martedì 12 marzo 2013

DICI SUL SERIE?


Di solito le serie tv più forti negli USA partono in autunno. In questa strana collezione autunno inverno 2012/2013 parecchie chicche sono invece arrivate a inizio anno, nel periodo della cosiddetta midseason. Rimpiazzi di metà stagione che in alcuni casi si stanno rivelando più interessanti delle serie partite in precedenza. Facciamo allora il punto della situazione sulle nuove serie tv.

.

Fatto.
Non siete soddisfatti?
Vabbé, diciamo qualcosa in più su alcune novità che ho seguito/sto seguendo.
Di alcune ho già parlato:


Delle altre ve ne parlo ora.

Banshee
Non date retta al pilota. Non sempre ha ragione. Spesso sbaglia strada e manco sa dov’è diretto.
L’episodio pilot di Banshee non mi era piaciuto un granché. Mi sembrava una serie che puntava solo a spingere le situazioni al limite, a scandalizzare, a shockare, a stupire come se ambisse a tutti i costi al titolo di visione più estrema della tv via cavo americana. Inseguimenti, esplosioni, sparatorie, scopate, scazzottate… Un pulp fuori tempo massimo, insomma. Oppure no?
Già a partire dal secondo episodio ho cominciato a entrare nell’atmosfera del telefilm e da lì in poi me lo sto gustando con enorme piacere.
Il protagonista (Antony Starr, uno che sembra il fratello gemello dello Scott Speedman di Felicity e Last Resort) è un criminale appena uscito di galera che va a vivere in una cittadina piena di Amish. Perché lo fa? Per fare una strage di Amish? No, lo fa per amour, naturalmente. La sua ex, una gran gnocca russa interpretata dalla croata Ivana Miličević (tanto per gli americani tutti quelli dell’Est sono uguali), si è infatti trasferita nella quieta Banshee dove ha un marito e due figli. Il nostro protagonista decide così di restare nei paraggi e, per una serie di (s)fortunate coincidenze, riesce a spacciarsi con successo come nuovo sceriffo locale. Poco a poco, Banshee la ex cittadina traquilla diventerà sempre più violenta e criminale, mentre Banshee la serie diventa sempre più intrigante, grazie a un’ottima regia, un montaggio incalzante, a flashback assortiti e a qualche altro ottimo personaggio come il cattivone ex Amish interpretato da Ulrich Thomsen, la Amish zoccola interpretata dalla sexy Lili Simmons e l'idolesco hacker trans interpretato da Hoon Lee.
Se il pilot non vi convince, proseguite comunque nel viaggio che ne vale la pena.
(voto 7,5/10)

"Hey Mastro Lindo, quanto sole bisogna NON prendere per diventare come te?"
"Tanto, figliolo. Tanto."

Vikings
Una serie sui Vichinghi?
Ero già pronto a parlare di vakkata, invece no. Sorpresa. Vikings è la versione interessante di Valhalla Rising. Laddove nel film di Refn in un’ora e mezza non succedeva nulla, ma NULLA, a parte i miei sbadigli, qua già solo nel primo episodio di 40 minuti capitano parecchie cose e se non altro ci vengono introdotti, bene, i personaggi principali.
Il modello di riferimento della serie sembra essere Game of Thrones, ma rispetto a questo Vikings possiede una maggiore semplicità e un minor numero di intrecci e personaggi. Il che non è del tutto un male, almeno per chi soffre di mal di testa a seguire tutte le vicissitudini dei Sette Regni del Trono di spade.
Nel cast si segnalano un Gabriel Byrne più tamarro del solito, la combattiva Katheryn Winnick, finora vista in horror non proprio indimenticabili come Amusement e Choose, Jessalyn Gilsig di Glee e Nip/Tuck e Gustaf Skarsgard, figlio (raccomandato) del vontrieriano Stellan e fratello (raccomandato) del truebloodiano Alexander.
La serie negli USA passa su History Channel. Nonostante questo, non so quanto la ricostruzione storica sia accurata e i personaggi mi sembrano resi in maniera parecchio moderna. Ci manca poco che si mettano a giocare con l’iPhone…
Alla fine, per noi spettatori moderni, meglio così.
(voto 7+/10)

"Vuoi farmi rivedere Valhalla Rising? Ma sei scemooo???"

