martedì 26 giugno 2012

Detachment - Il distacco della retina per eccesso di bellezza

"Ragazzi, oggi lezione di cinema: verrò a trovarci Cannibal Kid..."
Detachment - Il distacco
(USA 2011)
Regia: Tony Kaye
Cast: Adrien Brody, Sami Gayle, Christina Hendricks, Betty Kaye, Marcia Gay Harden, James Caan, Lucy Liu, Bryan Cranston, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, William Petersen, Celia Au, Renée Felice Smith
Genere: educational (non Rai)
Se ti piace guarda anche: La classe, American History X, Afterschool, Elephant

Apriamo il file Tony Kaye: chi è e che fine aveva fatto?
Tony Kaye è il regista di American History X, pellicola strepitosa del 1998 che riusciva a parlare di razzismo e neo-nazismo in maniera dura, cruda, nuda, senza moralismi o buonismi assortiti e con un Edward Norton impossibile da dimenticare con quella svastica tatuata sul petto. Una delle intepretazioni più magistrali nella storia del cinema incredibilmente non premiata con l’Oscar. Quell’anno hanno preferito consegnarlo nelle mani del nostro Roberto Benigni. L’unico attore italiano uomo di sempre ad aver avuto l’Oscar di miglior protagonista (tra le nostre attrici ce l’hanno invece fatta Anna Magnani e Sophia Loren) e lo vanno a dare al pur simpatico Benigni, recitativamente nemmeno lontanamente paragonabile all’American Norton X? Robe da non credere…
File Norton messo da parte in un’altra cartella, torniamo al file Tony Kaye. Al di là dell’interpretazione enorme del suo protagonista, American History X era un film girato alla grande, in grado di coniugare un cinema indie con qualche tentazione sperimentale al racconto preciso e puntuale di una storia. E che storia.

"Chi preferisce lasciare l'aula piuttosto che sentir parlare Cannibal Kid?"
Dopo quel gran film d’esordio, Tony Kaye è sparito dai radar, almeno di quelli del “cinema che conta” (scusate se non ho trovato una definizione migliore). Nel 2004 ha girato Snowblind, nel 2007 Lobby Lobster, nel 2009 Black Water Transit. Qualcuno li ha visti? Qualcuno li ha anche solo sentiti nominare? Si tratta di pellicole indipendenti, senza nomi di richiamo nel cast e che anche a livello di festival e/o critica cinematografica sono passati piuttosto inossevati. Quasi inutile aggiungere che in Italia non sono mai nemmeno arrivati. L’ultimo anzi non è nemmeno ancora uscito ufficialmente neppure negli USA.

"Questa è la mia relazione sull'intervento di Cannibal Kid: in pratica dice
che è la più grande marea di idiozie che io abbia mai sentito..."
La curiosità era dunque altissima per vedere questo suo nuovo film che, per quanto sempre pellicola indie, ha un cast di discreto richiamo: Adrien Brody, Marcia Gay Harden, Lucy Liu, James Caan, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, più stelle dei telefilm come Christina Hendricks, William Petersen e Bryan Cranston. Con attori di questo livello e una distribuzione che raggiunge (a sorpresa) anche l’Italia, finalmente allora abbiamo l’occasione di scoprire se questo Tony Kaye è una meteora riuscita a fare il colpaccio con l’opera d’esordio per poi perdersi clamorosamente con i film successivi, come capita a un sacco di registi. Tra i casi recenti mi vengono in mente Florian Henckel von Donnersmarck, l’innominabile tedesco passato da Le vite degli altri all’inguardabile The Tourist, o Anton Corbijn, l’olandese fiondato dal bel Control al pessimo The American.

"Preferisco battere in strada piuttosto che sentire Cannibal in aula."
"Anch'io!"
Non potendo valutare le altre 3 pellicole uscite in mega-sordina e alla luce solo di questo nuovo Detachment, personalmente mi sento di affermare che Tony Kaye possa essere inserito di diritto tra i grandi registi mondiali contemporanei. Questa pellicola è una delle opere più belle sulla e nella scuola degli ultimi anni. Rispetto all’Elephant di Gus Van Sant è meno glaciale e più umano, rispetto al francese La classe di Laurent Cantet è meno neorealistico e più movimentato e inventivo, sia da un punto di vista cinematografico che da uno fisico, visto che non è ambientato interamente dentro le mura della classe. In ogni caso entra nella meglio scuola messa in scena al cinema.
Detachment ci introduce in un liceo americano, ma non è per nulla una pellicola teen o qualcosa di vicino alle solite high-school. Se proprio dobbiamo trovare un paragone, mi ha ricordato la serie Boston Public, per la durezza della rappresentazione di una scuola con studenti definiamoli “problematici”, oppure un Friday Night Lights, ma senza il football.
Gli studenti in questa storia rimangono piuttosto sullo sfondo (salvo il caso di una studentessa), però se non altro è un caso più unico che raro in cui non vediamo la solita divisione tra sportivi e cheerleader da una parte, e nerd e loser vari dall’altra. Qui gli studenti sono tutti in qualche modo senza speranza e senza futuro. Proprio come i professori. E il film è su di loro che si concentra.

