lunedì 4 dicembre 2017

Seven Sestras





Seven Sisters
Titolo alternativo: What Happened to Monday
Regia: Tommy Wirkola
Cast: Noomi Rapace, Noomi Rapace, Noomi Rapace, Noomi Rapace, Noomi Rapace, Noomi Rapace, Noomi Rapace, Willem Dafoe, Glenn Close, Marwan Kenzari


Lunedì

I dont' like mondays. Tell me why...

Eh, tell me why un cazzo. A chi piace il lunedì?
È l'inizio di una nuova settimana lavorativa, o di scuola, o comunque di calvario.
Non a caso, le cose non iniziano bene nemmeno per Monday. Chi è Monday e, soprattutto, cosa le è successo, come chiede il titolo originale del film di cui è protagonista insieme alle sue sorelle?
What Happened to Monday, uscito in Italia (ma anche in Francia, c'è da dire) con l'inspiegabile titolo di Seven Sisters, e non ad esempio Sette sorelle, è ambientato in un futuro distopico dove, per contrastare il problema della sovrappopolazione, è in vigore la legge del figlio unico, la politica del controllo sulle nascite per cui una coppia non può avere più di un figlio. Più che in un futuro distopico, a questo punto non potevano ambientarlo nella Cina a cavallo tra il 2002 e il 2013?


Martedì

Goodbye Ruby Tuesday. Who could hang a name on you?
When you change with every new day, still I'm gonna miss you.
Addio, Ruby Tuesday. Chi potrebbe mettere il suo nome su di te?
Quando tu cambi ogni nuovo giorno, ancora una volta sto per perderti...

Proprio come nella canzone dei Rolling Stones, la protagonista del film cambia ogni giorno. Non a livello metaforico o esistenziale. Cambia proprio letteralmente. Come potete immaginare, in un futuro distopico come quello immaginato dal film, non c'è spazio per due gemelli, figuriamoci per sette sorelle gemelle, nate in maniera clandestina e fatte crescere in gran segreto da loro nonno Willem Dafoe. Per dar loro una parvenza di vita normale, ha ideato un elaborato quanto geniale piano: visto che le sette sorelle si chiamano Monday, Tuesday, Wednesday, Thursday, Friday, Saturday e Sunday, e così abbiamo ripassato un po' di inglese (mentre con le locandine dei poster potete ripassare pure il francese), permette loro di uscire soltanto nel giorno corrispondente al loro nome, in modo che ci sia solo una di loro in giro per il mondo in un dato momento con l'identità di Karen Settman, che era anche il nome della loro madre morta durante il parto, mentre le altre se ne stanno nascoste a casa.
Tutto fila liscio, fino a un bel lunedì. Anzi, un brutto lunedì, quando Monday sparisce nel nulla. E poi Tuesday, quando il suo giorno esce per andare a cercarla, sparisce pure lei.
What happened to Monday?
And what happened to Tuesday?


Mercoledì

Un mercoledì da leoni? Più che altro, per le sette sorelle ora rimaste in cinque, si fa un mercoledì da pecore. Sono infatti costrette a nascondersi perché qualcuno pare essere sulle loro tracce.


Giovedì

Thursday's child. Come il titolo di una celebre canzone di David Bowie, a sua volta ispirata al titolo dell'autobiografia dell'attrice e cantante Eartha Kitt, e pure come il titolo di una meno celebre rubrica del mio blogger rivale Mr. James Ford. Il fanciullo del giovedì, o in questo caso la fanciulla del giovedì. Ce la farà Thursday a scoprire cos'è successo alle sorelle?
Il film era partito con una trama vagamente alla Orphan Black, ma nemmeno troppo vagamente. Qui come in quella serie abbiamo un'attrice alle prese con un ruolo multiplo. Noomi Rapace ha l'occasione per cimentarsi in un tour de force recitativo e la sua prova può dirsi abbastanza soddisfacente, anche se non siamo ai livelli della fenomenale Tatiana Maslany, è bene precisarlo. Com'è riuscita a caratterizzare gli spiriti delle diverse “sestra” lei, nessuna mai. Però Noomi Rapace che si fa in sette riesce comunque a portare a casa la pagnotta. Sebbene in più di un'occasione, più che la Maslany, somiglia a Troian Bellisario, la Spencer delle Pretty Little Liars.


Dopo aver rievocato echi della ormai terminata serie Orphan Black, a questo punto il film assume dei toni da action-thriller vagamente alla Wachowski. Sparatorie, inseguimenti, botte da orbi. C'è tutto l'armamentario che farà felici i patiti del cinema d'azione, meno quelli come me che di tutto ciò ne avrebbero anche fatto a meno.


