Stupida stupida stupida Sanremo.
Poteva andare peggio (con Fedez e Masini), poteva andare meglio (con Ditonellapiaga) e invece è andata accussì. Ha vinto Sal Da Vinci, con una canzone così trash da riuscire se non altro a far sorridere.
La vincitrice morale di Sanremo 2026 per quanto mi riguarda è però Elettra Lamborghini con il suo Festival Bilaterale. Uno show nello show. Anzi, il vero show, visto che sul palco dell'Ariston di spettacolo n'è andato in scena ben poco. Non avrà vinto niente, è arrivata solo 26esima, ma ha coniato una nuova espressione e i suoi festini bilaterali sono destinati a finire sul Garzanti.
A trionfare all'Ariston è stato invece Sal Da Vinci. Che poi, più per la canzone, credo che abbia vinto grazie alla sua teatralità e per la mossa dell'anello, una di quelle trovate sceniche di sicuro effetto. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. E soprattutto un Anello per vincere Sanremo.
In quanto a trash, però, persino Sal Da Vinci deve inchinarsi di fronte all'arrivo a cavallo di Andrea Bocelli.
Adesso, per una volta, fatemi fare il retorico. Come un Vincenzo Schettini qualunque. Questo ultimo (almeno per ora) Sanremo di Carlo Conti è stato scarso sia da un punto di vista dell'intrattenimento che da quello musicale. Siamo regrediti ai livelli pre-Amadeus e chissà come andrà in futuro. Il prossimo Festival, come già annunciato, vedrà come conduttore e direttore artistico Stefano De Martino. Non me la sento di giudicarlo come conduttore, dato che dei suoi programmi non credo di aver mai visto più di 30 secondi di fila e conosco di più la sua imitazione al GialappaShow. Non so poi sulla base di quali competenze sia stato chiamato a fare il direttore artistico. Perché è stato un ballerino ad Amici di Maria De Filippi? O forse essere un ex di Emma Marrone lo qualifica come espertone musicale?
Alla fine De Martino magari ci stupirà con una selezione di canzoni strepitose e con un festival scoppiettante. Se sul palco dell'Ariston porterà il suo amico Herbert Ballerina, potremmo anche vederne delle belle. Non è tanto questo l'importante, comunque. L'importante è che un Sanremo 2027 ci sia e, considerando l'attuale situazione mondiale, non lo darei così per scontato. Potenti del mondo, fermatevi, siete ancora in tempo. O volete che il prossimo anno Laura Pausini, dopo "Heal the World" di Michael Jackson, distrugga anche "Imagine" di John Lennon?
Chiusa la parentesi retorica, torniamo alla canzonette. Ecco la mia personalissima classifica di tutti e 30 i pezzi in gara quest'anno, che è leggermente diversa rispetto alla classifica finale ufficiale.
Le canzoni di Sanremo 2026 da quella che mi è piaciuta di meno a quella che mi è piaciuta di più
30. Fedez & Masini – "Male necessario"
Già presi da soli non è che mi facciano impazzire. Insieme però sono micidiali. Ognuno dei due va per conto proprio e sembra stiano cantando due canzoni diverse. Entrambe tremende. In particolare, cosa diavolo è successo a Fedez?
Un tempo era il nemico pubblico numero 1 in Italia. Adesso sembra un agnellino ammansito dal sistema che in questo Festival non ha detto una parola fuori posto e non ha scatenato manco una polemica. Mi fa piacere per lui che abbia trovato una maggiore serenità, però che palla al piede che è diventato. Al confronto Masini è l'anima della festa (bilaterale).
29. Eddie Brock – "Avvoltoi"
Nella classifica ufficiale è arrivato ultimo, e per una volta non mi sento di dissentire. Comunque poteva andargli peggio... Poteva rimanere bloccato a Dubai in compagnia del Ministro della Difesa italiano.28. Leo Gassmann – "Naturale"
L'unico motivo per cui si è parlato di lui è per la polemichetta scatenata da Alessandro Gassmann, che l'ha fatto apposta per distogliere l'attenzione dalla bruttezza della canzone del figlio. Cuore di papà.
