lunedì 7 settembre 2015

Southpaw - L'ultima sfiga





Southpaw - L'ultima sfida
(USA 2015)
Titolo originale: Southpaw
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Kurt Sutter
Cast: Jake Gyllenhaal, Rachel McAdams, Forest Whitaker, Oona Laurence, 50 Cent, Rita Ora, Naomie Harris, Miguel Gomez, Skylar Brooks, Beau Knapp, Victor Ortiz
Genere: boxaiolo
Se ti piace guarda anche: 8 Mile, Million Dollar Baby, Karate Kid, The Fighter, Sons of Anarchy, Kingdom

Benvenuti gentili spettatori al Madison Square Garden di Casale Monferrato City. È da qui che trasmettiamo quello che si preannuncia uno degli incontri più spettacolari e sanguinosi di sempre: il film Southpaw - L'ultima sfida contro...
tutti!

Round 1
Southpaw contro le aspettative

Le aspettative nei confronti di Southpaw sono davvero alle stelle, almeno qui su Pensieri Cannibali. Il protagonista è infatti l'idolo di casa nonché campione in carica Jake “Donnie Darko” Gyllenhaal, accompagnato dall'amata Rachel McAdams e dal Forest Whitaker ancora oggi osannato per Ghost Dog. Ciliegina sulla torta: Eminem ha curato la parte hip-hoppara della colonna sonora, regalando per l'occasione un paio di brani composti appositamente. Troppo hype cannibalesco per una pellicola sola, troppo. E così lo scambio di pugni del primo round è vittima dell'emozione e finisce con un nulla di fatto.

Round 2
Jake Gyllenhaal contro se stesso

Jake Gyllenhaal in Southpaw offre un'altra prova maiuscola. Ormai la cosa non fa più nemmeno notizia. Non quanto il Papa che va a cambiare gli occhiali, almeno. Per l'occasione, Gyllenhaal ha rispolverato il fisicaccio tutto muscoli e niente cervello già esibito in Prince of Persia - Le sabbie del tempo, forse il suo film peggiore. Questa volta però l'attore sfoggia anche numerosi tatuaggi. Dopo tutto siamo pur sempre in una pellicola sceneggiata da Kurt Sutter, l'autore della fichissima e cattivissima serie tv Sons of Anarchy, e quindi Jake si è dovuto Jaxizzare. Grazie al nuovo look muscoloso & tatuato, e a una faccia piena di lividi che secondo me si è guadagnato facendosi pestare per davvero, l'attore sembra proprio un pugile appena uscito dal ghetto. E da una rissa. Il tutto accompagnato da qualche scatto d'ira/follia in tipico Gyllenhaal-style.
Jake si conferma così la più grande garanzia attuale di attore trasformista, insieme a Christian Bale. Johnny Depp, fatti in là! L'attore è riuscito comunque a superare persino la sua performance gigantesca nel recente Lo sciacallo - Nightcrawler?
Questo no, ma solo perché quella era davvero una prova da Oscar, per quanto poi ignorata dai veri Oscar. Gyllenhaal perde allora il confronto con se stesso, però giusto ai punti.

Round 3
Rachel McAdams contro le altre attrici fighe

Rachel McAdams la amo. La amo sempre di più. Per alcune attrici la cotta iniziale spesso con il tempo scema, con lei invece va al contrario. A ogni ruolo l'amore cresce. Dopo essere stata la cosa più luminosa di una seconda stagione di True Detective andata avanti tra luci e ombre, la McAdams pure in Southpaw fa la sua splendida figura. Splendidissima figura. A livello recitativo e a livello fisico, dove è più figa che mai e più figa di tutte le altre attrici in circolazione.
Il giudizio imparziale del giudice Cannibal Kid è: Rachel McAdams ha vinto. Ha vinto tutto.

