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giovedì 11 luglio 2013

NON E’ UN PAESE PER POETI. O FORSE SI’?


L’Italia è un paese di santi, poeti e navigatori.
Va bene, mi correggo: è un paese di ladri, putt@ne e putt@nieri.
Una volta però era un paese di santi, poeti e navigatori e facciamo finta per un attimo che lo sia ancora.
Santi e navigatori, con voi ci parlo un’altra volta. Oggi mi rivolgo a tutti i poeti rimasti in Italia, se ce ne sono ancora, per segnalar loro un’interessante iniziativa.

POESIA AL BAR 2013 è un concorso nazionale di poesia, l’iscrizione costa 10 euro e le poesie vincitrici verranno pubblicate su di un quaderno di poesia. È un concorso aperto a tutti per dare una possibilità ai talenti di ogni età e quindi potete partecipare tutti.
Avete una poesia nel cassetto? Ecco arrivata la vostra chance per emergere!
Per scaricare il bando potete fare un salto sul sito dell’Associazione Albert Einstein.

Mentre per richiedere ulteriori informazioni potete scrivere all’indirizzo email: associazionealberteistein@mail.com
o potete telefonare all’Associazione Albert Einstein (che ha inventato e promosso il concorso): 0544-215580


P.S. No, io non credo di partecipare. Quindi avete tutti ancora una possibilità di vincere uahahah.


sabato 9 aprile 2011

La nuova scena horror italiana

Spesso si parla di crisi dell’horror, di un genere che in Italia non si fa più dai tempi d’oro, anzi d’Argento (Dario), con l’eccezione recente di Zampaglione e del suo Shadow. Però da video come quelli qui sotto di Lory Del Santo la poetessa, o da quelli di Alfonso Luigi Marra, o dalle pubblicità di Berlusconi sul turismo, o ancora dall’intero palinsesto Rai e Mediaset, direi che la scena horror italiana non ha mai goduto di così buona salute. Alla faccia della crisi.



(perla di video beccata sul valente blog di Valente il ragazzo diffidente)

mercoledì 26 gennaio 2011

Bright Star: la strana vita delle stelle

Bright star
(UK, Australia, Francia 2009)
Regia: Jane Campion
Cast: Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Thomas Sangster, Kerry Fox, Roger Ashton-Griffiths, Antonia Campbell-Hughes
Genere: romantico Romanticismo
Se ti piace guarda anche: Orgoglio e pregiudizio, An Education, Espiazione, Wilde

Trama semiseria
Il poeta romantico John Keats vive un romantico love affair con la sua vicina di casa e con “romantico love affair” intendo che i due non scopano e ci mettono circa un’ora di film per darsi un bacetto. Roba che al confronto Dawson con Joey era uno sveglio. Per fortuna a vivacizzare il tutto ci pensa il Pacey della situazione, il collega poeta Charles Brown (uno strepitoso Paul Schneider), che mette il bastone tra le ruote della loro relazione e mette incinta una. Ah, se non siete ancora convinti di vederlo, sappiate inoltre che nel film vengono lette un sacco di poesie e se siete uomini durante la visione potreste avere seri impulsi di correre a vedere un action con Bruce Willis che fugge da un’esplosione e spara a qualcuno tanto per il gusto di farlo.

Recensione cannibale
La luce di artisti come John Keats è proprio come quella delle stelle: le vediamo su nel cielo, eppure magari sono già morte. Fa davvero uno strano effetto pensare a come un nome che oggi vediamo presente su tutte le antologie dei più grandi poeti della storia, in vita non se lo sia praticamente filato nessuno. Fa male vedere che oggi gente come i Sonohra ci sia qualcuno che se li fili e siano pure in vita. Nel senso che c’è gente che li ascolta e non prova il desiderio di ammazzarli, ve ne rendete conto? Fa capire che le cose erano profondamente ingiuste anche nell’Ottocento, ancor prima della nascita di Silvio Berlusconi. Lo so, sono cose che si fa fatica ad accettare, ma il mondo non ha cominciato a girare al contrario solo da qualche tempo: la verità sconvolgente è che il mondo ha sempre girato al contrario.

