venerdì 16 gennaio 2015

AMERICAN SNIPER, STAY AWAY FROM ME





Obiettivo avvistato. Ce l'ho nel mirino. Clint Eastwood questa volta non mi sfuggirà. Non può scapparmi ancora. Sono stato sempre fin troppo buono nei suoi confronti. Da quando Pensieri Cannibali è in attività ho esaltato Invictus persino al di là dei suoi reali meriti; ho salvato alla grande quel polpettone di J. Edgar nonostante fosse piuttosto noiosetto e avesse un trucco da spavento; ho trattato con i guanti quella brutta copia di Shyamalan che rispondeva al nome di Hereafter; più di recente ho regalato persino una generosa sufficienza a un film del tutto dimenticabile e banalotto come il musicarello Jersey Boys, ma adesso basta.
Chiamatelo se volete rispetto nei confronti dei vecchietti, per quanto di solito non mi faccia problemi nei loro confronti, gli Expendables ne sanno qualcosa, però adesso non è che posso graziarlo tutte le volte. Devo ricordarmi che sono pur sempre, o almeno lo ero, uno dei blogger cinematografici più spietati della rete. Sono stato addestrato a seguire il Lato Oscuro della Forza da Darth Vader, Blair Waldorf e Marilyn Manson, non posso continuare a deluderli. Ho avuto il vecchio Clint nel mirino ben 4 volte e non ho mai premuto il grilletto fino in fondo. Ce la farò questa volta?
Calma. Prima di arrivare a lui, ho da prendere di mira qualche altro obiettivo legato al suo ultimo film, American Sniper.


La sceneggiatura
Di cosa parla American Sniper?
Parla di un vero soldato, Chris Kyle, un cecchino dei Navy Seals dalla cui autobiografia è stata tratta la sceneggiatura scritta da Jason Hall, che al momento è nel mio obiettivo. Sceneggiatura? E hanno pure avuto il coraggio di nominarla agli Oscar?
Se fate un salto sulla pagina Wikipedia a lui dedicata, saprete tutto sulla sua vita e non è che il film scavi molto più a fondo. Tutt'altro. Sarà colpa del personaggio, sarà per via dell'autobiografia da cui è tratta, ma la sceneggiatura di American Sniper ha lo spessore di una pagina Wikipedia. Senza offesa per Wikipedia. O lo stesso spessore di una sottiletta. E manco quelle fila e fondi.
Primo bersaglio, lo sceneggiatore Jason Hall: eliminato.


Sienna Miller
Puntiamo l'obiettivo verso un bersaglio più gradevole. Molto più gradevole alla vista. Sienna Miller è un gran bel donnino, per quanto renda più da bionda che da brunetta. Mi spiace parecchio doverla abbattere, però come attrice non ci siamo. Proprio non ci siamo neanche da lontano. Per testare un'interprete bisogna metterla alla “prova lacrime”, una prova in cui ad esempio la divina Natalie Portman è maestra assoluta e in cui invece Sienna Miller è drammatica. Drammaticamente ridicola.
Secondo bersaglio, Sienna Miller:  con dispiacere, eliminata.


Maschilismo
A voler cercare un'attenuante per la povera Sienna Miller, va detto che Clint Eastwood le ha regalato una delle parti femminili peggiori viste nel corso del secondo Dopoguerra. Sienna Miller ha il ruolo di Taya, una donna che viene abbordata in un bar dal protagonista Chris Kyle/Bradley Cooper. Sembra la più grande figa di legno della storia, dice cose tipo: “Non sposerò mai un Navy Seals” e poi il primo Navy Seals che le capita di fronte... se lo sposa. Dopodichè diventa una moglie il cui unico scopo nella vita è sfornare un figlio dietro l'altro e piangere (tra l'altro male, come detto sopra) al telefono con il marito militare. Qualcuno potrà dire che Eastwood in passato c'ha regalato delle figure femminili molto forti. Oddio, non così tante, ma una sicuramente: la protagonista di Million Dollar Baby. Vero, peccato che, con quello di Sienna Miller, tra l'altro l'unico personaggio femminile dell'intera pellicola, ci abbia scaraventati indietro fino al Medioevo. Se la rappresentazione della donna nel 2015 deve essere ancora questa, ben vengano tutte le Katniss Everdeen ed eroine varie delle nuove saghe fantasy.
Terzo bersaglio, il maschilismo: eliminato.


