martedì 30 aprile 2019

Non sono un assassino di film. O forse sì?




Con il campionato che volge al termine, questa settimana l'ospite di turno della rubrica sulle uscite cinematografiche è Riccardo Giannini, autore del blog Il bazar del calcio. Un sito che non parla solo di pallone, ma anche di cultura pop e in questo caso il suo creatore parlerà di cinema. Insieme ai co-conduttori di questo spazio, ovvero il sottoscritto Cannibal Kid, lo Zinedine Zidane della blogosfera, e il mio eterno rivale Mr. James Ford, il Marco Materazzi dei blogger cinematografici.


NON SONO UN ASSASSINO
"Preghiamo affinché l'ospite di questa settimana non si riveli troppo fordiano."

Riccardo: "Non sono un cineblogger", parafrasando il titolo di questo film. Ringrazio entrambi per la "convocazione", usando un termine calcistico; spero non abbiate da pentirvene. Veniamo a questo legal thriller italiano, tratto dal libro omonimo di Francesco Caringella: poliziotto accusato di aver ucciso un giudice, suo caro amico, e difeso da un avvocato in crisi, legato all'indagato e all'assassinato da un rapporto d'amicizia (ma ha sofferto, pare, il ruolo di "terzo incomodo"). Il penale è materia interessante per il sottoscritto e mi incuriosisce soprattutto questo enigma della chiave e del relativo cassetto contenente degli "scomodi segreti". Diciamo che Scamarcio e Boni sono due "top player" tra i nostri attori, mentre la Gerini mi sembra fuori ruolo come Pubblico Ministero. Ho paura che sia il classico film dal finale che ammazza e delude tutte le attese.
Cannibal Kid: Nemmeno io sono un cineblogger. Io sono Il Cineblogger per eccellenza, ahahah
Di certo non è un cineblogger Ford, che semmai può essere considerato un cinehater. O se non altro uno che odia i bei film. Questo Non sono un assassino rientrerà nella categoria dei bei film?
Un tempo avrei detto di no, solo che di recente la mia fiducia in Scamarcio è aumentata. Parecchio. Non dico sia diventato il CR7 del nostro cinema. Dopo i suoi ruoli da amante della cocaina in Loro, Euforia e nel recente esaltante Lo spietato, lo accosterei piuttosto a Diego Armando Maradona. Nientepopodimeno che. Alessio Boni invece è un po' il Dybala della cinematografia italiana: discontinuo, ma a tratti capace di ottimi numeri. In più c'è Edoardo Pesce, rivelazione alla Kean in Dogman. La Gerini invece è come Montolivo: è partita bene (con Verdone) e poi si è rivelata una ciofeca.
Con una formazione così, questo legal-thriller non garantisce una vittoria certa, ma un discreto spettacolo quello sì.
Ford: non sono un radical chic come Cannibal, e nonostante le sorprese che può riservare Scamarcio - che io avevo già ben visto ai tempi dei tempi in Romanzo criminale, da ottimo osservatore - non credo che questo film finirà per rivelarsi l'ennesima produzione italiana esaltata dalla cricca di Peppa Kid neanche fosse destinata a chissà quali traguardi.
Più che altro, rischierà per vedersi svanire tra le mani un sogno che non sembrava neppure tanto più nel cassetto. Un po' me la Juventus con la Champions.

"Dopo che mi ha paragonato a Montolivo, richiedo per Cannibal la condanna a una maratona di film action fordiani.
Compresi quelli con Van Damme."


I FRATELLI SISTERS
"Ma perché cazzo ci siamo vestiti come James Ford?"
"Forse per apparire vecchi, sciatti e fuori moda?"