Detchment ci parla dell’insegnamento, della professione del professore, della disperazione di questi insegnanti. In particolare di uno, il protagonista interpretato da Adrien Brody. Un attore che non mi ha mai convito del tutto, fatta eccezione per The Village di M. Night Shyamalan, dove faceva lo scemo del villaggio e guarda caso quella parte gli usciva alla perfezione. Dopo una serie di filmetti più o meno sbagliati, ma più più sbagliati che meno meno sbagliati, Brody qua mi è invece piaciuto parecchio. Il suo personaggio è quello di un supplente piombato a insegnare letteratura in una classe di degenerati. In qualche modo, riuscirà a far breccia nelle loro menti poco propense all’apprendimento e lo farà come capitano mio capitano alternativo. Un po’ Brody è un modello di ispirazione per questi ragazzi, un po’ è un’anima in pena nel mezzo del cammin della sua vita, e per certi versi è ancora più in pena lui di loro. Più che una guida, è una non-guida. Più che una persona, è una non-persona. Un personaggio estremamente sfaccettato, difficile da decrifrare e il suo bello è questo.

Tra gli altri nomi del super cast si segnala soprattutto Christina Hendricks. La rossa di Mad Men dopo Drive si ritaglia un’altra particina in un filmone e si conferma una delle poche attrici “tettone” in grado di recitare davvero bene. Per me che faccio parte della generazione cresciuta a pane e Baywatch non è una cosa così scontata. Per la mia generazione, le attrici tettone sono infatti buone solo a correre al rallentatore sul bagnasciuga. Almeno fino all’arrivo della Jimi Hendricks del cinema.
Attenzione poi all’emergente Sami Gayle, interprete di una giovanissima prostituta che incrocierà il suo destino con quello di Adrien Brody, mentre la studentessa preferita del prof. è interpretata da Betty Kaye, la figlia del regista. Nonostante le accuse di nepotismo che si potrebbero avanzare, diciamo subiot che se la cava bene.

Gli altri personaggi del film sono invece più abbozzati e l’errore che è stato fatto, se possiamo parlare di errore, è quello di aver preso volti parecchio conosciuti. Uno vede ad esempio Bryan Cranston di Breaking Bad e si aspetta che compaia più di due secondi. Oppure uno vede William Petersen nella sua prima e finora credo unica apparizione da quando ha finito l’impegno decennale di CSI e si aspetta che il suo sia un personaggio fondamentale nella storia. Lo stesso per gli altri, da Lucy Liu a Marcia Gay Harden. Comprimari di lusso e poco altro, eccetto un James Caan che riesce a ritagliarsi un paio di grandi scene.
Se proprio vogliamo trovare un difetto a questo film, è quindi quello di presentare troppi personaggi dal potenziale notevole e non riuscire, anche per mantenere un minutaggio decente, a svilupparli tutti del tutto. Detachment nel suo eccesso di creatività a tratti appare persino un poco pasticciato (vedi i titoli di testa con le interviste a veri professori), eppure offre così tanti spunti che potrebbe risultatare un’ottima fonte di ispirazione per un’intera serie tv, una serie in grado di riscrivere le regole della rappresentazione liceale classica.
Non credo ciò avverrà, però il legame tra film e mondo dei telefilm, si veda anche il già citato cast, è stretto. Al di là del fatto che potrebbe essere il pilota per una serie, Detachment resta comunque un film fatto e finito, con qualche imperfezione che però riesce solo a renderlo ancora più umano, più sofferto, più intenso.

Concludo come fa Adrien Brody in veste di professore in questo film: lui non obbliga i suoi studenti a restare in classe. Chi non ha voglia di imparare, è libero di andarsene seduta stante. Lo stesso faccio io: più che consigliarvi di guardarvi assolutamente questo film non posso fare. Se invece volete lasciare l'aula e perdervi questa nuova perla di American Tony Kaye X, che a tratti sembra di vedere un film di Terrence Malick sotto MDMA, non lamentatevi poi se di fianco al vostro nome comparirà la perentoria scritta: BOCCIATO.
(voto 8,5/10)

31 commenti:

  1. Visto anche io da poco, concordo in pieno col voto, ottimo film che conferma il talento di Kaye. Ho adorato in particolare la vicenda della giovane prostituta, l'attrice è splendida e davvero brava.

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  2. grande film..uno dei migliori americani degli ultimi anni

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  3. Irriverent Escapadegiugno 26, 2012 10:29 AM

    Fantastico.
    Dopo le bottigliate di Ford e le sciabolate di Julez, le tue lodi.
    Se si fossero inventati una operazione di marketing on blog per attirare alla visione della pellicola, non avrebbero potuto fare lavoro migliore. Come dice qualcuno "questo film spacca": si in due!!!
    Non lo inseguirò di certo, visto che già non mi attirava troppo, ma, quado capiterà, lo vedrò e, forse, ci capirò qualcosa ;)

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    1. guardalo, che questo è uno dei film imperdibili dell'anno!