Bradley Cooper
Bradley Cooper è un bel ragazzo e mi è sempre stato simpatico, fin dai lontani tempi in cui aveva ruoli minori nelle serie Alias e Nip/Tuck. Fin dai tempi in cui tutti ridevano se lo chiamavo attore. Ah, ridono ancora?
Per lui vale un discorso simile a quello di Sienna Miller: a livello recitativo non è che sia un fenomeno. Negli ultimi tempi aveva offerto qualche buona prova come ne Il lato positivo e in American Hustle, solo che in quei casi era accompagnato da un gruppo di interpreti straordinari, mentre qui, alle prese con un film che poggia interamente sulle sue pompate spalle, non regge tutte le due ore e passa di durata. Bradley Cooper si è calato parecchio nella parte, più che muscolato si è proprio gonfiato per fare il Navy Seal, ma i suoi limiti espressivi vengono fuori. La sua nomina agli Oscar al posto del pazzesco Jake Gyllenhaal de Lo sciacallo è uno dei più grandi abbagli dell'Academy da quanto hanno dato la statuetta a Roberto Benigni per La vita è bella anziché al grandioso Edward Norton di American History X.
Anche per lui, come per Sienna Miller, vale in ogni caso l'attenuante di avere a disposizione un personaggio ben poco carismatico. Un uomo che si crede un cowboy e invece è “solo un bovaro da quattro soldi” [cit. dallo stesso film]. O può anche essere definito, considerata la sua esaltazione personale, un (Alessandro) Cecchino Pavone.
Quarto bersaglio, Bradley Cooper: eliminato.


Il resto del cast
Per il cast di contorno, Clint Eastwood è andato a tirare fuori alcuni degli attori meno espressivi attualmente in circolazione nel panorama televisivo americano attuale. Il pessimo Brian Hallisay di The Client List e Revenge, il ridicolo Eric Close di Senza traccia e Nashville, gli imbalsamati Sam Jaeger di Parenthood e Luke Grimes di True Blood e infine Jake McDorman di Greek, Shameless e Manhattan Love Story, quest'ultimo l'unico del lotto che si salva insieme a Jonathan Groff di Looking e Glee.
Quinto bersaglio, il cast del film al quasi completo: eliminato, con un paio di obiettivi graziati.


Patriottismo
Il patriottismo americano dell'ultima pellicola di Clint Eastwood emerge in ogni elemento a partire dal titolo e in quasi ogni inquadratura e sequenza. Non certo un patriottismo di facciata, tra l'altro. Tra l'esaltazione dei valori militari e quelli americani, a farne le spese sono i personaggi musulmani presenti, che appaiono molto brevemente e sembrano usciti non dalla realtà, bensì da un racconto di Matteo Salvini o da un articolo di Oriana Fallaci. Per il protagonista Chris Kyle è quasi come se non fossero delle persone in carne e ossa, ma solo delle sagome del poligono di tiro da fare fuori una dopo l'altra. Proprio come sto facendo io con gli elementi di questa pellicola.
Per quanto riguarda il discorso sulla guerra, questa sembra una versione più commerciale di The Hurt Locker. La storia che racconta è molto simile, al punto che si può parlare di una scopiazzatura adatta al grande pubblico del film di Kathryn Bigelow, solo che quello era girato in maniera molto più dura e cruda e il messaggio finale che tirava fuori era profondamente differente. Laddove in The Hurt Locker la guerra era vista come una (tossico)dipendenza nociva, qui viene guardata con molta più condiscendenza. Come un male, ma un male necessario. Se Clint Eastwood vuole convincerci che la guerra in Iraq lo è stata, gli faccio i complimenti per il coraggio che dimostra di possedere ancora. Per quanto mi riguarda però non è stata un male necessario. Solo un male inventato.
Sesto bersaglio, il patriottismo: eliminato.


