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sabato 22 agosto 2015

Figas in taccos a spillos





Fuga in tacchi a spillo
(USA 2015)
Título original: Hot Pursuit
Dirección: Anne Fletcher
Guión: David Feeney, John Quintance
Reparto: Reese Witherspoon, Sofia Vergara, Robert Kazinsky, Michael Mosley, Matthew Del Negro, John Carroll Lynch, Joaquín Cosio, Jim Gaffigan
Género: estúpido
Si te gusta, también se ve: Observe and Report, Il superpoliziotto del supermercato, Modern Family, Duri si diventa, Spy

Hola cabrones, esto post es por comunicarves che esta película es una mierda.
Quale película?
Fuga in tacchi a spillo, con la chica bionda pequena Reese Witherspoon e la muy caliente Sofia Vergara, quella con dos bombas mica tanto pequenas. La storias es prestos dettas: una polisiotta presisina deve portar en salvo para testimonaries a un processos la esposa de un hombre importante, una chica latina muy loca y casinista. Y un poco puta.

giovedì 20 agosto 2015

Jason Statham vs Taylor Lautner: chissà chi avrà la meglio?





Nell'agosto italiano sono uscite contemporaneamente due pellicole che ci presentano una singolare sfida tra action heroes o aspiranti tali: da una parte il campione in carica Jason Statham, dall'altra il giovane sfidante Taylor Lautner. Un incontro che ha già un vincitore designato. Oppure no?


lunedì 18 novembre 2013

MACHETE KIIIII? MACHETE KILLED... BY CANNIBAL KID




Machete Kills
(USA, Russia 2013)
Regia: Robert Rodriguez
Sceneggiatura: Kyle Ward
Cast: Danny Trejo, Demian Bichir, Amber Heard, Mel Gibson, Michelle Rodriguez, Sofía Vergara, Vanessa Hudgens, Alexa Vega, Charlie Sheen, Lady Gaga, Cuba Gooding Jr., Antonio Banderas, Walton Goggins, Tom Savini, Marko Zaror, Jessica Alba
Genere: B-movie in HD
Se ti piace guarda anche: Machete, L’uomo con i pugni di ferro, Hobo with a Shotgun

Machete non manda messaggi. Machete non twitta. Machete è totalmente anti-tecnologico. Ma le cose cambiano. Basta che una Amber Heard qualunque gli mandi una fotina sexy e Machete diventa un nerd fissato con i computer e apre pure un suo blog, dedicato a figa & armi.


Questa è la trama di Machete Kills, il secondo capitolo delle avventure dedicate all’immortale (letteralmente) personaggio interpretato da Danny Trejo?
Non proprio. Forse sarebbe stato più interessante così, visto che la sceneggiatura di questo nuovo episodio non è che brilli in maniera particolare.
Sceneggiatura?
Perché, Machete Kills ha una sceneggiatura?
In teoria sì, in pratica è giusto un pretesto. Machete viene incaricato dal presidente degli Stati Uniti, un sempre divertente ma un po’ scontato Charlie Sheen, pardon Carlos Estevez, in versione Bunga Bunga, di uccidere il folle terrorista messicano Mendez, un Demian Bichir molto bravo nella serie The Bridge e nel film Per una vita migliore - A Better Life, per cui ha anche ricevuto la nomina all’Oscar, ma qui totalmente fuori parte come pazzo psicopatico dalla doppia personalità.
A non funzionare è proprio il tanto variegato e strombazzato cast, dettaglio mica da poco per un film che, anziché sulla storia, punta tutto sulla comparsa uno dopo l’altro dei vari personaggi che appaiono all’interno dello spettacolo personale di Machete.

