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venerdì 24 giugno 2016

Afterhours, Red Hot Chili Peppers, Garbage, etc. - La musica di giugno 2016





La rubrica sulle uscite musicali mensili questo mese sembra uscita dritta dagli anni '90.
E invece no. Sfregatevi gli occhi finché volete, ma si parla del mese di giugno del 2016 e non del 1996, nonostante siano presenti un sacco di gruppi e artisti che da quel decennio sono usciti vivi, oppure altri che riprendono il suono di quel periodo.

Afterhours “Folfiri o folfox”

lunedì 30 maggio 2016

Beyoncé, Zucchero, Annalisa, Motta etc. - La musica di maggio 2016





Qualcosa si muove. Dopo un inizio d'anno che sarebbe meglio scrivere “danno” tutto attaccato, segnato da varie morti e delusioni, il mondo della musica nelle ultime settimane ha regalato diverse cose interessanti. E non mi riferisco certo all'ultimo disco di Zucchero.
Oltre al nuovo splendido album dei Radiohead, di cui ho già parlato QUI, vediamo cosa è arrivato di buono, e anche di meno buono...

Beyoncé “Lemonade”

lunedì 8 settembre 2014

LE MIE CANZONI PREFERITE - 30/21





Arriva una nuova decina di canzoni, prese dritte per dritte dalla Top 100 dei pezzi preferiti di sempre di Pensieri Cannibali.
Prima di poterle ascoltare, come al solito vi beccate il riepilogone delle puntate precedenti:


L'unica regola di questa Top 100?
Lo stesso artista/gruppo non può essere presente con più di un unico brano. Cosa che significa 100 canzoni per 100 artisti/band differenti.

"Sei pronto per una nuova decina di canzoni cannibali?"
"Ehm... veramente no!"

mercoledì 31 agosto 2011

Il chili pepper comincia a bruciarmi il buco del cul*

Red Hot Chili Peppers “I’m With You”
Genere: speziato ma non troppo
Provenienza: The city of Angels
Se ti piace ascolta anche: Incubus, Hoobastank, John Frusciante

C’è poco da fare: John Frusciante è l’MVP (Most Valuable Player) dei Red Hot Chili Peppers e senza di lui sono una band, a esser generosi, appena di medio livello. Negli ultimi tempi nemmeno lui poteva più far miracoli, però almeno nel doppio logorroico eccessivo Stadium Arcadium, su 2 dischi pieni di roba inutile, perlomeno con il meglio si riusciva a tirarne fuori quasi (e ho detto quasi) uno decente. Perché se già da By the way davano l’impressione di trascinarsi un po’ nella stanchezza generale, ogni tanto qualche barlume si vedeva ancora, e a questo punto l’impressione è che l’unico in grado di riaccendere la luce fosse John “Jack” Frusciante.
Il batterista dei Red Hot secondo me è Will Ferrell...
Si può allora immaginare di essere ritornati ai tempi di One Hot Minute, il disco tra Blood Sugar Sex Magik e Californication realizzato senza IL chitarrista, ma con Dave Navarro al suo posto… E invece no, perché il nuovo Josh Klinghoffer non vale neanche un Navarro, e soprattutto perché almeno in quel lavoro c’erano ancora pezzoni come My Friends e Aeroplane che qui proprio no, col cavolo che si trovano. Qui dentro ci sono 14 canzoni, che sono comunque troppe come in tutti i loro lavori, persino quelli più riusciti, ma di minimamente memorabile cosa c’è?

Un disco che fila prevedibile come ci si immagina dovrebbe suonare un disco dei Red Hot, o meglio come dovrebbe suonare un disco di B-side senza ispirazione dei Red Hot. In “Did I let you know” provano a inserire un assolo di tromba giusto per fare qualcosa di diverso dal loro solito, ma più che altro sembra una cosa a caso fatta apposta per suonare un minimo diversi dal solito. Comunque è sicuramente tra i pezzi più riusciti del L8, insieme alla (+ o -) tirata “Goodbye Hooray”, alla delicata “Meet me at the corner” e al primo singolo “The Adventures of Rain Dance Maggie”, tanto per dire di mantenere basse le aspettative e non pretendere grandi cose.


Certo che Flea è invecchiato davvero male...
Tra gli episodi già sentiti e strasentiti ci sono robe come “Ethiopia” o la cantilena di “Look around” che fanno davvero venir voglia di chiedere indietro i soldi non spesi per lo scaricamento. Anche se il senso di déjà vu, anzi di déjà senti aleggia un po’ su tutti i pezzi.
Dimenticata la parte più funk della band, per non dire della componente vagamente hip-hop, stavolta i RHCP propongono un pop-rock standard molto classico e senza troppe deviazioni. Produce il tutto Rick Rubin, uno che passa da perle assolute come Adele a schifezze assolute come Kid Rock. Per soldi ormai produrrebbe qualsiasi cosa, ma nulla di male in questo, non ho mica niente contro la prostituzione. Peccato che rischi di fare la fine di Slash, uno che dietro compenso ha suonato persino su un pezzo di Vasco e con una buona paga e un hotel all-inclusive probabilmente porterebbe chitarra e cappello a cilindro persino alla Festa dell’uva nella “mia” Casale.

“I’m With You” (traduzione: “Sono con te”, interpretazione: “Ma anche no”) non è niente di inascoltabile o indecente, per carità, e considerando il livello medio di certi rockers di una certa età che tirano fuori delle porcate allucinanti (qualcuno ha tirato di nuovo in ballo Vasco??) è già una cosa non da poco. Però è anche uno di quei dischi che certo non ti fanno venire voglia di schiacciare play di nuovo e anzi non vedi l’ora che finiscano. E con tutti le cose interessanti che ci sono là fuori suonate da band molto meno note, ma molto più meritevoli, meglio rivolgere le proprie orecchie altrove.
Astuta l’operazione di marketing con la trasmissione del concerto di Colonia via satellite nei cinema mondiali, ma è davvero così vergognoso andare in pensione, invece di fare uscire dischi così tanto per? Sempre se gliela danno, la pensione, visto che non so come sono messi Anthony Kiedies e cumpà a livello di anni di università e servizio militare. Anzi no, il Governo ha già fatto marcia indietro e la norma sulle pensioni è saltata. Tutto già visto e già sentito, un po’ come i RHCP.
Che noia che barba, che barba che noia.
(voto 5-/10)

martedì 19 luglio 2011

Jack Frusciante è riuscito dal gruppo

Non sono un fan totale dei Red Hot Chili Peppers, però il loro sound soprattutto d’estate mi è particolarmente gradito. Eccoli ritornare ora senza però l'idolo John Frusciante, riuscito dal gruppo, e con al suo posto il nuovo chitarrista, anzi ghitarrista, Josh Klinghoffer, uno che con un cognome del genere non finirà mai nel titolo di un romanzo di Enrico Brizzi. Al massimo in quello di un film di Fausto Brizzi.
Come anticipazione dal loro nuovo album I’m with you, questa è The Aventures of Rain Dance Maggie: classico stile Red Hot, pezzo prettamente perfettamente estivo, nulla di sconvolgente ma per quanto mi riguarda pollice su.


lunedì 6 giugno 2011

Blog Wars - Una nuova speranza: The Greatest Hits (Parte I)

