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venerdì 24 luglio 2015

The Pyramid - La pirlamide





La piramide
(USA 2014)
Titolo originale: The Pyramid
Regia: Grégory Levasseur
Sceneggiatura: Daniel Meersand, Nick Simon
Cast: Ashley Hinshaw, Denis O'Hare, James Buckley, Christa Nicola, Amir K, Faycal Attougui
Genere: spaventoso
Se ti piace guarda anche: The Blair Witch Project, The Descent - Discesa nelle tenebre, La stirpe del male

Ci son due coccodrilli ed un orango tango...

Ah no, scusate. Ho sbagliato l'attacco.
Volevo dire che ci son due... cose che non sopporto. Matteo Salvini e la canzone El Mismo Sol?
Sì anche ma, limitandoci al campo del cinema horror, o pseudo cinema horror, ci sono due cose in particolare che non sopporto:
1) I mockumentary
2) I film claustrofobici ambientati in ambienti chiusi

martedì 2 settembre 2014

TRUE BLEAH





True Blood
(stagione 7)

Pensieri (cannibali) sparsi dopo aver visto il series finale di True Blood, che ha posto un paletto nel cuore al telefilm vampiresco andato avanti per sette stagioni tra più bassi che alti.

"Sooka!"
"Ma io mi chiamo Sookie."
"Infatti mica ti stavo chiamando..."

A sorpresa, visto come si erano messe le cose nelle ultime pessime stagioni, non è stato il peggior finale di una serie di sempre. Non fraintendetemi. È stata uno schifo di conclusione, ma di recente Dexter e How I Met Your Mother erano riuscite a fare di peggio.

Nemmeno la settima stagione è stata così terribile. Ha fatto anch'essa schifo, però mi aspettavo ancora di peggio. Rispetto alle orripilanti quinta e sesta stagione, c'è stato un leggero miglioramento. Si è cercato di non inserire troppe linee narrative, un difetto presente in molte serie della HBO (si veda Game of Thrones) e alcuni inutili personaggi secondari sono stati per fortuna fatti fuori, mentre altri sono stati relegati sullo sfondo. Il punto più a favore della stagione è stata la ripresa della love-story migliore dell'intera serie, quella tra Hoyt e Jessica, anche perché le altre coppie dello show, ovvero Sookie insieme a chiunque, hanno fatto pena.
Peccato invece per Lafayette, all’inizio uno dei personaggi più idoleschi, ammosciatosi parecchio in questa settima stagione, per finire addirittura nel dimenticatoio nell'ultimissimo episodio in cui quasi non si è visto.

Bilancio complessivo: le uniche due stagioni davvero riuscite di True Blood sono state la seconda, grazie alla presa per i fondelli dei fanatici religiosi, e la terza, grazie a un grande villain come Russell Edgington. La prima stagione invece è stata troppo introduttiva e c'ha messo parecchio a ingranare, mentre dalla quarta in poi si è assistito a un progressivo declino che ha portato alle ultime agghiaccianti seasons. Un po' poco per un telefilm andato avanti per ben sette lunghi anni.

True Blood è partito come possibile erede di Buffy l'ammazzavampiri, le cui vette non sono mai manco lontanamente state eguagliate nemmeno nel corso dei suoi momenti migliori, ed è finito per diventare una versione più adulta, ironica e porno di Twilight. Non proprio il massimo.


Anna Paquin grazie alla serie ha conquistato una grande popolarità e un marito (Stephen Moyer), ma allo stesso tempo si è sputtanata la sua promettentissima carriera. Fino a qualche anno fa era infatti una delle giovani attrici emergenti migliori di Hollywood, forte di ottime interpretazioni in film come Lezioni di piano, Quasi famosi, Scoprendo Forrester, La 25a ora e Il calamaro e la balena, mentre ora il suo volto e il suo sorriso con tanto di caratteristica spaziatura tra i denti saranno per sempre associati nell'immaginario collettivo a Sookie Stackhouse, uno dei personaggi più insopportabili nella storia del piccolo schermo insieme a Meredith Grey di Grey's Anatomy.

