lunedì 14 novembre 2016

Knight of Cups - Fante di Chiappe... pardon, Fante di Coppe






Knight of Cups
(USA 2015)
Regia: Terrence Malick
Sceneggiatura: Terrence Malick
Cast: Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Brian Dennehy, Wes Bentley, Freida Pinto, Teresa Palmer, Imogen Poots, Isabel Lucas, Cherry Jones, Antonio Banderas, Jason Clarke, Joel Kinnaman, Nick Offerman, Clifton Collins Jr., Dane DeHaan, Shea Whigham, Joe Lo Truglio, Joe Manganiello
Genere: umano
Se ti piace guarda anche: The Tree of Life, To the Wonder


Terrence Malick forse non è Dio.
Forse, eh.

Forse è solo un'anima in pena, come Christan Bale nel suo ultimo film, Knight of Cups. Un fante di coppe alla deriva che non sa dove andare. Quale direzione prendere. Uno che, nell'indecisione, continua a prendere sempre la stessa direzione. A ripetersi tutte le volte. Così come Christian Bale passa da una donna magnifica all'altra, Terrence Malick passa da una pellicola magnifica all'altra.
Esteticamente magnifica, però oltre le gambe c'è di più?



Con The Tree of Life Terrence Malick ha girato uno dei film più incredibili e “game changing” nella Storia del Cinema recente. Dopo aver fatto una cosa del genere, “Perché cambiare?” dev'essersi chiesto.

To the Wonder e questo Knight of Cups sono gli altri due atti dell'albero della vita. Solo che non possiedono lo stesso effetto sorpresa. Non stupiscono allo stesso modo. Sono bellissimi, ma manca loro qualcosa.

"Tutti ar mare, tutti ar mare, a mostra' le chiappe chiare!"

Terrence Malick forse non è Dio.
Terrence Malick non ha le risposte agli interrogativi della vita che da lui vorremmo. È per questo che Knight of Cups lascia con un senso di enorme insoddisfazione. Perché se con il divino The Tree of Life e, sebbene in misura decisamente minore, con To the Wonder, Terrence Malick sembrava poter indicare la via, la strada giusta, l'ultimo Knight of Cups ci presenta un protagonista, e un regista, che vagano senza scopo e senza meta. Probabilmente anche senza senso.
Knight of Cups non ha senso?
Sembra non aver senso. D'altra parte, nemmeno la vita sembra averne uno, e quindi quale rappresentazione della vita migliore dei film malickiani?

Si può accusare Malick di manierismo?
Sicuramente.

Dopo The Tree of Life, tra To the Wonder e questo Knight of Cups il grande regista statunitense si è fossilizzato?
Molto probabile.


In compenso i suoi film, quest'ultimo compreso, sono come le scene fighe dei film “normali” tutte messe insieme e montate un po' a caso. E poco importa se non c'è una trama ben definita. Poco importa se non c'è una narrazione tradizionale e i dialoghi sono pochi e quasi sempre sostituiti dalle ormai immancabili voci fuoricampo. Il cinema di Terrence Malick è poesia. È bellezza. Una bellezza in questo caso più umana che divina.

Se poi andiamo a vedere da vicino, una trama in realtà c'è: Knight of Cups ci racconta il tragico dramma di un uomo che esce con lei...



E poi con lei...



Solo che era sposato con lei...



Ma poi frequenta pure lei...

"Sono andato al supermercato e ho trovato lei.
Ditemi voi se questa è vita..."


Non si fa mancare un po' di lei...



E soprattutto si fa Lei...



Un tipo che esce con tutte queste donne magnifiche, come mai potrebbe raggiungere la felicità?
Come?

"Christian, te le devi fare tutte. Tutte, ho detto!"
"Tutte? Ma è terribile, non ce la posso fare."

Knight of Cups con il suo vagare confuso allora ci dice che no, Terrence Malick non è Dio.
È solo un uomo.
Un uomo che dirige da Dio, ma che dentro la testa ha solo un sacco di domande e nessuna risposta.
Proprio come tutti gli altri uomini.
Proprio come tutti noi comuni mortali.
(voto 6/10)

7 commenti:

  1. Da come lo racconti sembra avere notevoli analogie con OTTO E MEZZO
    L'andrò a vedere; anche se non mi piacerà... pazienza: a chi ha creato THE TREE OF LIFE si può perdonare un passo falso (anche Fellini ne ha fatti)

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  2. A partelo stile registico che fa venire il mal di mare, i film di Malick sono da rimuginarsi sù, ed è per questo che mi è piaciuto!

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  3. Gli ho perdonato To the wonder dove un senso in fondo c'era, qui, a meno che il Malick non si sia buttato pure lui su party hollywoodiani e belle donne, un senso non ce lo trovo. E l'effetto mal di mare ha fatto il resto.
    Voyage of Time lo rimette in posizione Dio per l'obiettivo del racconto, ma ci si stanca anche lì dopo poco...

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  4. Boooh.. Non mi passa proprio la voglia di vederlo :/

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  5. Visivamente è splendido, come qualsiasi film di Malick. Ma ahimé l'ho trovato noioso...

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  6. Io con Malick non ce la faccio proprio. Questo me lo salto mi sa

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  7. Voto da groupie di Malick, ma questo lo immaginavo.
    Anche se so bene che in cuor tuo anche tu ti sei sfracellato la minchia a guardarlo. ;)

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