesso ne abbia una) e ogni confronto con Michael J. Fox è ovviamente da considerarsi una blasfemia assoluta all’interno della Chiesa Cannibale. La sua tipa, o aspirante tipa, è Crystal Reed, una sorta di sosia della Nina Dobrev di The Vampire Diaries e quindi piuttosto gnocca e convincente. Il lupo più grande è invece interpretato da Tyler Hoechlin, uno che aveva iniziato la carriera come bambino rachitico in Era mio padre di Sam Mendes e ora lo ritroviamo super pompato, d’altra parte se non hai un fisico scolpito il lupo mannaro al giorno d’oggi non te lo fanno fare. Mica come ai bei tempi del magrolino MJ Fox…
Il nuovo Teen Wolf è inzomma un prodottino medio guardabile, più che altro teen (wolf) oriented, anzi mooolto teen oriented, con qualche possibile buono sviluppo in futuro perlomeno nel caso la serie, dopo essere andata sul sicuro con il pilot, cercherà con i prossimi episodi di trovare una sua strada personale. Se non lo farà, dubito che sentiremo ululare questo teen wolf a lungo.
(voto 6-)

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