Se c'è un pregio che va riconosciuto a True Blood, è quello di essere sempre stata una serie poco politically correct e molto esplicita sia a livello di violenza e di sangue mostrato, arrivando in varie scene a essere persino splatter, che soprattutto sessuale. True Blood è un soft porno e, diciamolo, fondamentalmente è stato per il pubblico femminile quello che Baywatch è stato per il pubblico maschile negli anni ’90. Così come lì c’era stata una gran parata di tette siliconate al vento, qui c’è stata una gran parata di manzi: il vampiro vichingo Alexander Skarsgard, il licantropo muscolato Joe Manganiello, il playboy umano Ryan Kwanten e, per le amanti dei DILF, il vampiro stagionato Stephen Moyer.
Anche il pubblico maschile comunque ha avuto di che tenere impegnati gli occhi, tra una Anna Paquin che con la bocca chiusa e le zinne di fuori la sua porca figura la fa sempre – e con porca intendo proprio porca –, le sexy Anna Camp e Ashley Hinshaw, più la splendida rossa Deborah Ann Woll, che credo sia il motivo principale per cui ho trovato il coraggio di proseguire nel vedere le ultime stagioni. Oltre alla curiosità di scoprire in quale terribile modo avrebbero fatto finire il tutto.


ATTENZIONE SPOILER
Riguardo al finale, la storia tra Hoyt e Jessica è finita con un matrimonio affrettato in una maniera ridicola. Un momento Jessica dice che non è giusto che si sposino, l'attimo dopo decide di convolare a nozze quel giorno stesso.
Quanto ad Eric e Pam (quest'ultima forse il personaggio migliore di tutta la serie), nell'ultimo episodio hanno avuto meno spazio di quanto avrebbero meritato. Il motivo? Concentrare tutta l'attenzione sul terrificante addio a Bill Compton, il quale ha deciso di lasciarsi morire, nonostante vi fosse una cura per il virus vampiresco di cui era malato. Non si sa bene il perché. Nessuno l’ha capito. Nemmeno gli stesso attori che hanno recitato le battute con volti increduli.
Bill si sacrifica perché così Sookie può finalmente avere una vita normale?
Ma per favore!
E poi perché nei film e nelle serie tv americane c'è sempre qualcuno che si deve sacrificare?
Davvero odiosa, questa mania di eroismo buonista.

"Quando mi hanno proposto un'ottava stagione, m'è venuta un'improvvisa voglia di morire."

ATTENZIONE SPOILER DI NUOVO!
Una serie così esplicita ed estrema, anche nell'affrontare la tematica religiosa, ha commesso alla fine il peccato peggiore in assoluto, con un finale che non solo è un happy ending. Dopo la tragicomica e per nulla toccante morte di Bill Compton, si è assistito al tripudio degli happy ending. Persino Jason Stackhouse, il più grande trombatore del piccolo schermo dopo Fonzie e Christian Troy di Nip/Tuck, si accasa. Il series finale di True Blood si è rivelato una clamorosa celebrazione del matrimonio, della famiglia, del focolare domestico, di una vita normale. Una serie partita come trasgressiva ed estrema, finita come credo manco Settimo cielo.
Che true tristezza.
(voto alla serie nel complesso 6-/10
voto alla settima stagione 4,5/10
voto al series finale 4/10)

Settimo cielo True Blood ci saluta così.

giovedì 21 agosto 2014

+1, NO DOPPIO NO PARTY




+1
(USA 2013)
Regia: Dennis Iliadis
Sceneggiatura: Bill Gullo, Dennis Iliadis
Cast: Rhys Wakefield, Ashley Hinshaw, Logan Miller, Natalie Hall, April Billingsley, Rohan Kymall, Adam David Thompson, Peter Luis Zimmerman
Genere: festaiolo
Se ti piace guarda anche: Questione di tempo, Ricomincio da capo, Project X

