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mercoledì 13 luglio 2011

Superman (non sto parlando di me)

Nelle edicole è finalmente arrivato il numero estivo di luglio-agosto di Telefilm Magazine, la rivista che ha la fortuna di vantare anche me Marco Goi/Cannibal Kid in redazione.
Ok, la leggevate e ora dopo aver saputo questa cosa pensate di non comprarla più? Vi capisco, ma nel caso continuiate a leggerla, ecco cosa c’è da sapere sul nuovo numero.
La copertina e la cover story sono dedicate a Smallville, serie che personalmente ho un po’ perso di vista, ma di cui i miei colleghi hanno saputo parlare in maniera più che approfondita e competente.
Tra i pezzoni di cui invece mi sono occupato personalmente, ci sono dei mini racconti inventati su quello che faranno quest’estate in vacanza alcuni personaggi telefilmici (di The Vampire Diaries, Glee, Dexter, Gossip Girl e Pretty Little Liars), un articolo sull’ultima stagione di United States of Tara, la recensione del nuovo Hellcats, le anticipazioni sull’autunno tv italiano e le serie presentate al Telefilm Festival, più la difesa di Covert Affairs, la serie sotto processo questo mese. Inoltre uno speciale sul meglio e il peggio dell’ultima stagione tv americana e tutte le serie in arrivo nella prossime. E poi le mie solite rubriche: il gossip più bastardo dell’estate e l’antipatico in cui me la prendo con l’odiosa protagonista di Hellcats e molto altro ancora...
La lettura ideale sotto l’ombrellone?
Oh yeah.

(e se non lo trovate in edicola potete anche acquistarlo online QUI)



giovedì 23 dicembre 2010

Le meglio serie tv 2010 - n. 11 Covert Affairs

Covert Affairs
(stagione 1)
Rete americana: USA Network
Rete italiana: Mya (prossimamente)
Creata da: Matt Corman
Cast: Piper Perabo, Christopher Gorham, Kari Matchett, Sendhil Ramamurthy, Peter Gallagher, Eion Bailey, Anne Dudek, Emmanuelle Vaugier, Gregory Itzin

Genere: spionistico
Perché è in classifica: per l’importanza data ai personaggi più che agli intrecci spy
Se ti piace guarda anche: Alias, Undercovers

In pillole
Annie Walker (la ragazza del Coyote Ugly Piper Perabo) entra nella CIA e viene impiegata in missioni segrete per conto del governo degli Usa. Praticamente se vi chiedete chi abbia incastrato Julian Assange, qui avrete una risposta soddisfacente.

Pregi: la parte spy ed action è adrenalinica e accattivante, ma la parte più convincente è la profondità dei personaggi e dei rapporti umani
Difetti: manca di un pizzico di originalità, viste le similitudini con Alias, però regge bene il confronto
Personaggio cult: la protagonista Annie Walker, una super agente cazzuta e sexy che non fa rimpiangere Jennifer Garner e, detto da me, fidatevi che è un grandioso complimento

Leggi la mia RECENSIONE


martedì 2 novembre 2010

Jolie e dolori

Salt
(USA 2010)
Regia: Phillip Noyce
Cast: Angelina Jolie, Liev Schreiber, Chiwetel Ejiofor, Daniel Olbrychski, Gaius Charles
Genere: action
Links: IMDb, mymovies
Se ti piace guarda anche: Wanted – Scegli il tuo destino, Mr. & Mrs. Smith, Innocenti bugie, Covert Affairs (serie tv)

Devo subito premettere che non mi piace Angelina Jolie. L’unico film in cui l’ho vista recitare decentemente è stato Scherzi del cuore, dove aveva i capelli rossi e ci stava dentro. Poi una serie di film di merda da far invidia a Will Smith, da Tomb Raider a Wanted, con rare eccezioni come il Changeling eastwoodiano e il divertente Fuori in 60 secondi. Fisicamente sì era una bella donna, però adesso boh mi sembra… un cyborg. Fine premessa.

