lunedì 7 settembre 2020

Babyteeth, la ragazza con ancora un dente da latte (ma se la sfottete siete delle brutte persone)

 

Babyteeth
Regia: Shannon Murphy
Cast: Eliza Scanlen, Toby Wallace, Ben Mendelsohn, Essie Davis, Emily Barclay


Non ricordo di preciso a che età mi è caduto l'ultimo dente da latte. Sono però sicuro sia capitato prima che a Milla, la protagonista del film Babyteeth. Milla è una ragazza adolescente che frequenta le superiori, di un'età non meglio specificata ma che immagino intorno ai 15 o 16 anni. Massimo 17. Milla frequenta un ragazzo tossico e spacciatore con qualche anno in più di lei e chissà perché ai suoi genitori la cosa non sta troppo bene. Milla inoltre ha il cancro e appunto ha ancora un dente da latte. Apparentemente un dettaglio di poco conto. In realtà è una rappresentazione sottile di come Milla sia ancora una bambina. Una bambina che sta per diventare donna, la cui vita dovrebbe essere appena sul punto di cominciare e invece sta per finire. La forza di Babyteeth sta proprio nei suoi piccoli particolari, che lo rendono speciale. Ci sono tanti film più o meno belli e più o meno toccanti. Di film speciali invece ce ne sono pochi e Babyteeth rientra in questo club a ingresso riservato.


Babyteeth è tipo Colpa delle stelle riscritto da Shia LaBeouf e girato da Sofia Coppola. Invece no. È scritto dall'australiana Rita Kalnejais, attrice qua alla sua prima esperienza con una sceneggiatura per il cinema, basata su un'opera teatrale omonima da lei stessa realizzata. Ed è diretto da Shannon Murphy, pure lei australiana e pure lei al suo esordio. Un lavoro quindi con uno sguardo femminile, una produzione all'infuori dai confini di Hollywood e un approccio da debuttanti. Un film che parla di prime esperienze con la vita fatto da persone alle prime esperienze con il mondo del cinema. Tutti fattori che contribuiscono a renderlo ancora più speciale, differente rispetto alle solite cose che si vedono in giro.


Babyteeth è un “malattia movie” adolescenziale dallo stile indie, ma non è uno di quei film indie concettuali in cui non si capisce un bel niente, di quelli che ti fanno sentire scemo, perché ti sfugge il loro significato, e allo stesso tempo figo, perché stai guardando qualcosa di troppo alternativo oh yeah. Babyteeth invece è un film narrativo, che racconta una storia piuttosto semplice, ma lo fa con stile, uno stile suo. Una pellicola con due protagonisti forti, che meriterebbe di essere vista dal pubblico più ampio possibile.

È una bella storia d'amore, di un primo amore, o d'amicizia, o di quello che è, tra una malata di cancro interpretata dalla più che bravissima Eliza Scanlen, già fenomenale nella splendida miniserie Sharp Objects...


...e un tossico, nei cui panni troviamo Toby Wallace, attore della sottovalutata serie TV The Society premiato per questo ruolo al Festival di Venezia 2019 con il Marcello Mastroianni Award per il miglior giovane interprete della Mostra.


Babyteeth è però anche una storia su come due genitori affrontano la malattia della figlia. La malattia, e pure il fatto che si innamora di un tizio con la faccia tatuata.

"Ma in casa ci doveva portare proprio Post Malone?"

A questo punto si può pensare che sia un film che vuole raccontare troppo. Oppure troppo poco. Invece racconta il giusto e lo fa un tocco che si muove leggiadro su un confine scivoloso. Quello che separa le storie ruffiane, che giocano facile sullo strappalacrime, e quelle eccessivamente fredde. Babyteeth sa toccare le corde del cuore, senza che per farlo sembri ricattarti da un punto di vista emotivo. O forse ti ricatta così bene che non te ne accorgi nemmeno. In ogni caso: missione compiuta. Anche se l'età dei denti da latte l'ho passata da un pezzo, questo film è riuscito a farmi piangere come un bimbetto che ha appena scoperto che Babbo Natale non esiste.

"Babbo Natale non esiste?"

Come?
Ancora non lo sapevate?
Dai, non mettetevi a piangere anche voi. Stavo solo scherzando. Babbo Natale esiste. Certo che esiste. L'ho anche incontrato. Quando me lo sono ritrovato davanti stavo per chiamare le polizia perché si è introdotto in casa mia illegalmente, però poi quando mi ha fatto vedere che mi ha portato una pistola giocattolo come regalo ho buttato giù il telefono e ho rinunciato ad avvertire le autorità... Hey, un momento. Quella forse non era un pistola giocattolo, e quello forse non era il vero Babbo Natale.
(voto 8/10)




4 commenti:

  1. Finalmente dopo tanto tempo mi è venuta voglia di vedere un nuovo film. È promettente, anche se la cosa del dente da latte non so bene se mi sembra più cringe o più creepy.. lo scoprirò presto!

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  2. Purtroppo mi ha deluso moltissimo.
    Una simpatica galleria di personaggi, ma a un certo punto avevo perfino dimenticato che la protagonista, graziosa e in salute, fosse malata...
    Non ho capito gli applausi di Venezia.

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  4. Io e i malattia movies si sa che non andiamo d'accordo, ma da questo mi aspettavo grandi cose, soprattutto in una Venezia solitamente seriosa e pesante. Avrei preferito sforbiciati/approfonditi i personaggi secondari, e un po' più credibilità fisica per la malata protagonista... purtroppo nemmeno una lacrima, mi sono stupita per prima.

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