Nelle ultime settimane ce le siamo date di santa ragione, sul ring musicale. Io Cannibal Kid contro il malvagio, perfido, disgraziato Mr. James Ford abbiamo proposto i nostri dischi preferiti dagli anni ’60 a oggi, scontrandoci in maniera spesso feroce. Ora è arrivato il momento di fare un attimino il punto della situazione, con questo Greatest Hits che raccoglie i nostri due album favoriti di ogni decennio con relativi commenti. Oggi tocca a Ford, che stavolta ha fatto scelte meno peggio del solito (e infatti 4 dei dischi qui sotto erano presenti anche nelle mie liste) e poi domani tocca a me!
Intanto, volendo riassumere la mia opinione generale sulle scelte di Ford: ogni tanto ha voluto fare l’eclettico, ma il suo cuore mi sembra battere in particolare per un certo rock molto maschile, molto cantautorale e molto chitarroso. E soprattutto molto discutibile e spesso molto ma molto noioso.
Tra i dischi da lui proposti che non ho proprio sopportato ci sono: Kid Rock, Francesco Guccini, Captain Beefheart, Weather Report, Lynyrd Skynyrd, Ben Harper, Kiss, Guns n’ Roses… Ma anche molti altri non rientrano certo tra i miei ascolti preferiti. Poi va bene la passione tutta sua per i cantautori, però 4 dischi di Johnny Cash e 2 di Bob Dylan mi sembrano eccessivi. E addirittura ridicola è stata la scelta di Rick Springfield uahaahah!
Artisti che invece mi aspettavo di trovare nelle sue liste, ma alla fine non ho trovato (sarà per la sua sbandierata imprevedibilitahaha) sono stati: Aerosmith, Leonard Cohen, AC/DC, Led Zeppelin, Lenny Kravitz, Poison, Def Leppard, Metallica, Europe, Queen, Ligabue, Vasco e 883. Per questi ultimi credo abbia avuto perlomeno il buon gusto (almeno una volta tanto) di risparmiarceli, forse perché se ne vergognava… Ecco comunque la sua selezione greatest hits, o anche the best of the worst, di dischi.
Cannibal Kid

P.S. Ma i Guns ‘n Roses che c’azzeccano in mezzo a grandi come Beatles, Radiohead e Jeff Buckley??? Maaah, misteri Fordiani…

Come ogni band che si rispetti, anche il sottoscritto Ford ed il suo sempre irritante antagonista Cannibale si è deciso, in un periodo di pausa rigenerante utile per ogni grande gruppo, di fare uscire un bel Greatest Hits di quelli che volano in testa alle classifiche e riempiono clamorosamente le tasche dei musicisti di turno. Sarà perchè ho il sospetto che Cannibale suoni - e pure male - soltanto il clacson della sua macchinetta da Tokyo Drift di provincia, sarà perchè siamo qui al computer e non in un qualche palazzetto gremito di pubblico adorante, ma noi altri non vedremo il becco d'un quattrino.
Eppure, nel continuo scannarsi - anche se solo a parole - tra noi e nei vostri commenti c'è tutto il bello di esserci, nel senso più grande del termine.
Vorrei rispondere al mio rivale, magari citando una canzone degli 883 - ci ho pensato fino all'ultimo a metterli, fosse anche solo per farti incazzare di più, e non mi vergogno affatto degli anni passati a consumare la cassettina di NordSudOvestEst: in fondo, se mi capita di ascoltarli ancora oggi me li canto volentieri, alla facciazza tua! -, ma ho pensato che, almeno in questa occasione, si dovesse sfoggiare l'abito da gentiluomini e fingere di andare tutti d'amore e d'accordo, proprio come fanno i componenti dei grandi gruppi alle presentazioni di raccolte o simili. E intanto rifilargli qualche gomitata in pieno costato mentre si sorride per la foto di rito.
Come vedrete domani rispetto ai GH cannibali anch'io mi sento in dovere di citare alcuni - ma solo alcuni, perchè non li ricorderò mai tutti - artisti che ho escluso nel corso dei vari decenni per decisioni di cuore o semplice mancanza di spazio. In ordine sparso: Black Crowes, Jon Spencer Blues Explosion, Nirvana, Soundgarden, Audioslave, Patti Smith, Ani DiFranco, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Ac/Dc, Aerosmith, Notorius B.I.G., Cure, Smiths, Stooges, Ramones, Germs, Social distortion, Bad Religion, Faith no more, Alanis Morrissette, i Police, Sting, Lou Reed, Iggy Pop, David Bowie, Brian Eno, Sepultura, Sex Pistols, Laurie Anderson, Miles Davis, Les Negresses Vertes, Men at work, Manonegra, Madredeus, Loreena McKennit, The Roots, Outkast, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Charles Mingus, Joni Mitchell, Bjork, Peaches e molti, molti altri.
E ora pronti via, con il meglio del meglio delle selezioni fordiane.
Mr. Ford

The Beatles "White album" (1968)
Mr. James Ford Occorre subito precisare che, a proposito della rivalità Beatles/Rolling Stones io sono e sarò sempre dalla parte dei secondi, per affinità e fordismo galoppante.
Eppure non posso riconoscere l'effetto travolgente dei tre dischi che ho volutamente ed irrinunciabilmente inserito nella lista.
Nel caso del White album, basterebbero Happyness is a warm gun e Helter skelter per definire la portata incredibile di quest'opera titanica.
Cannibal Kid Ah già che negli anni Sessanta c’erano anche dei certi Beatles! Riguardo al loro album preferito ero un po’ indeciso, ma ho escluso il White Album per la presenza di “Ob-La-Di, Ob-La-Da”, uno dei pezzi più scemi di sempre. Alla fine preferiscoc “Abbey Road”, in cui il fantasma dello scioglimento si sente aleggiare nell’aria, come nello splendido intreccio vocale di “Because”.

Kings of noia
King Crimson "In the court of the Crimson King" (1969)
JF Le meraviglie da pura esplorazione psichedelica dei Crimson, che danno anni e anni luce ai pur leggendari Pink Floyd, con questo disco d'esordio raggiungono livelli unici, anche grazie alla straordinaria performance vocale di Greg Lake, più noto forse come elemento degli Emerson, Lake & Palmer.
Una vera e propria odissea in pieno stile 2001, travolgente e quasi incomprensibile: non mi stupisce che un presunto artistoide come il Cannibale non apprezzi il genere. Occorre aprire troppo gli orizzonti di cuore e mente.
CK Scusa, mi sono addormentato alla prima riga... Non si può certo dire che i Burger King Crimson posseggano il dono della suintesi, con le loro suite da minimo 10 minuti che sono (a essere gentili) una palla colossale. “21st Century Schizoid Man” è un buon pezzo, ma campionato dal solo e unico Kanye West in “Power” suona 1000 volte meglio, visto che prende i 10 secondi migliori della canzone (quelli con la voce distorta) e ci risparmia il resto, come l’inutile delirio della parte centrale. Peccato, perché se avessero tolto le pacchianate (“Moonchild” dopo una buona partenza si perde in suoni messi A CASO) e fatto canzoni da 3 minuti 3 ne sarebbe anche uscito un bel disco.