Vogliamo parlare di Lady Gaga?
Per la seconda volta nel giro di pochi giorni mi tocca massacrarla. Pensare che fino a qualche tempo fa in questo blog veniva idolatrata. Negli ultimi tempi mi sembra invece che tutto ciò che tocca si trasformi in poop. La sua apparizione in Machete Kills appare giusto una mossa di marketing per far parlare della pellicola. Mossa non riuscita, considerati i risultati penosi al botteghino americano. La comparsata della Germanotta è poco più di un cameo e si limita a essere un update della sua parte nell’ottimo video di “Telephone” girato con Beyoncé e diretto da Jonas Akerlund, ai tempi in cui tutto ciò che toccava si trasformava  in oro. Tempi che sembrano lontani un’eternità e invece era giusto il 2010. Tralasciando ciò e parlando di recitazione, quali sono i livelli di espressività esibiti dalla Gaga in questo Machete Kills?
Non pervenuti.

"Cannibal, in questi giorni m'hai proprio rotti li cojoni!"

Altrettanto pessime pure le apparizioni del terribile Cuba Gooding Jr., uno dei più vergognosi vincitori di premi Oscar nella storia del cinema, così come del sempre più irritante Antonio “Mulino Bianco” Banderas, per non parlare di Mel Gibson. Nei panni del cattivone di turno è del tutto improbabile e riesce persino a far rimpiangere il villain del primo capitolo interpretato da Steven Seagal. E ho detto Steven “attore più merdoso del mondo” Seagal, mica Al Pacino.

"Recitare male io? Ahah!"

"Ho appena visto un pezzo di girato e...
in effetti quel Cannibal Pirl non ha tutti i torti."

Tra una comparsata e l’altra, il film comunque è più che altro un one man-show tutto dedicato al bellissimo e poco rugoso Machete/Danny Trejo. Un Machete qui agguerrito, ma decisamente più attapirato rispetto al primo episodio. D’altra parte se ti uccidono la tua Jessica Alba davanti agli occhi proprio a inizio pellicola, è difficile poi non essere un po’ attapirati.
A provare a tirargli su il morale, e pure qualcos’altro, ci pensa allora Amber Heard, con il personaggio di una spia sotto copertura nelle vesti di Miss San Antonio. Bene così? Insomma, il suo personaggio troppo stereotipato, lei troppo castigata e la scenona di sesso in 3D con Machete, anziché essere geniale o anche solo divertente come vorrebbe essere, lascia il tempo che trova.


A provare a rendere più caliente la pellicola ci provano pure le tre sventolone latine sfoggiate: una scatenata ma più che altro invasata Sofíona Vergara...


...più una sempre bona Vanessa Hudgens, più la rivelazione Alexa Vega (Michelle Rodriguez no, lo siento pero no me gusta, es muy masculina para mí).
Alexa Vega che nella saga di Spy Kids firmata dallo stesso Rodriguez io ricordavo così...


E che adesso si è trasformata in questa roba qui…


Machete Kills sarà anche un film pieno di figa, però ci viene mostrata in veste muy castigata, ed è proprio questo il problema. Non mi riferisco solo al fatto che non ci siano nudi. Sì, anche quello, ma non solo, sul serio. È tutta la pellicola in generale ad essere pulitina e precisina, pure a livello di fotografia e di montaggio. Machete Kills è come una versione in HD di un grindhouse movie e tradisce in questo modo lo spirito originario dell’operazione, partita tutta da un trailer fittizio presente nella doppia visione Planet Terror dello stesso Robert Rodriguez e Grindhouse – A prova di morte del suo amichetto Quentin Tarantino.
Machete Kills è una versione ripulita di Machete. Ci regala qualche bel momento splatterone all’inizio, che strappa pure la risata, c’è qualche scenetta divertente qua e là, il tutto però in tono minore rispetto al precedente episodio. Quando la battuta migliore “Machete non twitta” è solo una versione riciclata del vecchio “Machete non manda messaggi”, d’altra parte, c’è qualcosa che non va. Così come quando un film che vorrebbe essere di puro e cazzaro intrattenimento, e a tratti riesce pure ad esserlo, finisce invece nella lunga ed estenuante parte finale per annoiare, anche lì si capisce che qualcosa non va.
Di una cosa in ogni caso sono sicuro riguardo a questo film: tra topa, sparatorie, esplosioni, battutacce, effettacci speciali e registici, il regista Robert Rodriguez dev’essersi divertito un mondo. Su un’altra cosa sono sicuro: lo spettatore, anche il più patito di action, di trash o di B-movies (che poi questo come detto è più che altro un B-movie in HD), e persino il più fan/la più groupie di Machete non si sarà mai divertito quanto lui. E qualcuno, come me, a un certo punto avrà anche cominciato a sbadigliare.