Mario
Mario, una serie di Maccio Capatonda. Se amate Mario, amerete anche Maccio. Altrimenti provate ad innamorarvene, dritto per dritto.
Mario, oltre che una serie di Maccio Capatonda, è finalmente una serie tv italiana che vale la pena seguire, come non capitava dai tempi di Boris. E un po’ di Boris in questo Mario c’è. Anche in questo caso assistiamo infatti al dietro le quinte di una produzione televisiva, solo che qui si tratta di un telegiornale, l’MTG. Una parodia nemmeno troppo velata di Studio Aperto, oltre che del mondo dell’infotainment nostrano in generale, ma soprattutto una ventina di minuti di risate garantite ad episodio. Con alcune trovate geniali e già cult, come l’attacco di pani.
Se vi siete persi le prime puntate, no problem: potete recuperarle in streaming sul sito di Mtv.
(voto 7,5/10)

"Ma ma ma questo post fa schifo. Basta, io mi dimetto!"

House of Cards
Questa serie ha fatto parlare di sé soprattutto per il modo in cui è stata distribuita. Il servizio di streaming Netflix l’ha lanciata in un sol colpo. Tutti e 13 gli episodi della prima stagione (ma è già in lavorazione la seconda) sono stati resi disponibili lo stesso giorno. Mossa rivoluzionaria, o gran cacchiata, visto che il prodotto seriale si basa appunto sulla serialità?
Metodo di distribuzione a parte, House of Cards a livello di contenuti invece non è così rivoluzionaria. È una serie politica, molto cinica e cattiva, che segue la scia del sottovalutato Boss o anche del film Le idi di marzo di Giorgione Clooney. Il tutto con protagonista uno spumeggiante Kevin Spacey, tornato ai livelli di forma di American Beauty o quasi, e degli ottimi comprimari come Kate Mara, la sorella maggiore di Rooney Mara, e Corey Stoll, l’Hemingway di Woody Allen nel suo Midnight in Paris. La regia dei primi due episodi poi è di David Fincher, che porta con sé la sua tipica fotografia dark-chic, quindi fossi in voi una chance gliela darei.
Però, c’è un però…
Per quanto molto ben scritta e recitata e diretta alla grande, c’è qualcosa che impedisce ad House of Cards di essere un cult assoluto. Oltre al fatto di presentare una visione politica non distante da quanto già visto altrove, i personaggi sono tutti chi più chi meno così stronzi che è difficile affezionarsi davvero a loro. Anche se, poco a poco, la visione diventa talmente avvolgente da farci diventare tutti un po’ più stronzi. I cuori teneri quindi è meglio se girano al largo.
(voto 7-/10)

"No, ma dico, state leggendo Pensieri Cannibali?
Ha dato un voto più alto alla serie di Maccio Capatonda che alla nostra. Ma si può?"

Broadchurch
The Killing in versione British?
Mmm, una specie.
Da Twin Peaks in poi, film e serie tv vari si sono concentrati a presentarci i casi di ragazze scomparse. In Broadchurch a essere ritrovato morto è invece un ragazzino di 11 anni. Si è suicidato? È stato ammazzato? L’hanno ucciso gli zingari? Gli altri bimbiminkia della cittadina di Broadchurch sono in pericolo?
Ad affiancare le indagini della sbirra locale interpretata da Olivia Colman (quella del film Tyrannosaur), arriva un nuovo detective, interpretato da David Tennant. David Tennant che ha uno stuolo di fan accaniti poiché ha interpretato per qualche anno il Doctor Who. Non avendo mai seguito quella serie, non ho ben capito tutto l’hype intorno a quest’attore, però qui se la cava bene.
Rispetto a un Twin Peaks, Broadchurch manca della componente più visionaria e inquietante e predilige atmosfere intimiste, non troppo distanti da La ragazza del lago, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Splendidamente girata e intepretata, al momento sembra difettare di una certa originalità, ma per i fan del made in UK (oltre che di David Tennant), quello con Broadchurch è un appuntamento imperdibile.
(voto 7/10)

"Abbiamo chiuso la spiaggia: l'albino di Banshee ha deciso
di prendere il sole e non sappiamo quello che potrebbe succedere..."