Round 4
Kurt Sutter contro Hollywood

Una volta terminata dopo 7 stagioni la grandiosa serie Sons of Anarchy, pensavate che il suo autore Kurt Sutter sarebbe stato a casa a farsi le seghe?
Beh, probabilmente l'ha fatto. Per un po' di tempo. Poi si è stufato, si è rimesso al lavoro e ha tirato fuori dalla naftalina la sceneggiatura di Southpaw - L'ultima sfida. All'inizio il progetto era nato come una specie di sequel di 8 Mile e doveva vedere Eminem di nuovo impegnato davanti alla macchina da presa, utilizzando l'analogia tra il mondo della boxe e le sue vicissitudini personali. Le cose poi sono andate diversamente, il film è stato fermo ai box di Hollywood per qualche tempo, il rapper è rimasto nel progetto solo come rapper e il ruolo del protagonista è finito a Jake Gyllenhaal. Per quanto abbia apprezzato Eminem in 8 Mile, mi sa che è andata meglio così.
Kurt Sutter per l'occasione ha firmato una classica vicenda pugilistica?
Sì. E no. Sì può dire che la pellicola segua la classica parabola di un pugile tra alti e bassi, ed è vero. Allo stesso tempo, Kurt Sutter preme sempre sul pedale dell'acceleratore e dell'esagerazione. Il film ha diversi cambi di ritmo, ma riesce a catturare l'attenzione dal primo all'ultimo istante senza mai stufare e sì che su Pensieri Cannibali le storie pugilistiche di questo tipo stufano piuttosto in fretta.
In più, dopo appena mezz'ora, Kurt Sutter attesta subito un colpo da K.O., sebbene qualcuno possa giudicarlo più che altro un colpo basso.
ATTENZIONE SPOILER
Kurt Sutter, quel brutto figlio di buona donna, fa morire la moglie del protagonista, la magnifica Rachel McAdams. Dico, ma si può?
Per quanto l'abbia odiato per questa scelta, a livello narrativo è una svolta importante che getta il protagonista dalle stelle alle stalle. Tanto la sua vita era perfetta prima (carriera perfetta + moglie perfetta + famiglia perfetta), tanto sprofonda nel baratro dopo. Sarà anche un colpo sotto la cintola, però a livello drammaturgico è una svolta che funziona alla grande. Grande Kurt.
FINE SPOILER

Round 5
Eminem contro James Horner

Eminem ha ceduto la parte dell'attore protagonista a Jake Gyllenhaal, ma ha tenuto quella del rapper. Southpaw sfoggia così una colonna sonora molto hip-hopposa in cui spicca il potentissimo dubstep-rap “Beast” di Rob Bailer and the Hustle Standard, che Jake Gyllenhaal si ascolta nelle cuffie a inizio pellicola, più un paio di pezzi inediti composti appunto da Eminem: il duetto con Gwen Stefani dei No Doubt “Kings Never Die”, suonata sui titoli di coda, e il singolo di lancio “Phenomenal”. La prima volta che l'ho sentita ho pensato: “Ma che pezzo di merda hai tirato fuori, Eminem?”.
Ascoltandola per bene però ha cominciato a piacermi e adesso mi sembra un pezzo fenomenale. O quasi.



Le altre musiche originali del film, quelle non hip-hoppare, sono invece state composte dal compianto James Horner, recentemente scomparso in un incidente aereo. Ammetto di non essere un grande fan della sua produzione passata, e di non aver apprezzato le sue soundtrack più celebri come quelle di Titanic e Avatar, però qui ha fatto un lavoro eccellente, creando atmosfere molto delicate e toccanti.
Il confronto tra le due anime musicali della pellicola quindi per me finisce alla pari.

Round 6
50 Cent contro la recitazione

Se Eminem ha passato la palla o meglio i guantoni come attore, chi invece compare nel film è il collega 50 Cent, per 2 motivi:
1) Come rapper ormai non se lo fila più nessuno.
2) Ha un dannato bisogno di soldi, visto che di recente è finito al verde. Proprio come capita a un certo punto a Jake Gyllenhaal in Southpaw. Per 50 Cent inoltre non è certo la prima volta davanti alla macchina da presa. Dopo una serie di performance non eccezionali in film come Get Rich or Die Tryin', Twelve, Il cacciatore di donne e un recente evitabile cameo in Spy, ciò che sorprende è che il rappettaro offre qui la sua interpretazione migliore. Questa volta sembra quasi un attore vero.