Riccardo: Western bizzarro, non tanto per l'humor nero che lo contraddistingue: anche "100 modi per morire nel west" di Seth MacFarlane ne aveva a fiumi (fino a cadere nell'irresistibile demenzialità stile Griffin), ma quest'ultima pellicola rispettava comunque alcuni canoni del Western. Ecco, "I fratelli Sisters" mi sembra veramente uscire dai binari, per offrire una storia interessante (incentrata non solo su duelli e inseguimenti, ma anche sulla ricerca dell'oro). D'altro canto il Western è oramai un genere "defunto", quindi bisogna inventarsi qualcosa per fare un Western nel 2019. C'è Phoenix, nel momento in cui tutti attendono di vederlo nei panni del Joker. Nel complesso ciò che mi incuriosisce e questa assenza di distinzioni tra buoni e cattivi, niente bianco e nero, ma tante sfumature di grigio. Certo, l'epicità del "Grande Silenzio" (il grande spaghetti western senza buoni) è tutt'altra cosa, ma va benissimo così!
Cannibal Kid: Uno dei film più rischiosi dell'anno. Per la mia vita. Io il western non lo sopporto. Un genere troppo vecchio, troppo superato, troppo... fordiano. Anche se questo sembra essere diverso dal solito, anche se alla regia c'è un regista che apprezzo parecchio come Jacques Audiard, anche se nel cast ci sono due miei idoli come Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal, anche se in rete si trova già da diverse settimane, ancora non ho trovato il coraggio di vederlo. E forse mai lo troverò.
Ford: nonostante sia in rete da parecchio non sono ancora riuscito, da buon ritardatario, a recuperare quello che potrebbe essere il film della settimana, ed uno dei più fordiani di questo periodo. Audiard è un regista che ho sempre apprezzato, così come Phoenix e Gyllenhaal e l'ottimo gregario John C. Reilly, il Western è una specie di seconda pelle, direi che gli ingredienti per un ottimo cocktail da Saloon ci sono proprio tutti.


STANLIO & OLLIO
"Siamo quasi più divertenti di Cannibalio & Fordio."
"Ma quei due non sono comici. Pretendono di essere considerati dei cineblogger seri."
"Appunto per quello sono divertenti."

Riccardo: Ritroviamo John C. Reilly, uno dei due fratelli Sisters, nei panni di Oliver "Ollio" Hardy. Devo dire che i due attori protagonisti (Stan "Stanlio" Laurel è Steve Coogan) sono perfetti nella parte! Ammetto però che da bambino non sono mai stato un fan del duo, uno spettatore assiduo; ricordo con piacere più che altro alcune loro "comparsate" in alcune bellissime storie di Topolino. Ho letto velocemente la loro biografa ed effettivamente ci sono tanti momenti tristi. Immagino quindi sia un film da guardare con una buona scorta di fazzoletti, una storia sull'amicizia e sugli ostacoli da essa affrontati. Mi piace porre il focus sulla difficile convivenza dei due personaggi comici con le vere persone (da quello che si evince sul trailer, mi sembra un tema principale): aspetto a me caro quello dello "sdoppiamento" della personalità.
Cannibal Kid: Altro titolo rischiosissimo, altro lavoro che mi spaventa parecchio, considerando che la comicità vecchio stile (quindi anch'essa fordiana) di Stanlio e Ollio non l'ho mai retta manco per sbaglio, altro lavoro interpretato dall'antidivo John C. Reilly, a sorpresa il grande protagonista di questa settimana cinematografica. Un attore che ho amato molto ai tempi di Magnolia, ma che da allora non mi ha più convinto un granché. Difficilmente con una doppietta di pellicole come questa ritornerà nelle mie grazie.
Ford: titolo potenzialmente interessante, che regala il giusto "spotlight" ad un attore capace e sottovalutato come Reilly, che non essendo esattamente un re del ballo di fine anno della scuola è ovviamente snobbato da quella divetta di Katniss Kid. Non sono mai stato un grande fan di Stanlio e Ollio, ma nutro discrete speranze affinchè questo film possa rivelarsi quantomeno interessante nel raccontare quello che c'era dietro "le maschere".

"Non dare retta a quello che dice Ford, John C.. Sarai sempre il mio re del ballo del cuore."


