domenica 14 febbraio 2016

Sanremo 2016, and the winner is... Cristina D'Avena





Sanremo chiude i battenti e a questo punto può partire una sola canzone. Amen?
No: Hallelujah!

Alla fine, per quelli che ancora non lo sanno, ieri sera ha vinto la Juve. Allo Juventus Stadium.
All'Ariston invece hanno vinto gli Stadio. O forse il contrario?
Fatto sta che in entrambi i casi per i campani è stato nu juorn e merda.

La serata di ieri ha comunque visto un altro grande protagonista. Quello che per intere generazioni di italiani ha rappresentato un po' ciò che David Bowie ha rappresentato per gli inglesi. Un punto di riferimento essenziale nella nostra crescita, che ha segnato per sempre la nostra idea di musica e di sessualità.
Renato Zero?
Ma va, sto parlando di Cristina D'Avena.


Sanremo anche nella finale ha dimostrato quindi il trend delle serate precedenti alternando cose buone a cose molto cattive.
Tra le cose buone, almeno per quanto mi riguarda, c'è stato un inaspettato secondo posto della mia preferita, la cucciolosa Francesca Michielin. C'è stata poi la fantastica esibizione degli Elio e le Storie Tese in versione Kiss e poi... Cristina D'Avena l'ho già detta?
Va beh, allora le cose buone sono finite qui.

Quanto alle cose molto cattive, la vittoria degli Stadio non la appoggio per niente, però c'è da dire che poteva andare peggio. Poteva vincere la coppia Giuseppe Caccamo + Deborah Iurato. O potevano apparire i tre tenorini del volo in collegamento live da New York...
Quest'ultima cosa è davvero successa?
Pensavo fosse solo un mio incubo. D'altra parte in questi giorni di infinite puntate sanremesi è stato difficile distinguere la realtà dal sogno, il giusto dallo sbagliato, il Bene dal Male, gli umani dagli alieni, la vita vera dagli internet e io mi sa che sto cominciando a parlare come Renato Zero, quindi chiudiamo qua la intro e passiamo a rivedere quanto successo ieri sera.

Francesco Gabbani
Come da tradizione, ad aprire la serata ci pensa il vincitore delle Nuove proposte.
Certo che certe tradizioni andrebbero fatte finire.
Amen comunque è una canzone che andrà fortissimo in radio. Soprattutto su Radio Maria.
Per quanto mi riguarda, più la sento e più mi sembra un pezzo senza senso. Il testo per caso l'ha scritto Renato Zero?
(voto 4/10)


Il Volo

Pensavo che Sanremo avesse esaurito i colpi bassi nella quarta seratad, tra Enrico Brignano, Giovanni Toti e la musica reggaeton. Ma mai sottovalutare la potenza devastante di un Festival, ditelo anche alla Protezione civile.
Ieri sera Carlo Conti ci ha “regalato” un collegamento dagli Stati Uniti con i tre tenorini più odiati d'Italia: Il Volo. Un collegamento in cui le risposte alle domande arrivavano con più ritardo di quelle di Samantha Cristoforetti dallo spazio. Solo che questa volta non era colpa del collegamento.



Visto che le cattive notizie non arrivano mai da sole, subito dopo Carlo Conti ci comunica anche il nome dell'artista ripescato che tornerà in gara: Irene Fornaciari, con la sua canzone impegnata (ma più che altro impegnativa per gli ascoltatori) sui migranti.



Roberto Bolle

Roberto Bolle from Casale Monferrato ha ballato praticamente nudo ed è stato bravissimo. Con la sua performance sulle note di “We Will Rock You” dei Queen ha dichiarato di aver voluto mostrare come la danza classica possa anche essere una cosa figa e non una roba noiosa. Cosa che però tutti gli uomini etero e le donne non etero avevano già capito guardando Natalie Portman e Mila Kunis ne Il cigno nero.



Dopo questa lunga intro, a un orario in cui di solito la maggior parte dei concorrenti va a dormire, comincia la finale.