The Clash "London calling" (1979)
JF I ragazzacci inglesi che hanno sbaragliato la concorrenza dei Ramones e gli Stooges di Raw power per rappresentare la rottura che fu il punk nella mia personale decina.
Un disco semplice, eppure ribollente di ispirazioni, citazioni, influenze.
E soprattutto, un lavoro con due palle d'acciaio, che fila dritto come un treno e scoppia dentro e fuori, sbattendosene degli effetti collaterali.
CK L’unico disco della tua lista anni ’70 a suonare attuale ancora oggi (e infatti era presente anche nella mia). Rispetto al puro devasto e sberleffo dei Sex Pistols, o al divertente cazzeggio dei Ramones (che non ho inserito in lista ma che comunque adoro), del punk i Clash hanno rappresentato l’anima più politica e impegnata, ma anche più musicalmente contaminata. E io adoro contaminazioni e sperimentazioni sonore. Sai poi cosa vuol dire Clash, Mr. Bean Ford? Scontro, conflitto, contrasto, e io ormai sono pronto alla guerra!
JF Soltanto una cosa: se sei pronto alla guerra, in pieno stile Clash aspetto il momento giusto per fracassarti una bella chitarra su quella testa piena di Scream e pollici di Megan Fox!


Bob Dylan, anzi no: Cate Blanchett
Bob Dylan "Blood on the tracks" (1975)
JF Un disco epocale, senza se e senza ma, e il mio preferito di Dylan.
Tangled up in blue, Lily Rosmary and the Jack of hearts, Shelter from the storm - per gli amanti di Mad men come il mio rivale - sono colpi al cuore che non si dimenticano.
E sono solo la punta di questo iceberg che è un monumento al cantautorato, nonchè un Capolavoro che ognuno dovrebbe custodire gelosamente nella propria discografia.
CK Sentirti citare Mad Men mi ha fatto passare per un momento la voglia di massacrare i tuoi dischi. Per un momento, poiché questo album, anche bello, non mi sconfinfera più di tanto e non mi dà colpi al cuore. Semmai do a te delle mazzate fino a farti uscire il blood on the tracks buahaha!
JF Noto con piacere che nonostante i tuoi tentativi non riesci a sparare a zero contro uno dei più grandi dischi della Storia della Musica. Almeno non sei completamente perduto. ;)

Pixies "Surfer rosa" (1988)
JF I veri innovatori della scena rock, responsabili della fine del sogno degli eighties e traghettatori dei cuori dei fan fin dentro all'oscurità dei nineties già pronti a chiedere dazio dopo un decennio vissuto, per la maggior parte, ottenebrati dal successo e dall'idea che tutto potesse davvero finire bene.
Mostri sacri per un disco sacro, che ogni vero appassionato di musica dovrebbe possedere, ascoltare e diffondere. Una specie di culto.
I Pixies sono come il tramonto sull'oceano che fu dei Beach boys: impossibile non saltare sulla tavola e sperare nell'onda perfetta che ci porti a fondo.
CK Ma appena pochi giorni fa non dicevi che suonavano ormai sorpassati? Cos’è, un ironico tentativo di un cowboy di spacciarsi per indie? Stai solo attento alle frecce…
JF Io le frecce le uso come spiedini per le grigliate, Cannibale. Non ricordo - a meno che non avessi ecceduto nell'alzare il gomito - di aver mai affermato che i Pixies fossero superati. Che fai, modifichi le informazioni a tuo vantaggio come chi sappiamo noi!?
CK In un commento mi dicevi che secondo te i dischi di Nirvana e Pixies sono invecchiati male, cosa che detta da uno che ascolta ancora i Guns con la bandana in testa fa davvero ridere... Ma magari ricordo male e ti riferivi solo ai Nirvana, cosa che è comunque una bestialità da dire!
JF Effettivamente l'ho detto, e continuo a pensare che i dischi di Pixies e Nirvana siano invecchiati male. Questo però non toglie che abbiano prodotto album fondamentali per i loro rispettivi decenni. Ma se io sono la Bestia, tu saresti la bella? O per caso Bella?
CK Tu sei la bestia, I am the best!


Guns 'n roses "Appetite for destruction" (1987)
JF Oltre ad essere una sorta di manifesto del rock e della fordianità, questo album STRATOSFERICO per potenza ed impatto è una sorta di greatest hits, considerato che nella tracklist possiamo trovare cose come Welcome to the jungle, It's so easy, Nightrain, Paradise City e Sweet child o'mine. Scusate se è poco.
Roba come questa è stata, è e sarà sempre troppo per i palati finti e debolucci come quello del Cannibale.
Sarebbe come pensare che un vegano magrolino e denutrito possa apprezzare una bella bistecca alla griglia in salsa chili neanche fosse lo Stone Cold della situazione.
CK Oh, questo è lo scontro che volevo. Finalmente hai finito con le tue menate alla Weather Report-Guccini volendo (senza successo) fare lo chic e viene fuori tutto il vero antagonismo tra il mio mondo e il tuo. Basta cazzate, questa è la sfida: cannibalismo puro VS. fordismo puro.
Smiths dalla mia parte, Guns'n'Roses dalla tua. Molto ma molto simbolico, direi che due band più diverse non si poteva proporle (oddio, forse giusto se mettevi i Metallica...).
Cose che non mi piacciono dei Guns: l'attitudine tamarra, la voce di Axl Rose che fa tanto il macho ma canta con quel miagolio acuto come se gli avessero appena asportato le palle, e soprattutto se c'è una cosa che non sopporto in musica (a parte la evve moscia di Guccini, ma quella nemmeno la considero musica), sono gli interminabili assoli di chitarra: cazzo menefrega di vedere Slash che si fa una sega di 12 minuti con la chitarra, in uno sfoggio di virtuosismo da nessuno richiesto. Kurt Cobain, chitarrista sicuramente meno bravo a un mero livello tecnico, con il solo riff di Smells like teen spirit ha mandato affanculo le ore e ore di pippe virtuosistiche di Slash & company, spedendoli per sempre nel dimenticatoio del trash metal anni '80. Che poi Axl c'ha messo 20 anni per tirare fuori un disco nuovo e se n'è uscito con Chinese Democracy, una robetta che il mio falegname con 30mila delle vecchie lire la fa meglio. Come diceva Kurt riprendendo il tuo amato Neil Young: meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
E comunque dai a me del distruttore e poi hai appetito per la distruzione? L’appetite che ho io è invece per la carne umana e la tua me la sparo giù in un morso manco fosse un happy meal!
JF Il mio appetito, caro Cannibale, è troppo grande per tutti i tuoi happy meal da teen senza speranze. E io mi mangio loro, te e anche il tuo amico Kurt, sempre che non si bruci sulla griglia prima. E finalmente abbiamo uno degli scontri più epici del cannibalfordiano pensiero.