Il film è incentrato sulla storia d’amore senza speranza tra una ragazza affamata di poesia interpretata da Abbie Cornish, un’attrice con il volto simile a Charlize Theron però più brava a recitare, e il poeta squattrinato John Keats interpretato da Ben Whishaw, un attore con il volto simile a James Franco però meno bravo a recitare.
Chi è John Keats? Se non vi siete mai interessati alla scena romantic dell’Ottocento ma solo ai new-romantic degli anni Ottanta come i Duran Duran o gli Spandau Ballet, per vostra info è quello che ha scritto gli immortali versi:

Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.

Lo so che ha scritto molto altro è che è una esemplificazione eccessiva, come dire che Rino Gaetano è quello di “ma il cielo è seeeeeeempre più blu” e Kurt Cobain quello del tadada-tata taddada di chitarra nell'attacco di “Smells like teen spirit”, però è giusto per far capire a tutti di chi stiamo parlando, anche a chi come me Keats l’ha approcciato, prima di questo film, giusto solo durante le interessanti (oh God più o meno) lezioni di letteratura inglese liceali.

Da buon profano dei film in costume, la prima parte della pellicola non mi ha avvinto subito e anzi l’ho trovata un pochino noiosetta. A un certo punto scatta però qualcosa, una magia accecante e il film si illumina d’immenso, la poesia dei versi si trasforma in poesia visiva, l’amore tra i due piccioncini finalmente sboccia. Jane Campion ha il gran merito di riuscire a descrivere l’innamoramento in maniera meravigliosa e travolgente, con immagini che fanno raggiungere alla pellicola vertici difficili da descrivere a parole, se non con quelle di Keats:

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena 3 giorni d'estate, 3 giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere.

La bellezza viene spazzata via dall’amarezza della parte finale, però vi avevo avvisato: il globo gira all’incontrario e le cose non vanno mai come dovrebbero. Berlusconi non andrà mai in galera e John Keats non avrà mai una vita felice e di successo. That’s just the way it is ed è così che andrà sempre. Se comunque volete trovare ancora un po’ di speranza, amore e poesia vi consiglio di vedere Bright Star, una stella luminosa in grado di illuminare le tenebre di un mondo crudele.
(voto 7,5)

Scena cult: l'atmosfera sospesa del post primo bacio tra i due protagonisti

mercoledì 1 settembre 2010

L'estate sta svanendo

Cos’è questo sole tiepido
questo brivido di gelo che ti coglie in un’altra giornata d’estate
l’ennesima vuota di emozioni
cos’è?

Cos’è questo vuoto che senti dentro
quando hai tutto e tutto è diventato poco
e in un niente poco è diventato nulla
un nulla raggelante come un inverno senza gas

Le cose non cambiano mai
cambia solo la percezione che ne abbiamo
tutto resta immobile
diventa cristallo

L’estate sta svanendo
e un inganno arriverà
stai diventando grande
questo lo sai già

L’estate sta svenendo
un’altra onda non arriverà
stiam diventando grandi
l’autunno è già qua

L’estate sta morendo
e finiremo tutti a danzare
in un oceano di pioggia e lacrime
pioggia e lacrime

-cannibal kid-

(soundtrack ideale per la fine di un'estate)

venerdì 1 agosto 2008

wwwaves

Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu
tu provi ad ignorarle
chè ti conosco
delle cose luminose hai sempre avuto paura
le luci di Natale
il giallo lampeggiante dei semafori
i ragazzi con gli occhi troppo azzurri
i laser delle disco che provocano danni permanenti
(l’ha detto Studio Aperto, quindi dev’essere vero)
Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu
tu lasciale urlare
fuggi via sulla luna, bambina
lasciami questa spiaggia
e lasciami queste onde
è facile andarsene via
allora perché ne hai così paura?
fuggi via lentamente
(se si può fuggire via lentamente)
così ti posso guardare un’ultima volta
guardarti mentre te ne vai
under the milky way tonight
Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu
tu lo sai, tu l’hai sempre saputo
questo mondo non è abbastanza per noi
non è abbastanza per uno you&me together 4ever
questa sabbia si attacca dappertutto
eppure domani sarà solo un bel ricordo trascinato via dalle onde
lascia la mia mano
perché quando ci rivedremo tu non sarai più mia
io non sarò più tuo
ma adesso niente importa veramente
tranne tu, io e questa marea.

martedì 29 aprile 2008

broken toy

le persone sono come i giocattoli
certi funzionano
e certi escono già fallati
io sono nato fallato
sono solo uno stupido inutile giocattolo rotto
e nessuno vuole giocare con me

Ascolta la mia nuova canzone Broken Toy clicca qui

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