Clint Eastwood
Veniamo finalmente all'obiettivo principale: Clint Eastwood. Eccolo qui nel mio mirino. Questa volta non mi può scappare. Questa volta non devo lasciarlo scappare come in passato. Per eliminarlo potrei colpirlo al suo punto debole. Qual è il punto debole di Clint Eastwood?
Clint Eastwood è un repubblicano vecchio stampo. Ecco, a me del fatto che Eastwood sia un repubblicano non frega un cazzo. Così come non mi importa, quando guardo un loro film, delle accuse di pedofilia nei confronti di Roman Polanski e Woody Allen. Così come non mi frega un cazzo che Lars von Trier sia un misogino neonazista (cosa poi ancora tutta da verificare). Non mi interessa delle loro opinioni personali o di quello che fanno quando sono nella vita privata. Io sto qui a giudicare le loro pellicole. Nymphomaniac sarà anche girato da un misogino neonazista, però i valori che emergono durante la sua visione sono di tutt'altro segno. Almeno per quanto mi riguarda, Nymphomaniac è un film femminista, anarchico, che si batte contro tutti i pregiudizi e contro tutti i fascismi politici, sociali e mentali.

American Sniper invece è un film repubblicano non perché girato da un repubblicano, ma perché sono quelli i valori che emergono dalla visione, o se non altro dalla mia visione. Lo so benissimo che non bisogna confondere il punto di vista di un protagonista del film con quello del regista. The Wolf of Wall Street e The Act of Killing ne sono due recenti eccellenti esempi. Solo che in questo caso Clint Eastwood omette di raccontarci quanto la guerra in Iraq sia stata non solo sbagliata, ma fondamentalmente tutta un'invenzione di Giorgino Bush, e quindi l'eroicizzazione del protagonista Chris Kyle che viene mostrata nel finale del film pare non solo eccessiva, quanto proprio fuori luogo.
Non ho niente in contrario all'idea di una pellicola che racconta della vita di Chris Kyle. Mi sta meno bene invece un film che lo ritrae come un eroe, a tratti quasi un supereroe capace di far fuori un nemico a 2000 metri di distanza (seh, va beh, sarà davvero andata così o ha ingigantito un tantino la cosa?). Come considera il padre del protagonista nella sua similitudine animalesca di inizio film: il mondo si divide in lupi, pecore e cani da pastore. Per me Chris Kyle non era un cane da pastore come qui suggerito. Era una pecora. Uno che anziché usare la sua testa premeva il grilletto soltanto perché un American Idiot gli aveva detto che si fa così, voi come lo chiamate?
Io di sicuro non posso considerare eroe un uomo che ha ucciso (almeno) 160 persone perché gliel'ha ordinato George W. Bush, o perché credeva che fosse giusto, o perché pensava di difendere i valori della “nostra” cultura. Che poi quali sarebbero, questi valori che voleva difendere? Imbracciare un fucile a migliaia di chilometri di distanza mentre la moglie era a casa da sola a sfornare bebè?

Al di là dei suoi discutibili contenuti, esposti tra l'altro con una superficialità estranea al resto della produzione eastwoodiana, da un punto di vista cinematografico American Sniper è cinema bellico stanco, superato, spacciato per moderno grazie a un impianto tecnico di primo livello (le nomination al sonoro e al montaggio sonoro sono le uniche due sensate date alla pellicola). Dopo una mezz'ora iniziale dal ritmo piuttosto sostenuto, la pellicola affonda presto nella noia e nella ripetitività. Chris Kyle va in missione e poi torna, va di nuovo in missione e poi torna, va ancora in Iraq e torna negli USA, va in guerra e poi a casa. Lo stesso Clint Eastwood parte a razzo e poi pare annoiarsi mentre filma ogni scena in maniera sempre più spenta, finendo per realizzare una pellicola che non possiede un briciolo della potenza di fuoco di altri film di guerra recenti come il sottovalutatissimo Redacted di Brian De Palma, l'imminente Fury di David Ayer o il citato The Hurt Locker di Kathryn Bigelow.

Clint Eastwood a questo punto cosa farà? Lontano anni luce da film coraggiosi e degni di ammirazione come Million Dollar Baby, Gran Torino e Invictus, continuerà a sfornare questi spottoni propagandistici pro-bellici? O verrà persino in Italia a girare la storia dei “nostri” due eroi nazionali, i marò Latorre e Girone?
Almeno quest'ultima cosa non credo avverrà, anche perché questa volta l'ho davvero abbattuto.
Settimo bersaglio, l'obiettivo principale Clint Eastwood: eliminato. E senza manco dover usare un proiettile.