Partecipare alle feste ormai è una pratica antica, sorpassata, da sfigati. Il nuovo trend degli ultimi tempi è disertare le feste, oppure farle fallire seguendo l’esempio del Jep Gambardella de La grande bellezza.
O ancora, limitarsi a guardarle su grande schermo. Il grande Gatsby, Project X, Spring Breakers, Bling Ring, Cattivi vicini, etc. sono ottimi esempi di pellicole con scene di party non stop, ma c’è un film che va oltre.
+1 è ambientato quasi interamente durante una festa. A parte la prima scena introduttiva, tutta la pellicola si svolge nel corso del classico party americano organizzato a casa di un tizio a caso. Ci aspetta allora il solito party-movie adolescenziale?
Sì e no. Le situazioni sono quelle tipiche da commedia goliardica a stelle e strisce, non distanti da American Pie e company, con tanto di storiella sentimentale tra i due noiosetti protagonisti principali (Rhys Wakefield di La notte del giudizio e Ashley Hinshaw di About Cherry) a fare da collante al tutto, più una divertente sotto-storiella sessuale che coinvolge l’amico del protagonista Logan Miller, il classico simpatico cazzaro di turno, con la sexy bionda Natalie Hall, già vista nella serie Star-Crossed e nell'ultima stagione di True Blood, in cui compare pure quell'altra bonazza della Hinshaw.

A interrompere quello che sembra il più tipico tra i teen movie succede una cosa incredibile. Avvengono dei blackout continui e, dopo ogni blackout, i personaggi si sdoppiano. Vedono loro stessi e le azioni che hanno compiuto qualche minuto prima.
La cosa incredibile però non è tanto questa. La cosa davvero incredibile è che lo sfigatello Logan Miller si scopa quella strafica di Natalie Hall. Ma quando mai nella realtà succedono cose del genere?

"Questa festa è talmente uno sballo che io me ne sto in bagno a fissare il soffitto!"
Questo film combina dunque elementi da teen-comedy ad altri stranamente sci-fi, con echi di Ricomincio da capo e Ritorno al futuro, due filmoni che però restano ad anni luce di distanza da questo. L’espediente fantascientifico offre il pretesto ai personaggi per riflettere sul tempo che passa, sulle scelte che si fanno nella vita e sulla possibilità di riavvolgere (almeno al cinema) il nastro e tornare indietro. A questo punto la pellicola che ritorna alla mente, senza nemmeno dover andare troppo lontano nel passato, è Questione di tempo, splendida romcom britannica con Domnhall Gleeson e Rachel McAdams. +1 vorrebbe stare alla commedia adolescenziale come Questione di tempo stava alla commedia romantica. L’esperimento non si può dire altrettanto riuscito. Lo spunto della pellicola è sulla carta promettente, peccato non venga sfruttato a dovere. A non coinvolgere più di tanto sono i personaggi, stereotipati e privi di spessore, un difetto non da poco per un film che vorrebbe rappresentare una variante originale al teen-movie tradizionale, con in più la tematica del doppio che viene affrontata soltanto di sfuggita e che invece ha vita più interessante in pellicole recenti come The Double ed Enemy.
Il film grazie alla sua idea più o meno fantasiosa si innalza comunque leggermente sopra la mediocrità e si becca quindi un 5+1, raggiungendo la sufficienza. Ciò non basta per renderlo una visione degna di restare nella memoria o per trasformarlo in un cult movie. Poco male. Se non altro possiamo essere contenti di aver visto per una volta un film adolescenziale dalle venature fantasy che NON propone vampiri, streghe, zombie o licantropi. È già un miracolo!
(voto 6/10)

sabato 30 novembre 2013

COTTA ADOLESCENZIALE 2013 – GLI “SCARTI”




In attesa dell’inizio vero e proprio, quest’anno i Cannibal Awards 2013 si aprono con una pre-classifica.
Da domani partirà la ormai tradizionale Top 20 dedicate alle cotte adolescenziali, ovvero le donne/ragazze/fanciulle più amate e apprezzate nel corso degli ultimi 12 mesi da questo blog.
Jennifer Lawrence ce la farà a confermarsi al primo posto, oppure ci saranno novità?
QUI potete recuperarvi la Top 20 del 2012.
Prima di scoprire chi saranno, ecco oggi una decina di star in ascesa che sono rimaste fuori per un soffio dalle prime 20 posizioni ufficiali, ma che comunque una menzione se la meritano tutta.
Che dite? Non sono troppo male, per essere degli “scarti”, no?