Round 7
Rita Ora contro Antoine Fuqua

Altra presenza musicale della pellicola: la cantante Rita Ora, pure lei nei panni di attrice e pure per lei non è la prima volta in assoluto, visto che aveva già collezionato una manciata di piccole apparizioni in Fast & Furious 6, Cinquanta sfumature di grigio e nella serie tv Empire. In Southpaw compare giusto in una scena, come super tossica, ed è davvero convincente. Il regista Antoine Fuqua a questo punto avrebbe dovuto darle più spazio, maledetto!
In questo caso lo scontro l'ha vinto Antoine Fuqua, ma Rita Ora avrebbe meritato molto di più.

Round 8
Antoine Fuqua contro le schifezze action

Dopo aver esordito con Costretti ad uccidere e Bait - L'esca, Antoine Fuqua era diventato un pezzo grosso di Hollywood con l'ottimo Training Day, pellicola cazzutissima che ha rappresentato una ventata d'aria fresca all'interno del genere gangsta-thrilla. Fuqua sembrava così destinato a grandi cose, invece ha poi tirato fuori schifezzuole come King Arthur e Attacco al potere - Olympus Has Fallen, più una serie di action trascurabili che infatti ho trascurato. Adesso Southpaw rappresenta la sua occasione di riscatto e il regista non delude. Nelle scene sul ring Fuqua tira fuori una serie di ottime riprese, aiutato da un Jake Gyllenhaal scatenato & allucinato, mentre nelle parti più riflessive adotta un inedito (almeno per lui) stile delicato, senza comunque essere troppo ruffiano, grazie allo script di Kurt Sutter che avvicina la pellicola a Sons of Anarchy e ai drammi famigliari del protagonista Jax Teller.

ATTENZIONE SPOILER
Proprio come il protagonista del film, Antoine Fuqua riesce così a riscattarsi dal suo passato vergognoso e va a vincere di nuovo. Come ai tempi di Training Day.
FINE SPOILER

Round 9
Forest Whitaker contro gli altri maestri di vita
"Forest, a inizio post abbracciavo Rachel McAdams e adesso te..."
"Questa è l'ultima lezione di vita che ho per te, Jake: la vita a volta è davvero grama."

Uno sui titoli di testa legge il nome di Forest Whitaker, poi si guarda il film e si chiede: “Dove cazzo è, Forest Whitaker? L'hanno eliminato dal montaggio finale all'ultimo? Antoine Fuque si è cimentato pure lui nello sport preferito di Terrence Malick?”. Invece no. Dopo un'oretta buona di pellicola Ghost Dog entra in scena e ha il ruolo del nuovo allenatore di Jake Gyllenhaal. Una parte a metà strada tra il Maestro Miyagi di Karate Kid e il Clint Eastwood di Million Dollar Baby, che lo fa inserire tra i maestri di vita che chiunque vorrebbe avere. O per lo meno che qualunque pugile vorrebbe avere.

Round 10
Southpaw contro gli altri film combattivi
"Clint, sicuro di farmi combattere contro un uomo?"
"Tranquilla. Quel Gyllenhaal parla ancora con i coniglioni, lo batti come niente."

E a proposito di altri film sui combattimenti, Southpaw inevitabilmente va a scontrarsi contro le numerose pellicole similari. Da non fan del genere, devo dire che la pellicola regge il confronto alla grande con qualunque contendente io abbia mai visto. Non sarà mitico quanto Karate Kid, non sarà toccante come Million Dollar Baby, non sarà girato in una maniera fenomenale quanto Toro scatenato, però riesce a unire bene la parte strettamente pugilistica, relegata più che altro a inizio e a fine film, con una forte componente intimista e psicologica. Una cosa che non si vede poi così spesso nelle pellicole di questo tipo e che fa rientrare Southpaw tra i miei campioni assoluti del genere pugilistico, o se preferite boxaiolo.