American Sniper
(USA 2014)
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Jason Hall
Tratto dal libro autobiografico: American Sniper di Chris Kyle, scritto con (o meglio da) Scott McEwen e Jim DeFelice
Cast: Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Keir O'Donnell, Luke Grimes, Kyle Gallner, Eric Ladin, Brian Hallisay, Eric Close, Sam Jaeger, Jonathan Groff, Sammy Sheik, Navid Negahban
Genere: guerrafondaio
Se ti piace guarda anche: Lone Survivor, Captain Phillips, The Hurt Locker
(voto 4/10)

61 commenti:

  1. Ho sentito solo un paio di recensioni positive, per il resto è stato il massacro. Eppure qualche elemento interessante c'era, qualcosa su cui far leva per tirar fuori un film interessante... però sì, Clint non è che ci prenda sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ultimamente non ci prende quasi mai... :)

      Elimina
  2. Direi che sono d'accordo su tutto.
    Immagino anche Lenny Kravitz. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho contattato per cantare questa nuova versione della canzone.
      Non abbiamo ancora raggiunto un accordo economico, ma ci stiamo lavorando. :D

      Elimina
  3. Buahhah che eccezionale stroncatura!!!Adesso ho quasi paura di guardarlo! ^^

    RispondiElimina
  4. l'ultima volta che ho visto Clint?
    era su un palcoscenico, davanti a centinaia di delegati alla convention di Tampa, e parlava a una sedia vuota
    brutta cosa, la vecchiaia....
    P. S. sono andato nel futuro per farmi dire chi vince l'Oscar quest'anno e se Napolitano viene rieletto (la seconda informazione non l'ho avuta, perché a fine febbraio erano ancora lì che votavano)

    RispondiElimina
  5. A me non ha fatto così tanto schifo in realtà. Però la nomination all'Oscar è AMERICANISMO puro...

    RispondiElimina
  6. Bella la recensione "mirata" ma in questo caso mi schiero con Ford ed i sostenitori di American Sniper...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La perderete, questa guerra.
      American Sniper sarà il vostro Vietnam ;)

      Elimina
  7. Non so se a me piacerà,ma da come ne parli,il mio Sire ne andrà matto di sicuro!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo Sire è repubblicano?

      Elimina
    2. Ossignur...
      Mollalo subito! :)

      Elimina
    3. Hai qualche candidato da propormi? XD

      Elimina
    4. Guarda, c'è giusto Adam Levine che sta per divorziare...


      Eh no, purtroppo per te è una bufala. Ti dovrai accontentare come al solito di un One Direction a caso. ;)

      Elimina
    5. Sempre sti bambinetti mi proponi,mannaggia,ed io che mi accontenterei di un Joe Manganiello a caso...se proprio Adam non può XD

      Elimina
  8. Ciao Marco,
    anch'io avevo fatto la stessa osservazione circa il concetto di "eroe".
    Il patriottismo non è un concetto facile da assimilare se non siamo statunitensi. Sono giunta a questa conclusione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il patriottimo per me è...
      una cagata pazzesca!
      XD

      Elimina
  9. Combatto al tuo fianco, Cannibal ;)
    Non mi ha fatto così schifo, eh, però agli Oscar anche no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ricordarmi che l'hanno candidato agli Oscar, che ancora sto male se ci penso. :)

      Elimina
  10. Mitico... la mia, di stroncatura, lo solletica appena... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche tu non ci sei andato giù troppo leggero.
      Bene così!

      Elimina
  11. Solo a vederlo.... mi vien voglia di non vederlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Solo a vederlo...
      no, basta. Non lo vedrò mai più!

      Elimina
  12. a onor di cronaca, i cecchini migliori riescono a colpire bersagli anche a più di 2km di distanza, non è un'esagerazione del film

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fido di quello che dici. ;)
      Visto che il film è tratto dall'autobiografia di Chris Kyle, però, non è detto che le cose siano andate davvero così.