Red Widow
Non ha convinto nessuno, ha fatto registrare ascolti pessimi, è appena partita ma è già a rischio cancellazione, eppure a me il debutto di Red Widow non è dispiaciuto affatto.
Lo spunto di partenza è intrigante: una desperate housewife MILF resta vedova (non spoilero niente, lo dice già il titolo stesso della serie) e si trova quindi costretta a proseguire a modo suo gli affari loschi del marito. Affari che hanno a che fare con la mafia russa. Come in una versione più tv friendly e commerciale di La promessa dell’assassino di David Cronenberg.
A sorpresa, i russi stanno diventando un trend topic nella tv a stelle e strisce, come non capitava dai tempi di Ronald McDonald Reagan e della Guerra Fredda. Di recente non si è fatto altro che parlare di terroristi islamici, mentre adesso è di nuovo ora di prestare occhio alla Perestrojka, tra le spie di The Americans, i criminalotti russi di Dexter e Banshee e adesso questa vedova rossa/russa interpretata dalla fascinosa Radha Mitchell, attrice australiana sempre lì lì sul punto di esplodere e diventare la nuova Nicole Kidman o la nuova Naomi Watts e invece niente. Nemmeno questa comunque sembra che sarà la volta buona per lei. Questa serie infatti piace solo a me e a breve probabilmente sparirà dalla circolazione.
Bene la protagonista, poco credibile invece il cattivone della serie interpretato da Goran Visnjic, altro attore croato chiamato a fare la parte del russo, vedi Banshee: evidentemente per gli americani tra croati e russi non c’è alcuna differenza.
Red Widow è allora una serie da iniziare a vostro rischio e pericolo, sapendo che la sceneggiatura è curata da Melissa Rosenberg, una capace di passare dagli episodi migliori di Dexter (quelli con Trinity) agli adattamenti di Twilight, e sapendo che probabilmente non durerà più di una manciata di episodi.
(voto 6,5/10)

"Vi prego, fateci durare almeno qualche episodio in più di Zero Hour!"

"Azz! Quel Cannibale non ci sta certo andando giù leggero con la nostra serie..."
Cult
Ci sono delle serie che diventano subito dei cult. Cult non è una di queste.
La prima puntata di questa nuova serie di The CW combina al suo interno di tutto un po’, dai reality-show ai culti di massa, ma finisce per apparire come una versione sfigata di The Following, o anche un tentativo maldestro di creare qualcosa a tutti i costi cult. E chi cerca a tutti i costi di essere cult, finisce solo per essere scult.
(voto 5,5/10)

1600 Penn
Sitcom incentrata sul figlio pasticcione (Josh Gad, comico emergente anche autore della serie) del Presidente degli Stati Uniti (Bill Pullman).
Se proprio non avete niente di meglio da fare potete dargli una possibilità. Altrimenti fate una partita a Ruzzle, che è più divertente e crea una maggiore dipendenza.
(voto 5/10)

"Dichiaro guerra agli Stati Uniti Cannibali!"

92 MINUTI DI APPLAUSI

"No, basta. Nemmeno io ce la faccio a guardarmi!"
Do No Harm
Serie liberamente ispirata alla storia di Dr. Jeckyll e Mr. Hyde, cosa che significa: doppia personalità.
Quello della doppia personalità, così come il bipolarismo, è un tema che mi affascina sempre parecchio. Sono disposto a seguire qualunque film o serie tv che ne parli, ma Do No Harm no. Do No Harm è una serie che fa del male, alla faccia del suo titolo. Pasticciata, stereotipata, con un protagonista (Steven Pasquale) talmente inespressivo che avrebbe grossi problemi a interpretare un personaggio semplice, figuriamoci uno con una doppia personalità. Per fortuna il pubblico americano non ha apprezzato e la serie è stata cancellata dopo appena… ironia della sorte, due episodi due.
(voto 3/10)