I caschi per proteggersi da quel bruto di Mr. Ford
Red Hot Chili Peppers "BloodSugarSexMagik" (1991)
JF Con un prodigioso balzo in avanti mi ritrovo già quasi ventenne, impegnato nella prima storia "seria" della mia vita, a macinare Give it away, Suck my kiss, Breaking the girl e l'immortale Under the bridge andando avanti e indietro da una parte all'altra di Milano tutte le sere, sognando che i tram e la gente strana collezionata negli incontri di quel tempo potesse diventare lo stimolo per le sceneggiature di fumetti che allora mi dilettavo a scrivere neanche fossi a L. A., guardando la spiaggia all'orizzonte con la tavola sottobraccio.
Il Point break della mia vita musicale, nonchè la scoperta di uno dei produttori più geniali del campo, Rick Rubin.
CK Disco non male, nient’affatto, anche se a parte “Give it away” e “Under the bridge” il resto non è poi memorabile e certo non è invecchiato granché bene, altroché i Nirvana. Il mio unico problema è che non mi hanno mai smosso dentro, Anthony Kiedis e cumpà. Comunque ammettilo che più che per la musica li hai inseriti in lista perché ai tempi si presentavano sul palco senza veli come mammà li aveva fatti.
Scherzo Ford, lo so che tu sei un macho vero e proprio. Anzi, ma mettere una donna nella tua lista proprio no? E sì che nei 90s ce n’erano davvero per tutti i gusti, oltre ai miei nomi di domani mi vengono in mente: PJ Harvey, Courtney Love, Fiona Apple, Tori Amos, Cranberries, Cardigans, Sheryl Crow, Alanis Morissette, Elastica, Liz Phair ecc ecc...
Ah, comunque io preferisco Californication.
JF Donne ce n'erano, e di grandissime. Alcune sono state davvero ad un passo dalla top ten. Ma comunque avresti trovato una scusa qualunque per parlarne male: a proposito, ma PJ Harvey, Tori Amos, Sheryl Crow e la Morrissette - giusto per prenderne alcune da questa tua lista - non sono cantautrici? E i cantautori tutti non erano pallosi?
CK Non tutti, naturalmente, questo non l'ho mai detto: solo quelli da te proposti.
JF Aspetto di scoprire quali sono quelli da te proposti, dunque. Ma forse non innovano abbastanza per un futurista del tuo stampo.

Jeff Buckley "Grace" (1994)
JF Più di Cobain, meglio di Cobain.
Jeff Buckley, talento incredibile, voce divina - quasi una controparte dei demoniaci Slipknot -, un disco rivoluzionario acclamato in tutto il mondo, se ne andò perchè travolto dalla voglia inarrestabile di nuotare nel fiume mentre viaggiava in macchina verso casa.
L'ironia del destino, il mistero di una delle morti più celebri del rock - amplificato da quella del padre Tim, grande interprete degli anni settanta, anch'egli mancato giovanissimo -, la crudeltà di una Natura che, per dirla come Herzog, non ha occhi per i meriti o la bellezza, il talento o la passione. È una predatrice.
E quale vittima migliore di Jeff, giovane cantautore libero dai tormenti del leader dei Nirvana eppure in grado di regalare attimi di struggente malinconia come nella magnifica Halleluja coheniana?
La leggenda dice che, nuotando verso la morte, il giovane Buckley cantasse Whole lotta love dei Led Zeppelin.
Rock fino alla fine. La fine del rock.
Non per nulla, siamo negli anni novanta.
CK Questa è la leggenda, ma se un giorno si scoprisse che in realtà Jeff si è buttato volontariamente nel fiume tu cosa faresti? Lo spediresti nel girone dei suicidi del tuo personale Inferno musicale insieme a Kurt Cobain, a Ian Curtis e (forse, pure quello non è stato accertato) anche al padre Tim Buckley?
JF Assolutamente sì. Senza neppure un accenno di pentimento.
CK Questo dice tutto sulla tua limitatezza mentale. Ma te prima di ascoltare un disco quindi devi sapere tutto quello che ha fatto l'autore in vita ed eventualmente come è morto? Non puoi goderti la musica e basta?
JF Io ascolto i dischi, ma questo non mi vieta di contestare le scelte dei suoi autori. Dato che la tua memoria latita, ti ricordo che ho criticato - e non poco - Bono nella decina degli anni ottanta, ma questo non mi ha impedito di inserire un disco degli U2. Semplicemente, nel caso di Cobain e dei Nirvana ho inserito album che emotivamente parlando mi danno di più e sono maggiormente legati alla mia esperienza personale.


I Radiohead si nascondono: hanno vergogna
di stare in una classifica dove ci sono i Guns n' Roses
Radiohead "Kid A" (2000)
JF Per inserire questo disco nella lista del nuovo millennio ho rinunciato a Ok Computer nella rappresentativa degli anni novanta.
Del resto, se una nuova frontiera musicale è stata tracciata tra quello che era il rock prima del "bug" e dopo, questo è il disco da day after per eccellenza.
Ricordo un concerto magnifico visto al Lazzaretto di Bergamo nell'estate del 2001, e nottate a piedi con Idioteque a manetta a scuotermi fin dentro i sogni.
Il 2001 musicale capace di rivoluzionare gli ascolti di una vita, per passare dal grigio al bianco quasi senza rendersene conto.
CK Con tutto il rispetto per Mr. Johnny Cash, ma sei hai inserito 4 suoi dischi, 2 epocali dei Radiohead ci potevano anche stare... Ma considerando quanto sei vecchio inside è già un piccolo miracolo tu ne abbia inserito 1! Inserendo Radiohead, Daft Punk e Gorillaz nella sua lista, Ford comunque ha chiaramente voluto giocare a fare il Cannibale. Lui dirà che così dimostra quanto è eclettico e bla bla bla, ma per me è una vittoria: con questa sfida l’ho trasformato, almeno un pochino, in un piccolo Cannibale. Poi, per carità, spero che la trasformazione completa non avvenga mai, altrimenti perderò uno sfidante (quasi) agguerrito.
JF Stai tranquillo, Cannibale, che la trasformazione è quanto di più lontano dal sottoscritto possa esistere. Un pò come pensare che un giorno, preso da fervore gibsoniano, io possa entrare in CL.
Detto questo, Cash i Radiohead - pur se grandissimi ed epocali - se li mangia sul pane a colazione manco fossero il fantasma formaggino di Elio, quindi i quattro dischi a uno ci stanno alla grande.
E comunque caro antagonista mister so tutto io, i testadiradio li conoscevo - grazie alla mia età - quando tu ancora ti affacciavi nel magico mondo delle scuole superiori.


Johnny Cash "The man comes around" (2002)
JF Il Man in black torna, più potente che mai, negli ultimi due grandi dischi di studio prima della morte.
Con Rick Rubin in regia, Cash mostra al mondo quanto un grande interprete possa riuscire a rendere sue anche canzoni che non lo sono facendo quasi dimenticare da dove vengono.
E la sua versione di "Hurt" dei Nine inch nails da strada verso la perdizione diviene il viatico per la salvezza al termine delle fatiche della vita. Il Gandalf della mia Compagnia che grida al Cannibale: "Tu non puoi passare!".
Irraggiungibile.
CK Grandissimo Johnny Cash, però forse inserendo 4 suoi dischi in queste Blog Wars non è che hai esagerato un tantinello, Ford? Si chiamano Blog Wars, non Johnny Cash Wars! Per quanto la serie delle American Recordings sia strepitosa, si tratta poi comunque di album di cover e, così come per i live, non sono un grandissimo fan dei dischi di cover… E comunque questo è un post musicale, la smettiamo con tutte 'ste citazioni del signore degli anelli?
JF Evidentemente cominci a soffrire la potenza del Man in black, che ti ricaccia indietro negli abissi dai quali sei stato originato.
Johnny Cash è il mio Clint Eastwood della musica, quindi caro piccolo Cannibale, rassegnati, se devono essere Johnny Cash Wars, lo saranno! E le sue cover sono sempre meglio degli originali, anche quando si tratta di pezzi mitici come la tua "Hurt".