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  4. Il film più irritante dell'anno.
    Demagogico, retorico, schifosamente irritante, girato con quel piglio da regista alternativo da Festival del cazzo, interpretato come al solito con la faccia depressa da Brody, ormai bollitissimo.

    Kaye non ha capito nulla di come si insegna. Invidia soltanto i ragazzi perchè vorrebbe tornare indietro nel tempo e vivere l'adolescenza con una maturità da adulto.
    Come ho scritto dalle mie parti, fanculo Tony Kaye. E fanculo Detachment.

    E così ho sfoderato un pò di bottigliate anche qui. :)

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    1. dalle tue parole ingiustificatamente infuocate,
      non è che l'invidia è la tua? :)

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    2. Ingiustificatamente per te! ;)
      Per me, senza dubbio, questo è il film peggiore dell'anno, considerate le aspettative che avevo.

      Più che da invidiare, posso ringraziarlo: in fondo ha risvegliato la mia furia da bottigliate - che mancava da un pò - e ha scatenato discussioni e visite come nessun altro film era riuscito a fare dai tempi de I Vendicatori. ;)

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. e come al solito tutto gira intorno a te.
      e poi siamo io e tony kaye quelli egocentrici... :D

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. anche per me un grande film che comunque sta spaccando in due l'audience: anche questo è un merito...

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    1. più che spaccare in due l'audience, a me sembra sia piaciuto tantissimo un po' a tutti quelli che l'hanno visto, tranne a ford...

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  6. Lo aspettavo questo film! Avevi visto Half Nelson con Ryan Gosling? Anche lì c'è un professore perso in una scuola problematica, con una story angle molto interessante, mi era piaciuto molto. Questo Detachment entra dritto dritto in to watch list. :)

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  7. bellissimo, duro, doloroso, mi azzarderei a definirlo un capolavoro!

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  8. accipicchia la ragazzetta è la figlia del regista? non lo sapevo! comunque potrebbe essere una che farà strada... non è per niente male. il film non mi è dispiaciuto ma siamo lontani dal capolavoro...

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  9. anche per me un grande film,

    e ho fatto qualche ricerca

    in USA non è andato bene (http://boxofficemojo.com/movies/?id=detachment.htm), meno male esistono i festival

    in più Tony Kaye ha girato un documentario sull'aborto (http://www.imdb.com/title/tt0841119/) e un po' di pubblicità, che si trovano su youtube

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  10. Ok, come spesso accade siete in disaccordo.
    Vedremo chi dei due ha ragione...

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  11. Beh se è un film che fa discutere, bisogna per forza guardarlo. Speriamo sia dalla parte del pollice alto, ma non per andare contro Ford, solo perchè preferisco guardare un film che mi piaccia:D

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    1. Affari, anche io speravo di vedere un gran bel film: peccato che sia stata una delle visioni peggiori dell'anno! ;)

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    2. affari, guardalo tranquillamente.
      ford è l'unico al mondo a cui non è piaciuto, difficilmente ti deluderà...

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  12. Un ritratto non convenzionale sull'istituzione...un film toccante. Un Brody Spettacolare e il cast davvero brillante,comprese le neo stelle Sami Gayle e Betty Kaye. Ho apprezzato quei tagli sui monologhi di Henry, affidati alla macchina da presa quasi a fare da confidente al professore. Condivido il tuo voto e la tua recensione...un film da vedere!!!

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  13. Cannibale, a me non è piaciuto per nulla, anzi mi ha infastidito e oppresso. Troppo melenso, retorico e cosa che odio: bacchettone. Dopo 5 minuti d film, il prof. Ci ha già propinato retorica trita e ritrita e gli espedienti narrativi che usa per me non poggiano su nulla! Bocciato!

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  14. Il film mi è piaciuto ma a mio parere il vero capolavoro del genere è HALF NELSON con un Ryan Gosling in stato di grazia. Caldamente consigliato, rigorosamente in lingua originale.

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  15. Dunque.

    Non ho amato American History X. Io l'ho trovato un film buonista, in realtà. Sarà che non mi piace il modo in cui gli Americani affrontano temi come il razzismo o gli estremismi, ma tant'è.

    Brody per me è un attorone, aiutato dalla faccia che ha, che fa il 70% del risultato. Ma è bravissimo.

    E la regia è qualcosa di eccezionale. Ogni singola immagine del film sarebbe una fotografia splendida. Inquadrature, fotografia (appunto), movimenti di camera, è tutto visivamente godibile. Ma un po' pasticciato, come hai detto tu.

    Mi sembra che, tra trame e sottotrame, il film si aggrovigli un po' su se stesso e anche la fantastica regia sembri più un esercizio di stile che altro. Insomma, è come un porno con Jenna Jameson: visivamente godibilissimo, ma non mi ha convinto del tutto.

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    1. il paragone con un porno con jenna jameson mi sembra che ponga comunque il film su livelli di eccellenza assoluti :)

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  16. Visto ora, meglio tardi che mai o no?
    Bello, non c'è che dire. Retorico in certi punti e assolutamente originale in altri. Non un capolavoro ma un buon film a patto che non si sia sull'orlo di una crisi personale perchè altrimenti non aiuta!

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