La saga di Machete, visti gli incassi disastrosi al box-office, finirà qui? Oppure Rodriguez tornerà a divertirsi come un bambino e riuscirà a girare Machete Kills Again… in Space?
Non saprei cosa sperare. Da una parte questo Machete Kills si è rivelato un sequel ancora più inutile e spento di quanto potessi immaginare, dall’altra il trailer di Machete Kills Again… in Space si è rivelato la cosa più divertente dell’intera pellicola e quindi potrebbe nascerne un episodio migliore del secondo.
Nell’indecisione, direi di chiuderla qui. La saga e pure il post.
Machete Kills?
Nah, a questo giro Machete Sucks.
(voto 5,5/10)



sabato 8 ottobre 2011

Ma puffatevelo nel cul*!

La mia prima reazione al film
titolo censurato del post: Il sabato del villaggio (dei Puffi)

I Puffi
(USA 2011)
Titolo originale: The Smurfs
Regia: Raja Gosnell
Cast: Neil Patrick Harris, Hank Azaria, Jayma Mays, Sofia Vergara, Tim Gunn
Genere: puffoso
Se ti piace guarda anche: Scooby-Doo, Alvin Superstar, Garfield

Certe volte penso che il popolo del web e il popolo reale vivano su due pianeti diversi.
Che uno viva dentro il Matrix e l’altro fuori?
La mia seconda reazione al film
Nel mondo web, Vasco è un vecchio rincoglionito puzzolente che ha imparato l’uso improprio della webcam cui non si dovrebbe dare nemmeno un microfono della Fisher-Price, è l’unico personaggio sulla faccia della Terra più preso per il culo di Justin Bieber ed è ormai l'uomo più odiato d’Italia, superando persino beh-beh-beh-berlusconi (non chiedetemi perché, ma ormai ogni volta che lo nomino mi viene da balbettare per il ne-ne-nervoso).
Calma, Cannibal. Respiri profondi.
Nel mondo reale, Vasco domina le classifiche dei dischi più venduti in Italia ed è considerato, lo so è pazzesco da credere, una rockstar.
Nel mondo web, le informazioni circolano in libertà.
Nel mondo reale, Rai e Mediaset fanno circolano la loro libera interpretazione delle informazioni.

La mia terza reazione al film
Nel mondo web, Drive è il film più osannato dai tempi di 2001: Odissea nello spazio, quando (forse) non esistevano ancora i blog.
Nel mondo reale, gli incassi italiani di Drive sono appena di mezzo milione di euro (che per un film d’autore non è comunque nemmeno malaccio), mentre il film dei Puffi è da 3 settimane al numero 1 del box-office e ha già superato gli 8 milioni di miliardi di trilioni di euro di incassi.
L’unica cosa su cui sia il mondo reale che il popolo web sembra si trovino in completo accordo è l’amore per le tette di Scarlett Johansson. Almeno quello.

Scarlett, annoiata dal film dei Puffi, si spoglia
Ma tralasciando le tette di Scarlett Johansson, su cui probabilmente prima o poi tornerò, com’è questo super campione di incassi che oltre all’Italia ha spopolato anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti?
È una puffata pazzesca.
E con puffata io non intendo certo una cosa positiva.

