venerdì 31 luglio 2020

La musica estiva ma non troppo di luglio 2020




L'estate è la stagione dei tormentoni estivi. Si chiamerebbero mica tormentoni estivi, altrimenti.
Di quelli comunque qui su Pensieri Cannibali se ne parlerà a breve, con un post a parte. Nella rubrica musicale mensile di questo luglio c'è invece spazio per altro. Anche per musica non così tormentosa e non così estiva.


Flop del mese

#4 Katy Perry

Cos'è successo a Katy Perry? O meglio dovremmo chiederci: dove se n'è andato l'abbonamento al successo di Katy Perry? Glielo hanno rubato?
Sì, certo. Di lei si parla sempre: per la sua storia con Orlando Bloom, per la sua gravidanza, o perché Jennifer Aniston farà da madrina alla sua futura figlia. Quella che però un tempo era un'autentica sforna hit, adesso non riesce più ad azzeccare una canzone pop come si deve. Anche con la nuova "Smile", più mediocre che brutta, non c'è poi così tanto da ridere.



#3 The Kolors

Ottima la nuova canzone in stile Disco anni '70 dei The Kolors.
Non è vero.




#2 Jasmine Carrisi

Jasmine Carrisi debutta nel mondo della musica e non lo fa perché è una figlia d'arte, no no no.
E' solo perché ha del vero talento, sì sì sì.
La buona notizia è che la sua canzone d'esordio non ha niente a che fare con la musica dei genitori e la sua voce non è fastidiosa come quella del padre.
Le notizie meno buone sono che non ci va molto per fare meglio dei genitori e che il suo "Ego" è un brano di musica trap così generico e anonimo che potrebbe essere stato generato da un computer e non si sentirebbe la differenza.
Che forse sia stato davvero generato da un computer, e pure di quelli fallati?
E chissà che urla di rabbia pianta Al Bano quando sente questa canzone che non mi sembra proprio nelle sue corde?



#1 Andrea Bocelli

Andrea Bocelli ha dimostrato che quando parla è ancora più fastidioso di quando canta. E ce ne voleva.



Top del mese

#11 Kanye West

Kanye West si candida alla presidenza degli Stati Uniti?
Sì, insomma, forse.

Kanye West sta per pubblicare un nuovo album?
Sì, insomma, forse.

La cosa bella con Kanye West è che non sai davvero mai cosa possa riservare. Un giorno può dire messa in Chiesa come pastore e quello seguente può fare il giuramento da presidente degli Usa. Chissà?
L'unica cosa certa  al momento è che è ancora meglio come artista musicale che come politico delirante e il nuovo pezzo "Wash Us in the Blood" lascia sperare bene per il suo futuro. Lontano dalla politica, che già un Donald Trump solo basta e avanza.



#10 Levante

La sua nuova "Sirene" è un perfetto pezzo post-lockdown. Levante conferma così ancora una volta di non sbagliare un colpo. E che le vuoi dire a questa sirena qua?



#9 Baby Queen

Chi è Baby Queen?
Non lo so, non ne ho davvero idea. So solo che mi sono imbattuto in un suo pezzo per caso su Spotify, "Buzzkill", e mi ha conquistato. Credo, o almeno spero, che sentiremo ancora parlare di lei.



#8 Marilyn Manson

In un anno come questo, l'apparizione di Marilyn Manson sembra quasi angelica. Più o meno.
Il Reverendo sta tornando. L'11 settembre esce il suo nuovo album "We Are Chaos", appena anticipato da un singolo meno aggressivo rispetto ai pezzi di lancio di molti suoi precedenti lavori. Una ballata alla Bowie dark perfetta per i tempi che stiamo vivendo e per quest'estate anomala e caotica. A un primo ascolto, per me è un sì. Un hell yes.




#7 Rolling Stones

Durante la quarantena Mick Jagger e compagni, non sapendo proprio cosa fare, hanno deciso di andare a scavare nei loro archivi e dentro c'hanno trovato delle cose niente male. Non per fare il passatista a tutti i costi, cosa che non sono assolutamente, ma in effetti chi dice che non si fa più la musica de 'na vorta non c'ha nemmeno tutti i torti. La dimostrazione arriva da "Criss Cross" e soprattutto da "Scarlet" (con la partecipazione di Jimmy Page dei Led Zeppelin e di un altro tizio di cui non ricordo il nome), due "scarti" degli anni '70 che suonano meglio di molta musica contemporanea.


 


#6 The National Honor Society

Rimanendo in tema di revival, ecco i The National Honor Society, un gruppo di musica britannicissima che propone un album d'esordio, intitolato To All the Glory We Never Had, con una copertina che sembra rubata dalla discografia degli Smiths, o dei Belle and Sebastian.


Le sonorità invece ricordano più gli Oasis e i Travis. Per i nostalgici del pre-Britpop, del Britpop e del post-Britpop, una goduria.



