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martedì 17 giugno 2014

BRASILE 2014 – IL MONDIALE CANNIBALE, GIORNATA 6




Ieri si è disputata la partita più attesa del Mondiale e per fortuna non ha deluso le altissime aspettative, mandando in visibilio il pubblico brasiliano e del globo tutto. Sto parlando di Iran – Nigeria, naturalmente, finita con un entusiasmante 0 – 0. Dopo le emozioni travolgenti provocate da questo match, tutte le altre nazioni ce l’avranno dura per riuscire a offrire uno spettacolo migliore.
Chi ha faticato un pochino a convincere del tutto è stata invece la Germania, vincitrice con uno striminzito 4 – 0 sul Porcogallo dell’atteso Christian De Sica Ronaldo.



E a proposito di Christian De Sica, la splendida notizia è che l’attore ha deciso di dire basta ai Cinepanettoni. “Per ora preferisco fermarmi, altrimenti rischio di fare sempre le stesse cose,” ha dichiarato.
Dopo 25 anni di film di questo tipo ripeterti? Ma cosa dici mai, Christian?

Tornando al calcio dopo questa parentesi cinematografica (cinematografica???), ecco i risultati delle partite di ieri, che hanno visto anche la vittoria degli USA sul Ghana per 2 – 1. E finalmente c’ho azzeccato un pronostico!

GRUPPO F
Iran – Nigeria 0 – 0

GRUPPO G
Germania – Portogallo 4 – 0

GRUPPO G
Ghana – Stati Uniti 1 – 2


Questo invece è il programma di oggi.

GRUPPO H
Ore 18:00
Belgio – Algeria
Pronostico cannibale: 2 – 0

GRUPPO H
Ore 00:00
Russia – Corea del Sud
Pronostico cannibale: 3 – 1

GRUPPO A
Ore 21:00
Brasile – Messico
Pronostico cannibale: 2 – 1

Puntiamo i riflettori su quest’ultimo match.
Eccoli, che qui a Pensieri Cannibali per questo Mondiale non badiamo a spese.


Per quanto riguarda il Brasile, il mio consiglio cinematografico è quello di recuperare, se ancora non l’avete visto, City of God.
Vi è piaciuta Gomorra – La serie?
Allora dovreste apprezzare pure questo film, con le favelas a cavallo tra gli anni ’60 e ’80 che non sembrano poi così distanti dalla Scampia di oggi.



Riguardo agli avversari di stasera dei padroni di casa, vi lascio invece con un pezzo che impazzava nell’estate 2006, “Me Voy” della cantante mexicana Julieta Venegas. E con questa canzone, anche io me ne vado.

mercoledì 4 settembre 2013

IL PRINCIPE ABUSIVO CERCA MOGLIE




Il principe abusivo
(Italia 2013)
Regia: Alessandro Siani
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Alessandro Siani
Cast: Alessandro Siani, Sarah Felberbaum, Christian De Sica, Serena Autieri, Lello Musella, Nello Iorio, Alan Cappelli Goetz, Marco Messeri
Genere: favoletta
Se ti piace guarda anche: Il principe cerca moglie, Piccolo grande amore, Pretty Princess, Quasi amici

Il principe abusivo è stato il più grande successo cinematografico italiano dell’anno.

AHAHAH, Cannibal, sei il solito burlone. Sei più simpatico di Siani!

"Ti faccio partecipare al mio film se prometti di non fare più cinepanettoni."
"Affare fatto."
No, ragazzi. Mi spiace, è tutto vero.
Dopo gli incassi stellari di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, Alessandro Siani questa volta in versione protagonista assoluto si conferma il nuovo re del botteghino italiano, con oltre 14 milioni di euro incassati alla faccia della crisi, andando a raccogliere il testimone dai campioni del box-office del passato recente come Leonardo Pieraccioni e Christian De Sica. E il passaggio di consegne con quest’ultimo avviene proprio in questo film, che vede entrambi nel cast.