E domani il Greatest Hits delle sfide bloggari prosegue con i favolosi di Cannibal Kid…

mercoledì 25 maggio 2011

BLOG WARS: I 90s COLPISCONO ANCORA (PARTE I)

Mi inchino io stesso alla mia lista dei dischi anni Novanta, un dream team composto da molti dei più grandi talenti che abbiano camminato su questa Terra negli ultimi 20 anni e che potrete gustarvi nella mia super classifica di domani. Talmente dei fenomeni che sono quasi tentato di non commentare nemmeno i tuoi dischi volanti, Mr. James Ford.
Ma comunque, tranquillo: non ci penso nemmeno a regalarti una tale soddisfazione uahahah…
Cannibal Kid

Baggio sbaglia il rigore, Mr. Ford sbaglia la lista
E alla fine, ci siamo arrivati.
La massima espressione dello scontro tra la filosofia fordiana e quella cannibalesca, la fucina che ha forgiato la nostra generazione, il terreno della carneficina più terribile della sfida: gli anni novanta.
Come e più dei decenni precedenti, a fronte di una serie incredibile di dischi da capogiro - checchè ne dica per stuzzicare il mio antagonista, è stato un grandissimo decennio - ho lasciato che fossero cuore, istinto e ricordi a scegliere i dieci album più rappresentativi, fondamentalmente, della mia adolescenza e poco oltre.
Essendo, del resto, passato attraverso le fauci terrificanti del liceo tra il 1993 e il 1998 non potevo pensare di fare una selezione non personale dei nineties, veri e propri distruttori di tutto il divertimento tamarro e sfrenato che gli eighties si erano tanto dannati a porre alla base di ogni giovane cuore alla scoperta della vita - quindi, non quello del Cannibale e dei suoi amichetti suicidi -.
Randy the Ram dice giusto quando afferma, nel magnifico The wrestler, "poi è arrivato quel frocetto di Cobain e ha rovinato tutto", ma non è detto che quella rovina non possa aver posto le basi per qualcosa di più grande.
Ma questo è un discorso che si farà nel prossimo decennio.
Intanto, vi lascio alla mia selezione per i devastanti novanta e ad un immagine che associo clamorosamente a quel periodo, nonchè ad una canzone straordinaria che mi sono trovato costretto ad escludere dalla selezione conclusiva: Roberto Baggio che fallisce il rigore della finale dei mondiali 1994 dopo aver inanellato una magia dietro l'altra ed aver portato la squadra per mano in finale.
Su quel viso tutto lo sconforto di chi sa che sarà incolpato - a torto - di tutto, e le note di Beck: "I'm a loser, baby, so why don't you kill me". Gli anni novanta sono stati un pò così.
Ma come detto, non tutto il male viene per nuocere. E qualcosa di più grande è arrivato, sempre calcisticamente parlando, dodici anni dopo.
Non tutto il male viene per nuocere, neanche quando lo vorrebbe.
Benvenuti negli anni novanta.
MrFord

Stanno guardando l'errore di Baggio, e pure i molti di Ford
1) Italyan, rum casusu cikti - Elio e le Storie Tese (1992)
Mr. James Ford Parlo di tristezza e sconfitta, e parto sfoderando un disco della più grande, dissacrante, divertente, straordinariamente tecnica band italiana: un disco memorabile, suonato da paura, che ho ascoltato un miliardo di volte negli ultimi quindici anni e che è stato l'inizio del mio incondizionato sostegno agli insuperabili Elii. Servi della gleba, Uomini col borsello, Il vitello dai piedi di balsa, Supergiovane, Il pippero, Pork e Cindy, La vendetta del fantasma formaggino sono i vertici di un album che non ha rivali nella storia delle band nostrane. E non solo.
L'ho già detto che si tratta della più grande band della Storia della musica italiana!?
Potrei scrivere e ripetere queste cose fino allo sfinimento, ma niente sarà mai come ascoltarlo.
Se non l'avete ancora fatto, non perdete tempo.
È un piacere troppo grande per essere descritto solo così.
Cannibal Kid Gli Elii sono simpaticissimi, grandissimi, idolissimi. E canzoni come Servi della gleba ancora oggi fanno pisciare sotto dalle risate. Però lasciare fuori capolavori come Nevermind e Ok Computer per questo, credo sia una decisione che verrebbe commentata dagli stessi Elio e Faso, per quanto lusingati, alla maniera di due noti personaggi che doppiavano su Mtv:
"Ehehehe. Hey, Beavis eheeheh, ma questo qui è fuori..."
"Già Butthead, ma poi chi è 'sto pirla di Mister James Ford? Hihih"
"Ma che ne so, Beavis, vediamo se ci sono delle fighette..."
JF Ma è una classifica personale o la classifica delle masse, questa!? Lascio fuori volentieri Nevermind e Ok Computer, se ho gli Elii a sparare cazzate e tenermi bello fresco e allegro.
Oltretutto, ma questa è solo un ipotesi, sono convinto che perfino a Mangoni farebbe piacere essere messo avanti a grupponi come Nirvana e Radiohead.

"Quel Kid Rock non se pò proprio sentì"
2) Out of time - R. E. M. (1991)
JF Sì, lo so. Authomatic for the people è un disco sicuramente più maturo e perfetto di questo, così come New adventures in Hi-fi.
Ma Out of time è, senza ombra di dubbio, una delle parti più importanti della mia adolescenza. Ho ascoltato nel walkman questa cassetta così tante volte andando e tornando da scuola che non riesco a spiegarmi come sia potuta resistere fino ad oggi - c'è ancora, da qualche parte, a casa dei miei -.
A parte la strasuonata Losing my religion, Half a world away e Country feedback sono stati la colonna sonora dei miei primi momenti di struggimento adolescenziale, nonchè accompagnatrici ufficiali degli ora ridicoli tormenti amorosi e di isolamento che contraddistinguevano la natura del solitario e stronzo Ford quindici/sedicenne.
CK Gli altri due dischi non è che siano più maturi e perfetti. Sono più belli e basta. Io adoro i R.E.M., non li ho inseriti in lista però solo perché più che a un album sono legato a canzoni varie di diversi decenni e quindi per rappresentare tutta la loro lunga e ottima carriera ci sarebbe da mettere piuttosto il Greatest Hits.
Ma comunque mi fai tutte le storie a me di struggimento e crisi adolescenziali da teen, e poi eccoti qui nella tua cameretta a piangere come Brenda in Beverly Hills 90210 ascoltando Losing my religion a ripetizione. Più che un finto duro, sei la barzelletta che si raccontano gli altri finti duri come te al saloon WhiteRussian quando te non ci sei ahahaha.
JF Già il fatto che tu preferisca un greatest hits a un album - e me l'ero risparmiato su Madonna - mostra quanto l'epoca internettiana abbia influenzato la tua capacità di giudizio musicale. Inoltre, dato che fino ad ora mi hai dato del finto duro, del misogino e del maschilista, vorrei farti notare che Half a world away è una delle più struggenti canzoni a tematica gay della storia della musica. Ma forse un genio come te non ha bisogno di ascoltare le parole, gli basta la musica a tutto volume.
CK Ciò non toglie comunque che preferisci mettere l'ultimo dei pirla - Kid Rock - piuttosto che una donna.
JF Ho preferito anche Jeff Buckley a una donna, com'è che su di lui non dici nulla!?
CK Facile: lui è stato un grandissimo (e non a caso è presente anche nella mia lista), mentre Kid Rock merita di stare solo nelle classifiche del peggio.