Non che i fumetti e i cartoni originali fossero un capolavoro, ma probabilmente questo film deve aver fatto rivoltare l’autore Peyo nella sua puff-tomba. Lo dico io che con i Puffi ci sono cresciuto e, sebbene non fossero tra i miei cartoni preferiti in assoluto, sono pur sempre affezionato a quei bastardelli dal colore blu.
Ma questo film mi rende blue, nel senso di triste.
Dopo una prima parte ambientata nel loro villaggio che però mi ha ricordato più un videogame di ultima generazione che i vecchi cartoni, i Puffi infilano uno Stargate stile Terra Nova che li catapulta non si sa bene perché in quel di New York City e non si sa bene perché alla fine arriva… mamma? No, arrivano a casa di Neil Patrick Harris di E alla fine arriva mamma e di Jayma Mays, che insieme formano la coppia più asessuata che si possa immaginare, d’altra parte lui nella vita reale è gay e lei in Glee è frigida. Cosa che comunque non fa una piega, visto che anche i puffi sono asessuati (vedi Donnie-filmato successivo).
Nonostante questo, lei è incinta.
Ma come accipuffolina è possibile?

Un paio di agghiaccianti immagini a caso dal film dei Puffi
Il film si risolve nella solita noiosa serie di gag (non) comiche e un sacco di inseguimenti. E io ooooodio gli inseguimenti, più di ogni altra cosa (almeno parlando a un livello cinematografico). Chi insegue i Puffi, naturalmente, se non il mitico Gargamella? Mitico nei cartoni, perché la versione cinematografica interpretata da Hank Azaria è qualcosa di davvero imbarazzante. Roba da premiare subito con un Razzie Award. Peccato pure per Birba, che grazie a questo film scopriamo essere un maschio.
E questa non è una puffata colossale ma, scriviamolo chiaramente, è una stronzata colossale!

Nella versione italiana non c'è nemmeno la
voce di quella puff-sborrata di Katy Perry...
Come se il film non fosse solo una scusa per resuscitare il brand dei Puffi a livello di merchandising, arriva immancabile poi una marchetta di Guitar Hero con il puff-rap sulle note di Walk this way che è talmente tragico da entrare di diritto tra le scene scult dell’annata. Piuttosto scult anche la scena madre di coraggio da parte del Grande Puffo (il puffo che mi è sempre stato più sui coglioni!), che sarebbe epica non fosse un filino rubata a Gandalf de Il signore degli anelli. Manca solo che dica: “Tu non puoi puffare!”
Così come la scena della fuga di Gargamella è leggermente puffata sempre da Gandalf mentre chiede di essere portato via da una falena. Soltanto che Gargamella è leggermente più sfigato nel suo tentativo…
A dirigere il tutto c’è il Maestro del genere bimbominkiata Raja Gosnell, già regista di Beverly Hills Chihuahua e dei film live-action di Scooby-Doo (in cui almeno c’era Sarah Michelle Gellar).

Ovviamente tra i 99 puffi che abitano nel villaggio, nel film si poteva sceglierne soltanto alcuni come protagonisti principali della storia (perché, c’è anche una storia?) e altrettanto ovviamente la scelta è stata molto discutibile: perché rendere Tontolone, il Trota dei puffi, un eroe mondiale? E soprattutto: ma Puffo scozzese da dove accipuffolina è saltato fuori?
Ci mancava solo il puffo-Mel Gibson

Soldi a parte, quindi, c’era davvero bisogno di fare un film sui Puffi, quando su di loro aveva già detto tutto il mio amico immaginario Donnie?


Tornate pure al vostro villaggio, cari puffi...
Cheee è meglio!
Per chi avesse dei dubbi comunque: no, Puffetta anche in questo film non puffa con nessun puffo.
E se sento ancora qualcuno canticchiare quell’odioso motivetto musicale, giuro che potrei non puffare delle mie azioni.
Ma come mi sono ridotto a parlare, porco di quel puffo?

Na na nanannana Na na na nanna

PUFF-BANG BANG
(voto 4,5/10)

Noi Puffi siam così…


…e non così!

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