Devo dire che partivo con i peggiori pregiudizi. Chissà perché… Forse perché, oltre a non sopportare la commedia all’italiana, Alessandro Siani non lo trovo per nulla divertente. Faccio persino fatica a capire ciò che dice. Evidentemente non sono il solo, visto che nel film, con uno degli espedienti più riusciti e autoironici, viene chiamato persino un traduttore per interpretare il suo linguaggio.
Per di più, qui il Siani è impegnato non solo nelle vesti di attore ma anche in quelle ancor più impegnative di co-sceneggiatore e pure di regista esordiente. C’erano allora tutte le premesse per un massacro cannibale annunciato, per una demolizione totale di questo principino abusivo e invece…
Non è così male. Chi l'avrebbe detto?

"Hey, ma tu sei Alessandro Siani?"
"Eh, modestamente sì."
"Ah bene, arriva quel bicchiere d'acqua che avevo chiesto, o no?"
L’idea di partenza più che abusiva è abusatissima. La principessa di un regno immaginario, una Sarah Felberbaum decisamente in parte, è in crisi perché nessuno la caga. Come fare ad attirare le attenzioni dei media? Il ciambellano ciambellone di corte Christian De Sica ha l’intuizione vincente: fingere una love story tra la principessa e un morto de fame. Una favola regale alla William e Kate, a parti invertite. La variante un minimo originale di questa pellicola è che, rispetto al solito, non è il principe a cercare moglie, come nel mitico film con Eddie Murphy, ma il contrario. Quanto al morto de fame prescelto, risulterà uno scroccone napoletano, interpretato naturalmente da Alessandro Siani.
Da questo spunto non proprio originalissimo, la comedy si sviluppa in maniera altrettanto immaginabile, con il Siani che ne combinerà di tutti i colori nel ruolo di fidanzato della principessa. È la solita situazione del tipo che si trova in un contesto diverso rispetto al suo ambiente naturale, un po’ come l’altrettanto tamarro Driss di Quasi amici. Il risultato non è certo ai livelli della notevole commedia francese, siamo più che altro dalle parti di Piccolo grande amore, film anni ’90 dei Vanzina con Raoul Bova, eppure qualche momento divertente il film lo regala. Merito di un Siani meno odioso e più comprensibile del solito e di un Christian De Sica in gran spolvero lontano dai cinepanettoni, oltre che di una trametta da romcom americana tanto già vista, quanto sempre efficace. Prendi un improbabile tamarro e lo metti a confronto con le regole del galateo e del bon ton, e le risate sono garantite.

"Dici che così somiglio a Eminem in 8 Mile?"
"Ma va, al massimo sembri uno pronto a fare una rapina..."
Se per 2/3 la commedia fa il suo dovere, risultando contro ogni mia più rosea previsione una gradevole visione, nella parte finale, come invece prevedibile, scivola paurosamente nello smielato più totale.
ATTENZIONE SPOILER Il fatto che la principessa finisse per innamorarsi dell’abusivo Siani era scontato e già da mettere in conto fin dall’inizio. Il fatto che passi dal disgusto nei suoi confronti alla voglia di passare tutto il resto della sua vita insieme a lui, dopo che lui le recita una poesia al balcone in una scena molto alla Romeo + Giulietta, appare però un tantino esagerato e affrettato persino all’interno di un contesto favolistico.
La parte conclusiva è quindi il trionfo più totale dei buoni sentimenti, ma il difetto maggiore della pellicola è un altro: la colonna sonora. Se a livello registico il suo film non è ‘na schifezza come ci si poteva aspettare, il Siani deve però confermare che l’Italia è il Terzo mondo musicale con una selezione di brani imbarazzanti, un momento da musical regalato a Christian De Sica e Serena Autieri del tutto superfluo, la solita "'O surdato 'nnamurato" cantata in coro (evvai di stereotipi!), e soprattutto l’orripilante “Amore amaro” di Gigi Finizio (ARGH!) usata nel momento che sarebbe dovuto essere quello emotivamente più forte dell’intera pellicola, invece fa solo venire voglia di tapparsi le orecchie. È anche da questi dettagli, che poi tanto dettagli non sono, che si vede l’arretratezza della nostra commedia, rispetto ad esempio a quella più spumeggiante e ben prodotta dei cugini francesi, si veda per esempio 20 anni di meno.
Tolti questi due grossi difetti, buonismo imperante e soundtrack agghiacciante, Il principe abusivo è un film nazional-popolare che tutto sommato funziona, ha una piacevole atmosfera fiabesca e strappa qualche risata.
A sorpresa, l’esordio alla regia del Siani non mi azzardo allora a dire che mi sia piaciuto, però non mi è nemmeno dispiaciuto. Altrettanto a sorpresa, non vi siete beccati un massacro cannibale in piena regola. Per quello però tranquilli, aspettate le prossime recensioni di film italiani e non resterete delusi…
(voto 6-/10)