Addison Timlin
(USA 1991)
Il suo 2013: Uomini di parola, Odd Thomas, la serie tv Zero Hour
Dicono di lei su twitter

Tetter (il primo social network per commentare la gnocca in un massimo di 140 caratteri)
Hunger Gale @Liam_Hemsworth90
Sarebbe la nuova @JenniferLawrence, se solo non facesse merdate come Odd Thomas o Zero Hour, serie cancellata dopo zero hours. #OddTimlin




Kate Mara
(USA 1983)
Il suo 2013: la serie tv House of Cards, il video “Holding on for Life” dei Broken Bells

Tetter
Amaro Venier @amarovenier
La sorellina @RooneyMara sarà anche + brava a recitare, ma lei l’è la più + porca! #SorellaPorcella




Katheryn Winnick
(Canada 1977)

Tetter
Il Vichingo @vikingsrule
Anvedi la vakkinga! #KatherynWinner


Marco Goi ‏@cannibal_kid
#Vikings batte #GOT pure come fregna. #KatherynWinner


"Sì, mi vesto così anche nella vita di tutti i giorni. Problemi?"


Abigail Spencer
(USA 1981)
Il suo 2013: le serie tv Rectify e Suits, Il grande e potente Oz, Chasing Mavericks

Tetter
Recto In Culo @rectify1977
Come in #Rectify, pena di morte a chi non lovva @AbigailSpencer #Rectifyga




Nicola Peltz
(USA 1995)
Il suo 2013: la serie tv Bates Motel

Tetter
Michele Baia @michaelgay65
Il prossimo anno la vedremo nel nuovo #Transformers. Con quel nome, Nicola, speriamo non si transformi in un uomo #BattuteCheNonFanRidere




Natalie Zea
(USA 1975)
Il suo 2013: le serie tv The Following, Under the Dome, Justified, Californication

Tetter
Joe Carroll follower @freejoecarroll94
La followererei pure io, se fossi un serial social killer come @JoeCarroll di #TheFollowing. Anzi, la followerò lo stesso. #FollowStaCippa




Laura Prepon
(USA 1980)

Tetter
Viva la pussy @sappho_84
Orange is the new apple and lesbo is the new straight. #LauraFigon




Nicole Beharie
(USA 1985)
Il suo 2013: la serie tv Sleepy Hollow, il film sul baseball 42

Tetter
The Real Ichabod Crane @IchabodCrane1761
La serie di Sleepy Hollow fa venire voglia di dormire, ma lei fa venire voglia di qualcos'altro. #SexyHollow



Lizzy Caplan
(USA 1982)
Il suo 2013: la serie tv Masters of Sex

Tetter
Bimbominkia @b1mb0-m1nk1a2004
Ce la vorrei avere pure io, una Master così! #VivaLaSquola




Marine Vacth
(Francia 1990)
Il suo 2013: Giovane e bella
Il suo 2014: girerà il sequel Vecchia e brutta?

Tetter
Gentleman @I_love_gnocc_pardon_women
Giovane è bella? No, giovane e figa! #MarineVacc




venerdì 12 luglio 2013

ABOUT CHERRY, LA DURA VITA DI UNA FIGA PAZZESCA


Questo non è un film porno.
About Cherry
(USA 2012)
Regia: Stephen Elliott
Sceneggiatura: Stephen Elliott, Lorelei Lee
Cast: Ashley Hinshaw, Dev Patel, James Franco, Lily Taylor, Heather Graham, Diane Farr, Vincent Palo, Jonny Weston, Maya Raines, Lorelei Lee, K. Lee, Princess Donna, Sensi Pearl, Megan Boone
Genere: soft indie
Se ti piace guarda anche: Guilty of Romance, Sleeping Beauty, Boogie Nights

