Va bene, mi correggo: è un paese di ladri, putt@ne e putt@nieri.
Una volta però era un paese di santi, poeti e navigatori e facciamo finta per un attimo che lo sia ancora.
Santi e navigatori, con voi ci parlo un’altra volta. Oggi mi rivolgo a tutti i poeti rimasti in Italia, se ce ne sono ancora, per segnalar loro un’interessante iniziativa.
POESIA AL BAR 2013 è un concorso nazionale di poesia, l’iscrizione costa 10 euro e le poesie vincitrici verranno pubblicate su di un quaderno di poesia. È un concorso aperto a tutti per dare una possibilità ai talenti di ogni età e quindi potete partecipare tutti.
Avete una poesia nel cassetto? Ecco arrivata la vostra chance per emergere!
Spesso si parla di crisi dell’horror, di un genere che in Italia non si fa più dai tempi d’oro, anzi d’Argento (Dario), con l’eccezione recente di Zampaglione e del suo Shadow. Però da video come quelli qui sotto di Lory Del Santo la poetessa, o da quelli di Alfonso Luigi Marra, o dalle pubblicità di Berlusconi sul turismo, o ancora dall’intero palinsesto Rai e Mediaset, direi che la scena horror italiana non ha mai goduto di così buona salute. Alla faccia della crisi.
Cast: Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Thomas Sangster, Kerry Fox, Roger Ashton-Griffiths, Antonia Campbell-Hughes
Genere: romantico Romanticismo
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Trama semiseria
Il poeta romantico John Keats vive un romantico love affair con la sua vicina di casa e con “romantico love affair” intendo che i due non scopano e ci mettono circa un’ora di film per darsi un bacetto. Roba che al confronto Dawson con Joey era uno sveglio. Per fortuna a vivacizzare il tutto ci pensa il Pacey della situazione, il collega poeta Charles Brown (uno strepitoso Paul Schneider), che mette il bastone tra le ruote della loro relazione e mette incinta una. Ah, se non siete ancora convinti di vederlo, sappiate inoltre che nel film vengono lette un sacco di poesie e se siete uomini durante la visione potreste avere seri impulsi di correre a vedere un action con Bruce Willis che fugge da un’esplosione e spara a qualcuno tanto per il gusto di farlo.
Recensione cannibale
La luce di artisti come John Keats è proprio come quella delle stelle: le vediamo su nel cielo, eppure magari sono già morte. Fa davvero uno strano effetto pensare a come un nome che oggi vediamo presente su tutte le antologie dei più grandi poeti della storia, in vita non se lo sia praticamente filato nessuno. Fa male vedere che oggi gente come i Sonohra ci sia qualcuno che se li fili e siano pure in vita. Nel senso che c’è gente che li ascolta e non prova il desiderio di ammazzarli, ve ne rendete conto? Fa capire che le cose erano profondamente ingiuste anche nell’Ottocento, ancor prima della nascita di Silvio Berlusconi. Lo so, sono cose che si fa fatica ad accettare, ma il mondo non ha cominciato a girare al contrario solo da qualche tempo: la verità sconvolgente è che il mondo ha sempre girato al contrario.
Il film è incentrato sulla storia d’amore senza speranza tra una ragazza affamata di poesia interpretata da Abbie Cornish, un’attrice con il volto simile a Charlize Theron però più brava a recitare, e il poeta squattrinato John Keats interpretato da Ben Whishaw, un attore con il volto simile a James Franco però meno bravo a recitare.
Chi è John Keats? Se non vi siete mai interessati alla scena romantic dell’Ottocento ma solo ai new-romantic degli anni Ottanta come i Duran Duran o gli Spandau Ballet, per vostra info è quello che ha scritto gli immortali versi:
Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on earth, and all ye need to know.
Lo so che ha scritto molto altro è che è una esemplificazione eccessiva, come dire che Rino Gaetano è quello di “ma il cielo è seeeeeeempre più blu” e Kurt Cobain quello del tadada-tata taddada di chitarra nell'attacco di “Smells like teen spirit”, però è giusto per far capire a tutti di chi stiamo parlando, anche a chi come me Keats l’ha approcciato, prima di questo film, giusto solo durante le interessanti (oh God più o meno) lezioni di letteratura inglese liceali.
Da buon profano dei film in costume, la prima parte della pellicola non mi ha avvinto subito e anzi l’ho trovata un pochino noiosetta. A un certo punto scatta però qualcosa, una magia accecante e il film si illumina d’immenso, la poesia dei versi si trasforma in poesia visiva, l’amore tra i due piccioncini finalmente sboccia. Jane Campion ha il gran merito di riuscire a descrivere l’innamoramento in maniera meravigliosa e travolgente, con immagini che fanno raggiungere alla pellicola vertici difficili da descrivere a parole, se non con quelle di Keats:
Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena 3 giorni d'estate, 3 giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere.
La bellezza viene spazzata via dall’amarezza della parte finale, però vi avevo avvisato: il globo gira all’incontrario e le cose non vanno mai come dovrebbero. Berlusconi non andrà mai in galera e John Keats non avrà mai una vita felice e di successo. That’s just the way it is ed è così che andrà sempre. Se comunque volete trovare ancora un po’ di speranza, amore e poesia vi consiglio di vedere Bright Star, una stella luminosa in grado di illuminare le tenebre di un mondo crudele.
(voto 7,5)
Scena cult: l'atmosfera sospesa del post primo bacio tra i due protagonisti
Cos’è questo sole tiepido
questo brivido di gelo che ti coglie in un’altra giornata d’estate
l’ennesima vuota di emozioni
cos’è?
Cos’è questo vuoto che senti dentro
quando hai tutto e tutto è diventato poco
e in un niente poco è diventato nulla
un nulla raggelante come un inverno senza gas
Le cose non cambiano mai
cambia solo la percezione che ne abbiamo
tutto resta immobile
diventa cristallo
L’estate sta svanendo
e un inganno arriverà
stai diventando grande
questo lo sai già
L’estate sta svenendo
un’altra onda non arriverà
stiam diventando grandi
l’autunno è già qua
L’estate sta morendo
e finiremo tutti a danzare
in un oceano di pioggia e lacrime
pioggia e lacrime
Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu tu provi ad ignorarle chè ti conosco delle cose luminose hai sempre avuto paura le luci di Natale il giallo lampeggiante dei semafori i ragazzi con gli occhi troppo azzurri i laser delle disco che provocano danni permanenti (l’ha detto Studio Aperto, quindi dev’essere vero) Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu tu lasciale urlare fuggi via sulla luna, bambina lasciami questa spiaggia e lasciami queste onde è facile andarsene via allora perché ne hai così paura? fuggi via lentamente (se si può fuggire via lentamente) così ti posso guardare un’ultima volta guardarti mentre te ne vai under the milky way tonight Le stelle dorate urlano il tuo nome e tu tu lo sai, tu l’hai sempre saputo questo mondo non è abbastanza per noi non è abbastanza per uno you&me together 4ever questa sabbia si attacca dappertutto eppure domani sarà solo un bel ricordo trascinato via dalle onde lascia la mia mano perché quando ci rivedremo tu non sarai più mia io non sarò più tuo ma adesso niente importa veramente tranne tu, io e questa marea.
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