Evelyn Salt (la Jolie) è una super agente sotto copertura, una spia russa infiltrata da anni, decenni sul suolo americano. O forse è stata incastrata? In ogni caso, tra salti ed esplosioni fa dei numeri e dei versi incredibili che neanche il miglior Jack Bauer di 24. Il problema è che se a Bauer ci si affezionava con facilità, qui la faccenda si fa più complicata. È vero, poco a poco la pellicola scava nel passato della protagonista per mostrarci chi era veramente, il punto è che questo passato non è poi così interessante, forse perché è la solita storia dal sapore di Guerra Fredda, tema cui hanno dedicato quasi più film che all’Olocausto. E nel 2010 non so voi, ma io francamente ne ho le palle piene.
La vicenda sentimentale potrebbe poi magari riservare qualche emozione, peccato che la Jolie sia così piena di botox da risultare espressiva quanto un Christian De Sica dopo 10 lifting facciali. Ovvero quello che vediamo puntualmente negli spot Tim. Ovvero (per chi ancora non ci fosse arrivato): livello espressivo uguale a zero. D’altra parte se ai provini per il “capolavoro” Jolly Blu le hanno preferito persino Alessia Merz un motivo ci sarà…
E immaginate che nel prossimo atteso “The Tourist” ci saranno sia la Jolie che De Sica insieme e allora capirete che Johnny Depp si sarà probabilmente dato delle fortissime botte in testa per recitare al loro livello.

Se la storia non è un granché, Salt è però un film ricco di inseguimenti. E se c’è una cosa che odio nei film, a parte la Jolie, sono proprio gli inseguimenti, quasi sempre solo un espediente degli sceneggiatori per riempire facilmente qualche pagina di copione senza arrovellarsi troppo il cervello. Ah, in più c’è anche qualche combattimento con la camera mossa, che fa tanto figo.
In mezzo a tanta azione, i dialoghi sono invece un optional. Poco male, visto che quelli presenti non si segnalano certo per essere memorabili.
Sullo stesso genere spy, di gran lunga meglio allora la serie Covert Affairs, da poco finita negli USA e a breve in arrivo anche in Italia. Con una Piper Perabo molto più credibile (e pure bona) della Jolie non troppo tres jolie.

Un film davvero inutile che lascia preoccupantemente aperto il finale verso un ancora più inutile sequel. Un action movie che, ironia della sorta, manca proprio di quell’elemento tanto sbandierato nel titolo: il sale.
(voto 4)

martedì 28 settembre 2010

Chi ama la CIA (Nuove serie tv: Undercovers)

Undercovers
Rete americana: NBC
Rete italiana: non ancora arrivato
Creata da: J.J. Abrams e Josh Reims
Cast: Boris Kodjoe, Gugu Mbatha-Raw, Carter MacIntyre, Ben Schwartz Mekia Cox, Gerald McRaney

Da J.J. Abrams è sempre lecito aspettarsi il massimo. L’autore di serie come Lost, Alias, Fringe e Felicity, ma anche regista di Mission Impossible: 3 e dell’ultimo Star Trek ha ormai un seguito talmente vasto che è più venerato del Papa e forse anche di George Lucas. La sua ultima creatura Undercovers sembra però risentire un po’ delle sue amorevoli cure, visto che il J.J. al momento è impegnato contemporaneamente in altri 300 progetti circa e a questa dev’essersi dedicato magari mentre era, ehm… in bagno.

