lunedì 18 novembre 2019

Midsommar - Il dannato film che vi farà passare la voglia di andare in Svezia




Midsommar - Il villaggio dei dannati
Regia: Ari Aster
Cast: Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Will Poulter, Vilhelm Blomgren, Isabelle Grill


Un gruppo di amici decide di andare a fare le vacanze estive in Svezia. Per chi non lo sapesse, la patria suprema della Figa. Raccontato così sembra lo spunto ideale per una commedia goliardica leggera leggera. Un misto tra Sapore di mare ed EuroTrip. Invece il trip, perché di trip più che di film si tratta, finisce dalle parti di Hostel. E anche peggio. Roba che i protagonisti di Midsommar a un certo punto credo rimpiangano di non essere i protagonisti di Hostel.

"Bella eh la Svezia. Adesso però ce ne possiamo andare ar mare a mostra' le chiappe chiare?"

Midsommar rientra quindi nel sottofilone dell'horror sulle “vacanze finite male” che, oltre a Hostel, comprende anche titoli quali And Soon the Darkness, Rovine, Chernobyl Diaries - La mutazione, Cabin Fever, La casa, Quella casa nel bosco e in genere tutte quelle pellicole che hanno a che fare con Eli Roth e/o con case abbandonate in culo ai lupi mezzo al nulla. Solo che in questo caso la regia non è di Eli Roth, bensì di Ari Aster, colui che con l'esordio Hereditary - Le radici del male era diventato spaventosamente in fretta la nuova promessa della scena horror mondiale. Quel lavoro dimostrava in effetti un potenziale notevole, sebbene nel finale svaccasse alquanto. Cosa che per certi versi capita pure qua. Ari Aster è uno che ha la tendenza a dilungarsi troppo (Midsommar dura 147 minuti e nella director's cut version addirittura 171) e nella chiusura vuole strafare. Difettuccio non da poco, e da sistemare in prospettiva futura, che comunque non cancella quanto di buono – o se preferite di malvagio – mostrato in precedenza.


Oltre a non esserci lo zampino di Eli Roth, questo film a differenza di molti horror sulle “vacanze finite male” non è ambientato in una casa in montagna bensì, come detto, in Svezia. Più per la precisione in Svezia in una comune hippie. Cosa che, non so voi, ma a me, soprattutto dopo la visione di C'era una volta a... Hollywood, genera una certa inquietudine. Soprattutto qui, dove non abbiamo esattamente una tranquilla e pacifica comunità di freakkettoni figli dei fiori, quanto piuttosto un vero e proprio “villaggio dei dannati”, come spoilera leggermente il sottotitolo italiano. Roba che Charles Manson levati! Cos'hanno di tanto dannato?

"Sono Giorgia
sono una madre
sono hippie."

Questo io non ve lo spoilero. Dico solo che Midsommar sa shockare. E stupire. Visto che, pur con qualche richiamo a The Village di M. Night Shyamalan, che sta diventando sempre di più uno dei film più copiati e influenti degli ultimi anni, ha una personalità e un'originalità tutte sue. È una pellicola che, al contrario del 99% degli horror “bui”, è tutta giocata sulla luce. È proprio il caso di dirlo: Midsommar è un film che brilla di luce propria.
(voto 7,5/10)

P.S. Non l'ho ancora detto? Ma che davvero? Allora lo dico adesso: la protagonista Florence Pugh è straordinaria e rischia di essere incoronata come una delle migliori attrici dei prossimi 10/20/e-forse-anche-più anni.


8 commenti:

  1. Purtroppo a me non è piaciuto, anzi, l'ho proprio odiato. Sarà che ho pagato otto e cinquanta per vederlo, allo spettacolo delle 23:00, e il film durava quasi tre ore?
    Regia magnifica, lei manco scherza (vedi Lady Macbeth, sciocco!), però il film mi è parso fuffa in chiave femminista.

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  2. Sono sulla linea di MrInk: Per non dire "una cagata pazzesca" diciamo... estenuante!

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  3. Da quest'estate non ho più il lusso di poter aver paura solo del buio e delle cantine, mi ritrovo ad avere incubi della luce e della Svezia.

    L'occhio di Ari Aster è di quelli che mandano in brodo di giuggiole, e anche se qui c'è fin troppo splatter/sangue, lo applaudo.

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  4. Ho promesso di non spoilerare più e quindi non vi rivelerò che nella comune di Harga ogni xxxxxxx anni si praticano xxxxxxxxx xxxxx e che alla fine Dani xx xxxxx xxxxx.
    Posso solo dirvi che avevo l'intenzione di andare in Svezia la prossima estate. Ma, avendo già passato i 72 anni, ci ho ripensato.

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  5. Mi sono fatto più risate che spaventi, ma è talmente estremo nella sua estetica che a me è piaciuto.

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  6. Non l'ho ancora detto? Ma che davvero? Allora lo dico adesso: Florence Pugh ha fatto si e no 3 film è già riesca di essere incoronata la più sopravvalutata e inspiegabilmente esaltata attrice dei prossimi 10/20/e-forse-anche-più anni.
    Non a caso noto una certa somiglianza con Scarlett Johannson

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  7. Un horror che spaventa, o meglio magari inquieta, con la "luce" e con i fiori e le tisane e ste robe qua... un trip che manco Hostel, appunto, o Climax per dire... a me è piaciuto molto e il finale mi ha lasciata letteralmente di sasso.

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  8. Ce l'ho in lista da parecchio, ma le opinioni negative me ne avevano tenuto alla larga.
    Dopo aver letto la tua recensione, penso andrò qualche passo più lontano! Ahahahahah!

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