Francesca Michielin

Per farsi perdonare l'apparizione a tradimento de Il Volo, la gara parte dalla mia canzone sanremese preferita da anni a questa parte. Tipo da “Destinazione Paradiso” di Gianluca Grignani e “Tutti i miei sbagli” di Sanremo. Considerando che il primo è finito a fare i concerti di Capodanno con Gigi D'Alessio e i secondi credono di aver composto le musiche del nuovo di Tarantino o qualcosa del genere, vai Francesca, il futuro è tutto tuo!
(voto 8/10)



Alessio Bernabei
Alessio Bernabei il suo Festival l'ha vinto: ha superato i suoi ex amichetti Dear Jack e ha fatto un pezzo che spopolerà nel suo target di riferimento: le ragazzine tra i 12 e i 16 anni.
Per noi il fatto che ce lo siamo dovuti sorbire invece è un po' meno una vittoria.
(voto 5,5/10)

Clementino
Clementino è la versione sanremese di un gangsta rapper. Quello che, se vede gli Stadio per strada, anziché fregargli il portafogli li aiuta ad attraversare la strada. O si ferma a guardare un cantiere insieme a loro.
Preferirei un po' di cattiveria in più, però lui e la sua canzone non mi dispiacciono.
(voto 6+/10)

Patty Pravo
La canzone sentita in radio in versione di studio non è nemmeno malvagia. Peccato che dal vivo Patty Pravo sia come Bertolaso a Roma: impresentabile.
In ogni caso io mi aspetto di rivederla presto. Non all'Ariston, ma in Avatar 2. Lì sarà perfetta.
(voto 5,5/10)

Lorenzo Fragola
Che gli vuoi dire, a Lorenzo Fragola?
Non ha un enorme talento, né è una chiavica totale. È un po' il Medioman della nuova musica italiana.
(voto 6/10)



Noemi
Noemi in versione Fiorella Mannoia m'annoia.
(voto 5,5/10)

Cristina D'Avena

Finalmente arriva lei, la vera Regina della musica italiana: Cristina D'Avena.



Un unico difetto: è stato troppo breve. Laura Pausini, Eros Ramazzotti, i Pooh e Renato Zero sono rimasti 6 ore l'uno, e Cristina D'Avena me la tenete 10 minuti scarsi, per altro senza manco farle cantare molte delle sue hit più celebri, e senza nemmeno darle un premio alla carriera?
Shame on you, Sanremo. Shame on you.
(voto 8/10)





Elio e le Storie Tese

Elio e le Storie Tese vestiti e truccati come i Kiss.
Alla faccia degli snob come il mio blogger rivale Mr. James Ford che il Festival si rifiutano di guardarlo!
Peccato che la canzone, seppure abbia qualche momento geniale, nel complesso non sia una delle migliori del loro repertorio.
(voto 7+/10)

Pieraccioni + Panariello + Conti

Du palle, ma da loro mi aspettavo di peggio. Se non altro ci hanno risparmiato Ceccherini.
(voto 4/10)

Arisa
Se devo parlare con Sincerità, la preferivo i primi tempi, nel lontano 2009. Adesso resta meglio di molti altri in gara, ma mi ha un po' stufato.
(voto 6/10)

Stadio

Pezzo con una prima parte lagnosa, che poi esplode in un coro da Stadio. Se a ciò aggiungiamo un testo sul rapporto padre-figlia che più ruffiano è difficile da immaginare, la vittoria a Sanremo è servita su un piatto d'argento.
(voto 4/10)

Annalisa

Questa non è solo bona. È pure brava.
(voto 7/10)

Renato Zero

Renato Zero è una di quei misteri della musica italiana che io non ho mai capito. Un po' come il suo delirante monologo, che forse è un coming out o forse sono solo delle parole messe insieme a caso.
Nel corso della sua lunga, interminabile ospitata si risolleva con i pezzi più disco, però per me la sua mezzora abbondante tra alieni e pericoli di questi internet è stata un enorme punto interrogativo.
(voto ?/10)



Rocco Hunt
La sua canzone continua a essere una buffonata, ma se non altro mi ha risvegliato dal Festival di SanZero.
(voto 5/10)

Dolcenera

Nel finale del brano esagera un pochino con i vocalizzi, però bel pezzo. E bella pure lei.
(voto 6,5/10)

Enrico Ruggeri
Niente male il suo look da psicopatico dei film. Meno la canzone.
(voto 5/10)