lunedì 25 aprile 2011

Pasquetta in Nord Africa

Cosa li avrà fatti spaventare così tanto?
Hanno visto tutto il film oppure solo Laura Esquivel?
I hurt myself today. Stavo pensando di farmi del male ed ero indeciso se tagliarmi le vene, accendere la tv sul TG4 (ma anche sul TG1 o sul TG5) oppure guardarmi Natale in Sudafrica. Alla fine ho propeso per quest’ultima opzione, mi sembrava la più estrema di tutte. E così dopo aver seguito Sanremo ed essermi sparato l’ultimo disco inferno di Vasco, mi cimento in una nuova missione davvero ai limiti umani e stavolta metto ancora più a rischio la mia stessa vita.
Perché lo faccio? Per lo stesso motivo per cui certa gente fa paracadutismo o si butta col bungee jumping; il senso del brivido è lo stesso, e poi perché è facile parlare e dire: “I cinepanettoni fanno schifo”, ma per vederli e poi giungere alla conclusione: “I cinepanettoni fanno davvero schifo”, allora lì sì che ci va del fegato. E anche molta, molta stupidità.
Ma ora che la rischiosa e suicida missione africana abbia inizio.

Non lamentatevi se poi l'elefante recita meglio di voi...
Natale in Sudafrica
(Italia, purtroppo, 2010)
Regia: Neri Parenti, ma credo sia stato sostituito da una scimmia in molte riprese
Cast: Christian De Sica, Max Tortora, Belen Rodriguez, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Laura Esquivel, Barbara Tabita, Serena Autieri, Brenno Placido, Alessandro Cacelli, un elefante, un leone e un ippopotamo (questi ultimi di gran lunga i migliori del cast)
Genere: panettone indigesto
Se ti piace guarda anche: un buco nero, vi darà all'incirca la stessa sensazione di vuoto

Trama
Adesso volete anche una trama... Il massimo che potete pretendere è un trauma (cranico).

Recensione
Sapevo sarebbe stata dura, ma già i titoli di testa promettono malissimissimissimissimissimissimo, con una scena di animazione in computer gra-fica magari anche gra ma di sicuro poco fica con degli elefanti che ballano sulle note di una versione tarocca del Waka Waka NON cantata da Shakira (si vede che avere i diritti per la canzone originale sarebbe costato più che dar da mangiare agli elefanti e a Panariello). Roba da rimpiangere, con tanto di lacrime VERE agli occhi, gli spot delle suonerie dei cellulari.

(sì, questa è una marketta: sono stato pagato dal gatto Virgola in persona)

Visto che non sa recitare, almeno le fanno fare scarico merci.
In quello se la cava
Ma siamo solo all’inizio: la voce fuori campo ci annuncia che il personaggio di Massimo Ghini è un dottore e si chiama Massimo Rischio. Uahahah, che risate! Giorgio Panariello invece fa il macellaio, solo perché in una scena successiva i due si scambieranno di parte e quindi si potrà fare la mitica e poco abusata battuta del dottore-macellaio. Uahahah, basta ragazzi: se continuate così mi farete schiattare dalle risate. O magari mi farete schiattare e basta, che un safari in Africa al momento mi sembra meno pericoloso.