Venerdì

Friday I'm in love. C'è spazio pure per un pizzico d'amore, in un glaciale action-thriller-sci-fi come questo?
Sì. Non tanto, eh, però sì. C'è l'amore tra sorelle, soprattutto, e poi c'è spazio pure per una breve parentesi sessuale per una di loro. E c'è spazio pure per una nuda Rapace.


Sabato

La febbre del sabato sera? Se sesso & amore ci sono, quella invece non scatta, in un film come questo. Anche perché la colonna sonora è lasciata troppo sullo sfondo, le musiche originali composte da tale Christian Wibe non incidono più di tanto e restano sempre all'interno di contorni da action-thriller-sci-fi tradizionale. Peccato, perché un bel momento musicale ci sarebbe stato bene. Le Wachowski lo avrebbero messo, invece alla regia c'è Tommy Wirkola, il norvegese di Dead Snow 1 e 2 e Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe, e di soddisfazioni a livello di soundtrack non ne regala. E pure a livello registico è un po' troppo diligente e hollywoodiano, benché questa sia una co-produzione di UK, Francia e Belgio. Tommy vuò fà un po' troppo ll'americano, 'mericano, 'mericano.


Domenica

Perché perché, la domenica mi lasci sempre solo, per andare a vedere la partita di pallone, con tutti quei maschioni che sembrano modelli, invece son calciatori?
Una volta domenica era la giornata del calcio. Adesso si gioca tutti i santi giorni. Persino di lunedì. Giorno che tra l'altro ha portato mooolta fortuna alla nazionale italiana... ehm, come no?
Comunque adesso Sunday Funday non è più solo il giorno del pallone, o della Chiesa. Perché, esiste ancora qualcuno che va in Chiesa?
Non è meglio guardarsi, al cinema o comodamente a casuccia, un bel film? Un buon film di fantascienza, di quelli come ne facevano una volta, tra Atto di forza e Matrix, con in più risvolti distopici che fanno molto attuale, tra Orphan Black, Okja e Black Mirror vari. Un film magari non folgorante o estremamente originale e con un finale un po' meh, che però sa fare il suo lavoro di intrattenimento, lasciando pure spazio a qualche riflessione. Ecco, non è meglio una visione del genere?
Se invece a 7 Noomi Rapace preferite 1 prete che tira fuori uno dei suoi bei sermoni da 30 minuti almeno, oppure 22 giocatori che rincorrono un pallone, sprecate pure la vostra vita come meglio credete.
(voto 6,5/10)

10 commenti:

  1. Ho visto il trailer e mi ha incuriosito assai, anche se non sono amante della fantascienza. Belle le citazioni musicali: però a me, parlando di lunedì, sono venute in mente le Bangles :D

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    1. Ci potevano stare anche loro, in effetti, visto che le sisters vivono abbastanza un manic monday. ;)

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  2. La trama mi intrigava fino a quando non hai detto che si trasforma in thriller/azione/botte da orbi.
    Orphan Black è piaciuto da morire anche a me, ma tanto tanto. La questione Spencer di PLL io faccio finta che non esista, per me dopo la seconda rivelazione di -A la serie è finita lì!

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  3. I risvolti action sono quelli che non fanno certo la mia felicità e il motivo per cui per il momento dico no a sette Noomi Rapace. Anche perchè i listoni finali si avvicinano, e di film da recuperare ne ho di migliori.

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  4. E' passato al Torino, con tanto di Noomi Rapace, ma l'ho perso.
    Poco male, recupero alla vecchia maniera. :)

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  5. Bellissima l'idea delle citazioni musicali <3 ed il film a noi è piaciuto moltissimo!
    Lei l'ho trovata brava e convincente,anche se non ho visto Orphan Black quindi magari nel 2030 quando riuscirò a recuperarlo(forse)mi ricrederò!
    Ho in lista su Netflix,da recuperare totalmente,Lost,Mad Man e S.O.A....sono spacciata!!!

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  6. Ho visto il trailer, mi intriga poco...
    Ma in compenso hai fatto un ottimo post!

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  7. La trama mi intrigava moltissimo, ma dopo aver letto nella tua recensione della svolta action non sono più troppo sicura che faccia al caso mio

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  8. L'idea del post è una figata, il film spero mi piaccia più che a te.
    Del resto, come al solito, sono in ritardo e devo ancora vederlo.

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