ATTACCO A MUMBAI - UNA VERA STORIA DI CORAGGIO
"Cosa posso portarvi da bere?"
"Per me un White Russian."
"Mi spiace, signore, in questo hotel non serviamo cocktail per bambini. Desidera qualcosa da adulti?"

Riccardo: Il film ricostruisce gli attentati terroristici a Mumbai, in India, il 26 novembre 2008. I fari sono puntati su quanto accadde nell'hotel di lusso "Taj Mahal Palace". Ci sarà spazio, immagino, per diverse sotto-storie e personaggi. Ma decisamente un genere di film che non mi attrae affatto. Nel 2019 trovo sorpassato questo modo di fare cinema. Meglio un docu-film a tutti gli effetti sui fatti reali (tanto più a soli 10 anni dai loro avvenimenti).
Cannibal Kid: Anche io non amo molto i film ispirati alla cronaca, che spesso finiscono per essere troppo limitati dall'obbligo di aderire ai fatti realmente successi. Riccardo lo definisce un modo sorpassato di fare cinema e io, considerando che si tratta del tipo di film prediletto negli ultimi anni dall'idolo fordiano Clint Eastwood, non posso che essere d'accordo. Questa ennesima storia di eroismo non è girata da lui, ma mi attira allo stesso modo dei suoi ultimi spenti lavori. Ovvero pochissimo.
Ford: se fosse stato girato da Clint, o Michael Mann, o qualche altro vecchio leone del Cinema made in USA, probabilmente la mia curiosità sarebbe stata più consistente. Purtroppo non è così, dunque prevedo che questo Attacco a Mumbai sarà più che altro un attacco alla pazienza e a chi si aspetta una cronaca e si ritroverà la consueta storia retorica all'ammeregana. Peccato, perchè in questi casi mi tocca quasi dare ragione al mio rivale.


NON CI RESTA CHE RIDERE
Ford fa un selfie insieme al suo idolo, Massimo Ceccherini. In arrivo prossimamente sul suo profilo Instagram.

Riccardo: Alessandro Paci dirige e interpreta questo film, a fianco dell'amicone Massimo Ceccherini, praticamente un insieme di barzellette - credo e spero - legate da una trama (comunque risibile). Personalmente non sono un gran fan del filone della comicità\commedia toscana, nonostante la mia passione per uno dei film capostipiti del filone: "Berlinguer ti voglio bene". Nel caso di Ceccherini e Paci, sono due "mediani" che si sono fatti "fantasisti" mettendosi in proprio, per usare una metafora calcistica, ma i risultati sono sempre stati deludenti. Il Benigni irriverente e Carlo Monni erano di tutt'altra categoria. Di sicuro un film che eviterò senza esitazioni.
Cannibal Kid: Alessandro Paci sinceramente non so manco chi sia. E non ho particolarmente voglia di scoprirlo. Massimo Ceccherini invece (purtroppo) lo conosco e non mi è mai piaciuto per niente. Da quando so che Ford lo detesta ancora più di quanto detesti me, devo però ammettere che ha cominciato a starmi un pochino simpatico. Tranquilli, raga, non abbastanza da guardarmi un suo film, o da smettere di considerarlo uno scarpone totale, sia del cinema che della comicità.
Ford: mancava, in una settimana tutto sommato non malaccio, la classica poracciata italiana di quelle che, per usare un paragone calcistico, vengono in mente quando mettiamo il nostro catenaccio a confronto con un calcio totale. Un pò come se lo spento Milan uscito dalla Coppa Italia fosse sceso in campo contro l'Ajax sorpresa della Champions. Considerata, poi, la presenza di Ceccherini, forse il personaggio cinematografico italiano che più detesto in assoluto, la frittata è fatta. Non mi resta che ignorare l'esistenza di questo film e passare oltre.

"Ford, fatti abbracciare. Ti voglio tanto, tanto bene!"

