martedì 5 luglio 2022

Crimes of the Future, un film di David Cronenberg (e si vede)





Crimes of the Future

Come immagini il futuro?

Difficile immaginare un mondo travolto da una pandemia, eppure è successo.
Difficile immaginare un paese teoricamente democratico in cui le donne non hanno il diritto all'aborto, eppure sta succedendo.
Difficile immaginare un paese teoricamente democratico che ne invade un altro, eppure sta continuando a succedere.
Difficile immaginare un gruppo rock italiano alla conquista del mondo, eppure sta succedendo pure questo.

"Ma di chi starà parlando?"
"Boh, penso dei Gazosa."

Viviamo quindi su un pianeta in cui ci si può lamentare di tante cose, ma non che manchino le sorprese. Impossibile allora poter immaginare cosa potrà succedere ancora in futuro, eppure David Cronenberg ci prova lo stesso. Il suo nuovo Crimes of the Future, che curiosamente ha lo stesso titolo di un suo vecchio film, è ambientato in futuro non ben precisato, in cui il dolore fisico e le malattie infettive sono sparite, e in cui si sta realizzando la fusione tra uomo e macchina, almeno in alcuni soggetti.


Un futuro in cui la chirurgia è il nuovo sesso e in cui la gente, invece di andare al cinema, ai concerti, o allo stadio, va a vedere altra gente che esegue delle allucinanti operazioni chirurgiche. Un futuro inquietante, anche se non molto più del presente, considerando ad esempio che ci sono persone che pagano per andare a rovinarsi i timpani sentendo i tre tenorini de Il Volo che cantano.

"Pensate a me che mi devo sorbire le canzoni de Il Volo con tutte queste orecchie!"

Il David Cronenberg che nel presente immagina il futuro somiglia tanto al David Cronenberg del passato. Crimes of the Future è un classico film alla Cronenberg che fa Cronenberg nel modo più cronenberghiano possibile. Il regista canadese si muove in bilico sul sottile confine che separa genio e ridicolo, visionarietà e follia. Come già in precedenza, solo senza raggiungere vertici di film cult come Videodrome, La mosca ed eXistenZ. Un body-horror dalle tinte fantascientifiche che a tratti affascina e intriga, ma non riesce mai a coinvolgere o sconvolgere del tutto. Nemmeno con la prima controversa scena, degna di Lars von Trier, quella che ha fatto scappare alcuni spettatori dalla sala durante la premiere al Festival di Cannes.


Crimes of the Future è un film concettuale, più teorico che emotivo. Pur lasciando freddi, non manca di far nascere qualche riflessione, in particolare sul concetto di arte e di rappresentazione. Sul concetto di performance, per dirla alla Marina Abramović in versione Virginia Raffaele.


E poi nel cast, accanto a Viggo Mortensen e Léa Seydoux, svetta una Kristen Stewart negli ultimi tempi in stato di grazia.


Fosse uscito 30 o 40 anni fa, Crimes of the Future sarebbe stato una visione devastante. Oggi invece qualcuno può bollarlo come una provocazione gratuita. Qualcuno può vederlo come un esercizio di stile. Qualcun altro può considerarlo come un ritorno al cinema che al regista riesce meglio. E per qualcun altro ancora può essere un Cronenberg che fa quasi una parodia di se stesso. Ognuno con le sue valide ragioni per sostenere la sua tesi.


Per quanto mi riguarda, non credo che in futuro Crimes of the Future sarà ricordato come uno dei lavori migliori di David Cronenberg, così come nemmeno uno dei suoi peggiori in assoluto tipo il terribile A Dangerous Method. Però chi può dire cosa succederà nel futuro, David Cronenberg a parte?
(voto 5,5/10)




4 commenti:

  1. Mai stato fan di Cronenberg, ma lo si vedrà, soprattutto per Lea e Keira. Spero, invano, in un risvolto lesbo, uff.

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    1. Keira è il motivo per cui A Dangerous method è il peggiore di Cronenberg

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  2. Difficile anche immaginare un mondo dove a milioni di persone vengono negati diritti inalienabili tipo lavorare, andare al cinema, al bar, al teatro, in palestra, viaggiare, e in praticamente qualsiasi altro spazio sociale, eppure è successo, però è tutto molto democratico, le dittature sono le altre

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