Hey Ford, meglio Bruce Harper di Ben Harper!
3. Ben Harper "Fight for your mind" (1995)
JF Senza ombra di dubbio, Ben Harper è fin dal suo esordio uno dei miei artisti prediletti: è il musicista che ho visto più volte in concerto, condividiamo tatuaggi maori molto simili - ne abbiamo anche parlato di persona quando ho avuto modo di incontrarlo di recente - e tutta la passionalità del nostro segno zodiacale - siamo due scorpionacci nati quasi lo stesso giorno, lui il 28 e io il 29 ottobre -.
Sacro e profano, impegno politico e spazio all'intimismo personale, storie d'amore struggenti e sexual healing: Fight for your mind è il lavoro più impegnato del buon Ben, e personalmente quello che più mi coinvolge proprio per il suo essere battagliero quanto avvolgente, come un bel combattimento seguito da un altrettanto soddisfacente massaggio.
E tanto per dimostrare l'ennesima vittoria sul mio antagonista, sfodero una versione alternativa di Excuse me, Mr. dedicata al mio antagonista, e pure in inglese.

Excuse me, Cannibal (Ben Harper feat. Ford)
..."So excuse me, Cannibal,
but I'm THE Mister and you,
you're givin' Mister a bad name,
a Cannibal like you.

So I'm taking the Cannibal
out in front of your name
cause it's a freaky kid like you
that puts the grown up us to shame
it's a freaky kid like you
that puts the grown up us to shame.

and I've listen enough to know,
that I've listened too much.

Excuse me, Cannibal,
won't you take a look around
Kid just look up
and you will see it's coming down."

CK Oddio che palle Bruce Harper. Ah no, excuse mr Mr. quello era lo scarpone di Holly & Benji, questo è lo scarpone della musica. Se c'è un cantante che mi annoia è lui. Fatemi un'iniezione di adrenalina come a Uma Thurman in Pulp Fiction o a Ewan McGregor in Trainspotting che voglio svegliarmi da questo spaventoso incubo fordiano in cui continua a propinarci una dietro l'altro una marea di cantautori non depressi, ma solo deprimenti, e poi come un poveretto si autovanta pure da solo di avere gusti eclettici. BASTA, davvero! La tua canzoncina la lascio a te e al falò che puoi fare standotene abbracciato stretto stretto alle braccia tatuate del tuo Benuccio Harperino. Io intanto faccio il Firestarter sulla tua spiaggetta insieme ai Prodigy!
JF Ci sto senza problemi, sulla spiaggia con l'amico Ben. Un fuoco, qualche cannone e poi tutti a fare surf, mentre tu ti impasticchi con i tuoi amici Prodigy. Del resto, la cricca cannibalesca di droghe pesanti se ne intende, giusto!?

4) Blood Sugar Sex Magik - Red Hot Chili Peppers (1991)
JF Con un prodigioso balzo in avanti mi ritrovo già quasi ventenne, impegnato nella prima storia "seria" della mia vita, a macinare Give it away, Suck my kiss, Breaking the girl e l'immortale Under the bridge andando avanti e indietro da una parte all'altra di Milano tutte le sere, sognando che i tram e la gente strana collezionata negli incontri di quel tempo potesse diventare lo stimolo per le sceneggiature di fumetti che allora mi dilettavo a scrivere neanche fossi a L. A., guardando la spiaggia all'orizzonte con la tavola sottobraccio.
Il Point break della mia vita musicale, nonchè la scoperta di uno dei produttori più geniali del campo, Rick Rubin.
CK Disco non male, nient’affatto, anche se a parte “Give it away” e “Under the bridge” il resto non è poi memorabile e certo non è invecchiato granché bene, altroché i Nirvana. Il mio unico problema è che non mi hanno mai smosso dentro, Anthony Kiedis e cumpà. Comunque ammettilo che più che per la musica li hai inseriti in lista perché ai tempi si presentavano sul palco senza veli come mammà li aveva fatti.
Scherzo Ford, lo so che tu sei un macho vero e proprio. Anzi, ma mettere una donna nella tua lista proprio no? E sì che nei 90s ce n’erano davvero per tutti i gusti, oltre ai miei nomi di domani mi vengono in mente: PJ Harvey, Courtney Love, Fiona Apple, Tori Amos, Cranberries, Cardigans, Sheryl Crow, Alanis Morissette, Elastica, Liz Phair ecc ecc...
Ah, comunque io preferisco Californication.
JF Donne ce n'erano, e di grandissime. Alcune sono state davvero ad un passo dalla top ten. Ma comunque avresti trovato una scusa qualunque per parlarne male: a proposito, ma PJ Harvey, Tori Amos, Sheryl Crow e la Morrissette - giusto per prenderne alcune da questa tua lista - non sono cantautrici? E i cantautori tutti non erano pallosi?
CK Non tutti, naturalmente, questo non l'ho mai detto: solo quelli da te proposti.
JF Aspetto di scoprire quali sono quelli da te proposti, dunque. Ma forse non innovano abbastanza per un futurista del tuo stampo.

Che sonno le storie di Ford!
5) August and everything after - Counting crows (1993)
JF Se esiste un disco che identifica, in me, la fine dell'estate, è proprio questo.
Il primo passaggio dall'adolescenza al resto della mia vita sta tutto nelle note struggenti di pezzi incredibili come Round here e Anna begins, quasi mi fossi reso conto che la stagione delle giornate sempre in giro, dell'approccio da studente e degli struggimenti da rivolta contro il mondo era ormai finita, e andavo dritto verso una nuova stagione che sarebbe stata in grado di regalarmi soddisfazioni ben più grandi ed una sicurezza sicuramente maggiore dei miei mezzi ma sempre ben attenta a farmi pagare ogni cosa.
Quando parlo di Peckinpah e del concetto di Junior Bonner dello "stare fuori a tenere i cavalli" - e quindi spesso - non posso non pensare a questo disco struggente e malinconico, passionale e potente.
CK Non ho intenzione di dire niente di male contro i Counting Crows. Ottimo gruppo che qui in Italia non ha mai avuto un riscontro come negli USA. Però potresti smetterla con 'sti tuoi smielati racconti personali? Sono interessanti tanto quanto le storie di Nonno Simpson quando ricorda di essere giovane. Anzi no, le sue storie sono un po' più frizzanti!
Riguardo alla scelta del disco ok, sebbene anche il successivo Recovering the satellites mi piaccia parecchio. E poi ti lamenti e piangi che ti maltratto troppo e non conosco i tuoi dischi, guarda qui che buono che sono stato. Ma andiamo al tuo prossimo artista ciarlatano.
JF Cannibaletto, sai come vanno le cose. Racconta chi ha qualcosa da raccontare. Gli altri vanno a cercare i satelliti con cui spiano le vite degli altri.
CK ZZZZZZZZZ scusa, ma hai il potere magico di riuscire sempre a farmi addormentare...


"Qualcuno m'ha messo in una lista del meglio?
Non prendetemi per il culo che non ci credo!"

