sabato 28 gennaio 2012

A Lonely Place to Die: ma andare in vacanza a Ibiza vi fa schifo?

A Lonely Place to Die
(UK 2011)
Regia: Julian Gilbey
Cast: Melissa George, Holly Boyd, Ed Speelers, Sean Harris, Eamonn Walker, Alec Newman, Karel Roden, Kate Magowan, Garry Sweeney
Genere: survival ma non troppo
Se ti piace guarda anche: Triangle, Eden Lake, Frozen, 127 ore, Shadow, Shrooms

A Lonely Place to Die è un film che parte già svantaggiato. Appartiene infatti a un filone di cui non sono per nulla appassionato. Quello delle pellicole che ci raccontano di tizi avventurosi che finiscono in situazioni estreme. Alla 127 ore o alla Frozen, per dirne due che nemmeno mi sono dispiaciuti.
"Sì, tranquilla, fai pure. Non so, vuoi farti anche una partita ad Angry Birds?"
È solo che io questo stile di vita proprio non lo condivido. Ben altro conto è la storia del protagonista di Into the Wild, con la sua fuga dalla società capitalista che appoggio, per quanto io in Alaska in mezzo agli orsi personalmente non ci terrei ad andare. In quel caso dietro c’è una filosofia differente. In questo caso la filosofia è quella di divertirsi a fare cose estreme come arrampicarsi sulle montagne.
Ma dico, non potete godervi una tranquilla vacanza al sole di Ibiza?
O una tranquilla crociera?
Uhm, esempio sbagliato…
Comunque, ognuno nella propria vita può fare il cazzo che gli pare, per quanto mi riguarda, però se ti cacci in certe situazioni, poi non puoi lamentarti più di tanto se ti capita qualche imprevisto tipo che ti rimane un braccio incastrato tra due rocce. E soprattutto: è proprio il caso di farci dei film sopra?

A Ibiza a quest'ora saresti abbracciata a una bottiglia di tequila. Per dire...
La partenza di questo A Lonely Place to Die con questo branco di scalatori tra le montagne della Scozia lascia quindi presagire il peggio, ma poi il film vira in un’altra direzione: quella del survival horror con la solita tematica dell’insensatezza della violenza. E il genere survival è un altro di quelli che non mi entusiasmano particolarmente.
Bene: siamo finiti dalla padella alla brace.
Però il film poi vira ancora, introducendo un nuovo personaggio a sorpresa, e poi vira ancora verso il criminal movie e insomma la sceneggiatura prende così tante pieghe inaspettate (o più o meno inaspettate) che si rischia di avere le vertigini come di fronte a un dirupo, però allo stesso tempo c’è anche la medesima scarica di adrenalina, omadonna che ficata.
Le mille direzioni prese rendono quindi A Lonely Place to Die una visione intensa, con una tensione leggera (non altissima, ma comunque presente) che accompagna dall’inizio alla fine. Di più preferisco non dirvi, perché se no vi tolgo il gusto della sorpresa.

"Tu, sì proprio tu. Se osi venire in vacanza tra i boschi, ce n'è anche per te!"
A impreziosire una sceneggiatura capace di sfuggire dalle trappole dei film di genere sopra citati, ci sono anche le affascinanti ambientazioni degli sterminati paesaggi collinari scozzesi, un regista dal buon talento visivo, come si può notare soprattutto nella parte finale, qualche eco di Lost che fa capolino qua e là nella costruzione del mistero. E qualche eco di Lost, seppur vago, non fa mai male. Fa non sto parlando della nuova serie Alcatraz.
Nel poco conosciuto cast, in mezzo a un gruppo di comprimari non troppo esaltante, in mezzo alle montagne svetta, è proprio il caso di dirlo, la protagonista Melissa George. Attrice notata già ai tempi di Dark City e in una particina piccola ma importante nel Mulholland Drive di David Lynch, stella sempre sul punto di esplodere e invece mai esplosa. Non so se adesso il non esplodere possa essere considerata una sfiga, però per fortuna la Melissa non è mai nemmeno implosa, si è tenuta in allenamento in varie serie tv, da Alias a Grey’s Anatomy, e negli ultimi tempi si è notata nell’interessante Triangle. Anche quello un film capace di scappare dai soliti stereotipi del genere survival-horror.

A Lonely Place to Die è quindi una bella roba. Non un “bella roba” di quelli detti in maniera ironica, ma un bella roba che significa che questo è un film che consiglio.
E se sono sopravvissuto io a un survival horror, potete farcela benissimo pure voi.
Sarà anche che questo alla fin fine del survival horror ha ben poco…
(voto 6,5/10)

12 commenti:

  1. Devo dire di trovarmi abbastanza d'accordo con la tua recensione, stranamente.
    Anche se io ad arrampicarmi andrei tranquillamente, e poi dritto a sbronzarmi in riva al mare! Ma che te lo dico a fare!? Tu staresti sempre in poltrona! ;)

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    1. certo che sì!
      col cazzo che rischio la vita per andare a gridare altissima purissima fordissima sul cucuzzolo della montagna :D

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  2. Credo che, nonostante il tuo consiglio, farò volentieri a meno di questo film! Non sapevo neppure della sua esistenza, non so se ringraziarti o picchiarti :P

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  3. Io voglio abbracciare la tequila, io, io, io!

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  4. I primi tre film nominati mi sono piaciuti abbastanza, su tutti Into the wild, davvero bello. Questo sembra abbastanza interessante:)

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  5. Mi era piaciuto molto. Ben scritto e diretto, teso fino alla fine. Speriamo che la George continui a scegliere film di questo tipo. :)

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  6. Già dal titolo ho iniziato a ridere e chi mi fermava più?!?
    Sei troppo forte!

    La parolina magica "Lost" ha scatenato in me la voglia di vedere questo film.

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  7. Mi ero dimenticata quanto eri ironico a descrivere le trame di film!ahha!!
    Mi piace!!!:D:D:D

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  8. Ammetto che quando ho voglia di rilassarmi il genere è tra quelli che preferisco.Non lo perderò.

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