Vuoi poi non giocare la carta delle parlate dialettali? Vuoi far mancare proprio questo al popolone nazional-popolare? Sarebbe come privare una leonessa dei suoi cuccioli. Sia mai, e allora raddoppiamo addirittura la razione con la moglie di Christian De Sica siciliana (Barbara Tabita) e l’ex moglie napoletana (Serena Autieri). Nonostante le due mogli, per una volta nell’episodio di De Sica non si gioca (non tanto almeno) su una storia di corna, ma c’è un intrigo internazionale che lo vede coinvolto con il fratello Max Tortora. Si tratta di roba forte, una situazione carica di tensione e di emozioni indescrivibili che ha a che fare con scambi di soldi falsi e di gioielli. Sembra che persino Leonardo DiCaprio, memore di Blood Diamond, si fosse interessato alla sceneggiatura, preferendo poi girare Inception. Avrà fatto bene? Comunque, tra tutta la banda, De Sica è quello che mi suscita maggior simpatia, sarà per quella paresi facciale da troppi lifting. Vabbè, più che simpatia me fa’ pena, daje, ché pure lui se vede che s’è rotto er cazzo de fa’ ste cojonate.

Sì, più che dal film quelli là in alto erano spaventati da lei...
La coppia Ghini-Panariello invece è letale. Sti due non fanno ridere nemmeno a minacciarli con un leone, cosa che pure capita nel mezzo delle mirabolanti avventure confezionate da Neri Parenti, che a questo giro non ha potuto contare sulla sceneggiatura “d’autore” di Fausto Brizzi, già troppo impegnato a sfornare i suoi capolavori personali con il dittico Maschi contro femmine e Femmine contro maschi (no, purtroppo non si tratta di due pellicole pornografiche). Eh sì che non sarebbe poi nemmeno troppo difficile tirare fuori qualche momento divertente giocato sulle avance (naturalmente senza successo) di entrambi con la Belen Rodriguez. L’argentina ci mette poi del suo, visto che più che recitare sembra stia facendo un provino per comparire nel prossimo spot di Alfonso Luigi Marra. Il suo corpo però recita piuttosto bene.

Per ammiccare al pubblico adolescenziale, anzi diciamo a quello dei massimo 12enni, quel volpone di Parenti ha ingaggiato pure quella cacacazzo del Mondo di Patty. Che poi il motivo del successo dell'altra argentina Laura Natalia Esquivel (meglio nota come Esquifezz) è davvero un mistero: è ‘na cozza a vedersi, ‘na capra con l’italiano, ‘na cagna a recitare, chi caaaa**o è che c'ha spedito questo strano incrocio di razze animali? Una volta dall’Argentina c’arrivava Maradona, che pur con tutti i suoi "piccoli" difetti era pur sempre meglio di 'sto scherzo della natura. Mi chiedo dove andremo a finire se continueremo così, quale destino spetterà ai nostri figli, cosa sta succedendo a questo mondo malato?

Non lamentatevi:
io come punizione per un film così vi avrei fatto anche di peggio...
Scusate lo sfogo personale. Mi ricompongo per segnalare qualche altro scempio, ehm volevo dire esempio di atrocità presente in questa pellicola. A proposito di figli, c’è Brenno Placido, il solito raccomandato, anche se non credo sia stato raccomandato dal padre (che pure ad esempio con Genitori & figli: agitare bene prima dell’uso le sue schifezze le fa pure lui). Oltre alla sigla, ci sono anche altri effetti speciali da mettersi le mani tra i capelli, come in un momento di trash supremo in cui Panariello con un rutto terrorizza un leone (il colpo di genio degli sceneggiatori!), e un finale con delle farfalle animate che vorrebbe (ipotizzo) essere forse poetico. Naturalmente c’è anche una marketta poooco spudorata: alla Monezza di Patty suona il cellulare LG con una scritta WIND a caratteri cubitali. Non contenti, c’hanno messo dentro pure uno spot vocale: “Wind, stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica” pronunciata dal capo di una tribù africana che aveva il cellulare di Panariello in pancia.
Perché il capo di una tribù africana aveva il telefonino di Panariello dentro la pancia? Sì, è una storia lunga e questo film ha una trama molto articolata, ve l’ho detto: dietro ci sono fior fiori di sceneggiatori. Ma la domanda da farsi comunque è un’altra: il prossimo anno di nuovo Natale in Sud Africa?
Abbelli, eh no: io vi spedirei -adesso- a fare una bella Pasquetta in Nord Africa…
(voto 2-)

martedì 1 febbraio 2011

The Tourist: Turista per caso? No, film per caso

The Tourist
(USA, Francia 2010)
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Cast: Angelina Jolie, Johnny Depp, Paul Bettany, Christian De Sica, Alessio Boni, Timothy Dalton, Steven Berkoff, Rufus Sewell, Neri Marcorè, Daniele Pecci, Nino Frassica, Raoul Bova, Giovanni Esposito
Genere: spy (?)
Se ti piace guarda anche: il filmino degli zii in vacanza a Venezia, sarà sicuramente meglio di questa porcheria