27. Enrico Nigiotti – "Ogni volta che non so volare"
E anche questa volta ci dimenticheremo che Enrico Nigiotti ha partecipato al Festival di Sanremo. Enrico chi?
26. Francesco Renga – "Il meglio di me"
Se Francesco Renga non è all'ultimissimo posto della mia classifica, vuol dire che la qualità della selezione musicale quest'anno è stata davvero bassa. Stefano De Martino riuscirà nell'impresa di fare di peggio?
25. Raf – "Ora e per sempre"
Una carriera musicale che va avanti da quasi 50 anni, tanti pezzi di successo, alcuni anche a livello internazionale, e ciò per cui Raf sarà ricordato ora e per sempre dalla maggior parte degli italiani è la sua ravanata prima di salire sul palco a Sanremo 2026. Così va il mondo nell'epoca dei social, sorry.
23. Samurai Jay – "Ossessione"
Esilarante questa parodia di tutti gli stereotipi della musica reggaeton!
In che senso non è una parodia?
22. Sal Da Vinci – "Per sempre sì"
Se avete bisogno di un motivo per non sposarvi, pensate che a qualcuno al vostro matrimonio potrebbe venire in mente di suonare questa canzone. Perché ascoltare Sal Da Vinci in maniera ironica va bene. Ascoltarlo seriamente meno. Ascoltarlo al proprio matrimonio è catastrofico.
21. Tredici Pietro – "Uomo che cade"
La canzone del figlio di Gianni Morandi non sarebbe neanche troppo malvagia, se solo nella sua interpretazione non fosse così tanto drammatico e intenso a tutti i costi. La musica pop può, anzi deve essere leggera. Prenda ispirazione dal suo illustre genitore. Ho già pronto il ritornello per il suo prossimo pezzo: "Fatti mandare dal papà, a prendere il latte".
20. J-Ax – "Italia starter pack"
J-Ax, non riesco a volerti male. Adesso però zio dimentica questa spaventosa svolta country, togliti 'sto capello da cowboy, che sei ridicolo fra, e torna con gli Articolo.
19. Ermal Meta – "Stella stellina"
Avrei tanto voluto commuovermi con questa canzone di Ermal Meta, e invece - sbaglierò - la sua operazione mi è sembrata più ruffiana che sincera. Non ai livelli di Simone Cristicchi, quello è irraggiungibile, ma quasi.
18. Patty Pravo – "Opera"
Uno dei pezzi che migliorano maggiormente nella versione in studio. Non so se più per merito di chi ha lavorato in studio al pezzo, o più per demerito dell'interpretazione live all'Ariston di Patty Pravo.
17. Dargen D'Amico – "AI AI"
L'effetto novità di Dargen D'Amico è ormai svanito da un pezzo e la sua canzone, per quanto simpatica e gradevole, sembra un tormentone generato dall'intelligenza artificiale. Ai ai.
15. Mara Sattei – "Le cose che non sai di me"
La colonna sonora ideale per un giro al luna park. Dove gli altri come Levante e Gaia limonano, mentre tu vomiti perché non reggi le giostre veloci.
14. Tommaso Paradiso – "I romantici"
Sudatissimo, agitatissimo, emozionatissimo. Ha celebrato il fatto di essere sopravvissuto a Sanremo come un successo. Anche noi dovremmo farlo.
13. Malika Ayane – "Animali notturni"
Una sana ventata di leggerezza. E quanto ne abbiamo bisogno, in questo periodo.
Così dicendo mi sa che sono diventato troppo pesante. Scusa, Malika.
11. Luchè – "Labirinto"
A sorpresa, la parte più debole del pezzo di Luchè è quella rappata. Il ritornello invece è uno di quelli che mi sono rimasti più incollati in testa di quest'edizione. Non ho ancora capito se sia una cosa positiva o meno.