6) Devil without a cause - Kid Rock (1998)
JF Uno dei dischi fordiani per eccellenza, scoperto tardi ma assolutamente necessario a comprendere quello che sono diventato negli anni. Certo, ai tempi non ero proprio il cowboy tutto scazzottate, repubblicanesimo e alcool che era Kid Rock, ma mi rendo conto di quanta rabbia costruttiva ci fosse in tutto l'esibizionismo che il giovanotto di Detroit oggi quarantenne aveva buttato in questo magnifico lavoro a metà tra rock, metal e hip hop.
Un'apertura come Bawitaba ce la si sogna se non con Smells like teen spirit in Nevermind, e pezzi come Cowboy, Devil without a cause, Wastin' time e Only god knows why mi fanno rabbrividire ancora oggi.
Anzi, direi che sono, tuttora, tra i brani più ascoltati del mio Ipod.
CK Primo: i collegamenti tra ‘sta schifezza e Nevermind non sono graditi.
Secondo: Kid Rock, sul serio??? Dovevi avvisarmi che avevi intenzione di mettere roba del genere, così mi regolavo e inserivo Spice Girls, Aqua e Take That con cui ti avrei comunque dato merda!
Terzo: apprezzo il fatto che sia stata una scelta personale dettata dal tuo cuoricino, ma il fatto che a te piaccia Kid Rock è una lampante dimostrazione del fatto che ai grandi geni, ai talenti veri, ai fuoriclasse come Kurt Cobain, Thom Yorke o Bjork tu preferisci gli scarponi: è come scegliere Gattuso quando hai a disposizione Maradona e Pelè. O Roberto Baggio… Ecco, se tu fossi stato al posto di Sacchi a USA 94 uno come Baggio nemmeno l’avresti fatto giocare. Troppo talentuoso per quelli come te, meglio mettere dentro il Kid Rock della situazione: Pierluigi Casiraghi!
Quarto: il fatto che tutt’ora ti ascolti ‘sta merda è un ulteriore conferma del tuo agghiacciante gusto. E comunque smettila che l’iPod non ce l’hai: tu sei ancora fermo al Walkman!
Quinto: Bawitaba è una delle canzoni, fin dal titolo, più idiote e ridicole di sempre.
Sesto: James Dean si sta ancora rivoltando nella tomba perché ‘sto re dei tamarri ha osato citare l'immortale Rebel without a cause per il titolo di questa porcheria assoluta.
Settimo: La tua ammissione di repubblicanesimo (o è limitata al solo Kid Rock?) ti renderebbe una "persona non grata" sul mio blog quanto le parole di Lars Von Trier a Cannes. Ti va giusto bene che io sono contro la censura sempre e comunque.
Ottavo: Di Kid qui ce n'è uno solo. E non si chiama Kid Rock.
JF Primo: i collegamenti sono più che graditi. Kid Rock è partito dal niente, come Cobain, ma invece di cagarsi sotto ha costruito qualcosa. Che è meglio del niente in cui adesso naviga il tuo Kurt.
Secondo: vorrebbe essere una provocazione, questa? Parliamo di un cantautore - sì, proprio i tuoi preferiti - che ha saputo rinnovarsi e che ancora oggi sta in cima alle classifiche, mentre tanti gruppi di tuoi amichetti si sono sciolti come neve al sole.
Terzo: senza qualcuno che si fa il culo - e tiene i cavalli, come si dice dalle mie parti - i tuoi grandi geni non saprebbero neppure trovare i loro piccoli pisellini mosci. Se tu fossi un musicista, probabilmente, penseresti che i roadies sono rifiuti umani da trattare a pesci in faccia. Del resto, i grandi geni pensano di esistere per induzione di se stessi.
Quarto: l'Ipod ce l'ho eccome, l'ho comprato in Australia. Tu il tuo dove l'hai preso, a Milano mentre andavi a cercare un cinema che passasse Tarantino?
Quinto: dev'essere per quello che sta praticamente in tutte le classifiche dei cento migliori pezzi rock degli ultimi vent'anni.
Sesto: Rebel without a cause è precedente agli anni ottanta. Com'è che lo conosci? Ah, è vero. Sei un fashion victim, quindi i film con Jimmy Dean li avrai visti perchè ti hanno detto che faceva figo.
Settimo: ma non sei stato proprio tu a dire che non doveva essere cacciato da Cannes perchè un grande artista può permettersi di dire quello che vuole? Certo, io non sono un grande artista, ma neppure repubblicano. Che comunque non significa nazista.
Giusto perchè tu lo sappia, ti ricordo che anche Johnny Cash potrebbe essere bandito dal tuo blog. Era repubblicano anche lui.
Ottavo: Kid Rock è l'unico Kid che mi interessa.
CK Se LEGGI bene, invece di parlare a vanvera come al solito: ho scritto che comunque nessuno è bandito dal mio blog. Nemmeno le persone con opinioni davvero inquietanti su Kurt Cobain o con gusti musicali oltre le soglia dell'atroce come i tuoi. Comunque ancora non ci posso credere: mettere Kid Rock in una classifica dei dischi migliori è come inserire un film dei Vanzina tra le pietre miliari del Cinema!
JF Se LEGGI bene, invece di parlare a vanvera come al solito: ho scritto "potrebbe essere", non "viene bandito dal tuo blog". Ad ogni modo, uno che ha messo Amabili resti davanti ad Inception e L'uomo che verrà non dovrebbe parlare di classifiche cinematografiche.

7) Black Sunday - Cypress Hill (1993)
JF Oltre che colonna sonora dell'incredibile The addiction di Abel Ferrara, questo disco acidissimo e cattivo ha superato i comunque amati Notorius B. I. G., Public Enemy e Wu Tang nella mia personale classifica dell'hip hop anni novanta facendo da colonna sonora ufficiale del mio servizio civile. A quei tempi il walkman aveva lasciato posto al discman, e non ricordo quante volte devo aver sentito I wanna get high o Ain't going out like that andando e venendo tra un servizio e l'altro.
Dovessi mai sognare di diventare un rapper, vorrei un atmosfera sfrigolante come questa attorno, e una voce roca e gracchiante, come un Gollum urbano pronto a mostrare tutta l'oscurità che l'anello è in grado di portare.
E tutto il suo tesssssoooro.
CK Mr. Ford, ma che fai, sei insane in the brain? Hai messo un disco praticamente senza chitarre? Attento che il Dio del rock potrebbe fulminarti!
Niente male i Cypress Hill, ma io comunque sottolineo come i più grandi del rap anni Novanta stavano sulla West Coast: Dr. Dre e 2Pac!
Servizio civile? Vuoi dire che un duro come te che si ascolta roba heavy come Kid Rock (uuh, uno davvero tosto!) non ha prestato servizio presso l’esercito? Vuoi dirmi quindi che io mi sto impegnando in una guerra contro un soldatino di plastica?
Ah, io comunque nemmeno l’ho fatto il servizio civile. Esonerato per motivi di studio, fino a che la legge è cambiata e il servizio non è più stato obbligatorio. Tiè! In guerra penso comunque che io sarei più spietato, perché sono un finto sensibile in realtà bastardo, mentre tu sei duro fuori ma morbido dentro. Sì, ti sto dando del Tronky!
JF Mi dispiace per te, Cannibale. Perchè il servizio civile è stata una delle esperienze più importanti e formative della mia vita. Ma non sto neppure a dirtelo, preferisco raccontarlo a Nonno Simpson. Di sicuro, comunque, militare o civile, un pò di servizio ti sarebbe servito: aiuta a capire che non si ha sempre la pappa pronta. E giusto per provocarti un altro pò, ti dico che non rinnego nulla di quell'annata, ma se dovessi scegliere adesso, penso proprio che opterei per il militare.
Sperando di trovare qualcuno che crede di essere spietato per ricordargli che la vita non è sempre come ce la immaginiamo.
CK Citi Gandhi tra i Grandi e poi faresti il militare? La coerenza è proprio la tua essenza!
JF I grandi vanno sempre riconosciuti, a prescindere dalle nostre scelte. Il fatto che io non sia un non violento non mi vieta di ammirare l'opera di un uomo eccezionale.
CK Appunto: quindi impara a rispettare Kurt.