Trama semiseria
Scotland Yard e la temibile sezione italiana dell’Interpol sono sulle tracce di un pericoloso criminale internazionale, difficile da rintracciare visto che si è sottoposto a un intervento di chirurgia estetica e ha cambiato i connotati del suo volto. Il film prosegue con colpi di scena mozzafiato che si susseguono l’uno dietro l’altro, fino alla clamorosa rivelazione finale: dietro alla macchina da presa non si cela il regista premio Oscar de Le vite degli altri Florian Henckel von Donnersmarck, bensì Neri Parenti che sottoponendosi anch’egli a un intervento plastico crede di aver fregato tutti. Ma non me: ti ho sgamato, Neri.

Recensione cannibale (ATTENZIONE FAN DI ANGELINA JOLIE: leggete solo a vostro rischio e pericolo)
Gli americani in trasferta cominciano a rompere le palle. Grazie mille per la Liberazione nazi-fascista, però ormai sono passati più di 60 anni e non si può vivere sempre di rendita. Tanto più che ormai dovunque mettono piede fanno solo dei gran sfaceli: Afghanistan, Iraq, il film The American… danni davvero ingenti. Non fa eccezione questo The Tourist, un turista americano in trasferta cinematografica (cinematografica?) in Italia, anche se più che a Venezia, il film (lo chiamo così per comodità, ma non intendo insultare i film veri) sembra ambientato dentro una cartolina di Venezia.

Angelina, non ti scomodare a recitare, mi raccomando
The Tourist è il remake del film francese Anthony Zimmer, una pellicola spionistica tutt’altro che memorabile ma perlomeno carina e piacevole, impreziosita dalla notevole presenza di una Sophie Marceau che certo non è stata ben rimpiazzata nella versione USA. Chi frequenta questo blog da un po’ sa già che non la sopporto, ma qui è persino alla sua prova peggiore: sto parlando di Angelina Jolie, ancora più odiosa del solito e, ovviamente, inespressiva fin dalla sua primissima inquadratura. Nella scena d’apertura indossa un abito del tutto assurdo per una spia, soprattutto per una che dovrebbe passare inosservata. La Jolie trascorre così tutto il suo tempo ad ancheggiare come se fosse su una passerella, stretta dentro abiti da spot pro-anoressia: che stia pensando di cambiare carriera? Lo spero, visto che come attrice sembra più che altro la parodia di un’attrice.
Durante la scena con l’ispettore di Scotland Yard interpretato da Paul Bettany, ad esempio, lui le fa una domanda e lei rimane con lo sguardo fisso perso nel vuoto per tipo un minuto: ho temuto fosse entrata in catalessi. Hey Angelina? Angelinaaaaa? Are you alive? Are you fuckin’ dead?

Un momento sexy (?!?) di The Tourist
Ma se la Jolie non è una vera persona, bensì una statua, la domanda che mi pongo è: Johnny Depp riuscirà a fare ancora peggio che in Alice in Wonderland? La sua prima gag con la sigaretta finta fa davvero andare giù le mutande e mi fa capire che sì, può fare di peggio. Molto peggio.
In aiuto di due attori considerati sex-symbol mondiali ma che insieme (vedi le scene dei loro baci) sono meno sensuali della gonorrea, arrivano anche dialoghi tra i più tremendi mai uditi dall’alba dei tempi. Il doppio senso “desidera un altro americano, signora?” è qualcosa di ormai superato persino per un film dei fratelli Vanzina.