Dura la vita, per Angelina (Ashley Hinshaw, attrice vista in Chronicle e LOL). Ha un lavoro di merda, zero soldi, una madre alcolizzata che le sbocca in casa, un patrigno che sembra sempre intenzionato a stuprarla. Praticamente la sua vita assomiglia a quella di Precious. Con la differenza che lei è una bianca bionda strafiga e quando va in giro la gente le dice cose tipo: “Sei la ragazza più bella che abbia mai visto,” mentre a Precious urlavano cose un po’ diverse.
Ebbene sì, ragazzuoli miei. Anche per le fanciulle belle belle in modo assurdo le cose possono essere difficili e così Angelina decide di dare una svolta alla sua vitaccia. Per sbarcare il lunario, decide di posare come modella… nuda. Con i soldi una volta fatti, prende e va via, verso San Francisco, con il suo amico gay (Dev Patel, quello di The Millionaire e Skins).
Un momento… Non è gay. Si è voluto trasferire a San Francisco, città nota per la sua fervente comunità omosessuale, dorme con Angelina e riesce persino a prendere sonno senza avere erezioni ed eiaculazioni continue, ma non è gay. Siamo sicuri???

Questo non è assolutamente un film porno.
Angelina nella nuova città va a lavorare in uno strip club, però come semplice cameriera. In pratica, serve i clienti ma non si spoglia.
Stiamo scherzando?
È come avere Lionel Messi a disposizione e metterlo in porta.
È come avere Quentin Tarantino e metterlo davanti alla macchina da presa anziché dietro. Mi spiace, Quentino, ma lo sanno tutti che recitare non è il mestiere che ti riesce meglio.
O, ancora, è come avere Adele e non farla cantare:
Zitta Adele, no.
Ma io volevo solo cantare una cos…
No, zitta. Chiudi quella dannata bocca!

Questo non è per niente un film porno.
Rendendosi conto che mostrando il suo corpo potrebbe fare più soldi, oltre che fare un favore all’umanità, Angelina decide di darsi al porno. Il mondo è in festa!
Avrebbe avuto più senso cominciare per gradi, lavorare prima come stripper nel locale in cui faceva la cameriera, ad esempio, però lei decide di passare subito al porno. Ma la ragazza è una timidona, una puritana direi quasi, e allora almeno all’inizio preferisce girare solo cose soft, tipo spogliarelli e al massimo qualche scena di masturbazione. Niente di troppo hardcore o estremo. Niente anal, bondage, squirting o cose del genere. Anche il film è così. Vuole raccontare il mondo del porno e ci mette dentro pure un po’ di droga che non fa mai male (intendo a livello cinematografico, non fisico), soprattutto attraverso il personaggio di James Franco, il boyfriend tossico di Angelina.
Porno, droga, scene di nudo, James Franco… Ci sarebbero tutte le premesse per un film trasgressivo e scandaloso. Invece no.
Per fortuna o purtroppo?

"Sicura sicura non sia un film porno? Ahahahah!"
Le sequenze in cui la splendida Ashley Hinshaw si mostra come mammà l’ha fatta sono abbastanza di classe, non c’è niente di troppo volgare. L’ambiente del porno viene inoltre ritratto in questo film in una maniera persino troppo patinata e buonista. La società per cui la ragazza va a lavorare è completamente gestita da donne e funziona tutto in maniera tranquilla e pulita. Sarà davvero così, nel fantastico mondo del porno reale? Non si poteva mostrare anche il lato oscuro di queste produzioni?
Sì, si poteva, soprattutto considerando che la sceneggiatura è co-firmata da una vera pornostar, Lorelei Lee, ma About Cherry preferisce invece non spingere il pedale fino in fondo. Preferisce viaggiare in maniera tranquilla. Persino i conflitti all’interno del film di Angelina con la madre, con la sorellina, con il boyfriend, con l’amico gay che in realtà non è gay ma è innamorato di lei, sembrano lì lì sul punto di esplodere, ma alla fine vengono tutti spenti prima che le fiamme divampino. Quanto al finale, boh. Pure questo appare troppo positivo e innocuo.
About Cherry è un film così. Assomiglia a una versione annacquata di una pellicola di Larry Clark o Harmony Korine. Sta al cinema indie come un soft porno sta a un porno hardcore. About Cherry è allora un soft indie. Si lascia vedere, soprattutto Ashley Hinshaw si lascia mooolto vedere, ma non va fino in fondo e non mostra tutto.
No, nemmeno la patatina della Hinshaw.
Fottuti soft porno. E fottuti soft indie.
(voto 5,5/10)

"Oh, ma uffa. Non ci credo manco io quando cerco di spiegare che questo NON è un film porno."


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