      Elimina
  13. Per me è un buon film, anche se assolutamente sopravvalutato avendo soffiato le nomination a pellicole ben più meritevoli! La recensione è bellissima comunque e condivido parecchie riflessioni, specialmente quella sul patriottismo. Purtroppo su Fury, come sai, non siamo d'accordo, per me quello è proprio da cestinare ahahahahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai trovato patriottico Fury e non questo?
      Really? :)

      Elimina
    2. Sono patriottici entrambi, questo è decisamente migliore a livello tecnico e recitato anche meglio. Sono certo di aver sentito Pitt abbaiare. :D

      Elimina
  14. stroncatura esagerata. è abbastanza sopravvalutato, ma anche troppo massacrato. registicamente è un buon film, ma è trattato male l'aspetto PTSD. lo preferisco di gran lunga al piattissimo the imitation game e al paraculo la teoria del tutto. tre film che comunque non dovevano nemmeno starci nella categoria del miglior film agli oscar.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda che metto pure te nel mirino, se solo riesco a capire chi sei, anonimo ;)

      Elimina
  15. Aspettavo il tuo parere su questo film e la tua stroncatura mi ha molto colpita (tanto per restare in tema!). Mi ero decisa a vederlo, ma è come se tu avessi confermato uno per uno tutti i miei sospetti, compreso anche quello secondario dell'essere cagna di Sienna Miller. E adesso che faccio? Mi appoggio al ricordo dei vecchi bei film di Clint o faccio prevalere il fastidio per certe sue fissazioni cine-politiche? Devo riflettere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che lo si ami o lo si odi, comunque è un film da vedere.

      Elimina
  16. Io l'ho trovato un buon film, di quelli che diventano classici all'istante. Il cinema di Eastwood mi piace sempre, mi rievoca quella sensazione di "film di una volta": cinema solido, ben costruito, senza tanti fronzoli, che intrattiene e fa il suo sporco lavoro. E di questi tempi in cui guardo miriadi di film del cazzo dimenticabili in cinque minuti sentivo il bisogno di un film del genere. Su una cosa sono d'accordo con te: la mancata nomina di Gyllenhaal è un atto criminale (ma tristemente prevedibile, se non sbaglio è dai tempi di Hopkins che un sociopatico magistralmente interpretato non viene ritenuto un possibile candidato agli Oscar)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, film di una volta, con la mentalità di una volta.
      Mentalità medievale :D

      Elimina
  17. Esagerato!!!! però lo hai stroncato con classe...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, non sono mica un bovaro da quattro soldi, io. :D

      Elimina
  18. Finalmente tiro un sospiro di sollievo.
    Grazie.
    Per un momento, nei giorni scorsi, ho avuto paura di leggere una recensione positiva.

    Detto questo, a mio parere Clint ha mostrato - e da super partes - quanto Kyle fosse uguale al suo rivale, e quanto la guerra, più che un male necessario, è un Male presente.
    Il Male è ovunque, come dice il commilitone di Kyle.
    Sta dalla parte della Leggenda, e dalla parte del Diavolo di Ramadi.
    Senza contare che a me il finale ha dato i brividi, e non mi è parso per nulla esaltante: ho visto Clint più nel ruolo dello psicologo di Chris, che non in un suo sostenitore.

    Detto tutto questo, da uno che ha giustificato un abominio come A serbian film, questa stroncatura mi pare un pò troppo "politica". ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ford, è vero. Il Male è ovunque.
      Soprattutto dentro questo film che è tutto fuorché super. E super partes. :)

      Elimina
  19. Maledetti Oscar e maledetta la mia ossessione per la completezza.
    Volevo evitarmelo, perchè davvero non mi ispirava e tenendo conto che Jersey Boys giace ancora in stallo, questo mi andava ancora meno.
    Di certo con tutti i morti/centri che hai fatto non aumenti la mia voglia.
    Mi sacrificherò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti tocca imbracciare il fucile e scendere in guerra.
      Oscars want you!

      Elimina
  20. In realtà tutto questo patriottismo non ce l'ho visto, anzi, il merito di Clint è quello di essere un repubblicano (e saranno c***i suoi, come giustamente dici tu) ma non lo fa trasparire nelle sue opere. Non esalta né l'una né l'altra parte, cerca di fare un ritratto il più obiettivo possibile di un uomo, coi suoi semplicismi e le sue imperfezioni (e infatti lo ritraggono come il bisteccone che probabilmente era), che in qualche parte formano la sua personalità di americano medio.
    Che poi il film non sia riuscitissimo è un altro discorso ma, a mio modesto avviso, non per quei motivi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari in altri film no, ma qui il suo essere repubblicano traspare. Traspare eccome.

      Elimina
    2. Stanno dicendo tutti il contrario dell'altro XD magari in un futuro (non troppo vicino, però) devo provare a rivederlo per farmi un'altra idea.