Come se zombie Angelina non fosse abbastanza, la regia contribuisce a dare al tutto un senso di costruito, finto, artificiale, ma non un artificiale di quelli fichi o divertenti. Uno di quelli patetici e plasticosi, vuoti come lo sguardo senz’anima della Jolie. Se oggi quanto ieri ho attaccato film come Il discorso del re o Avatar perché promuovono un’idea di cinema totalmente opposta alla mia, perlomeno sono cinema. The Tourist NON è cinema. Come direbbe il nichilista interpretato dal Nongiovane ne I Soliti Idioti, ma non solo lui, The Tourist è mmerda.
Quello del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck è quindi uno dei tonfi più clamorosi nella storia: dal capolavoro Le vite degli altri al dopo-lavoro The Tourist in un solo passaggio, si fa davvero fatica a credere che dietro la macchina da presa ci possa stare lo stesso uomo.

Johnny Depp con Neri Parenti travestito da regista tedesco
Tra i momenti scult possiamo annoverare poi la comparsata di Nino Frassica (dopo Somewhere di Sofia Coppola ormai lanciatissimo nell’olimpo hollywoodiano) che vedendo Johnny Depp sul tetto di un edificio esclama: “C’è un pazzo che si vuole buttare, sarà un americano. Non butt!” Ma per quale motivo se c’è uno che si vuole lanciare da un palazzo dev’essere per forza un americano? La gag che ne segue comunque è davvero imbarazzante, roba che persino nei cinepanettoni si vergognerebbero di inserire. E perché alla fine sui titoli di coda suonano una canzone dei Muse, che nulla ha a che fare con l’atmosfera del film? Era proprio necessario smerdare anche loro in questa disfatta?

Quel che è certo è che se Christian De Sica pensava di fare il salto di qualità dai cinepanettoni al film diretto dal premio Oscar tedesco, ha fallito miseramente. Povero Christian, il fatto che lui sembri il più convinto del cast (che annovera anche altri dimenticabili camei di Raoul Bova, Neri Marcorè e un imbarazzato Alessio Boni), conferma la mia teoria che sulla sedia da regista abbia messo le chiappe il suo amico Neri Parenti e non il tedesco dal nome impronunciabile tanto questo film è inguardabile.

Ah Christian, e facce ridé almeno tu! Film di merda ne
hai fatti parecchi, ma così abbattuto non t'avevo mai visto
Peccato comunque non averlo visto prima, si sarebbe giocato la prima posizione nella classifica dei miei peggiori film dell’anno, con buone chance di battere persino The American. 100 milioni di dollari spesi per fare questo insulto al cinema? Ma per favore, date 100 dollari a qualche genietto di YouTube come gli Smosh e vi tireranno fuori un film un milione di volte superiore a questa schifezza. E se il finale dell’originale francese Anthony Zimmer era già di suo parecchio prevedibile, l’ultimissima scena di The Tourist è qualcosa di spaventoso. Madosca che roba brutta. Ma brutta brutta brutta.
(voto 1)
Johnny Depp con la scultissima sigaretta elettronica

Oggetto scult: la sigaretta elettronica di Johnny Depp
Battuta scult
Johnny Depp: “Sei vorace!”
Angelina Jolie: “Vuoi dire procace?”
Johnny Depp: “Giusto.”

giovedì 2 dicembre 2010

Recensione in anteprima mondiale di The Tourist con Johnny Depp e Angelina Jolie

The Tourist
(USA 2010)
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Cast: Johnny Depp, Angelina Jolie, Paul Bettany, Timothy Dalton, Rufus Sewell, Christian De Sica, Neri Marcorè, Alessio Boni, Raoul Bova, Nino Frassica
Genere: glamour spy thriller
Links: IMDb, mymovies
Uscita: 17 dicembre 2010

Ok. Forse il titolo del post può essere considerato un tantino depistante e pure falso. Questa non è la recensione dell’attesissimo “The Tourist”, film che probabilmente nemmeno i super divi Deep Johnny & Angelaina Jolay hanno ancora visto, considerando che la premiere mondiale avverrà solo il 6 dicembre a New York. È invece la recensione del film francese a cui è ispirato, però se nel titolo scrivevo “Recensione di Anthony Zimmer” a chi cavola fregava qualcosa? E comunque il titolo del post è solo una bugia bianca, o una mezza bugia se vogliamo, visto che dalla pellicola originale ho cercato di capire come potesse essere il remake pappa-l’americano-mericano, con una recensione-previsione da autentico veggente.