10. Elettra Lamborghini – "Voilà"
La vincitrice morale di Sanremo 2026. La salvatrice del Festival. La paladina che si batte perché tutti i festini bilaterali vengano eliminati dalla faccia della Terra e la gente possa finalmente riposare in santa pace. Non tutti gli eroi indossano un mantello. Alcuni hanno un cuscino da viaggio al collo e la testa di un manichino in mano. Grazie di tutto, Elettra.
9. Levante – "Sei tu"
Levante stava con Diodato e ora si bacia Gaia. Questo sì che è un upgrade.
Quanto alla canzone portata in gara è valida, cresce con gli ascolti, però non mi convince al 100%. Ma credo che lei di questo se ne farà una ragione, mentre è impegnata a spupazzarsi Gaia.
8. Michele Bravi – "Prima o poi"
Piaciuto più del previsto. Voce graffiante, canzone tipicamente sanremese ma emozionante, raffinato ed elegante come pochi, più Bravi bravo di tanti altri.
7. Serena Brancale – "Qui con me"
La Florence Pugh de 'noantri non è solo la tamarra di "Anema e core" e "Serenata". La sua canzone dedicata alla madre scomparsa e più che altro la sua molto sentita interpretazione hanno fatto sciogliere persino il mio cuore di ghiaccio. Nella serata finale ha anche indossato un abito di sua mamma. Che mi vuoi proprio far piangere?
6. Nayt – "Prima che"
Una bella sorpresa di questo Sanremo. Nayt, avevi la mia curiosità, ora hai la mia attenzione.
5. Maria Antonietta & Colombre – "La felicità e basta"
"I Coma_Cose diretti da Sofia Coppola". Credo sia la definizione più azzeccata per Maria Antonietta e Colombre, quindi la faccio mia anche se non l'ho ideata io, ma l'ho trovata sui social.
4. Fulminacci – "Stupida sfortuna"
Che gli vuoi dire?
Ha fatto un grande Sanremo, in punta di piedi, rimanendo sé stesso, senza voler strafare, senza bisogno di urlare ed è arrivato a un soffio dalla Top 5. Poi certo, anche lui che si presenta con una canzone intitolata "Stupida sfortuna" cos'altro si aspettava?
3. Ditonellapiaga – "Che fastidio!"
Non averla vista trionfare, come avrebbe meritato. Che fastidio!
Ma tanto che gliene frega, il pop italiano ha trovato una nuova queen e la vera grande hit di Sanremo 2026 l'ha fatta lei.
2. Bambole di Pezza – "Resta con me"
La canzone di questo Sanremo che mi fa venire il brividello ogni volta che la sento. In particolare la frase "Resta con me, in questi tempi di odio" è la fotografia perfetta di questi tempi di merda odio che stiamo vivendo.
1. Chiello – "Ti penso sempre"
Sono un perdente semplice: c'è un artista che non si fila nessuno e subito diventa il mio preferito. Chiello a Sanremo non è piaciuto a molti, nei suoi confronti c'è stata giusto qualche critica e qualche sfottò generico, ma persino meno del previsto, non è riuscito manco ad aggiudicarsi l'ultimo posto, finendo 25° su 30, e fondamentalmente è passato piuttosto inosservato. Tranquillo, Chiello, con la mano sul petto, io te lo prometto, davanti a Dio, saremo io e te, accussì, sarrà pe sempe sì...
Ah no, scusa, ho sbagliato canzone. Volevo dire: ti penso sempre, Chiello. Penso a te, alla tua sottovalutatissima canzone, e al fatto che secondo me in un film di Tim Burton ci staresti alla grande.
Ora basta. Non siamo mica qui a pettinar le bambole (di pezza). Scappo, che ci sono dei focolai di festini bilaterali da spegnere sul nascere.






































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