"Oddio, passi essere cancellati dal palinsesto, ma una bocciatura dal
prestigioso sito Pensieri Cannibali è qualcosa che fa davvero male."
Zero Hour
Quando mancano le idee originali, gli autori di serie tv americani come dei provetti chef prendono degli ingredienti differenti e provano a mescolarli insieme, a caso, sperando ne esca qualcosa di buono e saporito.
I creatori di Zero Hour, tra cui Paul Scheuring paparino di Prison Break, hanno preso un po’ di Codice da Vinci, ci hanno messo dentro una manciata di nazisti, hanno condito il tutto con qualche delirio apocalittico, spruzzato sopra un po’ di terrorismo che non fa mai male, ci hanno messo come protagonista una spaesato Anthony Edwards, il Dr. Greene di E.R., e hanno inserito pure l’uomo che odia le donne Michael Nyqvist, tanto per dare un tocco internazionale al piatto. Una volta messo in forno e lasciato raffreddare, hanno dato il tutto in pasto al pubblico americano, che per fortuna non c’è cascato.
Risultato? Serie eliminata dalla faccia della terra dopo 3 episodi. Non ci mancherà.
Il titolo però era perfetto: zero hour, come le ore da dedicare a una porcheria del genere.
(voto 0/10)

29 commenti:

  1. Mi sa che Vikings è l'unica cosa abbastanza fordiana da interessarmi. Il resto lo trascurerò volentieri, a meno che Julez non abbia qualche illuminazione particolare.

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    1. fidati che pure banshee è parecchio fordiano.
      e volendo anche house of cards.
      a meno che ormai non ti sia rammollito in mezzo ai pannolini :)

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    2. Sì proviamo a vedere anche Banshee e Mario! Poi se non ci piacciono bottigliamo il Cannibale!

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    3. Ci sto! Soprattutto rispetto alle bottigliate al Cannibale! ;)

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    4. quelle non possono proprio mancare, a casa ford :D

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    5. posso aggiungermi pure io? ci vengo anche se mi sono piaciute :D

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  2. Mario è grandissimo:D sto seguendo The Following mi sta convincendo poco...

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  3. Per colpa dei miei genitori che si sono appropriati del mezzo televisivo l'ultima volta non sono riuscita a vedere Mario.
    Ma prima di giovedì recupero gli episodi 3 e 4!
    Le altre serie mi tocca lasciarle da parte per mancanza di tempo, anche se l'idea di rivedere Spacey mi intriga parecchio...
    (e adesso asciugo le lacrime provocate dalla visione alla traditora di "Ciccio" Greene.... ç___ç)

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  4. House of cards è imperdibile ed il fatto che siano (quasi) tutti stronzi non fa altro che renderla ancora più grande:veramente un erede degnissimo del mai abbastanza lodato Boss!
    su banshee ho letto di tutto e di più,penso però che alla fine gli darò una possibilità.
    nel frattempo proseguo con la seconda di House of lies(buona finora!) e con la terza di Shameless(OTTIMA!!!!dopo una seconda stagione a mio avviso non esaltante ora i Gallagher ci stanno dando dentro alla grande!!!!!!)
    massimiliano

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  5. Mario mi è abbastanza piaciuto, sono curioso di vedere come andrà a finire. Se continueranno con quel ritmo comico

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  6. Ti odio. Aggiungerò altri titoli alla mia già infinita lista. Tenendo conto che devo recuperarmi TUTTO breaking bad, non uscirò di casa prima dell'estate...