Undercovers non rappresenta infatti certo niente di nuovo o di innovativo nel panorama attuale. Niente di paragonabile ai suoi altri “pargoli”, perlomeno. Protagonisti sono una coppia di ex agenti della CIA ritirati dall’ambiente dello spionaggio internazionale per aprire un ristorante e dedicarsi a una vita tranquilla la la la. Quando però un loro vecchio amico si ritrovà nei guai saranno chiamati a tornare in azione e, dopo aver tentennato per circa 3 secondi, accettano prontamente di tornare in carreggiata. La vita da desperate housewife/husband non faceva proprio per loro…
Il problema è che negli ultimi anni ci sono stati un sacco di film con trame analoghe (True Lies, Mr. & Mrs. Smith, Killers…) e pure tantissime serie tv spionistiche (la nuova Nikita, l’ottima Covert Affairs, un’altra famiglia anomala in No Ordinary Family). Undercovers ha così la sfortuna di essere l’ennesima storia di questo tipo e d’altronde ben poco fa per distinguersi. La novità starebbe nella coppia afro di protagonisti, ma nel loro essere figosi, atletici, sicuri e belli belli in modo assurdo non si distinguono molto ad esempio dalla coppia Pitt/Jolie del già citato Mr. & Mrs. Smith.
A dare un tocco in più ci pensano allora le pregevoli musiche di Michael Giacchino (premio Oscar per Up e compositore di Lost, naturalmente), più un personaggio che fa morir dal ridere, l’agente pivello che venera come un vero Dio o un J.J. Abrams (e quasi al limite dello stalking) il protagonista maschile della serie.

Riassumendo per chi non aveva voglia di leggersi tutto il post (il tempo è tiranno): pilot così così, atmosfere troppo glamour e patinate per emozionare, originalità che latita. Staremo a vedere se la serie con i prossimi episodi decollerà. O Sacro J.J. pensaci tu!
(voto 6)

venerdì 17 settembre 2010

Chi non beve in compagnia è un ladro o una spia

Covert Affairs
Rete americana: USA Network
Rete italiana: Mya (prossimamente)
Cast: Piper Perabo, Christopher Gorham, Kari Matchett, Sendhil Ramamurthy, Peter Gallagher, Eion Bailey, Anne Dudek, Emmanuelle Vaugier, Gregory Itzin

Sono drogato di serie tv, yes it’s true, ma negli ultimi tempi ce n’è una in particolare che mi ha dato dipendenza pesante: Covert Affairs.
Per riassumerla con uno slogan pubblicitario ve la potrei vendere come il “nuovo Alias”, la splendida creazione di J.J. Abrams pre-Lost con Jennifer Garner. Anche stavolta ci troviamo di fronte a una spia donna, intelligente, colta (conosce praticamente tutte le lingue del mondo, dialetti compresi), affascinante e in grado di adattarsi alla grande a qualsiasi imprevedibile situazione. E pure lei dovrà splittarsi tra le eccitanti mission: it’s possible della CIA e una normale, diciamo noiosa, esistenza/copertura come impiegata al museo Smithsonian (che non è un lavoro così sorprendente come Ben Stiller in Una notte al museo vorrebbe farci credere).

Tra missioni pericolose e sempre diverse ambientate all over the world, una buona dose di action e vari intrecci spionistici c’è però anche una componente più sentimentale. Nel passato della protagonista Annie Walker affiora infatti un amore misterioso, un tipo pure lui in qualche modo invischiato in attività spionistiche, mentre nel suo presente c’è un tizio (Sendhil Ramamurthy, il Mohinder Suresh di Heroes) che le ronza intorno. A rendere più avvincente il contesto gossip della serie c’è poi anche l’amico cieco con cui, chissà?, in futuro potrebbe succedere anche qualcosa di più.

Ma la cosa forse più importante di tutte non ve l’ho ancora detta: come protagonista non c’è Jennifer Garner, bensì una tizia che non ha nulla da invidiarle (e detto da me huge fan della Garner è una dichiarazione di un certo peso): Piper Perabo, che da dolce e canterina ragazza del Coyote Ugly per questo Covert Affairs sa trasformarsi in una sexy e spietata spia ed è in grado di passare in un nulla da un’addestramento stile La regola del sospetto (il film con Colin Farrell) all’azione sul campo.
Il tema della sigla è poi di quelli che ti si incollano alla testa tipo per giorni e ogni tanto appaiono in soundtrack piacevoli suoni di Florence and the Machine e Two Door Cinema Club.
Dite no alla droga, dite sì alle serie tv. Tanto l’effetto è più o meno lo stesso.
(voto 8)


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