8) Vitalogy - Pearl Jam (1994)
JF Non ho mai nascosto la mia personale preferenza per la band di Eddie Vedder rispetto ai Nirvana, così come ho sempre ritenuto Vitalogy il disco più incredibile, sentito, struggente e devastante della storia del gruppo, vero e proprio cammino che passa dalla dannazione alla beatitudine mostrando il fianco a tutte le sofferenze che occorre affrontare per formarsi ed allenare il cuore a tutti i colpi che la vita sarà sempre pronta a menare.
La voce roca di Vedder è sempre stata, ai miei occhi, il simbolo della forza che i novanta, e solo loro, avevano per uscire malconci dalle macerie e andare oltre, perchè la loro anima era forte e le loro spalle larghe.
I Pearl Jam sono le palle quadrate del decennio. E Vitalogy il loro testamento. Viva i Pearl Jam.
CK I Nirvana erano alternative rock, punk, demolivano il passato e i tipi "quadrati" come te. I Pearl Jam erano invece il volto più rassicurante del grunge, quello più vicino al classic rock e ovviamente non mi stupisce che preferissi loro. A me sono piaciuti e piacciono tutt’ora, però per loro non è mai scattata la scintilla, se non per quel video fortemente “cannibale” di Jeremy dal loro primo album. Eddie Vedder ha una voce splendida, questo è un ottimo disco, però i Nirvana sono stati tutta un’altra cosa…
JF Ma questi fantomatici Nirvana cos'hanno demolito? Quello contro cui si battevano è ancora tutto qui. Se fossero stati loro la Resistenza, a quest'ora saremmo stati ancora a nasconderci nei boschi. Fortunatamente ci sono i tipi come Eddie Vedder, che sanno crescere e resistere, davvero.
CK Veramente ho preferito Big Fish. Ma comunque non mi ha fatto venire voglia di entrare in un circo...

9) Slipknot - Slipknot (1999)
JF Come già narrato a proposito dei Kiss, il concetto di maschera ha sempre avuto un fascino particolare, sul sottoscritto. Ai tempi dell'uscita di questo disco lavoravo al Virgin Megastore nel settore heavy metal, e ricordo quanto rimasi colpito da questi nove sciamannati chiusi in tute da meccanici e celati dietro maschere che tanto ricordavano Leatherface.
Bollati inizialmente come l'ennesimo gruppo di un genere ormai sulla via del tramonto, i demoni di Des Moines hanno saputo farsi rivalere a suon di legnate fortissime per quello che è, a mio parere, uno degli album più violenti, aggressivi e pericolosi mai pubblicati.
Se volete riempire di botte qualcuno, o sfogare tutta la vostra ira, schiaffatevi Sic o Surfacing e vi sentirete pronti a staccare teste e bere litri di sangue usandole come calici.
Nel fantastico La casa del diavolo, Otis recita, prima di uccidere l'ennesimo malcapitato: "Io sono il diavolo, e sono venuto a fare il lavoro del diavolo".
Questi sono in nove. Fate voi.
CK In nove o in meno, li faccio a pezzi comunque. Un cannibale non ha certo paura di un gruppo di buffoni mascherati, che sono come te: duri, ma solo di facciata. Che poi non li disprezzo nemmeno totalmente, avessi messo i Metallica sì che li avrei massacrati con più gusto. Questo è un disco che nell’ambito nu-metal è anche di buon livello, ma nell’ambito della musica intesa a 360° non è certo niente di che. E comunque anche nel genere avresti potuto fare scelte molto ma molto migliori: Rage Against the Machine, Korn, Deftones… ma tu hai una passione particolare per i clown e i travestimenti. Ma che è, ti hanno cresciuto in un circo, Ford?
JF Il circo ha sempre avuto il suo fascino, perchè ricco di esperienze, mescolanze e basato sull'esperienza formativa del viaggio. Vorrei citare Big fish, ma a uno come te sarà sicuramente piaciuto di più Sleepy hollow. E allora dormi bene, con i tuoi Rage e Korn che sono invecchiati anche peggio dei Nirvana.

10) Grace - Jeff Buckley (1994)
JF Più di Cobain, meglio di Cobain.
Jeff Buckley, talento incredibile, voce divina - quasi una controparte dei demoniaci Slipknot -, un disco rivoluzionario acclamato in tutto il mondo, se ne andò perchè travolto dalla voglia inarrestabile di nuotare nel fiume mentre viaggiava in macchina verso casa.
L'ironia del destino, il mistero di una delle morti più celebri del rock - amplificato da quella del padre Tim, grande interprete degli anni settanta, anch'egli mancato giovanissimo -, la crudeltà di una Natura che, per dirla come Herzog, non ha occhi per i meriti o la bellezza, il talento o la passione. È una predatrice.
E quale vittima migliore di Jeff, giovane cantautore libero dai tormenti del leader dei Nirvana eppure in grado di regalare attimi di struggente malinconia come nella magnifica Halleluja coheniana?
La leggenda dice che, nuotando verso la morte, il giovane Buckley cantasse Whole lotta love dei Led Zeppelin.
Rock fino alla fine. La fine del rock.
Non per nulla, siamo negli anni novanta.
CK Questa è la leggenda, ma se un giorno si scoprisse che in realtà Jeff si è buttato volontariamente nel fiume tu cosa faresti? Lo spediresti nel girone dei suicidi del tuo personale Inferno musicale insieme a Kurt Cobain, a Ian Curtis e (forse, pure quello non è stato accertato) anche al padre Tim Buckley?
JF Assolutamente sì. Senza neppure un accenno di pentimento.
CK Questo dice tutto sulla tua limitatezza mentale. Ma te prima di ascoltare un disco quindi devi sapere tutto quello che ha fatto l'autore in vita ed eventualmente come è morto? Non puoi goderti la musica e basta?
JF Io ascolto i dischi, ma questo non mi vieta di contestare le scelte dei suoi autori. Dato che la tua memoria latita, ti ricordo che ho criticato - e non poco - Bono nella decina degli anni ottanta, ma questo non mi ha impedito di inserire un disco degli U2. Semplicemente, nel caso di Cobain e dei Nirvana ho inserito album che emotivamente parlando mi danno di più e sono maggiormente legati alla mia esperienza personale.

Pronti per gli anni '90, ma quelli veri?
Domani arriva la spettacolare lista di Cannibal Kid.


MR. FORD SUCKS!
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