Anthony Zimmer
(Francia 2005)
Regia: Jérome Salle
Cast: Sophie Marceau, Yvan Attal
Genere: glamour spy thriller
Links: IMDb, mymovies
Se ti piace guarda anche: The Tourist, Caccia al ladro, Frantic, Wanted, Salt


“Anthony Zimmer” è un gradevole spy-thriller francese che in Italia nemmeno si sono degnati di distribuire e a sua volta è ispirato a “Caccia al ladro” (1955) di Hitchcock, quindi “The Tourist” alla faccia dell’originalità sarà il remake di un remake. Ulteriore segno che a Hollywood hanno finito non solo le idee, ma anche l’idea di avere un’idea, tanto che si mettono a saccheggiare carini ma non sorprendenti film francesi con Sophie Marceau come questo e a breve anche la commedia romantica “LOL (Laughing Out Loud)”.

La storia alquanto banale di “Anthony Zimmer” è il solito intreccio spy-story con tanto di scambio di persona. Un pericoloso criminale ha infatti modificato il suo volto e adesso tutti lo cercano, compresa la sexy spia interpretata da Sophie Marceau, il vero motivo per cui vale la pena di vedere questo film.
In “The Tourist” il suo personaggio sarà interpretato da Angelina Jolie e tutti i suoi fans ne saranno soddisfatti, visto che è il classico ruolo di spia (apparentemente) spietata e senza sentimenti che Angelina interpreta da una vita, vedi “Salt”, “Wanted”, “Mr. & Mrs. Smith”, “Tomb Raider” e in pratica quasi ogni altro suo noioso film. Per me però non c’è paragone: Angelina cyborg Jolie non la sopporto, mentre Sophie Marceau è per me una delle donne più belle e affascinanti e bone di tutti i tempi e da “Il tempo delle mele” a “il tempo della mezza età” gli anni non hanno fatto che aggiungerle ulteriore fascino.
Al contrario Johnny Depp non dovrebbe avere vita difficile a surclassare il mediocre Yvan Attal e a formare con la Jolie quella che sarà definita la coppia più cool e glamour dell’anno. Quanto alla location, si passa dalla mia amata Nizza di “Anthony Zimmer” alla più popular Venezia di “The Tourist”, che comunque non è da buttare.

Le speranze per il remake ammericano sono però da affidare soprattutto alle mani del tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck, regista dal nome semplice che all’opera prima ha sfornato il premio Oscar “Le vite degli altri” e come seconda si è scelto il remake di un piacevole ma nulla più filmetto francese. Perché? Per soldi? Per lavorare con le superstar Johnny&Angelina? Per tirare di coca col gotha di Hollywood?
Certo la sceneggiatura di “Anthony Zimmer” non brilla per originalità e ha uno dei finali più prevedibili nella storia del cinema, quindi a meno che non sia stata stravolta completamente non aspettatevi certo una storia ricca di sfumature e significati come quella perla di “Le vite degli altri”.
Quando Tom Cruise ad esempio ha deciso di produrre il remake dello spagnolo “Apri gli occhi” l’ha fatto perché quella era una storia davvero originale che meritava di essere saccheggiata da Hollywood e che poi Cameron Crowe ha trasformato in “Vanilla Sky”, uno dei film pop a mio parere fondamentali dell’ultimo decennio.
La possibilità per Von Donnersmarck nell’imminente (esce il 17 dicembre) “The Tourist” sarà dunque quella di cimentarsi in un thriller dalle atmosfere hitchockiana-depalmiane con qualche richiamo anche a “Frantic” di Roman Polanski, ma la sensazione è che molto difficilmente ripeterà l’exploit di “Le vite degli altri”. Anche perché avete visto qualche filmato di “The Tourist”? Ebbene sì, nella parte del detective c’è persino un Christian De Sica con tanto di inglese maccheronico e allora anziché “Le vite degli altri” in salsa spy-glamour è già tanto che il film non finisca per diventare “Natale a Venezia”.
(voto a Anthony Zimmer: 6,5; previsione di voto a The Tourist: 5,5)

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