Caccamo e Iurato
Questi proprio no.
Da soli sono nocivi. Combinati insieme sono una minaccia nucleare.
(voto 1/10)

Valerio Scanu
Gli va dato atto di impegnarsi. Il suo problema è quello. Anche sforzandosi al massimo, fa pena comunque.
Rispetto alle altre sere il suo pezzo devo dire che mi è sembrato meno atroce. E poi, anche se gli autori delle sue canzoni cambiano, i testi scult restano una sua costante.
(voto 4/10)



Irene Fornaciari
L'hanno ripescata soltanto per farla finire ultima.
Gli autori di Sanremo sono più diabolici di George R. R. Martin e Shonda Rhimes (o di Caccamo e Iurato) messi insieme.
(voto 4/10)


E ora è il momento della...
Classifica

16 Irene Fornaciari
15 Dolcenera
14 Alessio Bernabei
13 Valerio Scanu
12 Elio e le Storie Tese
11 Annalisa
10 Arisa
9 Rocco Hunt
8 Noemi
7 Clementino
6 Patty Pravo
5 Lorenzo Fragola
4 Enrico Ruggeri



In finale quindi vanno:

Francesca Michielin
Giuseppe Caccamo e Deborah Iurato
Stadio

La classifica ha riservato diverse sorprese. Non mi aspettavo ad esempio che Annalisa e gli Elii sarebbero finiti così in basso, come nemmeno Valerio Scanu, che nelle classifiche di vendita mi pare stia andando (inspiegabilmente) bene. Non mi attendevo poi un Enrico Ruggeri tanto in alto.
Il colpo di scena assoluto è però la presenza di Francesca Michielin in finale. Una cantante che mi piace rischia di vincere il Festival di Sanremo???
Non sono psicologicamente pronto per questo.

Willy William
Ospite internazionale verso l'1 di notte arriva quello della canzone che fa “Alé alé alé”. Di cori da Stadio in questo Festival non ce n'erano già abbastanza?
(voto 5/10)

Per la marketta della serata c'è Beppe Fiorello, che presenta la sua nuova ennesima fiction con un one-man show sinceramente non richiesto. E poi c'è anche Guglielmo Scilla in arte willwoosh, o forse il contrario, che sarà il protagonista della nuova serie di Rai 1 Baciato dal sole. Spaesato e un po' impacciato, non sembra ancora essere uno da Rai. E ciò è un bene.


Giunti al termine delle 5 serate, scatta la pagella pure per i conduttori.

Carlo Conti

Come un capotreno diligente, ha condotto Sanremo facendo filare tutto (troppo?) liscio e giungendo a destinazione senza un eccessivo ritardo. Inferiore a quelli cui Trenitalia ci ha abituati, se non altro. Ha azzeccato qualche mossa qua e là, come l'ospitata di Ezio Bosso e la scelta di Virginia Raffaele, ma è parso sempre impaurito di fare polemica o alzare i toni. Democontiano dall'inizio alla fine.
Diligente sì, noioso anche.
(voto 5/10)

Gabriel Garko

Piaccia o meno, è stato uno dei grandi protagonisti di questo Festival. Più che per chi ha vinto o per chi è stato ospite, ricorderemo Sanremo 2016 come l'edizione dei nastri arcobaleno e di Gabriel Garko valletto, incapace su tutta la linea, persino di leggere e di parlare in italiano. Senza di lui, sarebbe di certo stato un Festival parecchio meno divertente. Memorabile, a modo suo.
(voto 6+10 d'incoraggiamento)

Madalina Ghenea

Il Festival era la sua occasione per dimostrare di essere qualcosa più di un gran bel paio di tette.
Non l'ha sfruttata. Vorrà dire che ce la terremo solo per le sue tette.
(voto 5,5/10)

Virginia Raffaele

Mattatrice assoluta del Festival. Fortuna che c'è stata lei, altrimenti con gli altri comici presenti questo Sanremo si sarebbe rivelato un funerale. Se proprio vogliamo trovare qualcosa da ridire pure su di lei, se le sue imitazioni sono state fenomenali, soprattutto quelle di Carla Fracci e Belen Rodriguez, nella serata finale presentandosi come se stessa ha un pochino deluso. Avrebbe dovuto fare Maria Elena Boschi, ma si può immaginare chi l'abbia frenata...
Qualcuno ha detto Carlo Conti?
(voto 8-/10)

È il momento dei premi. Prima quelli per il miglior testo ad “Amen” di Francesco Gabbani (really???), quello per la miglior musica agli Stadio, quello della sala stampa-tv-web sempre agli Stadio e quello della critica a Patty Pravo. Dopodiché c'è l'annuncio del vincitore, o meglio dei vincitori...