19 commenti:

  1. Arrivo qui dal blog di Riccardo. È stata molto istruttiva questa carrellata sui film in uscita che avete recensito e devo ammettere di trovarmi sulla vostra stessa lunghezza d'onda. Io, come Ford, amo i film che si rifanno a fatti veri ma dipende sempre come e da chi sono realizzati. Quello sui fatti di Mumbai lascia perplesso anche me. Quello con Scamarcio, anche no.

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    1. ahha dai che Scamarcio alla fine non è un pessimo attore!
      Mi lascia più perplesso, nel ruolo di pm, la Gerini.

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  2. Quindi dall'introduzione deduco che il fantasista talentuoso sia il padrone di casa e mrFord sia solo un ruvido difensore? :D
    Grazie a entrambi per avermi dato questa bella opportunità!
    Spero di tornare, tra un po' di tempo, su queste pagine di blog.

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  3. Bene, recensitemi "La leggenda del pianista sull'Oceano" il film di Giuseppe Tornatore tratto dal monologo di Alessandro Baricco, Novecento. E' bellissimo.

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    1. Ho letto il libro e non ho mai visto il film :). Dovrò rimediare

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  4. Fra il doppio Reilly e lo Scamarcio thriller, qualcosa di interessante l'ho adocchiata.

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    1. Anche secondo me è così :). Tre film interessanti, gli altri due decisamente trascurabili.

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  5. Oddio ma a Ceccherini fanno ancora fare film? :o
    Comunque, penso che vedrei giusto il primo, con Scamarcio... è quello che mi intriga di più! :)

    Moz-

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    1. Infatti sono sorpreso, Ceccherini può giusto fare il co-co-co protagonista :D

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  6. A parte che il western non è morto, mi interessa molto Stanlio e Ollio, che adoro sin da bambino ;)

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    1. Secondo me, il vero western sì: quello italiano (che ovviamente discende da quello americano).
      Keoma è stato il (bellissimo) film che ha rappresentato la fine del genere.
      Poi sicuramente qualche titolo recente bello c'è stato, ma oramai è appunto un genere "defunto".

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  7. Eppure Stanlio & Ollio un po' mi attira,. Non abbastanza da andarlo a vedere al cinema, né abbastanza per guardarmelo in streaming quando sarà il momento. Forse tra qualche anno, quando qualcuno posterà qualche spezzone su Youtube (spero accuratamente selezionato), gli potrei dedicare qualche minuto.

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    1. Effettivamente se sei stato un fan di Stanlio e Ollio, non puoi perdertelo; altrimenti forse non ne vale la pena.
      Anche se questi biopic sono confezionati con la massima cura (e garantiscono l'effetto "fazzoletto")

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  8. Arrivo dal blog di Riccardo. Tra tutti i film citati credo che non mi perderò Non sono un assassino. Scamarcio è bravo, ci ho messo un pochino a farmelo piacere, ha quella faccia un pò da sfigato ed è pure bruttino (rischio il linciaggio delle fan XD)... Tuttavia, la prova del 9 è stata averlo visto in Pericle il nero: lì è scattata una grande stima per il suo talento...

    Anche Attacco a Mumbai mi ispira, sarà una maniera un pò superata di fare cinema ma a me il drama che trae spunto dal reale non mi dispiace affatto.

    Gran bel post e fantastica collaborazione. Complimenti.

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    1. Ciao Ire, grazie per essere passata qua.
      Certo dire Scamarcio bruttino..ahahah fai calare la mia autostima! :D

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  9. Ancora fanno fare i film a Ceccherini! In che condizioni sta il cinema italiano...

    Concordo su Reilly come un attore bravo ma un po' sottovalutato!

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    1. Come scrivevo qui sotto a Mr.Ford, temo che Ceccherini continuerà ancora a lungo :D

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  10. Tutte quelle foto con Ceccherini mi fanno venire i brividi più dei tuoi pareri cinematografici! ;)

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    1. ahahah, però è sempre uguale Ceccherini, ha fatto un patto col diavolo. Tra trentanni sarà ancora qui a fare questi film :D

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