Round 11
Southpaw contro le critiche
"Ma non finisce più questo cazzo di post... volevo dire questo cazzo di incontro?"

Le critiche non sono state particolarmente benevole nei confronti di Southpaw. Pur avendo lodato la performance di Jake Gyllenhaal, in molti hanno parlato di una pellicola pugilistica troppo piena di stereotipi e di cliché. Per quanto io in genere i luoghi comuni li odi, trovo che qui lo sceneggiatore Kurt Sutter abbia saputo utilizzarli a suo favore, risputandoli fuori in una maniera efficace e personale. Non si tratta certo di una pellicola particolarmente originale o rivoluzionaria, però in compenso si inserisce all'interno del genere con una notevole dose di realismo, e soprattutto con un sacco di cuore. Quello che manca ai recensori che hanno stroncato Southpaw e che per quanto mi riguarda se ne possono andare al tappeto. E pure a fanculo.

Round 12
Southpaw contro Pensieri Cannibali
"Certo che questo articolo lunghissimo m'ha davvero stordito."

Per quanto come detto le aspettative nei confronti della pellicola fossero altissime qui su Pensieri Cannibali, la visione si è rivelata assolutamente all'altezza dall'inizio alla fine...
Ehm, quasi fino alla fine.

ATTENZIONE SPOILER
Se c'è una critica che Pensieri Cannibali si sente di fare, pur non volendo aggiungersi al coro di recensori-stroncatori-cattivoni, è al finale. Un po' troppo scontato. Un po' troppo happy-ending. È vero che dopo tutte le sfighe che hanno colpito il personaggio di Jake Gyllenhaal e la sua povera figlioletta nel corso del film una conclusione positiva la si può anche accettare, però un'ultima sfiga ci sarebbe potuta stare e avrebbe reso Southpaw il drammone pugilistico de-fi-ni-ti-vo.
FINE SPOILER

Il verdetto finale
"E' riuscito a leggere tutto il post, dall'inizio alla fine. E' lui il campione!"

Per quanto manchi il colpo da K.O. finale, quindi, Southpaw qui su Pensieri Cannibali vince ai punti. E vince bene.
Dal Madison Square Garden di Casale Monferrato City è tutto. Buona notte e buone botte.
(voto 7,5/10)

10 commenti:

  1. Mi aspettavo retorica sparsa a pioggia per tutta la durata della pellicola... ce n'è, inevitabilmente,
    ma alla fine non mi è affatto dispiaciuto.

    RispondiElimina
  2. Io non avevo aspettative, e l'ho trovato come da copione. Retorico, sovrabbondante, ammmericano.
    Scritto peggio di un The Judge o, ancora, di Warrior, che trovo splendido.
    Però mi è piaciuto molto e mi ha pure commosso, qui e lì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. You had me at "sovrabbondante,ammmericano".
      Suona sempre + come una cosa per noi.
      E se poi commuove pure.....

      Elimina
  3. Pensavo che l'avresti stroncato come tanti altri radical della tua specie.
    E invece siamo anche d'accordo, incredibile.

    RispondiElimina
  4. Il 7,5 mi ha steso!
    Non me lo aspettavo XD

    RispondiElimina
  5. Ti odio per gli spoiler, ma mi hai fatto venire voglia di guardarlo dopo che altre recensioni mi avevano smontato un po'!

    RispondiElimina
  6. Non posso che concordare (anche in riferimento a Karate Kid). Un film non brutto come è stato definito da più parti. E a me (no spoiler) il finale è piaciuto. Quel modo di arretrare quando invece magari lo spettatore voleva finalmente un avvicinarsi. L'ho trovato notevole. Insomma, a suo modo il film spacca, anche se devo smetterla con queste espressioni da giovane e quindi dovrei essere spaccato io.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di Contattarmi per la loro immediata rimozione all'indirizzo marcogoi82@gmail.com