martedì 12 luglio 2016

The Blogger Experience





The Girlfriend Experience
(serie tv, stagione 1)
Rete americana: Starz
Rete italiana: Infinity TV
Creata da: Lodge Kerrigan, Amy Seimetz
Cast: Riley Keogh, Paul Sparks, Mary Lynn Rajskub, Amy Seimetz, Kate Lyn Sheil, Alexandra Castillo
Genere: alla puttanesca
Se ti piace guarda anche: The Girlfriend Experience (il film), Diario di una squillo per bene, Shame, Flesh and Bone, Brazzers

In occasione dell'arrivo della serie tv The Girlfriend Experience, trasmessa negli Usa da Starz e in Italia da Infinity TV, sono stato contattato dalla prestigiosa rivista per soli uomini Playgoi per realizzare un servizio-inchiesta sul mondo raccontato dalla serie, quello delle escort di lusso. Incuriosito da questo ambiente che prima non conoscevo assolutamente e non avevo mai nemmeno sentito nominare, ho scoperto che non si tratta soltanto di ragazze che in cambio di denaro vendono il proprio corpo per prestazioni sessuali. Sì, anche quello, ma non solo. La Girlfriend Experience consiste appunto nel fare da accompagnatrici ai propri clienti recitando in tutto e per tutto la parte della fidanzata.

Ho così cominciato a condurre le mie indagini e mi sono recato sul sito nonchiamatecimignottemagirlfriends.org e sono andato a caccia della mia zoccol... ehm, della mia girlfriend ideale.
Mi sono imbattuto in una Melissa P e sono stato tentato da una Scarlett J e da una Jennifer L.


Non so se le foto fossero proprio le loro o le avessero rubate a qualcun'altra. Chissà?
Comunque, procedendo nell'elenco, quella che più ha colpito la mia attenzione è stata una certa Riley K. Una gran bella fig...liola. Ad attirarmi è stato il suo aspetto differente da quello delle solite altre tettone mignottone. Lei si è distinta per le sue immagini di classe, raffinate, da segretaria porca, ma con stile.


L'ho così contattata al telefono e ci siamo accordati per un rendez-vous, qualunque cosa questa misteriosa parola significhi.
Una volta che ci siamo incontrati, in una costosissima camera d'hotel sponsorizzata dalla rivista Playgoi, sono rimasto colpito dal fatto che lei fosse effettivamente come nelle foto. Non era un fake. Per rompere l'imbarazzo che si era creato tra noi, lei con fare esperto mi ha chiesto che cosa volessi fare. Io, dopo aver vagliato attentamente le varie possibilità a mia disposizione, le ho risposto: “Guarda, mi andrebbe proprio di fare una bella... partita al Monopoli. È da un sacco che ci voglio rigiocare e non gli va mai a nessuno e così ora che pago una bella ragazza che farle fare tutto ciò che voglio, posso finalmente avere qualcuno con cui giocare a Monopoli. Cos'altro volere?

Abbiamo giocato a Monopoli e a tante altre cose divertenti, come Hotel, Scarabeo e pure a dama. Non a scacchi che è una roba troppo complicata da intellettuali, ma a dama, la versione nazional-popolare degli scacchi. Insieme abbiamo così passato una giornata magnifica.
Dopo esserci salutati, sono tornato a casa felice e, per via di tutta la fatica fatta con i vari giochi, ho cercato un po' di relax e mi sono messo comodo a guardare una serie tv a caso: The Girlfriend Experience.


Si tratta di una visione molto intrigante e sexy. Un'incursione nella vita di una ragazza che ha un doppio lavoro: stagista presso un gruppo di avvocati come professione ufficiale e poi nel tempo libero escort di lusso. Potrebbe apparire come un legal-porno, però il tutto possiede anche qualche venatura thriller e viene affrontato il tema del mobbing. Soprattutto, di legal c'è davvero ben poco e di porno parecchio. Raccontata così potrebbe sembrare la serie dell'anno e purtroppo va detto che non lo è. Sarà per via di sceneggiature che definire esili è un eufemismo e che paiono meno elaborate appunto di molti pornazzi. Non che in genere guardi dei pornazzi, sia chiaro. No, no.


Oppure sarà anche per via di episodi che per lo più si concludono in maniera sospesa e danno un senso di incompiutezza. Magari è un problema mio, visto che le serie che hanno puntate della durata di 25/30 minuti, a metà strada tra una sitcom di 20 e una serie “normale” che in genere dura tra i 40 minuti e l'oretta, mi offrono spesso questa sensazione. Anche nei casi migliori, come ad esempio Girls: accanto ad episodi magnifici, altri danno l'impressione di essere troppo brevi e manca loro qualcosa.

Prese singolarmente, le varie puntate di The Girlfriend Experience quindi non è che convincano più di tanto. Se devo essere sincero, la prima parte della stagione mi era parsa un po' una puttanata, è proprio il caso di dirlo. Nella seconda parte però a suo modo sa crescere parecchio e, vista nel complesso, la stagione ha un suo perché. Il suo perché si chiama soprattutto Riley Keough, calatissima nella parte, sia recitativamente che fisicamente. E che fisico! Il suo è un tour de force interpretativo e pure sessuale. In The Girlfriend Experience infatti, non so se l'avreste mai detto, ci sono un sacco di scene di sesso. Davvero tante. Alcune ricordano Shame, solo che qui non c'è Michael Fassbender con il maxi bigolo di fuori. Altre ricordano lo stile indie glaciale di Steven Soderbergh, non a caso la serie è ispirata proprio all'omonima pellicola diretta dal regista statunitense e con protagonista la (ex?) pornostar Sasha Grey.


Oltre a Riley Keough, anche il crescendo della serie è notevole e alla fine, pur con tutti i suoi limiti e difetti, è una delle visioni che più mi hanno colpito in quest'annata, sia sul piccolo che sul grande schermo. Anche se a tratti può apparire un po' ripetitiva, come serie. Chissà perché, infatti, ma in quasi tutti gli episodi gli uomini che usufruiscono dei servizi della protagonista le richiedono sempre di fare sesso...


Hey, un momento: ecco cosa mi sono scordato io di chiedere a Riley. Non mi era venuto in mente. Ma porca puttana!

Scusate, sono stato volgare. Non si dice: ma porca puttana, si dice: ma porca escort!
(voto 7-/10)

4 commenti:

  1. Proverò. Pensa, però, che il film di Sasha (sempre sia lodata) mi aveva annoiato...
    Se ben ricordo, gli staordinari della esport non venivano mostrati!

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  2. Se mi avanza tempo potrei inserirla tra le visioni estive, ma né sulla carta né ora che è finita mi ispira granchè...

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  3. La cosa che mi ispira maggiormente è il tuo racconto , i serial li vedo pochissimo o niente..le perdo , mi addormento etc etc...Ma la tua esperienza quella si è giocata bene..
    Farne un cortometraggio? che ne dici?
    Sei un grande!
    Abbraccione afoso!

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  4. Non mi pare roba per me.
    Ad ogni modo, io non starò recensendo nulla, ma tu che cavolo recensisci!?!? ;)

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