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  7. Banshee sta piacendo parecchio anche a me e aspetto il finale di stagione per vedere che succederà.
    House of Cards la recupererò sicuramente.
    Vikings ho visto il primo episodio, non mi ha entusiasmato molto, mi è sembrato un po' troppo "documentaristico", vedremo se mi intriga di più col secondo.
    Mario spettacolare, rido di gusto per 20 minuti in ogni puntata.
    1600 Penn invece mi sta piacendo, rido molto, è il mio tipo di comicità, decisamente.
    Cult ho guardato distrattamente la prima puntata, non mi ha preso nemmeno un po. Se mi viene voglia mi guardo la seconda, sennò sono già pronto all'abbandono, tanto non penso avrà lunga vita.

    The Following, che avevo recensito con abbastanza ritrosia, mi ha definitivamente preso.

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  8. Non sono un'amante delle serie ma mario l'aspettavo proprio: ho visto tutti i corti di Maccio e li amo!

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  9. Posso lasciare un commento squisitamente tecnico?
    Minchia, Travis Fimmel!

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  10. Alcune sono davvero molto interessanti, in altre (che già sai) non concordo, eh vabbè...

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  11. vikings ho visto il pilot e pare figo, poi il marchio history per me è garanzia ;)
    house of cards aspetto di spararmelo tutto insieme così come broadchurch e utopia. the americans l'ho cominciato ma l'ho momentaneamente accantonato.
    su banshee mi hai incuriosito e per questo temo parecchio :D

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  12. Vikings mi sembrava proprio una cagata. Mi fido del tuo sette e gli do una chance.
    Mario al top.
    Il resto sempre la solita roba.

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  13. Ieri sera ho visto Arrow.
    Per carità di dio.

    Moz-

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  14. ehi ma io devo vedere Mario!!!!perchè non ne sapevo nulla??
    Holly

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  15. Adoro Kevin Spacey, ma non sopporto più i serial.
    Cristiana

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  16. Mario mi sta piacendo moltissimo, ma non avevo dubbi in proposito. Banshee per il momento è quanto di meglio abbia visto in tv nella stagione 2012/13, puro Lansdale style, divertente e carismatica. E Vikings, se continua su questi livelli, farà davvero grandi cose. House of Cards e Broadchurch me li conservo invece per quando saranno completi i sub :-)

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  17. ma che dritto per dritto, qui va tutto storto per storto!

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  18. le due nuove serie dell'anno sono banshee e house of cards..
    mario l'ho vista tutta ieri e mi ha fatto morire dal ridere..
    oggi avevo intenzione di iniziare the americans.. speriamo bene =)

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  19. Io le sto vedendo quasi tutte O_O. Dunque Banshee è la serie divertente trash da gustarsi (mi piace mi piace! Ed è già finita :(). Vikings, finalmente ho trovato qualcuno che gli ha dato un buon giudizio. A me sta piacendo moltissimo e concordo anche sul fatto che la semplicità talvolta sia un bene e non un male. Pur riconoscendo la grandezza di GoT ogni tanto mi fa venire il mal di testa! Avrei dato un valore molto più alto ad House of Cards, seppur la parte femminile della serie lascia molto a desiderare. C'è solo Spacey, solo e sempre lui. Però secondo me è una delle migliori serie in circolazione, se non LA serie. Per The Americans vado a leggere di là (altra serie che a me sta piacendo mucho mucho!) Ah dimenticavo Broadchurch, per ora non mi ha entusiasmato ma gli darò una possibilità.... Vedremo!

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  20. Volevo sapere se broadchurch lo faranno anche in italia? Sono una delle fan di david tennant dalla serie doctor who (che cmq vi consiglio di vedere perché merita!

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    1. al momento non mi sembra sia prevista in italia. magari tra qualche mese...
      nel frattempo è meglio se la recuperi in lingua originale, che da noi potrebbe anche non arrivare mai...

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  21. L'hype attorno a David Tennant dipende fondamentalmente da tre cose:
    1) Ha interpretato il Decimo Dottore (non Docto Who, solo Doctor) che è stato il più amato nella lunghissima storia della serie che è una serie cult (è dire poco, in UK è praticamente affare di stato)
    2)è un attore straodinario e molto conosciuto in Inghilterra per i suoi ruoli a teatro
    3)è un bel pezzo di figliolo

    Comunque, Broadchurch migliora di episodio in episodio

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