#5 Travis

E a proposito di Travis, rieccoli! Il gruppo scozzese che ci ha regalato quelli che possiamo ormai considerare dei classici come Why Does It Always Rain on Me? e Sing si accinge a pubblicare, sebbene molto più in sordina rispetto a un tempo, il suo nuovo album, in uscita a ottobre e intitolato 10 Songs. E se tutt'e 10 sono al livello di "Valentine", che recupera le radici rock del loro album di debutto Good Feeling, c'è di che essere felici.



#4 Nothing But Thieves

Sembrano un po' i Killers e un po' i Muse e invece non sono nient'altro che ladri: Nothing But Thieves. Non il massimo dell'originalità, ma chi è a caccia della canzone rock dell'anno può smettere di cercarla: la loro Real Love Song è davvero un banger, come dicono in Gran Bretagna, o un pezzone, come diciamo dalle nostre parti.



#3 Lianne La Havas

Segnatevi il suo nome, benché non semplicissimo, perché questa diventerà grande. Lianne Le Havas ha la stoffa delle grandi. Un po' Alicia Keys, un po' Amy Winehouse, un po' Adele, ma con una voce tutta sua. Ha coverizzato "Weird Fishes" dei Radiohead senza sfigurare e coverizzare i Radiohead senza sfigurare non è cosa da tutti. Ti fischiano per caso le orecchie, Vasco?
In più "Can't Fight" ha le carte in regola per fare bene in radio, "Please Don't Make Me Cry" se esce come singolo rischia di farla esplodere definitivamente, e nel complesso il suo nuovo album che si chiama come lei è l'ascolto pop-soul ideale per il relax estivo.



#2 Billie Eilish

La nuova freschissima canzone di Billie Eilish "my future", uscita proprio oggi, mi ha fatto tornare in mente Amy Winehouse. Cosa volere di più?



#1 Taylor Swift

E se Taylor Swift fosse una delle più grandi cantautrici della nostra epoca?
Il dubbio m'era già venuto da qualche anno e adesso si è trasformato in certezza. Con la "scusa" del lockdown, Taylor ha potuto lasciare perdere tutta la parte promozionale di marketing legata all'immagine e concentrarsi unicamente sulla musica. La Swift ha rilasciato il suo nuovo album "Folklore" a sorpresa, annunciandolo poche ore prima del suo arrivo su Spotify e su tutte le piattaforme online, nella notte del 24 luglio. Fregandosene di pubblicare in piena estate un disco clamorosamente autunnale. "Folklore" è il suo lavoro più genuino, vero, intimo, in cui le sue canzoni, prive delle solite mega-produzioni pop, appaiono più nude e più belle che mai.




Guilty Pleasure del mese
Achille Lauro

Più che un cantante o un rapper nel senso tradizionale del termine, Achille Lauro è un viaggiatore nel tempo. Dopo gli anni '60 di "Bam Bam Twist", è ora tempo di muoversi con la sua DeLorean negli anni '90, quelli più dance, quelli più tamarri. Il suo nuovo progetto musicale, estetico e artistico "1990" non sarà il meglio che ha fatto, ma è un divertissement perfetto per tornare nel passato, con le orecchie e con la mente. Unico appunto: in tutta 'sta tamarreide anni '90, neanche un misero omaggio a Gigi D'Agostino? Sul serio?



Cotta del mese
Halsey

Non so cosa le danno da mangiare, ma a ogni video, a ogni cambio di colore dei capelli, Halsey diventa sempre più bella. E anche più brava, eh. Però soprattutto più bella. Non so cosa le danno da mangiare, ma spero continuino a darglielo.



Video del mese
J Balvin, Dua Lipa, Bad Bunny, Tainy "Un Dìa (One Day)"

La canzone è una latinata in tipico stile J Balvin, resa però più "commestibile" ai palati poco affini al reggaeton come il mio dalla presenza sempre gradita di Dua Lipa. E finisce per essere un pezzo sorprendentemente fico. "Un Dìa (One Day)" si segnala però soprattutto per il suo video, in cui compare in tutto il suo splendore e in tutto il suo lockdown Úrsula Corberó, l'interprete della tanto odiata Tokyo ne La casa di carta. Che poi perché sia così odiata non me lo so spiegare io e mi dissocio del tutto.



Movie Soundtrack
Eurovision Song Contest - La saga storia dei Fire Saga

Un pregio non da poco di un film come Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga è la cura con cui hanno curato la parte musicale. E' una commedia demenziale con una manciata di canzoni che sembrano una parodia e allo stesso tempo un omaggio alla storia di quella trashata che è l'Eurovision Song Contest. Però quando vuole riesce anche a farsi una pellicola seria, o quasi, e a regalarci una canzone da brividi, e magari pure da nomination agli Oscar. Husavik, interpretata da Will Ferrell con la cantante svedese My Marianne (nel film e nel video rimpiazzata da Rachel McAdams), ce la farà a conquistare la statuetta?





2 commenti:

  1. Solo te potevi scovare la figlia di Al Bano! Io ero già contenta del suo ritiro dalle scene, ci mancava solo la prole canterina!

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  2. Io invece posso ringraziare Studio Aperto per questa fondamentale scoperta. :)

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