      Elimina
  21. Visto ieri, io non eliminerei totalmente solo Bradley Cooper che, ok, non è il massimo a espressività, ma è forse l'unica cosa che salverei del film... per il resto condivido tutto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Passo allora a te il fucile per spara... volevo dire la penna per stroncarlo per bene ;)

      Elimina
  22. Appena visto e come per magia appare la tua recensione che ha messo nero su bianco il mio pensiero! L'ho trovato piatto e inconsistente in tutto e per tutto... Ora occorre cercare di capire se il periodo possa far virare l'academy al patriottismo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo di sì. Dopo aver dato il contentino al popolo nero l'anno scorso con 12 anni schiavo, quest'anno tira una brutta aria da White America patriottica...

      Elimina
  23. Ormai è lampante... non voglio vedere questo film! Già la presenza di Bradley Cooper mi infastidiva, il suo ricciolo biondo e il suo sguardo da triglia lessa mi repellono, sinceramente lo preferivo confinato nei ruoli secondari delle serie tv, però gli avrei dato una chance solo per via dell'amato Clint, però, dopo tutte le recensioni che ho letto e soprattutto la tua, dove lo annienti letteralmente, la soluzione è una sola: continuare a vivere fingendo che America Sniper non sia mai esistito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando stronco un film con tanta veemenza, significa che è comunque un film da vedere.
      Da odiare, magari, ma da vedere. ;)

      Elimina
  24. La tua recensione mi fa un po' paura, devo ammetterlo... Devo recuperarlo ma giá dall'inizio non mi ispirava molto. Lo guarderò solo per capire meglio cosa c'è nel cervello di quelli degli Oscar o.o

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un film che provoca reazioni e pareri contrastanti, quindi magari a te farà un'altra impressione.
      Buona (o cattiva) visione!

      Elimina
  25. Marco ma dai sei troppo cattivo! Cioè preciso... hai ragione in tutto quello che hai scritto ma lo hai fatto in modo cattivo e almeno un 6 potevi farlo uscire. Il film in se per se non è un capolavoro anzi è una storiella che parla di guerra e di questo famoso cecchino che acchiappa pure le mosche. Però in alcune scene non puoi dirmi che non ti sei emozionato tipo quando colpiscono bombarda oppure quando lui corre verso il camioncino o quando spara un colpo da mille chilometri. Poi per il resto beh è puro stile Clint.. famiglia, america, uccidiamo gli stranieri. Quindi non mi aspettavo un capolavoro e neppure un film mediocre quindi forse basta andare al cinema senza avere molte aspettative.
    Dai su modifica il voto altrimenti quella gran bestia di Bradley ti viene a spezzare in due (parlando di Bradley, apprezzo veramente tanto gli attori che cambiano radicalmente il loro fisico per immedesimarsi meglio nel film - poi per il fatto delal poca espressività beh può essere che lo stesso Kyle era inespressivo-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'unica emozione che ho provato durante la visione è stata l'odio. Non certo empatia nei confronti del protagonista.
      La scena del colpo da mille chilometri l'ho trovata davvero ridicola...
      Anche sforzandomi, non riesco a trovare niente di buono in questo film, se non che è buono come spottone elettorale per il partito repubblicano. :)

      Elimina
    2. Sei sempre più cattivo :P
      Ma secondo te in Iraq agli spettatori è piaciuto il film o la pensano come te xD?

      Elimina
    3. Sarei più cattivo ad apprezzare un film che giustifica quella porcheria che è stata la guerra in Iraq ed eroizza i suoi ridicoli protagonisti. ;)
      In Iraq, se mai lo vedranno, potrebbero dichiarare guerra non agli Stati Uniti ma a Clint Eastwood in persona. :)

      Elimina
  26. Sottoscrivo la tua rece totalmente, a parte l'accenno a Jersey Boys, per me un gran bel film, e al paragone con la pellicola della Bigelow, secondo me troppo incensata. Ad entrambe le pellicole, manca una contestualizzazione storica (di più a quella di Eastwood), su cosa sono stati questi anni di guerre, da cosa sono nate e chi le ha volute. Non dico che bisongna sempre fare dei documentari, ma un minimo di contestualizzazione è d'obbligo.

    RispondiElimina
  27. A me è piaciuto da impazzire e quindi non condivido affatto (l'ho visto già 2 volte). ..spero vinca l'oscar sia come miglior film che come miglior attore protagonista

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com