Hanno vinto gli Stadio. Contenti?
Solo che adesso è troppo tardi per pentirsi di aver insegnato a usare il cellulare ai vostri genitori. E ai vostri nonni.





Secondo posto per Francesca Michielin e terzo posto per Caccamo e Iurato.
Non c'è insomma stato nessun grado di separazione tra Francesca Michielin e la vittoria. Tranne i 40 di febbre di chi ha votato per gli Stadio. Devo però ammettere di essere quasi sollevato. Se mi piaceva una canzone vincitrice del Festival, ero già pronto per andare a nascondermi.
Alla fine posso allora accettare con serenità il trionfo dei vecchi, volevo dire dei nuovi Vecchioni, gli Stadio. Cosa che, anche quest'anno, Cannibal Nostradamus Kid aveva previsto. Altroché Striscia la Notizia.


7 commenti:

  1. Vittoria, almeno, non scontata. Canzone che non scarich... ehm, comprerei, però non è stata la solita vittoria dei talent. Non che, con Annalisa e la Michielin, ad esempio, i talent facciano granché male. Però l'Italia è un paese per vecchi, Sanremo è cosa da vecchi, quindi c'è coerenza. Meglio dei tre tenorini senz'altro. O di uno Scanu a fantasia, o dell'allegro duo. La Michielin, però, meritava parecchio, anche se non ha bisogno dei riflettori del Festival - o di Fedèz - per vendere. :)

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  2. Su Annalisa non si può che concordare. Al cento per cento

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  3. Io ricorderò questo Sanremo non per i nastri arcobaleno o per Gabriel Garko, ma per il podio dalle intense venature horror. Comunque tra le tre finaliste penso abbia vinto la meno peggio, ma più che una vittoria si può definire un oscar alla carriera per gli Stadio.
    Il premio della critica è stato assegnato giustamente a Patty Pravo, letteralmente scippata di una vittoria che avrebbe meritato. Continuano a piacermi anche i pezzi di Arisa e Annalisa, Elii sempre geniali e aggiungo tra i miei preferiti anche Ruggeri. Quest'ultimo avrebbe meritato il premio per la miglior musica, se non altro per rendere giustizia a quel bell'assolo di tastiera.
    Comunque i miei preferiti non vincono mai, sarà successo due o tre volte in croce.

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  4. Ieri ci ho dato un'occhiata al volo mentre sistemavo dopo cena come una brava massaia: Elio Kiss fantastico, e avendo beccato gli Stadio mi sono detto "Questi vincono".
    Comunque, mi trovo quasi totalmente d'accordo, a parte il fatto che Annalisa non è così bona. ;)

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  5. Dopo i tentativi delle prime serate, Sanremo l'ho lasciato ai pazzi come te anche se alcune cose mi pento di averle perse. Non ricordo neanche mezza canzone, vedremo cosa proporranno le radio (Deejay)... felice comunque per la mia praticamente compaesana Michielin, temevo fosse una meteora da X-Factor e invece a sorpresa con o senza Fedez mi piace.

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  6. Ahhh mi sono perso la miglior performance di Elio! Dannazione

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  7. Io avevo paura che vincesse la Michielin, per i tuoi stessi motivi, ed anche perché di solito vincere a Sanremo porta una iella nera, a parte qualche raro caso, soprattutto negli ultimi anni. Per cui se dev'essere una sorta di eutanasia artistica, meglio che lo sia per i pur bravi Stadio (canzone molto paracula, ma loro sono dei musicisti veri) che ormai la carriera l'hanno fatta. Alla nostra dolce Franceschina, auguro di non mettere mai più piede su quel palco.

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